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19 Mag [18:31]

Adriatico – Finale
Andreucci non perdona

La rabbia per la trentina di secondi buttati via nel penultimo tratto cronometrato avanzando con una gomma a terra, Umberto Scandola l’ha scaricata sui colli del Verdicchio. Ci ha dato dentro, il veronese della Skoda, ha migliorato il suo tempo precedente e ha messo tutti in riga. Ma non gli è bastato per mettere il sale sulla coda a Paolo Andreucci che, senza esagerare, gli ha concesso solo sette secondi. E ha chiuso le dieci prove da leader, con poco più di mezzo minuto di vantaggio.
Dietro ai due, Mauro Trentin che ha preso atto delle disavventure dei suoi avversari più diretti: di Renato Travaglia rallentato dal turbo e di Daniele Ceccoli che s’è messo per capello la Peugeot nel penultimo tratto, lo stesso fatale a Loris Baldacci che è andato ad abbracciare un albero subito dopo essere transitato davanti alla fotocellula dei cronometristi.
Finale scintillante, invece, per Stefano Albertini che, con due secondi tempi ha legittimato il quinto posto alle spalle di Matteo Gamba. E viene da chiedersi se per il ragazzo della valsabbia non sarebbe meglio, d’ora in poi, correre a briglia sciolta. Fra gli Junior, netta affermazione di Simone Campedelli che, settimo, s’è messo dietro parecchia gente con quattro ruote motrici…

m. mz.

La classifica finale

1. Andreucci-Andreussi (Peugeot 207 S2000) in 1'22'14"2
2. Scandola-D'Amore (Skoda Fabia S2000) a 32"8
3. Trentin-De Marco (Peugeot 207 S2000) a 1'36"83
4. Gamba-Inglesi (Peugeot 207 S2000) a 1'54"80
5. Albertini-Scattolin (Peugeot 207 S2000) a 2'13"2
6. Travaglia-Granai (Mitsubishi Lancer) a 3'31"2
7. Campedelli-Fappani (Citroen DS3 R3) a 4'49"7
8. Perico-Carrara (Peugeot 207 S2000) a 4'54"8
9. Costenaro-Ciucci (Peugeot 207 S2000) a 5'12"2
10. Pajunen-Lindstrom (Renault Twingo R2) a 5'50"1