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21 Set [18:38]

Adriatico - Finale
Scandola, vince guardingo

Guido Rancati

Avanti adagio, quasi indietro. Non tira Umberto Scandola al quale basta transitare sulle ultime piesse per mettere le mani sulla vittoria, non tira Giandomenico Basso che ancor prima della pausa pranzo aveva messo da parte ogni velleità di mettere il sale sulla coda del veronese, non tira Renato Travaglia che pensa al titolo dei terraioli. E non tira neppure Paolo Andreucci che, pur precipitato agli inferi dopo il dritto fra i vigneti, ha bene a mente che gli basta arrivare per incassare punti importanti nella corsa al tricolore. Non è uno spettacolo esaltante, quello che offrono nel pomeriggio i maggiori protagonisti dell'appuntamento sulla terra marchigiana, ma s'è visto ben di peggio nell'italica rallylandia e allora va (quasi) bene anche così.

Ad approfittare dell'impegno ridotto al minimo dei big è Denis Colombini che mette tutti d'accordo nelle tre speciali dell'ultima boucle, scavalca Basso e si porta a casa un secondo posto da incorniciare. A poco più di trenta secondi da Scandola. Il sammarinese è l'eroe di un finale che dice male ad Andrea Nucita, costretto a lasciare sette minuti nel penultimo impegno e a scivolare lontano dalle zone calde. Dietro persino a Ucci che non entra nei dieci, ma per via delle “trasparenze” salva la giornata rastrellando i punti destinati al terzo degli iscritti a quello che – in un passato ormai lontanuccio – era un campionato importante.

La classifica finale

1. Scandola-D’Amore (Skoda Fabia S2000) in 1.23’44”8
2. Colombini-Furlan (Ford Fiesta R5) a 30”5
3. Basso-Dotta (Ford Fiesta R5 LDI) a 57"1
4. Pons-Amigo Colon (Ford Fiesta R5) a 1'09”3
5. Travaglia-Ciucci (Peugeot 207 S2000) a 1'20”3
6. Ricci-Pfister (Ford Fiesta R5) a 2'12”2
7. Tempestini-Pulpea (Ford Fiesta R5) a 3'25”3
8. Costenaro-Bardini (Peugeot 207 S2000) a 3'54”2
9. Taddei-Gaspari (Mitsubishi Lancer Evo IX) a 3'55”2
10. Biolghini-Morina (Skoda Fabia S2000) a 5'33”2