formula 1

Spielberg - Qualifica
Russell in pole col giallo
Antonelli "fregato" da Verstappen

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Ferrari fora, Audi ne approfitta

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29 Gen [12:11]

Ogier e Wilson in coro:
“Vinto il Monte più difficile di sempre”

Marco Minghetti

Una spruzzata di neve e ghiaccio quanto basta… Potrebbe sembrare un elemento di una ricetta di un cocktail particolare, e invece si tratta delle condizioni delle strade che, mai come nell’edizione appena conclusa, hanno messo in crisi piloti e ricognitori nel Monte-Carlo numero 86. Come a più ripreso dichiarato durante la gara e confermato a risultato acquisito dai protagonisti, a cominciare da Ogier e Malcolm Wilson, non propriamente due novellini alle prime armi.

“Una vittoria speciale, nel Monte più difficile cha abbia mai visto” - così attacca il team principal di M-Sport, che poi spiega meglio il suo punto di vista - “Di solito, nella mia testa, prendo le decisioni sulla scelta delle gomme, quest’anno non avrei potuto farlo. Pensate che ad un certo punto Sébastien ha parlato con la sua squadra di ricognitori, e alla mia domanda su cosa gli avessero detto Seb ha risposto: ‘Non lo sanno nemmeno loro!’. E questo dice bene in quale situazione ci siamo trovati a lavorare… “.

Ovviamente sulla stessa lunghezza d’onda Ogier che, nonostante sia salito per la sesta volta sul Rocher del Principato a ritirare il premio dalle mani del Principe Alberto, ha faticato davvero parecchio. “È bello tornare e iniziare l'anno così, è speciale, ma non ho mai avuto così tanti problemi nello scegliere le gomme. Le condizioni cambiavano in continuazione. Abbiamo gestito bene facendo meno errori di altri,. Perché vi assicuro che era quasi impossibile fare un fine settimana perfetto”.

Il campione di M-Sport ha poi parlato della speciale decisiva, la prima piesse del sabato innevata che di fatto gli ha dato la spinta decisiva verso il successo: “È stata sicuramente una delle prove più difficili di tutta la mia carriera. È difficile spiegare quanto fosse complicata, non mi lamentavo ma non era divertente guidare. Si trattava semplicemente di sopravvivere. Si vuole soltanto arrivare all'arrivo e si è contenti al solo vedere la linea del traguardo, anche se non si ha la minima idea del tempo, se si è stati un minuto più lento o più veloci degli avversari”.