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10 Nov [9:41]

Tänak si prende una pausa, ma non
tornerà più a correre a tempo pieno

Michele Montesano

Il WRC perde un altro protagonista. Dopo il passaggio di Kalle Rovanperä al mondo delle monoposto, anche Ott Tänak ha annunciato il ritiro dal Mondiale Rally a tempo pieno. L’estone, in forza al team Hyundai, dopo l’Arabia Saudita staccherà la spina con il mondo del traverso. L’iridato 2019 ha tenuto a precisare che non sarà un ritiro definitivo, bensì un arrivederci, ma non tornerà più a correre a tempo pieno.

Dopo 18 stagioni vissute appieno nel WRC e oltre 170 rally disputati, Tänak ha deciso di mettere davanti alla carriera la sua vita personale. L’annuncio, arrivato subito dopo il Rally del Giappone, è stato quasi un fulmine a ciel sereno per tutti gli addetti ai lavori. Nessuno si aspettava che l’estone appendesse, seppur momentaneamente, il casco al chiodo.

Una scelta che forse avrà sorpreso anche gli uomini Hyundai, che si trovano ora a dover correre ai ripari per trovare un sostituto. Con Thierry Neuville già confermato e Adrien Fourmaux in procinto di esserlo, c’è ora una i20N Rally1 senza un pilota. Con Rally di Monte Carlo praticamente dietro l’angolo, spetterà al Direttore Sportivo del team coreano Andrew Wheatley mettersi alla ricerca di un degno sostituto.

Dopo aver vinto nel 2008 il campionato nazionale estone, Tänak due anni dopo ha fatto il suo esordio nel WRC a bordo della Ford Fiesta RS prendendo parte al Rally di Gran Bretagna. Proprio grazie al team M-Sport, l’estone è riuscito a crescere e a crearsi una solida reputazione nel Mondiale. Il salto decisivo è arrivato con Toyota, squadra con cui si è laureato campione del mondo nel 2019.

L’anno successivo il passaggio in Hyundai che, ad eccezione della stagione 2023 con il ritorno in M-Sport, ha portato a vittorie esaltati ma anche a momenti di frustrazione. L’ultimo, in ordine cronologico, sicuramente si è avvertito in questa stagione, dove il team coreano è apparso in netto affanno rispetto alla Toyota. Proprio Tänak è stato l’unico a spezzare il dominio nipponico portando la i20N Rally1 sul gradino più alto del Rally dell’Acropoli.

L’arrivederci dell’estone è solamente un’altra delle numerose crepe che continuano a crearsi nel WRC. Il Mondiale Rally sta vivendo anni sempre più bui, ne sono una dimostrazione la diaspora dei costruttori e il numero, sempre maggiore, di piloti che decidono o di allentare la presa o di guardarsi attorno in altre categorie. Urge una netta sterzata affinché la specialità del traverso torni a rivivere i fasti di un passato che, oggigiorno, pare lontano anni luce.