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10 Apr [16:45]

Intercontinental Rally Challenge
5 domande per capire

1 – Due successi sull’asfalto di Ypres e Sanremo ed ora il terzo sulla terra turca. Un en-plein che può aprire nuovi sbocchi per Luca Rossetti?
C’è da sperarlo. Il friulano – che ha fra gli altri anche il merito di non voler aspettare la pensione Inps correndo nel Bel Paese – se lo meriterebbe. E anche se lui, prudentemente, ripete di non sentirsi un marito frustrato che cerca soddisfazioni fuori casa, è chiaro che ci spera.

2 – Troppo poco per giudicare, ma le prestazioni di Nicolas Vouilloz e Anton Alen possono già essere indicative su chi lotterà fino in fondo per il titolo?
No. Anche se Vouilloz è una carta sicura e se da Alen junior (nella foto), ci si devono aspettare prestazioni più convincenti di quella fornita sulla terra turca, a giocarsi il successo finale restano in tanti. Fra loro, Giandomenico Basso, Renato Travaglia, Jan Kopecky, forse Brice Tirabassi. E pure Dani Sola, se riuscirà a garantirsi un numero di partecipazioni adeguato.

3 – Tra le prime otto auto al traguardo, la metà erano Peugeot 207 e l’altra metà delle Grande Punto Abarth. Che fine hanno fatto le altre Case?
Domanda inquietante che solo i promotori della serie paiono non porsi. Gli inglesi che hanno sviluppato la MG comunque sperano ancora di entrare in gioco come, prima o poi, farà la Skoda. Aspettando la Ford.

4 – Ambiente sorridente e rilassato, fair play tra i piloti, percorso di gara bello e veloce. Il campionato IRC è davvero così attraente?
Ebbene sì, lo è. E pare destinato a restarlo: se le manovre ordite l’anno passato da Jean-Pierre Nicolas, regista mica tanto occulto dei giochini della filiale spagnola della Peugeot, non è riuscito a guastare l’ambiente, non si vede chi e come possa farcela.

5 – In soldoni, l’IRC sta gettando le basi per un solido futuro, o quando il Mondiale approderà al nuovo regolamento tecnico per le Super 2000, anche questo “Mundialito Bis” perderà d’interesse ?
C’è la Champions Ligue e c’è la Coppa Uefa. Le due grandi competizioni del calcio europeo convivono e così possono fare le due serie. Il rischio non sta nelle nuove regole che prima o poi entreranno in vigore nel mondiale, ma piuttosto nella volontà di Eurosport i cui responsabili potrebbero essere tentati di far cassa dilatando il numero delle prove. Solo se così non sarà, l’Intercontinental Rally Challenge avrà un futuro.

a cura di Guido Rancati