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Russell vincente nella F1 virtuale,
sognando la promozione in Mercedes

Jacopo Rubino - XPB Images

Trionfando nei Gran Premi virtuali di Barcellona e Montecarlo, George ...

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Mondiale Rally

Cancellato il Safari
Si tornerà in Kenya nel 2021

Mattia Tremolada

Nonostante i messaggi rassicuranti degli organizzatori nelle scorse settimane, alla fine i...

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17 Mag [16:45]

Esports: Successo al Ring
per Barnicoat e Sicillia

Antonio Caruccio

Nella settimana in cui SRO ha annunciato la versione rivista del calendario 2020, è andato in scena anche il terzo round della serie E-Sports. Sui “server” del Nurburgring la vittoria è andata nelle mani della McLaren di Ben Barnicoat, che ha inseguito per tutta la gara e superato nel finale la Porsche di Louis Deletraz. Lo svizzero, che partiva dalla prima fila al fianco di Jordan Pepper, aveva preso il comando alla prima curva, con la Bentely finita in testacoda dopo un contatto con Barnicoat in curva 2.

Sul podio è salita un’altra Bentley, quella di Andy Soucek. Settima posizione per l’Audi di Marcucci, che ha preceduto un Raffaele Marciello in grande spolvero che ha recuperato dall’ottava fila di partenza. Bel duello tra italiani nella fase centrale di gara con Luca Ghiotto, che ha concluso 13°. Fuori dai giochi a metà corsa Fabrizio Crestani che si era invece qualificato sesto con la McLaren, sanzionato con uno Stop&Go. Penalità anche per il belga Alessio Picariello, che con la Porsche occupava il podio virtuale fino ad una pericolosa manovra commessa all’ultima curva, che gli è costata un drive-through.

Bella prova per il capitano di AC Milan, Alessio Romagnoli. Dopo aver preso parte alla F1 Esports, il mondo dei motori ha avuto il sopravvento nella vita domenicale del calciatore, che ha così deciso di raggiungere l’amico Vitantonio Liuzzi in seno ad FFF, ed ha concluso in ventesima posizione con la sua Lamborghini.

A ruota, si è disputata anche la gara dei Silver, riservata ai professionisti del mondo del Sim-Racing, che ha anche segnato il debutto della prima sessione completamente bagnata, aggiungendo così difficoltà ad un circuito di suo non facile. Dalla pole era partita la Ferrari di Davide Tonizza, che però non è andato oltre il quinto posto, alle spalle dell’Aston di Jesus Sicillia che in rimonta ha beffato anche la Porsche di Eamon Murphy, mentre il podio è stato completato dalla Lexus di Axel Petit.

10 Mag [19:10]

Esports a Spa
Le vittorie a Marcucci e Capoccia

Antonio Caruccio

Lorenzo Marcucci si è aggiudicato la gara di Spa, secondo appuntamento per SRO E-Sport GT Series. In attesa di capire se e quando la 24 Ore del 2020 verrà disputata, si è consumata l’azione per la versione statica della simulazione online, che ha visto un’Audi conquistare una vittoria in solitaria, proprio con Marcucci che ha condotto una corsa impeccabile. Di ben 15 secondi il vantaggio nei confronti di Ivan Pareras, che ha portato un’altra R8, coi colori del Phoenix Racing in seconda posizione, a precedere l’Aston Martin di Luigi di Lorenzo.

Ottima la prova, in rimonta, di Louis Deletraz, che si è tenuto fuori dai guai in un fine settimana che lo vedrà anche impegnato con la prova virtuale della Formula 2. Lo svizzero, che in virtù del ruolo di tester per Haas F1 ha anche preso parte agli Esports della massima serie, si è esercitato per la gara nelle giornate precedenti, godendo del supporto di un vero esperto del gaming online, nonché della guida in pista, il campione Blancpain GT 2018 Raffaele Marciello.

L’italiano, che lottava per il podio dopo essersi qualificato sesto, si è dovuto ritirare a seguito di un contatto con Fabrizio Crestani, che ha perso il controllo su di un “fake bump” ad Eau Rouge. Il trevigiano, che partiva quarto, ha dimostrato grande confidenza con la sua McLaren virtuale, che condurrà in pista nel GT Open, chiudendo ventiduesimo.

Quinta posizione per Luca Ghiotto, autore di una rimonta clamorosa che lo aveva visto partire dall’undicesima fila. Anche per il vicentino, doppio impegno per la corsa virtuale della F2 nella stessa data. Rammarico invece per la gara di Matteo Cairoli. Ancora una volta, dopo Silverstone, velocissimo in qualifica con il settimo miglior tempo, si è dovuto ritirare dopo il contatto subito ad opera di Albert Costa a La Source, con lo spagnolo sanzionato.

Una penalità ha invece vanificato la gara di David Fumanelli. Il brianzolo, che aveva tagliato il traguardo in ottava piazza in rimonta dalla quindicesima piazzola in griglia, ha subito un handicap di mezzo minuto per un contatto nelle prime fasi di gara.

Ritirato al 31° giro, dopo aver effettuato una rimonta dal fondo, Tonio Liuzzi, alfiere FFF che prenderà parte anche alla gara F1 Esports. Costretto a non completare le qualifiche per un problema di piattaforma, il pescarese ha comunque terminato quale miglior Guest ex F1, a precedere Jenson Button, fuori a Bus Stop al secondo giro, e Jean Eric Vergne che non ha nemmeno preso il via della corsa.

Vince un italiano, e lo fa ancora su Audi, anche nella Silver Cup, riservata ai piloti professionisti del simulatore. Fuga solitaria di Andrea Capoccia, che ha preceduto per 11 secondi l’olandese Hany Alsabati sulla Lexus supportata da Tech 1, che la schiera anche nel campionato reale, e dalla Triple A management, gestita da Olivier Panis, in partnership coi fratelli Simon e Sarah Abadie in questo progetto GT. Terzo gradino del podio per Giovanni De Salvo, con la Lamborghini colorata FFF Racing, in lizza per vincere l’Award istituito a fine anno dalla compagine cinese di Andrea Caldarelli, ovvero un test in pista su una vera Lamborghini Huracan.

26 Apr [18:58]

E-Sports a Silverstone
Pepper vince, Leclerc 20° al debutto

Antonio Caruccio

Si fa di necessità virtù. I piloti, come tutti i più comuni e "plebei" abitanti del pianeta terra, non possono vivere la loro vita “tradizionale” e così si sono cimentati nella guida virtuale. Una pratica che solo pochi mesi fa veniva vista come un passatempo ed un ripiego, ma che oggi spopola. E dopo Formula 1 e Formula E, WTCR e TCR, si è svolta la prima gara del campionato E-Sport GT Series di SRO. Questa prende il posto della serie reale, in attesa che venga confermata l’accensione dei motori a fine giugno sul circuito di Zandvoort, con il supporto di Assetto Corsa Competizione e delle aziende Kunos e AK Informatica. La corsa si è disputata sui “server” di Silverstone, il primo dei cinque round della stagione.

Un’ora di gara, la stessa durata di uno stint di guida, che ha visto i piloti sfidarsi per la pole position, andata nelle mani di Fabrizio Crestani, il quale ha portato al debutto la livrea del team Teo Martin Motorsport con la McLaren. Il trevigiano, protagonista di Blancpain GT e GT Open, condividendo il proprio set-up ha permesso anche a Ben Barnicoat di regalare la prima fila virtuale al costruttore di Woking sul circuito di casa. Partiti al comando, i due sono arrivati però al contatto, con Crestani costretto ad una rimonta dalle retrovie. Meglio è andata al compagno inglese che al traguardo ha chiuso al secondo posto alle spalle del primo classificato Jordan Pepper.

La Bentley, dopo la vittoria reale in occasione dell’unica gara disputata nel 2020 alla 12 Ore di Bathurst, festeggia così anche il primo successo virtuale. Sventola il tricolore sul podio grazie a Raffaele Marciello, che oltre ad essere uno dei protagonisti per la lotta al titolo in pista, si dimostra anche un sim-driver di alto livello, sempre ovviamente fedele ai colori Mercedes, seppur con la livrea del neonato team Mad Panda.

Quarto, dopo una lotta con “Lello”, un altro italiano, Luigi di Lorenzo. Diciassettesimo ha chiuso Crestani, con David Fumanelli diciannovesimo e davanti a Charles Leclerc. Il monegasco, che ha scalzato Max Verstappen dal ruolo di porta bandiera del nuovo corso di piloti di Formula 1 che si dilettano anche nel virtuale, si è qualificato 23esimo, ma è stato penalizzato con un drive-through per un tamponamento su Luca Ghiotto alla fine del primo giro, quando la modalità fantasma del gioco ha dapprima tratto in inganno il ferrarista al via, e poi lo ha visto speronare l’italiano.

Buona la prova del vicentino, che difendeva i colori dell’Aston Martin di R-Motorsport, ed ha restituito alla curva Abbey nel corso del secondo giro il favore al monegasco. Luca era comunque nella prima metà del gruppo, ma si è dovuto fermare per dei problemi tecnici, simile sorte toccata al connazionale Matteo Cairoli. Il comasco infatti, qualificatosi al quarto posto con la Porsche, non ha nemmeno potuto prendere parte al giro di allineamento. Il rovescio della medaglia delle gare virtuali, che tuttavia come ha insegnato l’esperienza nell’Esports F1 di Lando Norris, è una variabile da non sottovalutare.

Ritirati entrambi gli italiani portacolori di FFF Racing e Lamborghini, Andrea Caldarelli e Vitantonio Liuzzi, mentre Jenson Button, che aveva già debuttato nella F1 Esports con McLaren, ha concluso nelle retrovie prima di concentrarsi sul ruolo di team manager dell’omonimo team che correrà con McLaren nel GT World Challenge Europe.

Oltre ai Pro, si è svolta anche la gara dei Silver, ovvero dei piloti che della guida virtuale fanno la loro professione e non solo una passione. Tripletta per la McLaren che ha monopolizzato il podio con la vittoria tricolore di Patrick Selva davanti ad Arthur Kammeer e Nils Naujoks, che ha battagliato con David Tonizza nel finale di gara, portacolori ufficiali di FDA Hublot Esports Team.
 

31 Mar [15:32]

Prima bozza del calendario 2020,
partenza da Zandvoort a fine giugno

Massimo Costa

Italiaracing è entrata in possesso della prima bozza di calendario che SRO ha rilasciato per il GT World Challenge Europe 2020. Per prima cosa, si è stati attenti a non creare concomitanze con l'ADAC GT tedesco, il British GT e il French GT, in quanto evidentemente anche gli organizzatori dei suddetti campionati hanno già tracciato le rispettive bozze di calendario, benché tutto in questo momento sia in una bolla e a dettare il reale calendario della vita è il Covid-19. SRO comunque, si sta sforzando per mantenere il numero di appuntamenti previsto prima dell'avvento del Coronavirus. 

Per ora, l'idea è quella di partire da Zandvoort, Olanda, a fine giugno con la categoria Sprint mentre a metà di giugno si potrebbero prevedere i test pre 24 Ore di Spa sul tracciato belga. Ma tutto va rimesso sulla possibilità dei team di passare da un Paese all'altro con i mezzi e il personale, e alla possibilità di far svolgere le gare senza pubblico.

Va da sé che partire nel mese di giugno pare piuttosto rischioso. Se Zandvoort dovesse essere cancellata, gli eventi totali diverrebbero nove e non dieci. Le due gare olandesi sarebbero recuperate a Misano e Imola con una terza gara in ognuno dei weekend. Ma se anche Misano dovesse essere cancellata, questa prova verrebbe rimpiazzata dal circuito spagnolo di Navarra in calendario il 18 ottobre. Rimane poi il grande dubbio sulla disputa della 24 Ore di Spa di fine luglio. Nella data del 9 agosto si vorrebbe recuperare una delle due gare che erano previste in Gran Bretagna in maggio, ma per ora cancellate, sui circuiti di Brands Hatch e Silverstone. Se non sarà possibile correre su uno di questi due tracciati, vi è già una alternativa in altro Paese.

La bozza del calendario 2020

16-17 giugno - Test pre 24 Ore di Spa
28 giugno - Zandvoort - Sprint
5 luglio - Misano - Sprint
26 luglio - Spa - Endurance
9 agosto - TBA - Sprint
6 settembre - Nurburgring - Endurance
13 settembre - MagnyCours - Endurance
27 settembre - Budapest - Sprint
11 ottobre - Barcellona - Endurance
1 novembre - Imola - Sprint
15 novembre - Le Castellet - Endurance

23 Mar [14:54]

L'incredibile doppia vittoria 2019
di Caldarelli come pilota e team principal

Massimo Costa

C'è un pilota italiano che nel 2019 è riuscito a realizzare una grandissima, unica, impresa sportiva. Lui si chiama Andrea Caldarelli, ha festeggiato i 30 anni lo scorso 14 febbraio, ed è il campione in carica della serie Sprint ed Endurance del GT World Challenge Europe, sere che lo scorso anno era conosciuta con il nome Blancpain. Un doppio risultato di grande prestigio, ma a rendere gigantesca, come detto sopra, l'impresa sportiva è il fatto che Caldarelli è anche il team principal della FFF Racing, ovvero la squadra divenuta ufficiale Lamborghini lo scorso anno. Quindi, il buon Andrea doveva coprire due ruoli di assoluta importanza nei weekend di gara: quello di pilota di qualità e quello di gestore di un team in lotta per due campionati. Come ci è riuscito lo sa soltanto lui e ce lo racconta dalla sua casa nei pressi di Londra:

"Ci ho messo l'anima, mi rendevo conto che stavo per affrontare qualcosa di molto difficile, una sfida durissima. Era decisivo riuscire a scindere le due cose, quella del pilota e quella del team principal. L'approccio al weekend di gara era complicato, soprattutto nei primi eventi della stagione. Dovevo alzare un muro, una barriera, fin dal giovedì. Estraniarmi da tutti i problemi connessi alla gestione della mia squadra, ma non era affatto facile, e concentrarmi sulla guida. Pian piano mi ci sono abituato e fondamentale è stata la fiducia che ho riposto in Giorgio Ferro, team manager che mi ha coperto nel ruolo della direzione del team, e nel gruppo di ingegneri incredibili che disponiamo, così come i ragazzi della logistica. Per non parlare del mio compagno di avventura nell'abitacolo, Mapelli, un pilota fantastico, una persona di grande umanità che ringrazierò per tutta la vita".

Andrea continua a spiegare: "Mi sentivo molto coinvolto nel progetto Lamborghini, come pilota, come team, come factory driver. Avevo il compito di far vincere il marchio e alla fine ci siamo riusciti. E' stato incredibile, ma è stato molto stressante per me, una esperienza unica. Pensavo fosse impossibile portare a termine questa enorme sfida, mantenere il livello di performance raggiunto per tutto l'arco dell'anno nelle due serie, e invece... Ammetto che non sempre sono riuscito a dividere i due aspetti, pilota e team principal, del resto era impossibile far finta di niente. La mia mente era un continuo vulcano e dico grazie a Mapelli che tante volte mi ha 'coperto' alla perfezione".



La stagione 2020 prevedeva la partecipazione alla serie Endurance del GT World Challenge Europe e alla serie Intercontinental, ma l'emergenza Coronavirus sta dettando le regole a tutti noi: "Siamo stati i primi a capire la gravità della situazione rinunciando di partecipare ai test collettivi di Le Castellet che si sono tenuti a metà marzo. Considerando quello che poi si è verificato nei giorni successivi, abbiamo preso la giusta decisione non mettendo a rischio le persone della nostra squadra. Prima di tutto, la salute. Quando ritorneremo in pista? Impossibile dirlo".

Andrea è divenuto team principal nel 2015 creando lo FFF Racing in società con il cinese Fu Songyang . In quel periodo, Caldarelli correva in Giappone, nel Super GT, come pilota ufficiale Lexus: "Il 2017 è stato molto pesante, avrò disputato almeno 22 gare tra Super GT, Blancpain Endurance, che ho vinto, e Sprint, poi GT Open, la 24 Ore di Daytona e la 24 Ore di Spa e pure gare del campionato asiatico GT. Non da meno è stato il 2018, anno in cui sono tornato a gareggiare in Europa lasciando il Giappone dopo 8 stagioni, correndo anche nel campionato tedesco ADAC GT oltre al Blancpain".

La carriera nel motorsport di Caldarelli è stata incredibile, iniziata quando era giovanissimo , appena 15enne, con la Formula Azzurra (quarto in campionato) e proseguita nella F.Renault 2.0 nel 2006 con CO2 Motorsport, meritandosi l'attenzione della Toyota, che all'epoca aveva una Academy come oggi la Ferrari o la Red Bull. Nel Renault 2.0, prima con Prema poi con la francese SG, vi ha corso fino al 2008, il suo anno migliore essendosi piazzato terzo nell'europeo appena dietro a Valtteri Bottas e Daniel Ricciardo. Una stagione senza dubbio fantastica quella, che lo aveva portato in F3 Euro Series sempre con il team SG, però non troppo competitivo in questa categoria.



La Toyota gli fece anche svolgere nel dicembre 2008 due importanti giornate di test F1 a Sakhir, tutto procedeva meravigliosamente per Andrea, finché il costruttore giapponese decise di chiudere i battenti in F1 e di conseguenza anche l'Academy. Un duro colpo per il ragazzo pescarese, che si è rifatto nella F3 Italia del 2010 (terzo e successivo premio test Ferrari F1), dopo di che, grazie ai contatti mantenuti con Toyota, è volato in Giappone nei primi mesi del 2011, interrompendo il campionato GP3 con Tech 1 che lo aveva subito visto tra i grandi protagonisti. E così è iniziata una lunga avventura in Formula Nippon e nel Super GT, campionato che lo ha visto vice campione nel 2014 e nel 2016.

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