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5 Set [10:16]

CONTROCANTO
I rally italiani a rischio fuori gioco

O quante belle figlie madama Dorè… Gli specialisti – gli stessi che non tanto tempo fa profetizzavano che a rianimare la serie tricolore sarebbero state le gitì – danno fondo alla loro abilità nello scartabellare l’elenco delle vetture omologate e alla fine annunciano che se davvero passerà la proposta di mettere fuori gioco le Super2000, le Super1600, le R4 e le N4, il campionato italiano rally tornerà più bello che pria. E anche più sicuro, come va raccontando in giro Carlo Cassina che Angelo Sticchi Damiani ha promosso esperto e gratificato di uno scranno nella stanza dei bottoni.
Non è tutt’oro quello che luccica. Le controindicazioni non sono poche, gli effetti collaterali rischiano di annullare i pochi (e per ora teorici) vantaggi di una soluzione che pare gradita anche dal mercante che seguita ad avere un posto nel tempio.
Intanto non c’è niente che autorizzi a credere che tutti i costruttori che hanno in listino una R3, una R2 (nella foto la nuova Peugeot 208) o una R1 decida di investire in una specialità della quale, nel Bel Paese, la grande stampa si occupa ormai solo in occasione di tragici eventi.
Intanto è probabile, se non possibile, che il pubblico, senza più le due litri aspirate a trazione integrale, sulle strade della serie tricolore cali ulteriormente.
Intanto nessuno si preoccupa delle ricadute negative che il cambio delle regole avrebbe su quelle strutture che nelle Super2000 hanno investito soldi veri. E che per questo dovrebbero meritare rispetto da chi legifera.

ran.