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23 Set [10:34]

Gli "angeli in divisa" anche quest'anno vigileranno sul Sanremo

Svariate centinaia di chilometri da macinare con le mitiche Guzzi da prima dell’alba a dopo il tramonto. Marce forzate per presidiare i punti nevralgici del percorso del Rallye Sanremo, di quel Sanremo di venticinque anni fa: cinque tappe per quasi duemila e settecento chilometri con cinquantotto prove speciali distribuite più o meno equamente fra Liguria e Toscana. A ripensarci, a Francesco Alberti vengono ancora i brividi. E non solo per il ricordo del freddo pungente: un niente e la gara si sarebbe fermata, soffocata dall’abbraccio di qualche decina di migliaia di appassionati.

Non successe per merito di un manipolo di angeli custodi, gli agenti della Polstrada di Imperia: “Furono eccezionali, a dispetto della stanchezza e del freddo”, ricorda l’apprezzato professionista sanremese che anno dopo anno mette la sua esperienza e le sue capacità al servizio della gara che ha fatto la storia della specialità. Non esagera. La passione, la professionalità e lo spirito di sacrificio di quegli uomini in divisa diretti dal dottor Rotondi furono determinanti. Come lo sono stati quelli che anno dopo anno hanno prima affiancato e poi rilevato i pionieri, come lo saranno quelli che anche in questo fine settimana pattuglieranno i punti-chiave del Rallye Sanremo.

Andando avanti e indietro sui passi dell’entroterra rivierasco senza badare alle ore di servizio, ai disagi, alla fatica e atutto il resto. Con lo stesso entusiasmo dei loro colleghi di venticinque anni fa. “Sono insostituibili”, sentenzia Sergio Maiga che per il quinto anno è a capo dello staff che organizza l’appuntamento sanremese. I protagonisti, piloti e copiloti, sottoscrivono.