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20 Mag [10:55]

PUNTASPILLI
Rally Italia Sardegna, 60 iscritti e alcuni dubbi

Se la sono cantata e suonata. Gianni Petrucci, presidente del Coni, ha informato che gli italiani al via saranno più numerosi di un anno fa, Ugo Cappellacci, neo-governatore sardo ha annunciato sessantamila presenze aull’isola ed Enrico Gelpi, presidente dell’Automobile Club d’Italia ci ha tenuto a far sapere che grazie ai buoni rapporti con la Fia l’Italia ha conservato l’appuntamento con il mondiale rally. Il conteggio alla rovescia è agli sgoccioli e l’inno ufficiale dell’edizione 2009 del Rally d’Italia-Sardegna è quello di sempre: tutto va bene, madama la marchesa. Anche se poi così tanto bene non va.

Per raggiungere quota sessanta iscritti – che peraltro, con questi chiari di luna, pochi non sono – c’è voluta una proroga temporale e forse anche qualche aiutino. E non basta la presenza di Pier Lorenzo Zanchi, gentleman-driver oltre che grande elettore di Angelo Sticchi Damiani, con una Subaru Wrc per soddisfare chi, sulle strade isolane, avrebbe almeno voluto sperare di vedere un pilota italiano battersi per qualcosa di un po’ importante. Sarà per un’altra volta. Forse già l’anno venturo, se nel calendario iridato ci sarà ancora spazio per il RIS di Olbia. E l’ipotesi non è campata in aria. Per ora in altre faccende affaccendato, Max Mosley prima o poi dovrà anche metter mano al calendario dell’anno che verrà, e per una volta non si troverà ad affrontare il problema dell’abbondanza.

Fuori gioco Russia e Indonesia, incerti il Montecarlo e il Rally di Gran Bretagna i cui organizzatori si sono visti togliere l’appoggio del Galles, mettere insieme una dozzina di gare non sarà così semplice. Angelo Sticchi Damiani, presidente della commissione sportiva italiana e uomo forte dell’organizzazzione dell’evento sardo ha qualche speranza di salvare l’etichetta. E, c’è da scommetterci, farà il possibile per riuscire nell’impresa. Senza chiedersi, come hanno fatto e ancora stanno facendo nel Principato di Monaco, se il gioco vale la candela. Tanto che importa: l’Aci - e adesso anche la Regione Sardegna - pagano senza fiatare. Anche lo stipendio di chi è stato assunto qualche anno fa per trovare sponsor e che, pare, ancora non ne ha trovati...
Massì, tutto va bene madama la marchesa.

Guido Rancati