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26 Feb [18:49]

Da Markku a Marcus
il destino è nel nome

Storie di un nome che è un omaggio a Marte, il dio della guerra. Storie di Marco, insomma. Nome imporante e pesante, da predestinato. Per dire: di uno dei quattro evangelisti e di un santo, di un imperatore, Marco Aurelio, di un oratore, Marco Tullio Cicerone, di un gran viaggiatore, Marco Polo. Ma anche di pittori, Marco Zoppo e Marc Chagall, e di registi, Marco Ferreri e Marco Bellocchio. Pure di grandi rallisti: Markku Alen, Marcus Gronhom e Markko Martin. Campioni veri, totali, assoluti. Uomini del profondo nord, uomini da prima linea. Protagonisti sempre, vincenti spesso. Devastanti come i marcomanni quando si spinsero fin quasi ad arrivare al cuore dell'impero romano.
L'abito non fa il monaco, il nome neppure. Il filosofo avrebbe governato saggiamente anche se si fosse chiamato Tullio, il figlio dell'intraprendente mercante Nicolò avrebbe comunque attraversato il deserto dei Gobi e sarebbe comunque diventato governatore del Kiang. E il lungagnone finlandese che in carriera ha già conquistato due mondiali avrebbe comunque iniziato alla grande la sua settima stagione iridata a tempo pieno. Anche nello sport conta il talento, l'intelligenza, l'impegno, la voglia di soffrire. Però un'occhiata agli albi d'oro degli appuntamenti iridati conferma che Marco è il nome che compare con più frequenza negli albi d'oro degli appuntamenti di una serie iniziata trenta e passa anni fa. Nelle varie grafie, quarantaquattro volte. Tantissime. Uno per l'altro, l'estone e i due finlandesi non sono quelli che hanno vinto più di tutti. Ma hanno comunque vinto molto: il tomentato Martin ha chiuso con cinque medaglie d'oro sul petto, il fascinoso Alen s'è fermato quando già ne aveva rastrellato diciannove - quella attribuitagli per un paio di mesi, e poi toltagli, nell'orribile '86 non conta - e l'estroverso Gronholm è arrivato a venti. Per ora. A trentotto anni non è per niente stanco di aggredire avversari e prove speciali in giro per il mondo: qualche mese fa ha firmato un contratto con la Ford per correre almeno fino alla fine della prossima stagione, quando a casa staranno già pensando a cose mettere nella torta ornata da quaranta candeline. Ha ancora una gran voglia di battersi, sa ancora come si fa a vincere. È un combattente, come lo è stato il professore di Helsinki. Gente che non si arrende. Nell'alta val Nervia, i vecchi ricordano ancora quando Alen uscì con sole tre ruote dalla a marcia indietro dall'inferno di Gouta, a marcia indietro per cercare di non distruggere del tutto quel che restava degli attacchi della sospensione della 124 Abarth. Inutilmente: i miracoli non accadono tutti i giorni e neppure tutte le notti. Ma lui ci aveva provato. Così fanno i discepoli di Marte.
Giorno importate il 25 aprile. Anche per il popolo dei rally: si festeggia San Marco.

ran.