formula 1

Perico, un italiano scelto
dalla Academy Mercedes F1

Sono nove i piloti che la Academy Mercedes Formulla 1 ha annunciato per il 2026. Tra questi, il giovanissimo italiano Niccol...

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UAE4 Series

Consani, un titolo "solo" accarezzato
Il suo racconto tra passato e futuro

Davide AttanasioAndy Consani ci è andato vicino. Alla sua prima esperienza in un campionato per così dire preparatorio, la U...

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Eurocup-3

SWC a Portimao - Gara 2
Successo e leadership per Al Azhari

Massimo Costa - FotocarDominio di Keanu Al Azhari nella gara finale della Eurocup-3 a Portimao. L'emiratino del team Hit...

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F4 Spanish

SWC a Portimão - Gara 2
Tye di arguzia e velocità

Davide Attanasio - FotocarUn fine settimana da incorniciare per Nathan Tye a Portimão. Secondo in qualifica 1, primo in...

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Eurocup-3

SWC a Portimao - Qualifica 2
Al Azhari e Hitech in pole

Massimo CostaE' di Keanu Al Azhari e del team HItech la seconda pole del weekend di Portimaio che ha dato il via alla Sp...

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F4 Spanish

SWC a Portimão - Qualifica 2
Tye si prende anche la pole

Davide Attanasio - FotocarDopo la vittoria di gara 1, Nathan Tye (Drivex) ha fatto la voce grossa anche nella seconda qualif...

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31 Ago [10:50]

Puntaspilli
Scandola, una denuncia a mezz’aria

Guido Rancati

Parole, sono solo parole. Ma quelle che Umberto Scandola ripete alla fine della sua non troppo felice galoppata sull'asfalto friulano pesano come pietre. E come pietre fanno male. A Paolo Andreucci e Giandomenico Basso che pure il veronese non nomina quando esterna i suoi timori, ma anche e soprattutto al rallismo italiano. Nello studiolo televisivo approntato a due passi dalla pedana d'arrivo del terzultimo atto della stagione tricolore, il campione in carica torna a dire quanto lo ha condizionato nella prima tappa il correre con la paura di non sapere cosa avrebbe trovato dietro a ogni curva. Il tono pacato non alleggerisce il concetto, quella che ribadisce davanti alle telecamere è una denuncia. Contro ignoti e un po' vaga, ma assai inquietante: ai bordi delle prove speciali ci sarebbero degli esaltati, dei criminali, pronti a piazzare in traiettoria chiodi o magari pietre per falsare l'esito delle gare. Per danneggiare lui e favorire i suoi avversari. E' già successo in questo squinternato Paese nel quale l'etica è un concetto astratto e nel quale chi non rispetta le regole, se la fa franca, si conquista più ammirazione che rimproveri. Potrebbe effettivamente succedere ancora. Ma a sorprendere è che l'accusa resti a mezz'aria, che nessuno gli chieda di circostanziarla meglio. Non lo fanno i due intervistatori sempre troppo occupati a seguire il filo dei loro sogni e non lo fa neppure Giorgio Croce, il patron dell'appuntamento nel nord-est. E non lo fanno i federali e i loro portaborse, quelli che non si sono fatti problemi a intimare ai ragazzi coinvolti nel (dispersivo) progetto varato per riportare qualche italiano nel mondiale di evitare di parlare dell'operazione con i cronisti.