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20 Ago [12:35]

In Friuli il rally torna in città

Quando c’è la salute... Eh già, se ne possono fare tante, di cose, se c’è la salute. E se poi c’è anche la voglia di pensare e di sbattersi per un’idea, si può pure fare quello che a molti pareva impossibile. Per dire, piazzare il parco assistenza di un rally nel cuore di una città. “Speriamo che tutto vada bene”, mormora Giorgio Croce. L’uomo-simbolo del Rally del Friuli e delle Alpi Orientali incrocia le dita e insieme ai suoi moltiplica l’impegno per preparare la quarantacinquesima edizione di un classico del calendario tricolore. E’ lui, soprattutto, ad aver avuto l’idea di coinvolgere anche fisicamente la gente del capoluogo friulano. Ha osato, ha chiesto.

E ha ottenuto di trasformare per un fine settimana Piazza 1° Maggio, salotto buono della città, in un paddock animato e colorato. Non s’è inventato niente, ma ha dato una scossa al mondo piccolo del rallismo italiano che da troppo tempo tira a campare. Sa che non tutti lo guardano con simpatia, il dirigente sportivo. Sa che in un ambiente votato all’immobilismo più totale, chi si agita dà fastidio. Sa che dietro ai sorrisi di facciata, molti dei condomini del palazzo dove raramente si fa il bello e assai spesso il brutto tempo lo aspettano con il fucile puntato. Intanto, ci dà dentro per dimostrare che è stato ed è sbagliato piazzare le tende in periferia, magari fra capannoni industriali o mercati del bestiame.

“Non è l’unica novità che proponiamo quest’anno”, sussurra l’omone che fra l’altro sta rivitalizzando le corse in salita. E non è neppure l’unica scelta in controtendenza che ha voluto proporre. Poteva allestire una garetta liofilizzata come nel Bel Paese ormai ce ne sono tante, invece ne ha disegnato una tosta, con undici prove speciali – per cento e ottantacinque chilometri contro il cronometro – distruibuite in due tappe con pari dignità. Un rischio, gli hanno fatto sapere i ragazzi del coro. Ma ha tirato dritto e i numeri, per ora, gli stanno dando ampiamente ragione. Numeri pesanti: novantasette iscritti senza contare i sessanta che hanno staccato l’assegno per essere al via della gara riservata alle storiche. Fra loro, a scendere dalla pedana il 28 agosto, il meglio del panorama italiano. Da Paolo Andreucci a Renato Travaglia, da Luca Rossetti a Piero Longhi, a Umberto Scandola.

Guido Rancati

Nella foto, Renato Travaglia (Photo 4)