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13 Nov [15:25]

CONTROCANTO
Grandi progetti e piccolo cabotaggio

Un passo indietro ed ora tu, tu non ridi più e tra le mani aria stringi e non trovi le parole. Se mai si interessano di rally, i Negramaro possono stare tranquilli: David Richards stringe aria fra le mani, ma continua imperterrito a sorridere. Anche se Simon Long dice e ridice che il mondiale, per diventare più bello e più grande di pria, deve fare qualche passo indietro. Ha le idee piuttosto chiare, il manager che i vertici di North One Television hanno messo a capo dell’Isc dopo averla rilevata dall’ex-copilota inglese per salvarla dal fallimento. E non si fa problemi ad ammettere che la serie iridata aveva imboccato una strada che non portava da nessuna parte. Già, seguendo le intuizioni, diciamo così, dell’ex-copilota, il campionato del mondo era finito su un binario morto. Tanti appuntamenti e pochi concorrenti. Pochi, almeno in molte recite, pure gli spettatori ai bordi delle strade. Imbrigliati anch’essi, come gli organizzatori, in regole e regolette scritte per imporre un’uniformità che andrà bene, forse, per le gare in pista. Ma non per i rally.

Signori si cambia, ripete il numero uno della struttura che ha acquisito i diritti del mondiale da qui al 2020. Annunciando un ritorno al futuro che apre le porte alla speranza. Son parole, ma già seguite dai primi fatti. Intanto è sparita la norma per cui le gare dovevano finire tassativamente di domenica e le “assitenze remote” oltre che permesse, sono quasi consigliate. Intanto chi vuole può riproporre percorsi misti asfalto-terra e la notte non è più tabù. Poi ci sono i progetti in via di realizzazione: un calendario il più intelligente possibile, concordato con i costruttori in servizio permanente effettivo. Da redigere scegliendo le gare con una vera storia alle spalle e/o quelle che contano su un vasto seguito di pubblico (nella foto, Petter Solberg in volo sotto gli occhi dei numerosi spettatori del Rally di Polonia). E, dietro l’angolo, anche la volontà di riportare dove avrebbero sempre dovuto stare rally leggendari, dal Montecarlo al Safari. Grandi progetti, insomma.
Nel Belpaese la musica è invece un po’ diversa. Si butta a mare la storia, si aumentano le imposizioni. Si scimiotta questo e quello, si naviga a vista. Si fa del piccolo cabotaggio...

ran.