24 ore le mans

Le Mans – Ore 6
Cadillac risplende all’alba

Da Le Mans - Michele Montesano - Foto DPPI Alle prime luci dell’alba sul Circuit de La Sarthe, quando l’orologio segna le s...

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24 ore le mans

Le Mans – Ore 3
Cadillac riprende la testa

Da Le Mans - Michele Montesano - Foto DPPI La notte della 24 Ore di Le Mans ha continuato a rimescolare le carte al vertice...

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24 ore le mans

Le Mans – Ore 1
Toyota 1ª, Ferrari perde terreno

Da Le Mans - Michele Montesano - Foto DPPI La notte ha portato un po’ di scompiglio nella 24 Ore di Le Mans. Col buio è arr...

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24 ore le mans

Le Mans – Ore 23
BMW fa il bello e il cattivo tempo

Da Le Mans - Michele Montesano - Foto DPPI La notte ha ormai avvolto il Circuito de la Sarthe e, lasciato alle spalle il tr...

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24 ore le mans

Le Mans – Ore 21
Bourdais porta Cadillac in testa

Da Le Mans - Michele Montesano - Foto DPPI Una lotta logorante e che si gioca sui dettagli, questa è la 24 Ore di Le Mans 2...

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24 ore le mans

Le Mans – Ore 19
BMW e Toyota che lotta

Da Le Mans - Michele Montesano - Foto DPPI Le prime tre ore della 24 Ore di Le Mans 2026 hanno confermato l’equilibrio che ...

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29 Nov [15:13]

SAFARI CLASSIC – 7° GIORNO
La pioggia aiuta Duncan

Piove nella Rift Valley, ma non sulla Mustang di Ian Duncan e Amaar Siatch (nella foto). Le nuvole inseguono i due kenioti senza riuscire a raggiungerli e allo stop serale a Nayvasha sono soprattutto loro a sorridere. “In Africa è così...”, fa l’eroe locale davanti a una classifica nella quale il suo vantaggio su Bjorn Waldegard è salito a quasi dodici minuti. Per l’acqua che poco o tanto ha modificato il fondo, ma anche, soprattutto, per errore di Iqbal Sagoo, lo statunitense che divide con lo svedese l’abitacolo della Porsche 911. “Nel primo dei tre settori della giornata abbiamo sbagliato strada”, osserva il vecchio leone svedese e l’equivoco ci è costato sui sei minuti...”. Non se la prende, sa che nel continente nero può capitare. E spiega che anche il cambio d’assetto deciso nella giornata di riposo ha contribuito a rallentarli: “Strada facendo siamo tornati al set-up dei giorni scorsi e adesso pare che vada meglio”, commenta serafico.

Gerad Marcy incassa un altro successo parziale e non sa bene fino a che punto gioirne: mettere tutti dietro è sempre una bella iniziezione di fiducia, ma il belga non può fare a meno di confrontarsi con i rimpianti per le troppe forature subite nelle fasi iniziali della “passeggiata” fra Kenya e Tanzania. Lui e Stéphane Prevot – affascinato dal percorso e dallo spirito di questo rally – sono risaliti al quinto posto e ora hanno Geoff Bell, quarto con una Datsun, nel mirino. Però le loro speranze di vincere sono ormai ridotte a un lumicino. Come quelle di Steve Perrez e Staffan Parmander, terzi, e come quelle dei tanti che hanno dovuto pagare pegno ai masai per non restare imprigionati in qualche guado: erano in molti ad aver sottovalutato l’effetto dell’acquazzone e gli abitanti locali hanno dato una mano a tutti, ma prima hanno spinto chi offriva di più. Proprio come succedeva una volta, quando anche i big dovevano distribuire mance per non passare ore a mollo...

Mzungo Mzeee