formula 1 Alboreto vice campione 1985<br />Sogno iridato svanito dopo 11 GP

Alboreto vice campione 1985
Sogno iridato svanito dopo 11 GP

Massimo Costa - XPB ImagesDal 1953 in avanti, dopo la sbornia dei Mondiali vinti da Nino Farina ed Alberto Ascari, la Formul...

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formula 1 Ascari vince due titoli iridati<br />nel 1952-1953 e diventa leggenda

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Massimo CostaConcessi gli onori a Juan Manuel Fangio, campione del mondo 1951 con l'Alfa Romeo al termine di un vivace c...

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formula 1 Farina, il primo italiano <br />campione del mondo nel 1950

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Massimo Costa - XPB ImagesIl primo campionato del mondo della storia della Formula 1 venne disputato nel 1950 e fu vinto da ...

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formula 1 Austin - Libere 2<br />Leclerc si conferma, Antonelli quarto

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Leclerc si conferma, Antonelli quarto

Massimo Costa - XPB ImagesCome ad Austin una settimana fa, Charles Leclerc è l'uomo del venerdì. Primo nella sessione di...

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formula 1 Austin - Libere 1<br />Leclerc leader, poi Antonelli

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Leclerc leader, poi Antonelli

Massimo Costa - XPB ImagesSi ripete il solito copione. La Ferrari è davanti a tutti nelle prove libere, in questo caso il pr...

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Rally Dakar 2027: si torna in Africa<br />4341 km tra Portogallo e Marocco

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Michele Montesano Con il nuovo anno si riaccendono i motori della Dakar. Giunto alla 49ª edizione, il Rally Raid più celebr...

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31 Ago [10:50]

Puntaspilli
Scandola, una denuncia a mezz’aria

Guido Rancati

Parole, sono solo parole. Ma quelle che Umberto Scandola ripete alla fine della sua non troppo felice galoppata sull'asfalto friulano pesano come pietre. E come pietre fanno male. A Paolo Andreucci e Giandomenico Basso che pure il veronese non nomina quando esterna i suoi timori, ma anche e soprattutto al rallismo italiano. Nello studiolo televisivo approntato a due passi dalla pedana d'arrivo del terzultimo atto della stagione tricolore, il campione in carica torna a dire quanto lo ha condizionato nella prima tappa il correre con la paura di non sapere cosa avrebbe trovato dietro a ogni curva. Il tono pacato non alleggerisce il concetto, quella che ribadisce davanti alle telecamere è una denuncia. Contro ignoti e un po' vaga, ma assai inquietante: ai bordi delle prove speciali ci sarebbero degli esaltati, dei criminali, pronti a piazzare in traiettoria chiodi o magari pietre per falsare l'esito delle gare. Per danneggiare lui e favorire i suoi avversari. E' già successo in questo squinternato Paese nel quale l'etica è un concetto astratto e nel quale chi non rispetta le regole, se la fa franca, si conquista più ammirazione che rimproveri. Potrebbe effettivamente succedere ancora. Ma a sorprendere è che l'accusa resti a mezz'aria, che nessuno gli chieda di circostanziarla meglio. Non lo fanno i due intervistatori sempre troppo occupati a seguire il filo dei loro sogni e non lo fa neppure Giorgio Croce, il patron dell'appuntamento nel nord-est. E non lo fanno i federali e i loro portaborse, quelli che non si sono fatti problemi a intimare ai ragazzi coinvolti nel (dispersivo) progetto varato per riportare qualche italiano nel mondiale di evitare di parlare dell'operazione con i cronisti.