Michele Montesano
Nel bene o nel male, la Toyota è stata la protagonista della mattinata di apertura del Rally di Croazia. Per due piloti del team nipponico che comandano la classifica del quarto appuntamento stagionale del WRC, altrettanti hanno dovuto abbandonare anzitempo la gara. Al termine della prima tornata a dettare il ritmo c’è Sami Pajari navigato da Marko Salminen. Bravo quanto costante, il finlandese della Toyota può contare su un margine di poco più di otto secondi nei confronti del compagno di squadra Takamoto Katsuta. Terza piazza per Thierry Neuville, il più rapido tra i piloti Hyundai.
È durato un battito di ciglia il Rally di Croazia per Oliver Solberg. Protagonista dello Shakedown di ieri, lo svedese ha dovuto alzare bandiera bianca dopo appena 4,8 km. Nel corso della Vodice-Brest, la prima speciale del fine settimana, Solberg ha perso il controllo della sua Toyota in uscita da una destra veloce. Inevitabile l’urto contro un terrapieno con la Yaris Rally1 che è poi rimbalzata finendo dal lato opposto della carreggiata prima di terminare la corsa in una cunetta. Inutile il soccorso da parte del pubblico, la vettura è rimasta incagliata nella vegetazione.
Scattato per primo, in virtù della classifica iridata, Elfyn Evans ha subito preso le redini del rally. Approfittando di una traiettoria più pulita, il gallese della Toyota ha stampato gli scratch delle prime due speciali. Evans sembrava avere la situazione sotto controllo quando, nel corso della Beram-Cervolje, è uscito di strada in una piega a destra finendo tra gli alberi. L’errore di valutazione è quindi costato carissimo all’equipaggio della Toyota che è stato costretto ad abbandonare la gara.
A salire al vertice del Rally di Croazia è stato così Pajari. Pur se non pienamente soddisfatto dell’assetto della sua Yaris Rally1, il finlandese era riuscito subito a salire al secondo posto mettendosi in scia a Evans. L’errore del gallese, l’ha quindi promosso al primo posto. Pajari ha poi colto l’opportunità al volo siglando il riferimento della speciale di Učka per chiudere la mattinata con un margine di 8”4 sul compagno di squadra Katsuta.
Il vincitore del recente Safari Rally del Kenya non si è fatto intimorire dagli asfalti tecnici della penisola balcanica imprimendo un buon ritmo. Costretto a districarsi tra ghiaia e sporco portati in traiettoria dagli avversari, il nipponico è riuscito a mantenersi in scia di Pajari. Nella tornata pomeridiana, Katsuta dovrà però prestare attenzione a Neuville. Nonostante una i20N Rally1 a suo dire troppo sottosterzante, il belga è riuscito a siglare lo scratch della Beram-Cervolje chiudendo la mattinata a soli tre decimi da Kastuta.
Se il triello per la vittoria è più aperto che mai, fuori dal podio i distacchi sono più pesanti. Infatti Hayden Paddon, quarto con la sua Hyundai, paga già 41”4 dalla vetta. Ultimo a scendere in azione sulle speciali croate, il neozelandese non è sembrato del tutto a suo agio per via delle condizioni di scarsa aderenza. Tuttavia, approfittando delle disavventure altrui, Paddon è stato bravo a risalire la classifica.
Il team M-Sport ha optato per una strategia differente montando gli pneumatici morbidi, anziché quelli duri, su entrambe le Ford Puma Rally1. Scelta che si è rivelata vincente soprattutto per Jon Armstrong, in gran forma prima che una foratura nella PS2 gli costasse mezzo minuto. Nel tentativo di recuperare terreno l’irlandese nell’ultima speciale della mattinata ha commesso un errore forando la posteriore destra contro un muretto. Rimasto senza ruote di scorta, Armstrong non ha potuto far altro che alzare bandiera bianca.
A completare la top-5 ci ha pensato così Joshua McErlean. L’alfiere Ford ha approfittato anche della foratura all’anteriore destra accusata da Adrien Fourmaux nei primi chilometri della Beram-Cervolje. Il francese ha provato a proseguire ma è arrivato sul traguardo con oltre un minuto e mezzo di ritardo. Beneficiando dei vari ritiri, Fourmaux è però riuscito a risalire al sesto posto a 38”2 da McErlean.
Domino Lancia nel WRC2. Yohan Rossel ha mostrato fin da subito le sue doti da asfaltista prendendo immediatamente le redini della corsa. Il francese può contare su un margine di poco più di nove secondi sul compagno di squadra Nikolay Gryazin. A completare il podio di classe ci ha pensato Romet Jürgenson, sulla Ford Fiesta Rally2. A seguire i francesi Leo Rossel, su Citroën C3, ed Eric Camilli al volante della Skoda Fabia.
Venerdì 10 aprile 2026, classifica dopo la SS4 (top 15)
1 - Pajari-Salminen (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 36'09"1
2 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 8"4
3 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 8"7
4 - Paddon-Kennard (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 41"4
5 - McErlean-Treacy (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 50"8
6 - Fourmaux-Coria (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 1'29"0
7 - Y.Rossel-Dunand (Lancia Ypsilon HF Rally2) - Lancia - 1'31"6
8 - Gryazin-Aleksandrov (Lancia Ypsilon HF Rally2) - Lancia - 1'40"8
9 - Jürgenson-Oja (Ford Fiesta Rally2) - M-Sport - 1'42"3
10 - L.Rossel-Mercoiret (Citroen C3 Rally2) - 2C Junior - 1'47"0
11 - Camilli-De La Haye (Skoda Fabia RS Rally2) - Camilli - 1'49"5
12 - Cachón-Rozada (Toyota GR Yaris Rally2) - Toyota Espana - 1'52"0
13 - Korhonen-Viinikka (Toyota GR Yaris Rally2) - Rautio - 2'04"8
14 - Yamamoto-Fulton (Toyota GR Yaris) - Printsport - 2'07"5
15 - Pelamourgues-Pouget (Hyundai i20 N Rally2) - Pelamourgues - 2'18"6