Michele Montesano
Puntuale con l’arrivo del nuovo anno si riaccendono i motori della Dakar. Giunto alla sua 48ª edizione, il Rally Raid più celebre e massacrante del mondo resta in Arabia Saudita per la settima volta consecutiva. Saranno ancora le dune, i canyon e i deserti sauditi a fare da sfondo a una tra le gare più iconiche del motorsport. Ma a parità di palcoscenico, il percorso disegnato dal direttore di gara David Castera sarà tutto nuovo a partire dall’assenza dal tanto temuto Empty Quarter e della tappa da 48 ore.
Ad attendere i concorrenti sarà un percorso ad anello che vedrà la città di Yanbu punto di partenza e di arrivo della maratona. Saranno 13 le tappe, precedute dal classico Prologo, per un totale di 7.994 km di cui ben 4.880 di Prove Speciali cronometrate e i restanti di trasferimento. La 48ª edizione della Dakar avrà inizio il 3 gennaio da Yanbu, per poi concludersi nuovamente nella città saudita il 17 gennaio.
Se il Prologo, con i suoi 23 km cronometrati, servirà esclusivamente per determinare l’ordine di partenza della prima tappa, la gara entrerà nel vivo il giorno successivo con il percosso ad anello di 305 km cronometrati con arrivo nuovamente a Yanbu. Dalla ghiaia si passa al terreno roccioso, la Dakar si dirige infatti verso Al Ula, dove resterà anche per la terza tappa effettuando nuovamente un percorso ad anello caratterizzato da un terreno vulcanico.
Sarà la volta della prima Marathon-Refuge che si articolerà tra il sette e l’otto gennaio verso Ha’il. La sera i concorrenti si fermeranno ai bivacchi potendo contare su un’assistenza limitata, vale a dire esclusivamente l’aiuto tra compagni di squadra. La giornata seguente l’ordine di partenza sarà basato sulla classifica finale della speciale precedente evitando, così, possibili giochi di strategia. La sfida proseguirà con la tappa più lunga dell’intera Dakar 2026, ben 920 km totali e 331 di speciale, che porterà la carovana da Ha’il verso Riyadh.
Il 10 gennaio, i concorrenti potranno godersi il meritato riposo nella capitale dell’Arabia Saudita prima di salire nuovamente in auto. La seconda settimana si partirà in direzione di Wadi Ad-Dawasir percorrendo ben 717 km, di cui 481 cronometrati, attraversando piste sabbiose e veloci. La tappa 8 sarà ad anello e vedrà i protagonisti affrontare la Prova Speciale più lunga, con ben 481 km cronometrati, da affrontare tra canyon e terreni impervi e selettivi.
Martedì 13 gennaio, sarà la volta della seconda Marathon-Refuge che si svolgerà tra Wadi Ad-Dawasir e Bisha, tra terreni rocciosi e deserti sterminati. Il secondo giorno sarà quindi fondamentale la navigazione in quanto, così come nella prima tappa Marathon, le auto non potranno sfruttare le tracce lasciate dalle moto che affronteranno un percorso differente. I co-piloti avranno il loro da fare anche nella tappa successiva, il 15 gennaio, visto che da Bisha ad Al-Henakiyah trovano numerosi incroci e bivi.
Il finale vedrà la carovana tornare verso la città di Yanbu attraverso un percorso vario, guidato e tortuoso, inframezzato da guadi e piccole dune. Infine il 17 gennaio si concluderanno le ostilità con l’ultimo anello di 141 km, di cui 105 cronometrati, con due sezioni distinte e un finale che vedrà i protagonisti tagliare il tanto agognato traguardo in prossimità delle coste del Mar Rosso di Yanbu.