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16 Feb [11:26]

LA FESTA
I ventotto anni della Meteco

Erano quattro amici al bar. Non uno qualunque, quello aziendale della Meteco Acciai. “Franco Minetti, Enrico Chevallaz, Luciano Nurisso ed io eravamo appassionati di corse e decidemmo di dare vita a una scuderia”, fa Luciano Chiaramello. E visto che oltre alla passionaccia per le corse li accumunava anche il lavoro, la chiamarono Meteco Corse. Era il mille e novecentottantadue, una mezza vita fa. Da allora, come si dice, di acqua sotto i ponti ne è passata tanta. La Meteco Acciai, dopo essere stata rilevata da un gruppo francese, ha cessato di esistere. La Meteco Corse invece seguita a essere un punto fermo nel panorama italiano.

“Da allora è cambiato quasi tutto”, osserva ancora Chiaramello che è l’unico dei quattro fondatori a continuare a darsi da fare, a sbattersi per scrivere altri capitoli di una storia ormai quasi ventennale. Per dire, quella che era una associazione sportiva è diventata una esserrelle. Ma lo spirito è rimasto. Insieme all’imperativo di restare con i piedi ben piantati per terra. “Quella di seguire un numero abbastanza ristretto di piloti – fa notare il padre-padrone della squadra – è una precisa scelta: sia io, sia Sergio Zaffiro che da anni mi segue in questa avventura, abbiamo anche da svolgere le nostre attività che esulano dalle corse e allora non è il caso di mettere troppa carne al fuoco”.

Uomo concreto, manco pensa a sfide fuori portata, a programmi troppo ambiziosi. Intanto, però, si seguita a togliersi delle belle soddisfazioni. Per dire, il titolo scuderie vinto nel Trofeo Rally Asfalto. Oltre ai tanti successi rastrellati da quelli che hanno corso anche grazie al suo impegno nel cercare e trovare sponsor. Quelli di Roberto Vescovi e Giancarla Guzzi nel Trofeo Peugeot 207 R3T, quello di Stefano Albertini fra gli Under 23 del Trofeo Renault. E le vittorie ottenute da Guelfi, Benazzo, Ferrara, Mastrazzo, Pisi, Tessore, Orengo, Sala, Gaveglio, Cirio, Araldo...

ran.