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23 Giu [14:51]

Gigi Galli
scopre la Grecia

Neppure l'Acropolis Rally è più quello distruttivo di una volta: le pietre non sono più macigni e le buche non sono più voragini. Marcus Gronholm, Petter Solberg e gli altri veterani dell'appuntamento ellenico se n'erano già accorti gli anni passati, Gigi Galli l'ha scoperto nel corso delle ricognizioni.

- Che impressione ti hanno fatto le speciali intorno a Lamia?
“Decisamente positiva: il fondo è molto, molto più scorrevole di come lo avevo conosciuto io nel 2002, quando avevo preso il via con la Punto Super 1600!”.
- La precedente esperienza in Grecia ti è servita?
“Sinceramente, non molto. Di tutte le prove speciali in programma quest'anno, ne avevo disputato solo una, quella di Pavliani e anche in quel tratto, visto il tempo che è passato, ho comunque preferito riprendere le note”.
- Dopo i due passaggi regolamentari e lo shakedown, hai rivisto i tuoi obiettivi?
“No, l'idea è sempre quella di svolgere un buon lavoro per la squadra e, quindi, di non chiedere alla Lancer più di quanto può dare. L'Acropoli resta comunque un rally duro che il caldo renderà ancor più difficile e per sperare di essere al traguardo è indispenabile trovare subito il ritmo giusto. Bisogna evitare ogni eccesso e al tempo stesso non si può neppure andare troppo adagio perché a farlo c'è sempre il rischio di deconcentrarsi”.
- All'Acropoli gli pneumatici spesso hanno giocato un ruolo importante. Sarà così anche questa volta?
“Effettivamente la Pirelli ha saputo fare la differenza in moltissime occasioni e spero che sia così anche questa volta. Per quel che mi riguarda, sono soddisfatto delle scelte che abbiamo fatto per questa gara e conto di dimostrare in gara, con i tempi, che abbiamo sfruttato al meglio i test”.

(grazie alla collaborazione di: www.gigigalli.com)