formula 1

Il messaggio di Verstappen alla F1
Sempre più pubblico per le gare "extra"

Massimo CostaCi voleva Max Verstappen per portare la luce, tanta luce, sulle altre isole felici del motorsport? Sembra propr...

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FIA Formula 3

Test a Spielberg - 1° giorno
Ugochukwu leader, bene gli italiani

Massimo CostaVi ricordate che esiste ancora la Formula 3? Se ne erano perse le tracce dall'8 marzo, quando si era corso ...

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24 ore le mans

Lynn costretto a dare forfait
Jota conferma Deletraz sulla Cadillac

Michele Montesano - DPPI ImagesNulla da fare per Alex Lynn. Dopo aver saltato i primi due appuntamenti stagionali del FIA WE...

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indycar

Indy 500 - 7° giorno
Newgarden al comando
Brutto botto per Rossi

Carlo Luciani Dopo la domenica di qualifica, i 33 piloti partecipanti alla 110a edizione della 500 miglia di Indianapolis s...

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F4 Nel mondo

Tatuus consegna la T-421 n.500
È la F4 più impiegata al mondo

Nata nel 2021 come seconda generazione di Formula 4, la Tatuus T-421 è giunta a maggio 2026 al cinquecentesimo esemplare pro...

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indycar

Indy 500 - Pole Day
Seconda pole per Palou

Carlo Luciani Alex Palou difenderà dalla pole position la vittoria nella 500 miglia di Indianapolis conquistata lo scorso a...

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6 Ott [18:26]

Addio a Bertrand, l'ideatore del leggendario Bandama

Se l'è portato via un attacco cardiaco. In mare aperto, su un traghetto. Sessantanove anni, Jean-Claude Bertrand stava navigando verso Tangeri da dove, via terra, avrebbe proseguito il viaggio fino ad Abidjan. Inseguiva un sogno, l'ennesimo di una vita avventurosa: organizzare di qui a due anni la prima rievocazione storica del Rally della Costa d'Avorio. E, c'è da scommetterci, non sarebbe stato un revival come gli altri. Nessuno dei grandi appuntamenti ideati dal francese inguaribile innamorato del Continente Nero è mai stato come gli altri. Non il leggendario Bandama che lui allestì per la prima volta nel '68. Non la Abidjan-Nizza, prova-faro dei grandi raid divenuti poi di moda. Troppo, forse, per i suo gusti. Difficile immaginare uno come lui, ruspante e quasi grezzo, gestire lo show ai Campi Elisi o sulle Ramblas di Barcellona. Ma senza la sua intuizione la Dakar non sarebbe mai nata: la storia conferma che proprio mentre vagava nel deserto, disperso e disperato dopo aver perso l'orientamento nella prima, vera maratona transafricana, l'altrettanto avventuroso Thierry Sabine cominciò a pensare alla Pa-Dak.