Michele Montesano
Avvio di stagione da sogno per Oliver Solberg. Rientrato in pianta stabile nel WRC, lo svedese ha iniziato la sua avventura siglando subito un record nel suo palmares. Infatti il figlio dell’iridato Petter Solberg, alla sua seconda gara con la Yaris Rally1, è diventato il più giovane pilota ad aver conquistato il Rally di Monte Carlo. Navigato da Elliott Edmondson, lo svedese della Toyota ha imposto un ritmo impressionante sulle strade innevate del Principato. Il costruttore nipponico ha di che sorridere visto che ha monopolizzato l’intero podio grazie a Elfyn Evans e Sebastien Ogier.
Non c’è stata storia. Solberg ha preso le redini del Rally di Monte Carlo già nella seconda speciale, la Esclangon-Seyne les Alpes, e non le ha più mollate fino alla fine. Tra una fitta nebbia, neve e ghiaccio, lo svedese ha letteralmente annichilito gli avversari nella tappa in notturna del giovedì mettendo in mostra una guida funambolica. Per sua stessa ammissione, Solberg ha dichiarato di essersi preso più di qualche rischio, ma l’audacia del ventiquattrenne è stata ripagata con un vantaggio di 44”2 su Evans al termine delle prime tre PS.
Distacco che è aumentato ulteriormente nella tappa del venerdì. Approfittando del duello per il secondo posto tra Evans e Ogier, Solberg ha potuto blindare la vittoria. Tuttavia non è mancato un brivido nella giornata del sabato quando, nella speciale di Vaumeilh-Claret, lo svedese ha perso il controllo della sua Yaris Rally1 finendo in un campo innevato. Solberg è stato fortunato a non restare impantanata e ha subito ripreso la strada sfondando una staccionata. Ma, ancora più incredibile, nonostante l’errore il pilota della Toyota è riuscito ugualmente a siglare lo scratch della prova.
Con la dea bendata dalla sua parte, Solberg è uscito indenne anche nella PS15, La Bollene-Vesubie, dove si è reso protagonista di un innocuo testacoda. Scampato il pericolo, lo svedese ha quindi preferito sotterrare l’ascia di guerra e portare a casa il risultato. Così, dopo aver conquistato lo scorso anno il Rally d’Estonia al debutto con la Yaris Rappy1, Solberg si è ripetuto anche sulle strade del Monte Carlo, gara che il papà Petter non è mai riuscito a vincerne nella sua lunga e gloriosa carriera.
Secondo posto per Evans. Il gallese (nella foto sopra) ha aperto le ostilità siglando lo scratch della PS1. Tuttavia la musica è ben presto cambiata e, subito il sorpasso da parte di Solberg, Evans non è più riuscito a replicare. Anzi, il gallese ha dovuto prestare attenzione anche al recupero di Ogier. Il riscatto è quindi avvenuto nella tappa odierna con Evans che ha conquistato il Super Sunday e la Power Stage conclusiva incamerando, così, punti che potranno rivelarsi fondamentali nel prosieguo del campionato.
A completare la tripletta Toyota è stato Ogier. Il nove volte iridato WRC quest’anno non è stato in grado di inserirsi nella lotta per la vittoria. Il distacco accumulato già al termine della prima tappa si è rivelato incolmabile. Il francese ha provato a recuperare terreno, perlomeno nei confronti di Evans, ma ha dovuto ben presto desistere.
Se il buongiorno si vede dal mattino, sarà un’altra stagione difficile per Hyundai. Sulle strade del Monte Carlo, le i20N Rally1 sono parse nettamente inferiori rispetto le Toyota. Quarto al traguardo, Adrien Fourmaux ci ha messo tanto del suo per conquistare due scratch (nella foto sopra). Al contrario Thierry Neuville, quinto al termine del rally, non è riuscito a trovare il giusto assetto della sua Hyundai commettendo anche doversi errori. Al suo rientro nel WRC dopo otto anni di assenza, Hayden Paddon ha dovuto togliersi molta ruggine di dosso. Il neozelandese è parso nettamente più lento rispetto i suoi compagni di squadra chiudendo il Monte Carlo a quasi 18 minuti dalla vetta.
Il rovescio della medaglia di Toyota vede i volti di Takamoto Katsuta e Sami Pajari. Velocissimo nello Shakedown, il nipponico si è poi perso nel corso del fine settimana. Inoltre un guasto al servosterzo, della sua Yaris Rally1, ha fatto scivolare Katsuta fuori dalla top-10. Il giapponese si è poi ripreso risalendo fino al settimo posto conquistando la top-5 nel Super Sunday. Monte Carlo amaro per Pajari. Il giovane finlandese è stato infatti protagonista di ben due uscite di strada.
Dopo ben 24 anni, nessuna vettura M-Sport è riuscita ad arrivare al traguardo del Monte. Una disfatta che lascia l’amaro in bocca dopo quanto fatto vedere da Jon Armstrong (nella foto sopra). Al debutto con la Ford Puma Rally1, l’irlandese è stato tra i protagonisti del Rally del Principato occupando stabilmente il sesto posto. I sogni di Armstrong si sono sgretolati dopo soli 700 metri dall’inizio della penultima prova, quando è uscito fuoristrada ritirandosi.
Sorte identica per Joshua McErlean. Già uscito di strada sia giovedì che venerdì, l’irlandese è tornato in gara per provare a racimolare punti ed esperienza nel Super Sunday. Tuttavia la PS16 si è rivelata fatale anche a lui ed, esattamente come il connazionale nonché compagno di squadra, è uscito fuoristrada. Triste epilogo anche per Gregoire Munster che ha dovuto alzare bandiera bianca prima ancora dell’inizio dell’ultima tappa per noie meccaniche.
Fine settimana delle prime volte. Sesto assoluto, Leo Rossel ha conquistato il suo primo Rally di Monte Carlo, oltre al suo primo successo in carriera nel WRC2 (nella foto sopra). Il francese, navigato da Guillaume Mercoiret, ha così portato sul gradino più alto del podio di classe la Citroën C3 Rally2. Prestazione da incorniciare per Roberto Daprà e Luca Guglielmetti. La coppia italiana della Skoda ha infatti ottenuto un importante secondo posto precedendo i francesi Arthur Pelamourges, terzo, ed Eric Camilli.
Debutto dai due volti per la Lancia Ypsilon HF Rally2. Al rientro nel Mondiale Rally, la vettura della Casa torinese si è dimostrata subito efficace e velocissima sulle difficili strade monegasche. Tuttavia Yohan Rossel è stato costretto subito alla resa per colpa di un errore commesso nella prima speciale. Stessa sorte capitata nella tappa del sabato anche a Nikolay Gryazin, quando stava lottando per il primato di classe. Tuttavia la base per fare bene c’è, il team Lancia ci riproverà già nel prossimo appuntamento iridato.
Domenica 25 gennaio 2026, classifica Super Sunday (top 5)
1 - Evans-Martin (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 1h08'17"4
2 - Fourmaux-Coria (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 3"9
3 - Solberg-Edmondson (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 7"5
4 - Ogier-Landais (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 44"4
5 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 1'36"0
Domenica 25 gennaio 2026, classifica finale (top 15)
1 - Solberg-Edmondson (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 4h24'59"0
2 - Evans-Martin (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 51"8
3 - Ogier-Landais (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 2'02"2
4 - Fourmaux-Coria (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 5'59"3
5 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 10'29"8
6 - L.Rossel-Mercoiret (Citroën C3 Rally2) - 2C Junior - 12'58"4
7 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 13'05"4
8 - Daprà-Guglielmetti (Skoda Fabia RS Rally2) - Daprà - 15'07"9
9 - Pelamourgues-Pouget (Hyundai i20 N Rally2) - Pelamourgues - 18'09"4
10 - Camilli-De La Haye (Skoda Fabia RS Rally2) - Camilli - 18'36"4
11 - Paddon-Kennard (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 18'47"5
12 - Ingram-Kihurani (Toyota GR Yaris Rally2) - Ingram - 21'42"7
13 - Gryazin-Aleksandrov (Lancia Ypsilon HF Rally2) - Lancia - 31'56"2
14 - Cherain-Vermeulen (Skoda Fabia RS Rally2) - Cherain - 31'59"3
15 - Kołtun-Pleskot (Skoda Fabia RS Rally2) - Kołtun - 35'22"1
Il campionato piloti
1.Solberg 30 punti; 2.Evans 26; 3.Ogier 18; 4.Fourmaux 17; 5.Neuville 10; 6.Katsuta 6.
Il campionato costruttori
1.Toyota 59 punti; 2.Hyundai 35; 3.Ford 0.