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18 Lug [17:17]

GUIDO IO
Basta con le polemiche da bar

Guido Rancati

L'intenzione era dare la possibilità a Kalle Rovanpera di prendere confidenza con le strade catramate ed era una buona intenzione. Frutto di un'operazione che era stata congegnata in modo che ad averne un certo tornaconto non fosse soltanto il talentuoso ragazzino finlandese: la Peugeot Italia si sarebbe garantita punti utili a mettere le mani sul campionato italiano costruttori e la Pirelli avrebbe avuto la possibilità di mantenere un qualche contatto con il rallismo internazionale di livello. Qualcosa ne avrebbe guadagnato pure la serie tricolore che non è – e forse non è mai stata – la più bella del mondo e, come si dice in questi casi, tutti avrebbero avuto di che vivere a lungo felici e contenti.

Non è andata esattamente così. Il figlio d'arte ha macinato un po' di chilometri su un asfalto che, esasperatamente lento, non si troverà più ad affrontare, ma ha fin qui collezionato un ritiro al Ciocco, un quattordicesimo posto a Sanremo e un settimo al Salento. Insomma: non è stato determinante nel garantire al Leone il primato nel meno frequentato dei campionati verdi-bianco-rossi. E sulla terra, nelle due garette che ha disputato, si è trovato al centro di feroci polemiche da bar. Che lasceranno pure il tempo che trovano, ma che un gran bene alla specialità non hanno fatto. Una intelligente scelta tattica operata dal bimbetto (e, s'ha da credere, da chi lo segue) all'Adriatico e un guasto al San Marino hanno fatto da detonatore al livore di chi la mena da sempre sulla presunta, molto presunta, superiorità degli appassionati delle corse su strada nei confronti di chi ama altri sport.

Colpevole di aver vinto tanto e di voler continuare a farlo, Paolo Andreucci ha raccolto insulti ingiustificati e comunque ingiustificabili. Ovviamente insieme alla filiale italiana della Peugeot la cui colpa è investire da ormai più di trenta anni nei rally del Bel Paese. Ecco allora che il piatto piange. E i se si sprecano: se per lui fosse stato disegnato un programma non legato a doppio filo al Cir, se... se... se... La storia, è noto, non si fa con i se e con i ma e va avanti. Almeno per un altro po' ancora. Con, a fare da sottofondo le parole di Ivano Fossati: già, un capitano per quanto giovane dovrebbe stare in mare e un pilota dovrebbe stare in auto. Non necessariamente, però, su una polveriera...