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- Come mai hai scelto la 307?

"Ho optato per la Peugeot perché sono convinto che al giorno d'oggi sia la vettura con il miglior rapporto prezzo/prestazioni, inoltre conosco perfettamente la filosofia Peugeot e la bontà della 206 WRC ed immagino che non si scosti molto dalla 307...".

- Contento di tornare a gareggiare per il team BSA?

"Certo. Il mio ritorno è come ripresentarsi a casa dopo un po' di tempo... Ritroverò volti noti, e tutti quelli che mi erano vicini nei bei giorni del titolo francese. È evidente che mi ha fatto molto piacere ritrovare questa squadra".

- Che cosa ti è rimasto della stagione passata?

"Innanzitutto debbo dire che ho incontrato delle persone che mi hanno colpito molto. Prima di tutto il mio pensiero va ad Armin Schwarz: per me rimane un monumento di questo sport ed è stato davvero magico essere il suo compagno. E tra l'altro l'ho trovato di un grande carisma e di una onestà davvero rara...
Il mio miglior ricordo sportivo, invece, è legato al Tour de Corse. In quella gara siamo arrivati preparati sia mentalmente sia fisicamente e tranne qualche piccolo problema il risultato è arrivato. Anche se il bello è arrivato dopo quando Juan Suareda, il team manager, mi ha detto "In Catalunya: flat out!", che tradotto più o meno voleva dire "Alex, in Spagna attacchi al massimo e fregatene del resto". È stato davvero buffo perché in quel momento per i meccanici e per tutta la squadra è risultato eccitante come vincere una gara".