formula 1

Antonelli vince? Ecco gli odiatori
E sono (quasi) tutti ferraristi

Massimo CostaAhi ahi ahi. Ci risiamo. Andrea Antonelli cambia la storia della F1 e del motorsport italiano nel Mondiale, ed ...

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F4 French

Nogaro - Qualifica
Bouzar, doppia pole

Davide Attanasio - Foto KSPEra uno dei favoriti della vigilia, e almeno fino a questo momento non ha disatteso le aspettativ...

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indycar

Avvio in salita per Schumacher
L’America non è (ancora) casa sua

Carlo Luciani Il passaggio dal motorsport europeo a quello americano non è mai semplice. Due mondi apparentemente simili, m...

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formula 1

Come potrà cambiare il regolamento
I sei temi chiave sul tavolo di Londra

Davide Attanasio - XPB ImagesGrazie al lavoro dei colleghi di The Race, abbiamo ora un quadro più o meno completo di quello ...

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F4 French

A Nogaro si comincia con 32 piloti
L'Italia è presente con Panzeri

Davide Attanasio - Foto KSPEsaurito il tempo dei campionati invernali, la Formula 4 francese è la prima a rompere il ghiacci...

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GT Internazionale

Verstappen affronterà le gare di
qualifica della 24 Ore del Nürburgring

Michele Montesano Sempre più insoddisfatto della triste piega che sta prendendo la sua stagione in Formula 1, anche se sono...

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6 Ott [18:26]

Addio a Bertrand, l'ideatore del leggendario Bandama

Se l'è portato via un attacco cardiaco. In mare aperto, su un traghetto. Sessantanove anni, Jean-Claude Bertrand stava navigando verso Tangeri da dove, via terra, avrebbe proseguito il viaggio fino ad Abidjan. Inseguiva un sogno, l'ennesimo di una vita avventurosa: organizzare di qui a due anni la prima rievocazione storica del Rally della Costa d'Avorio. E, c'è da scommetterci, non sarebbe stato un revival come gli altri. Nessuno dei grandi appuntamenti ideati dal francese inguaribile innamorato del Continente Nero è mai stato come gli altri. Non il leggendario Bandama che lui allestì per la prima volta nel '68. Non la Abidjan-Nizza, prova-faro dei grandi raid divenuti poi di moda. Troppo, forse, per i suo gusti. Difficile immaginare uno come lui, ruspante e quasi grezzo, gestire lo show ai Campi Elisi o sulle Ramblas di Barcellona. Ma senza la sua intuizione la Dakar non sarebbe mai nata: la storia conferma che proprio mentre vagava nel deserto, disperso e disperato dopo aver perso l'orientamento nella prima, vera maratona transafricana, l'altrettanto avventuroso Thierry Sabine cominciò a pensare alla Pa-Dak.