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Ferrari svela la SF-26: doppio push rod
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Arriva la nuova Ferrari
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Rally di Monte Carlo – 2° giorno finale
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Mercedes W17: retrotreno esasperato
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L'Alpine va in crociera...
La A526 presentata su una nave

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Rally di Monte Carlo – 2° giorno mattino
Solberg allunga nonostante una foratura

Michele Montesano Un Rally di Monte Carlo vecchio stile, come non si vedeva da tempo, ha messo in crisi quasi tutti i protag...

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15 Giu [17:24]

GUIDO IO
Qualcuno salvi il soldato Andolfi

Guido Rancati

Passa un giorno, passa l'altro, e... niente: chi aspetta che il sito ufficiale dell'Aci Team Italia informi se Fabio Andolfi, finito fuori strada nella prima prova speciale del secondo giro della prima tappa del Rally d'Italia, quella disputata venerdì della scorsa settimana, avrà la possibilità di riprendere ad aggredire la terra e la sabbia sarda con la Hyundai con fregi tricolori, resta deluso. In questa strana epoca nella quale l'apparire pare sempre più spesso più importante dell'essere, i comunicatori federali tacciono. Forse perché in altre faccende affaccendati. E allora, in mancanza di notizie ufficiali, ci si deve accontentare di quel poco che passa il convento. Di qualche scatto che mostra un'auto un po' stropicciata diffuso da un solertissimo fiancheggiatore con l'intento di supportare la tesi del ritiro per “danni irreparabili”, pur se non è necessario avere una grande esperienza per sapere che mai come in queste cose l'apparenza spesso inganna. E dal pezzullo dedicato al tema da un settimanale dal passato glorioso.

Lettura istruttiva, quella del periodico che da poco ha trovato casa non troppo lontano dal palazzo dove si fa il bello e il brutto (più questo che quello, ma è un’opinione) dell'automobilismo da corsa italiano. Fin dal titolo che getta la croce sul pilota che ha sbagliato. Dopo qualche prova interessante, si legge nel testo che poi racconta di “danni troppo ingenti per poterli riparare e farlo ripartire”. Bella frase, che dice tutto senza dir niente. Che non chiarisce la portata reale dei danni e non spiega chi ha concretamente deciso di gettare la spugna. Magari un tecnico della federazione internazionale, magari uno degli ingegneri del reparto corse della Casa coreana. O forse solo un dirigente che alterna con frequenza disarmante la divisa dell'Aci e quella della struttura alla quale è stato affidato il programma. Quello stesso personaggio che, ventisette anni fa, decretò che Paolo Andreucci, uscito di strada nel sassarese dopo aver collezionato due vittorie in altrettante uscite con una Delta del Jolly, andava segato. Pur se all'epoca, non era affatto certo che a far volar fuori strada il garfagnino fosse stato un suo errore...