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19 Mar [11:07]

Protesta dei piloti in Kenya
Niente dichiarazioni dopo le PS

Michele Montesano

I piloti del WRC non ci stanno. I protagonisti del Mondiale Rally, durante le prime fasi del Safari, hanno messo in atto una protesta in merito alle sanzioni comminate dalla FIA per un uso del linguaggio non consono durante le interviste. Un taglio netto alla radice, infatti al termine delle speciali gli equipaggi non rilasceranno dichiarazioni o, nel caso decidano di parlare, lo faranno solamente nella loro lingua madre.

Tale scelta fa seguito alla presa di posizione da parte della FIA che, nel recente Rally di Svezia, ha multato Adrien Fourmaux per ‘linguaggio non appropriato’ infrangendo, così, l’articolo 12.2.1 del Codice Sportivo Internazionale FIA. Il francese della Hyundai, colpevole di aver detto una parolaccia in un’intervista televisiva, è stato multato di 10.000 €, più ulteriori 20.000 € poi sospesi.

Le sanzioni previste dalla FIA vanno da una multa pecuniaria fino ad arrivare, in caso di recidiva, anche a penalità di tempo o punti sulla licenza. Piloti e navigatori, tramite la WoRDA (World Rally Drivers Alliance), hanno quindi espresso il loro dissenso decidendo, quindi, di non rilasciare dichiarazioni nel Safari Rally del Kenya.

Il comunicato rilasciato della WoRDA recita: “Siamo tutti d'accordo nel ridurre al minimo la maleducazione ai microfoni. Allo stesso tempo, è necessario mantenere una certa libertà di espressione e tenere vive le emozioni. I piloti non devono aver paura di essere puniti in alcun modo. Abbiamo chiesto al presidente della FIA alcune modifiche alle regole per aiutarci a raggiungere questo obiettivo”.

La dichiarazione unanime dei piloti del WRC prosegue: “Ecco perché noi (membri WoRDA n.d.r.) stiamo prendendo la decisione responsabile di rimanere in silenzio alla fine delle interviste o di rispondere nella nostra lingua madre. Nell'interesse del nostro sport, tale azione è purtroppo necessaria e ci scusiamo con tutti i fan del rally, anche se sappiamo che ci supportano in questo".