Michele Montesano
Vietato rilassarsi, i colpi di scena non sono ancora finiti al Safari Rally del Kenya. Il terzo atto stagionale del WRC si sta mostrando selettivo quanto spietato per i protagonisti del Mondiale Rally. In particolare la tappa del sabato si è rivelata davvero amara per Toyota che, dopo aver dominato in lungo e in largo finora, ha visto fuorigioco ben tre Yaris Rally1.
Ritiri di un certo peso, considerando che ad alzare bandiera bianca sono stati, nell’arco di pochi chilometri, Elfyn Evans, Sebastien Ogier e Oliver Solberg. Ora a difendere i colori Toyota ci sono Takamoto Katusta e Aaron Johnston. Quando mancano solamente quattro speciali al termine del Safari, il nipponico vede sempre più vicino il suo primo successo iridato in carriera.
Ma andiamo con ordine. Appena dopo il ritiro di Elfyn Evans nell’ultima speciale della mattinata, colpevole di aver strappato la sospensione posteriore destra della sua Toyota, in un solo colpo anche Solberg e Ogier sono stati costretti a fermarsi. Per entrambi un Ko tecnico avvenuto nel trasferimento dalla speciale di Sleeping Warrior verso il parco assistenza di metà giornata.
Evidentemente troppo sollecitata nel corso delle prove, la Yaris Rally1 di Solberg ha subito dapprima noie elettriche e poi al cambio costringendo lo svedese alla resa (nella foto sopra). Ugualmente un problema all’alternatore ha invece posto fine al Safari di Ogier. Il francese ha spiegato di aver visto già una spia sul traguardo della PS13 e di aver provato tutto il possibile per proseguire, ma gli uomini Toyota gli hanno chiesto di arrestare la Yaris prima di creare ulteriori danni.
Con ben tre compagni di squadra fuorigioco, a salire in cattedra è stato Katsuta. Il giapponese, vittima di due forature nel corso della mattinata, mai si sarebbe aspettato di prendere il comando del Rally del Kenya. Salito in vetta al Safari, Katsuta ha ora la concreta possibilità di conquistare la sua prima vittoria nel WRC.
Con quest’obiettivo bene in mente, il nipponico ha quindi cercato di adottare una guida conservativa ottenendo il secondo crono di entrambe le speciali pomeridiane, in quanto la ripetizione della Sleeping Warrior non è stata effettuata per le difficili condizioni della speciale già incontrare nel corso della mattinata.
Kastuta ha così chiuso la tappa del sabato in vetta e con un vantaggio di 1’25”5 su Adrien Fourmaux. Autore dei due scratch pomeridiani, il francese della Hyundai (nella foto sopra) è diventato il primo avversario dell’alfiere Toyota. Infatti Fourmaux ha preso il testimone da Thierry Neuville, costretto ad alzare bandiera bianca a seguito di tre forature accusate nel corso della ripetizione di Soysambu. Non avendo più ruote di scorta, il belga non ha potuto far altro che ritirarsi.
A salire provvisoriamente sul terzo gradino del podio virtuale è ora Sami Pajari. Attardato da uno pneumatico delaminato nel corso della mattinata, il finnico era scivolato in settima posizione. Approfittando delle disavventure degli avversari, Pajari ora può puntare al suo secondo podio stagionale. Quarto posto per Esapekka Lappi che nell’arco del pomeriggio ha lottato con il sottosterzo della sua Hyundai, oltre a essere rallentato da una foratura all’anteriore sinistra.
Potranno finalmente tirare un sospiro di sollievo i piloti Ford M-Sport. Entrambi fuori dalla top-10 assoluta, i piloti irlandesi hanno dovuto stringere i denti per le noie meccaniche registrate sulle Puma Rally1. Oltre che a una foratura all’anteriore sinistra, Jon Armstrong ha dovuto correre prestando attenzione ai problemi di surriscaldamento. Joshua McErlean ha invece affrontato l’intera tappa odierna con un problema al motore che non è stato risolto nemmeno nel parco assistenza.
L’esiguo schieramento delle Rally1, oltre ai numerosi ritiri, hanno fatto sì che il leader del WRC2 Robert Virves è salito al quinto posto assoluto (nella foto sopra). L’estone della Skoda, navigato da Jakko Viillo, può contare su un vantaggio di quasi un minuto sulla Toyota Yaris Rally2 di Gus Greensmith. A completare il podio di classe troviamo Fabrizio Zaldivar seguito da Andreas Mikkelsen che ha approfittato di un errore di Diego Dominguez per salire al quarto posto.
Sabato 14 marzo 2026, classifica dopo la SS16 (top 20)
1 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 2h41'00"2
2 - Fourmaux-Coria (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 1'25"5
3 - Pajari-Salminen (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 5'29"1
4 - Lappi-Mälkönen (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 6'18"5
5 - Virves-Viilo (Škoda Fabia RS Rally2) - Toksport - 9'42"1
6 - Greensmith-Andersson (Toyota GR Yaris Rally2) - Greensmith - 10'37"4
7 - Zaldivar-Der Ohannesian (Škoda Fabia RS Rally2) - Zaldivar - 10'43"8
8 - Mikkelsen-Listerud (Škoda Fabia RS Rally2) - Toksport - 11'24"4
9 - Domínguez-Peñate (Toyota GR Yaris Rally2) - Domínguez - 11'57"8
10 - Chwist-Heller (Škoda Fabia RS Rally2) - Chwist - 37'55"0
11 - McErlean-Treacy (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 40'08"4
12 - Armstrong-Byrne (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 48'41"7
13 - Patel-Khan (Škoda Fabia Rally2) - Patel - 53'54"7
14 - Vasilakis-Harryman (Ford Fiesta Rally3) - Vasilakis - 57'42"6
15 - Virani-Shah (Škoda Fabia Rally2) - Virani - 1h03'26"5