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24 Gen [19:19]

LA POLEMICA: SuperRally
una formula da capire

Prova speciale, controllo orario, parco assistenza. I caratteri distintivi non sono cambiati, sono gli stessi di quando la vittoria se le giocavano le Mini e le Citroen Ds. Anni, anzi un secolo fa.
Nell'anno di grazia 2006 ancora non si vuole prendere atto che qualche cosa è cambiato. Che nell'era di internet e dei telefonini nulla può più essere come prima.
Qualcosa è cambiato, recita la locandina di un film che è valso due premi oscar. Qualcosa è cambiato anche nelle corse su strada, ma troppi non vogliono prenderne atto.
È il caso della discussa formula SuperRally che, lo ricordiamo per i più disattenti, è la possibilità (vero e proprio "bonus") data ad un equipaggio di rientrare in gara nella tappa successiva, con il "malus" di cinque minuti di penalità per ogni prova speciale non portata a termine.
Bene, anzi male. Malissimo. Un vero e proprio attentato alla specialità, ringhiano i soloni dai loro scranni. E chi più ne ha più ne metta. E ora il casus belli che il secondo posto di Sébastien Loeb al Monte-Carlo ha portato sulle prime pagine di tutti i giornali. Altro che le liti da avanspettacolo tra Pappalardo e Zequila...
Insomma, per farla breve, i "puritani" della specialità non ci stanno. Puntano il dito con veemenza e gridano il loro credo: "Il francese ha sbagliato, è uscito di strada e là doveva restare".
La motivazione? Ma per bacco è presto detto. Il senso di giustizia verso tutti gli altri piloti che la strada l'hanno invece fatta tutta.
Bene, proviamo a ragionare insieme su alcuni aspetti.
1 - I rally si corrono su tre giorni e per assicurare sempre il massimo dello spettacolo, si è data la possibilità ai piloti (indistintamente) di poter rientrare in gara dopo una uscita non cruenta o una rottura facilmente riparabile. (Tutti dovrebbero essere d'accordo sul fatto che arrivare all'ultima tappa con i migliori ritirati non è una grande notizia per il pubblico e gli organizzatori...).
2 - La regola è chiara e vale per tutti. (Ma è scontato che se un pilota il problema lo accusa nell'ultima prova speciale dell'ultimo giorno rimane fregato. Ma qui si entra nella casistica della fortuna/sfortuna...).
3 - La penalità di 5 minuti per ogni prova speciale non portata a termine è un deterrente più che valido. (Per curiosità siamo andati a controllare i distacchi negli ordini d'arrivo della passata stagione. Ebbene con cinque minuti sul groppone, mediamente il miglior risultato possibile sarebbe stato un ottavo posto...).
E allora perché tutto questo strepitio. Già nel 2005 la formula del SuperRally era stata adottata con il favore di tutti.
Se al Monte-Carlo Sébastien Loeb ha addirittura rischiato di vincere vuole semplicemente dire che è andato non forte, ma fortissimo. Certo, è stato ripescato, ma lo ripetiamo ha usato di una regola scritta che vale per tutti alla stessa maniera. Senza distinzioni. O il suo torto è stato quello di commettere l'errore nell'ultima speciale della prima giornata rimediando "solo" 5 minuti? Ma allora se proprio c'è qualcuno che pensa che uscire di strada sia convenuto a Loeb, perché non lo hanno fatto anche gli altri piloti? Avrebbero fatto meno strada anche loro...
O no?

Marco Minghetti