formula 1

Fornaroli e il futuro in F1
L'unica speranza è il team Haas?

Massimo Costa - XPB ImagesCome sapete, Leonardo Fornaroli, campione Formula 3 nel 2024, campione Formula 2 nel 2025, quest&#...

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indycar

Milwaukee - Gara 1
Doppietta di O’Ward
Palou campione per la quinta volta

Carlo Luciani Pato O'Ward completa una domenica da incorniciare a Milwaukee, conquistando anche la gara 1 dopo aver già...

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Rally

Rally del Paraguay - Finale
Pajari entra nella storia con una tripletta

Michele Montesano Tra colpi di scena, forature, incidenti e una classifica più volte rimescolata, il Rally del Paraguay ha r...

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indycar

Milwaukee - Gara 2
O'Ward ritrova il successo

Carlo LucianiSi è conclusa con la vittoria di Pato O’Ward Gara 2 sul breve ovale di Milwaukee, la prima corsa del weekend de...

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GT World Challenge

Endurance al Nürburgring - Gara
Aston Martin vince, Mercedes
conquista il titolo con Auer, Engel e Stolz

Michele Montesano - Foto Speedy - SRO/JEPAston Martin licenza di vincere. Il Comtoyou Racing è tornato al successo nel ...

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Super Trofeo Lamborghini

Nürburgring - Gara 2
Iaquinta-Gilardoni, il bis è servito

Michele Montesano - Foto Speedy Non c’è stata storia al Nürburgring. Kevin Gilardoni e Simone Iaquinta hanno dominato il fi...

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31 Ago [10:50]

Puntaspilli
Scandola, una denuncia a mezz’aria

Guido Rancati

Parole, sono solo parole. Ma quelle che Umberto Scandola ripete alla fine della sua non troppo felice galoppata sull'asfalto friulano pesano come pietre. E come pietre fanno male. A Paolo Andreucci e Giandomenico Basso che pure il veronese non nomina quando esterna i suoi timori, ma anche e soprattutto al rallismo italiano. Nello studiolo televisivo approntato a due passi dalla pedana d'arrivo del terzultimo atto della stagione tricolore, il campione in carica torna a dire quanto lo ha condizionato nella prima tappa il correre con la paura di non sapere cosa avrebbe trovato dietro a ogni curva. Il tono pacato non alleggerisce il concetto, quella che ribadisce davanti alle telecamere è una denuncia. Contro ignoti e un po' vaga, ma assai inquietante: ai bordi delle prove speciali ci sarebbero degli esaltati, dei criminali, pronti a piazzare in traiettoria chiodi o magari pietre per falsare l'esito delle gare. Per danneggiare lui e favorire i suoi avversari. E' già successo in questo squinternato Paese nel quale l'etica è un concetto astratto e nel quale chi non rispetta le regole, se la fa franca, si conquista più ammirazione che rimproveri. Potrebbe effettivamente succedere ancora. Ma a sorprendere è che l'accusa resti a mezz'aria, che nessuno gli chieda di circostanziarla meglio. Non lo fanno i due intervistatori sempre troppo occupati a seguire il filo dei loro sogni e non lo fa neppure Giorgio Croce, il patron dell'appuntamento nel nord-est. E non lo fanno i federali e i loro portaborse, quelli che non si sono fatti problemi a intimare ai ragazzi coinvolti nel (dispersivo) progetto varato per riportare qualche italiano nel mondiale di evitare di parlare dell'operazione con i cronisti.