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3 Giu [14:31]

Le strade della Val di Taro
pronte ad accogliere il rally

Bandelle, chilometri di bandelle. E qualche migliaio di picchetti piantati nel terreno a limitare la carreggiata laddove la tentazione di mettere almeno due ruote oltre l'asfalto sarebbe troppo forte. E svariate centinaia di balle di paglia imbustate e di pneumatici legati fra loro a comporre efficaci protezioni. Nei rally del terzo millennio le prove speciali vanno allestite in un certo modo. Per tenere a freno l'esuberanza degli appassionati e per permettere anche a quelli che non sono fra i primissimi ad affrontarle di gareggiare su un asfalto non “sporcato” dalla ghiaia e dal terriccio portato in traiettoria da quelli passati prima. Ma soprattutto per garantire la maggior sicurezza possibile a piloti e copiloti.
“E' un lavoro che impegna parecchio”, osserva Michele Tedaldi. Che aggiunge: “Ma che non pesa affatto ai ragazzi che anno dopo anno accettano di svolgerlo con la consapevolezza che il Rally del Taro non è proprietà di questo o quello e neppure della Scuderia San Michele, ma appartiene a tutti quelli che in qualche modo si danno da fare per organizzarlo e in un certo senso anche a coloro che non essendo appassionati di auto e di corse, i un certo senso lo subiscono con la consapevolezza del tanto di buono che la manifestazione offre al territorio. Ecco, a noi piace pensare che l'appuntamento motoristico sia di tutta la nostra vallata”. Non snocciola numeri roboanti e tuttavia destinati a lasciare il tempo che trovano, il patron di un rally che sta per tagliare il traguardo delle ventisei edizioni. Si limita a osservare che, suddivise in varie squadre, una per ciascuna delle “piesse” in programma, oltre una trentina di persone si sono date da fare per permettere a protagonisti e comprimari di effettuare prima le ricognizioni e quindi di gareggiare in condizioni quanto più ideali possibile. “Ci hanno dato dentro come sempre, ma con la consapevolezza di fare un qualcosa di utile. Un qualcosa che contribuirà a rendere un po' più speciale il Rally del Taro e farlo ricordare a chi lo disputerà come una gara nella quale tutti i rallisti sono considerati importanti”.
Il tutto ha ovviamente un costo. Ma gli organizzatori non se ne lamentano: “Ogni euro speso per migliorare la sicurezza di chi corre e di chi guarda - è speso bene e non è sul numero delle protezioni o quello dei commissari di percorso che si deve risparmiare”.
Le strade dell'alta valle sono pronte, il più ormai è fatto. Il conteggio alla rovescia si avvicina alla fine: venerdì 7, nel pomeriggio, si svolgeranno a “La peschiera” di Bedonia le verifiche sportive in via Moro quelle tecniche; sabato 8, al mattino, ad Albareto lo shakedown e nel primo pomeriggio, a Borgo Val di Taro, la partenza.