Rally

Rally di Croazia – Finale
Katsuta concede il bis, Neuville sbatte

Michele Montesano Il veleno sta nella coda. Il Rally di Croazia ha riservato un’amara sorpresa a Thierry Neuville che, nella...

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F4 Spanish

Valencia - Gara 3
La rivincita di Kanthan

Davide Attanasio - FotocarÈ bastata qualche gocciolina di pioggia (e una pista scivolosa) per smuovere una gara che, molto p...

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Super Trofeo Lamborghini

Le Castellet – Gara 2
La prima di Iaquinta-Gilardoni

Michele Montesano - Foto Speedy Due gare sono state più che sufficienti per trovare la giusta alchimia tra Simone Iaquinta ...

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F4 Spanish

Valencia - Qualifica 2
Kanthan di forza e orgoglio

Davide Attanasio - FotocarDa un punto di vista puramente sportivo, essere stato Vivek Kanthan nella giornata di sabato (11 a...

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Rally

Rally di Croazia – 2° giorno finale
Pajari fora, Neuville sale in vetta

Michele Montesano Vietato abbassare la guardia. Come un fulmine a ciel sereno, nel pomeriggio del sabato, si è assistito ad...

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Rally

Rally di Croazia – 2° giorno mattino
Pajari resiste a Neuville, Fourmaux Ko

Michele Montesano Scorrono le speciali, ma in testa al Rally di Croazia resta sempre Sami Pajari. Non molla il finlandese d...

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17 Giu [16:01]

PUNTASPILLI
Assi di cuori
e assi di denari

Non occorre essere in grado di fare le uova per giudicare una frittata. Il concetto espresso, mi pare, da uno dei grandi presidenti degli Stati Uniti è chiaro: non è necessario saper far meglio per giudicare. E non fa una grinza, nemmeno un plissé. È così e basta. Del resto, il diritto alla critica è uno di quelli fondamentali. Con qualche limite, però. Almeno quelli imposti della decenza. Che, a sorpassarli, si sconfina subito nell'arroganza. “Modo di comportarsi insolente e troppo presuntuoso si sé”, ricorda il vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli.
Flavio Briatore non se ne cura. Non quando reagisce al gesto di stizza canadese di Giancarlo Fisichella con una frase che fa torto alla sua intelligenza: “È pagato per correre - dice in sostanza il manager cuneese - e se non gli va bene può sempre andarsene”. È la Formula 1, bellezza. Peggio: è la vita. E difatti Claude Satinet, numero uno di Automobiles Citroen, ancora in Turchia, una decina di giorni prima di autorizzare il reintegro di François Duval nella sua squadra ci teneva a far sapere che stava pensando a rescindere il contratto del belga senza versargli il compenso pattuito a inizio stagione. Parlava di una sorta di licenziamento per giusta causa, lo accusava di grave errore professionale.
È la solita storia, purtroppo. I padroni del vapore fanno sempre così. Con o senza “le belle braghe bianche” non riescono ad aver neppure un po' di rispetto per chi rischia, per l'Uomo. Per loro conta solo la Macchina. Anche se sono assai pochi gli appassionati che si ricordano chi ha vinto il Mondiale Costruttori tre anni fa...

ran.