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1 Lug [11:27]

Rally di Polonia
5 domande per capire

1 – Un mondiale che pareva finito prima di cominciare si è clamorosamente riaperto. Ma a allora è vero: mai dire mai nei rally?
Eh già, tre gare sottotono e Sébastien Loeb si trova a rincorrere. Pareva impossibile ed invece è successo: onore al merito del sempre sottovalutato Mikko Hirvonen che ha avuto la forza di crederci anche nei momenti peggiori e non ha mollato. Ma va anche detto che a rendere possibile la sua rimonta è l’insensata scaletta per l’attribuzione dei punteggi che premia poco chi vince e penalizza troppo chi si ferma. 2 – Dopo la colossale puttanata commessa da Latvala Malcolm Wilson era visibilmente affranto, forse come mai gli era successo (sportivamente s’intende…). C’è da giurarci, però, che in Finlandia si ripresenterà carico come e più di prima. Un grande…
Un grandissimo, direi. Uno che, finito di correre, ha messo sul tavolo tutto quello che aveva per creare prima una squadra e poi una struttura d’avanguardia. Una scommessa che nessuno fra i tanti che quando ancora lui era pilota se la tiravano da fenomeni aveva affrontato. 3 – Il dirimpettaio Quesnel messo alle strette, ha cercato in tutte le maniere di salvare un bilancio che si stava facendo sempre più magro. Fermando questo e quello, la ragion di stato ha vinto. Giusto così o si è andati oltre? Ha rischiato la faccia, il dirigente francese. Non l’ha persa soprattutto per lo sciagurato Jari-Matti Latvala che ha distolto l’attenzione delle brutte “grandi manovre” dell’Armata Rossa. Il tempo dirà se il gioco valeva la candela, per ora resta il fastidio procurato da giochi e giochini che si sperava appartenessero a un passato morto e sepolto. Anche se, magari, Cesare Fiorio e Jean Todt saranno d’accordo con lui. Anche se “Vive le Sport” è il motto della Renault, mica della Citroen… 4 – Si sapeva da tempo ma la conferma è arrivata puntuale: Sordo non è in grado di sopportare sul serio la squadra quando il suo compagno è in difficoltà. Con dei giovani così in crescita il suo sediolo sembra sempre più a rischio…
L’impressione è che almeno per un anno ancora salverà il posto. Pur se i suoi progressi sulla terra sono minimi. Insomma: è una buona spalla, niente di più e niente di meno. 5 – L’esordio della gara polacca nel mondiale era attesa con molto scetticismo. Invece tutto è andato per il meglio. Merita una riconferma?
I polacchi sono stati davvero bravi, allestendo un’edizione da urlo del loro glorioso rally. Hanno proposto un percorso di primissima qualità con prove veloci come piacciono ai piloti e si sono fatti ampiamente perdonare la scelta di stabilire il campo-base lontano da ogni aeroporto. Il pubblico, numeroso e discipinato, ha fatto il resto. E se mai contasseso ancora un po’ i meriti, il Rajd Polski sarebbe un punto fisso nel calendario.

a cura di Guido Rancati