indycar

Indy 500 - 7° giorno
Newgarden al comando
Brutto botto per Rossi

Carlo Luciani Dopo la domenica di qualifica, i 33 piloti partecipanti alla 110a edizione della 500 miglia di Indianapolis s...

Leggi »
24 ore le mans

Lynn costretto a dare forfait
Jota conferma Deletraz sulla Cadillac

Michele Montesano - DPPI ImagesNulla da fare per Alex Lynn. Dopo aver saltato i primi due appuntamenti stagionali del FIA WE...

Leggi »
F4 Nel mondo

Tatuus consegna la T-421 n.500
È la F4 più impiegata al mondo

Nata nel 2021 come seconda generazione di Formula 4, la Tatuus T-421 è giunta a maggio 2026 al cinquecentesimo esemplare pro...

Leggi »
indycar

Indy 500 - Pole Day
Seconda pole per Palou

Carlo Luciani Alex Palou difenderà dalla pole position la vittoria nella 500 miglia di Indianapolis conquistata lo scorso a...

Leggi »
GT Internazionale

IGTC – 24 Ore del Nürburgring
Mercedes torna al successo

Michele Montesano A dieci anni dall’ultima affermazione, la Mercedes è tornata sul gradino più alto della 24 Ore del Nürburg...

Leggi »
Formula E

Monte Carlo – Gara 2
Rowland vince di strategia e si rilancia

Michele Montesano Il campione è tornato a ruggire. Sulle stradine di Monte Carlo Oliver Rowland ha conquistato il suo primo ...

Leggi »
30 Ago [15:21]

Gigi Galli: "Il massimo,
ma senza rischi inutili"

"Questa volta, niente... banzai!”. Alla vigilia del Deutschland Rally, Gigi Galli andava ripetendo che l'unico pensiero era quello di lasciarsi alle spalle l'amara esperienza vissuta in Finlandia ad inizio agosto. E seppure l'appuntamento tedesco non rientri propriamente tra i preferiti, il livignasco si era prefissato come obiettivo finale quello di essere all'arrivo con una posizione di classifica non troppo lontana dalle zone nobili.
Traguardo centrato in pieno con un quinto posto che è anche il miglior risultato in carriera in una gara iridata. Dopo essersi tolto pure la soddisfazione di essere stato il più veloce di tutti nel terz'ultimo tratto cronometrato. Per la gioia di Isao Torii (nella foto, assieme e D'Amore e Galli) che non perde occasione di ribadire quanto lo stimi.

- Allora mentivi, quando raccontavi in giro che non ti saresti dannato l'anima per ottenere quello che è il miglior risultato della tua carriera?
“No, no e no! Dicevo quello che pensavo e giuro che nell'ultima parte della gara non ho esagerato. Intanto perché dopo l'esito della trasferta in Finlandia non potevo permetterlo, e poi perché sapevo quanto fosse importante per la Mitsubishi avere tutte e due le auto al traguardo”.

- Vuoi dire che neppure nel secondo passaggio a St.Wendeler, dove tu e Guido D'Amore vi siete messi tutti dietro, sei andato un po' sopra il limite?
“È così. Qualche momento delicato c'è effettivamente stato, ma non certo nel corso della terza tappa. E posso tranquillamente affermare di non aver rischiato poi tanto nemmeno nelle prime due giornate. Diciamo che ho fatto quello che fanno tutti... meno Sébastien Loeb. L'alsaziano è davvero incredibile: sarà anche per la sua tranquillità interiore, ma in questa stagione è l'unico che riesce ad andare in un certo modo senza apparente difficoltà!”.

- L'appetito vien mangiando e allora è facile pensare che il quinto posto conquistato sull'asfalto e il cemento tedesco sia destinato a restare per poco il tuo piazzamento migliore...
“È quello che spero, ovviamente. Ma per ora non voglio neppure pensarci. Finire più vicino al podio di quanto non mi fosse mai successo è stato decisamente bello, ora però voglio concentrarmi solo sul prossimo rally mondiale, quello in programma a metà settembre nel Galles”.

- In Germania, né tu, né Harri Rovanpera avete avuto problemi meccanici. Si può dire che la squadra è sulla buona strada?
“Certo che sì! Ma la cosa non mi sorprende: in fondo, ho sempre creduto nel potenziale del team e nelle capacità dei tecnici che lo compongono. Adesso si tratta di continuare a lavorare sodo come sempre!”.

- Risultato a parte, cosa ti ha lasciato dentro il fine settimana intorno a Trier?
“Direi la conferma di quanto è importante la conoscenza specifica del terreno sul quale si corre. Fino all'altra settimana non avevo mai disputato con l'auto di gara gran parte delle prove tedesche e mi sono reso conto di quanto sia importante l'esperienza specifica: per bene che si possano effettuare, le ricognizioni sono davvero un'altra cosa rispetto alla corsa”.

dal sito: www.gigigalli.com