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10 Gen [15:44]

A Birmingham una Fiesta tutta d'oro

Cento esemplari sono già usciti dalla factory di Cochermouth e ancora la (bella) storia non è finita. “Abbiamo altri ordini da soddisfare”, osserva soddisfatto Malcolm Wilson che ha voluto sottolineare il successo anche commerciale della Fiesta in versione R5 esponendo al saloncino di Birmingham in brillante lvrea dorata proprio la centesima compatta realizzata dalla sua struttura. Aggiunge il padre-padrone della M-Sport: “Ovviamente siamo estremamente orgogliosi di un modello che in meno di due anni ha saputo conquistarsi un posto di rilievo fra le auto da rally di tutti i tempi”. I numeri gli danno ragione: quelle delle tantissime vittorie rastrellate – la prima nella primavera del 2013 con Oleksandr Saliuk sulla terra dell'ucraino Aleksandrov Rally, l'ultima, per ora, la scorsa settimana con Kajto Kajetanowicz sulla neve e il ghiaccio dell'austriaco Janner – ma anche quella delle nazioni, fin qui ventotto, nelle quali l'ennesima auto da corsa con l'Ovale Blu sul muso ha trovato cittadinanza.
Non è un mistero che la Fiesta R5 sia stata e sia fondamentale per garantire la presenza del marchio nella serie iridata. Non è azzardato ipotizzare che lo sia anche per garantire la sopravvivenza stessa del complesso creato sul finire del secolo breve dall'ex-pilota inglese. E viene da pensare a quello che avrebbe potuto essere anche nel Bel Paese, se i destini dell'Abarth non fossero stati affidati a manager troppo portati ad occuparsi dell'immediato. A far morire la gallina per papparsi un paio d'ovetti in più. Quelli che ripetevano che le corse vanno bene solo se rendono nell'immediato. Con la stessa sprezzante miopia di quel ministro per il quale la cultura non dà da mangiare.