formula 1

Gli eroi del volante schiavi
dei responsabili dei social media

Massimo CostaUno degli aspetti che più mi provoca l'orticaria (scusate se parlo in prima persona, sapete che lo faccio r...

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altre

Next Solution Technologies: Guffanti ci
racconta la rivoluzione dell’elettronica e
dei sistemi di illuminazione nel motorsport

Michele Montesano Nel motorsport ci sono aziende che vincono gare senza mai salire effettivamente sul podio. Realtà che lav...

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Regional European

Sorprese, conferme, delusioni
della prima parte della stagione

Davide AttanasioSiccome l'età dei protagonisti è quella, dai 16 ai 19 anni, ci concediamo la licenza di scrivere che il ...

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Formula E

Calendario record nel 2027: 21 E-Prix
Con Austin, Brands Hatch e Zandvoort

Michele Montesano La Prossima stagione di Formula E non porterà solamente l’arrivo delle nuove monoposto Gen4, ma la serie ...

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indycar

Elkhart Lake - Gara
Lundgaard da ultimo a primo

Carlo LucianiGara a dir poco incredibile quella andata in scena ad Elkhart Lake, in Wisconsin, dove a vincere il GP Road Ame...

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F4 Italia

Monza - Gara Finale
Sammalisto dominatore assoluto

Massimo CostaTripletta a Vallelunga, tripletta a Monza. Luka Sammalisto sta tenendo un gran passo nella Formula 4 Italia. E ...

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10 Ott [20:24]

RALLYLEGEND – FINALE
Amarcord alla finlandese

Qualcuno dice che ha vinto Juha Kankkunen, qualcun altro dice che invece è stato Marcus Gronholm a farlo. Questione di punti di vista, di quale classifica si guarda. In cima a quella per le auto meno recenti c’è Kankkunelli che, tanto per chiarire che i suoi quattro titoli iridati non li aveva conquistati per caso, è stato il più veloce in otto delle undici prove speciali. Giusto per chiudere con 39” e 9 su Andrea Aghini. Ma nell’altra, quella riservata alle World Rally Car, c’è Marcus Gronholm. Due vincitori, insomma, per l’amarcord sammarinese. Entrambi al di sopra di ogni sospetto, entrambi sempre in buona forma. Entrambi bravi a dare spettacolo perché gli anni passano, però la classe resta. A vincere, comunque, sono stati in tanti. Piero Liatti, certo, secondo nelle vuerrecì davanti a un inossidabile Fabrizio Tabaton che nell’antica terra della libertà ha scoperto una nuova ginnastica per rieducare la spalla rotta a luglio. Ma anche Peter Zanchi, quarto con una di quelle Delta che facevano il bello e il brutto nell’era del Gruppo A, anche l’intramontabile Italo Ferrara, sesto. E poi quelli che famosi non lo erano e non lo saranno mai, non per la gente delle corse, e tuttavia ci hanno dato dentro senza pensare troppo che fra le mani avevano degli oggetti di culto. Ma più di questi, quelli e quegli altri ancora, a vincere davvero sono state le multitudini di appassionati che hanno invaso lo staterello fondato dal Santo Marino. Tanti, tantissimi, con gli occhi lucidi e le mani arrossate dagli applausi. Un esercito di devoti per celebrare un rito. Quello dei traversi d’autore.

ran.