17 Mar 2026 [14:17]
Sono Gasly e risolvo problemi
Con il francese l'Alpine vola
Massimo Costa - XPB Images
Superbe, direbbero i francesi davanti alla brillante prestazione in terra cinese del team Alpine spinto dalla power unit Mercedes. Ma di transalpino, dopo la mesta uscita di scena di Renault inteso come motorista, c’è rimasto ben poco, se non il direttore tecnico (ex Ferrari) David Sanchez nella squadra che vede Flavio Briatore al comando e Steve Nielsen Managing Director.
Tra l’Australia e la Cina, trasferta affrontata in un battito di ciglia, c’era ben poco che Alpine potesse fare per migliorare le prestazioni dopo Melbourne, luogo in cui Pierre Gasly da 14esimo in qualifica era riuscito a prendere il decimo posto, e dunque il primo punto stagionale. Franco Colapinto invece, 16esimo nelle prove, aveva chiuso 14esimo.
Eppure, a Shanghai, la A526 è apparsa un’altra cosa rispetto a sette giorni prima. Considerando che la power unit è, come detto, Mercedes e quindi garanzia di competitività e affidabilità (ma non ditelo alla gente della McLaren, non la prenderebbero bene), fondamentale è stato progredire a livello aerodinamico, set-up e tutto quel che concerne la monoposto.
A Shanghai, con un solo turno di libere, il format Sprint che induce a lavorare senza sosta e un po’ a tentoni, tutto ha funzionato alla perfezione. Soprattutto se in casa hai un pilota come Pierre Gasly, non nuovo a regalare colpi di genio non indifferenti. Il francese è stato capace di centrare la Q3 sia nella qualifica Sprint sia nella qualifica del Gran Premio, entrambe concluse in una notevolissima settima posizione.
E se nella corsa di 30 minuti, Gasly per vari motivi non è riuscito a capitalizzare punti, che premiano i primi otto (lui ha concluso 11esimo), il capolavoro lo ha messo a segno nella gara che conta. Approfittando anche della clamorosa assenza delle due McLaren che hanno lasciato vuota la terza fila, Gasly ha disputato una gara tutta d’attacco che lo ha portato al sesto posto finale giocandosela fino alla bandiera a scacchi con la Haas-Ferrari di Oliver Bearman.
Ma una corsa finalmente da protagonista l’ha vissuta anche Franco Colapinto. Messo in ombra nelle due qualifiche, l’argentino fin dal via ha navigato costantemente in zona punti e dintorni. Con una diversa strategia rispetto al compagno, Colapinto ha ritardato il cambio gomme trovandosi anche secondo dopo la fase di safety-car per il ritiro della Aston Martin-Honda di Lance Stroll.
Rapidamente risucchiato da Mercedes e Ferrari, una volta effettuato il pit-stop e montate le gomme medie, Colapinto è rientrato in pista davanti ad Esteban Ocon con la Haas, con cui aveva già battagliato in precedenza assieme a Gasly e Bearman. Il francese Ocon però, ha avuto fretta nel superare Colapinto e al primo tornantino ha subito tentato di buttarsi all’interno combinando un pasticcio che lo ha portato a speronare l’Alpine.
Ocon si è preso 10” di penalità, Colapinto è ripartito attardato, ma ha comunque agguantato il decimo posto. Un sogno per il team Alpine ritrovarsi con due proprie monoposto in zona punti. Cosa che non accadeva dall’incredibile esito del GP del Brasile 2024, quando Ocon (all’epoca in Alpine) e Gasly salirono sul podio rispettivamente in seconda e terza posizione.