formula 1

Norris si svela al The Guardian
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F4 Italia

Ecco il nuovo regolamento sportivo
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World Endurance

Numeri record nella 6 Ore di Imola
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Massimo CostaSoltanto una settimana fa, avevamo segnalato come la passione per il motorsport fosse esplosa al Paul Ricard di...

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Rally

Rally d’Andalusia - Sierra Morena
Suárez profeta in patria, Basso a podio

Michele Montesano L’avvio del FIA European Rally Championship 2026 ha parlato spagnolo. Il 43° Rally d’Andalusia Sierra More...

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formula 1

La FIA e i team mettono "pezze"
per migliorare questa Formula 1...

Correre ai ripari. Salvare il salvabile. E ci si chiede come sia stato possibile che nessuno tra le menti ingegneristiche de...

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indycar

Long Beach - Gara
Palou vince e torna in testa

Carlo Luciani Alla fine vince sempre lui: Alex Palou. Il pilota spagnolo ha conquistato anche il Gran Premio di Long Beach,...

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10 Ott [20:24]

RALLYLEGEND – FINALE
Amarcord alla finlandese

Qualcuno dice che ha vinto Juha Kankkunen, qualcun altro dice che invece è stato Marcus Gronholm a farlo. Questione di punti di vista, di quale classifica si guarda. In cima a quella per le auto meno recenti c’è Kankkunelli che, tanto per chiarire che i suoi quattro titoli iridati non li aveva conquistati per caso, è stato il più veloce in otto delle undici prove speciali. Giusto per chiudere con 39” e 9 su Andrea Aghini. Ma nell’altra, quella riservata alle World Rally Car, c’è Marcus Gronholm. Due vincitori, insomma, per l’amarcord sammarinese. Entrambi al di sopra di ogni sospetto, entrambi sempre in buona forma. Entrambi bravi a dare spettacolo perché gli anni passano, però la classe resta. A vincere, comunque, sono stati in tanti. Piero Liatti, certo, secondo nelle vuerrecì davanti a un inossidabile Fabrizio Tabaton che nell’antica terra della libertà ha scoperto una nuova ginnastica per rieducare la spalla rotta a luglio. Ma anche Peter Zanchi, quarto con una di quelle Delta che facevano il bello e il brutto nell’era del Gruppo A, anche l’intramontabile Italo Ferrara, sesto. E poi quelli che famosi non lo erano e non lo saranno mai, non per la gente delle corse, e tuttavia ci hanno dato dentro senza pensare troppo che fra le mani avevano degli oggetti di culto. Ma più di questi, quelli e quegli altri ancora, a vincere davvero sono state le multitudini di appassionati che hanno invaso lo staterello fondato dal Santo Marino. Tanti, tantissimi, con gli occhi lucidi e le mani arrossate dagli applausi. Un esercito di devoti per celebrare un rito. Quello dei traversi d’autore.

ran.