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25 Set [17:09]

Claudio Berro al Sanremo
per dimenticare il 1986

Si dice: nessuno è profeta in patria. A sentirselo ricordare, Claudio Berro sorride: “Spero proprio che questo Rallye Sanremo serva a smentire la massima”, ribatte il responsabile delle attività sportive dell’Abarth.
Ha un conto aperto con l’appuntamento sanremese, il bordigotto che dirige la rinata squadra torinese: “In effetti– conferma – ancora non ho digerito la pretestuosa esclusione che nell’86 impedì ad Andrea Zanussi di battersi per il primo posto: vuol dire che cercherò di farlo quest’anno, con l’aiuto dei nostri piloti”.
Il legame di Berro con il Rallye Sanremo è profondo: prima di essere direttore sportivo, è stato copilota e prima ancora era uno dei tanti ragazzi pronti a scarpinare sui monti dell’entroterra imperiese per godere dello spettacolo offerto dai piloti: “Bei tempi , quelli. Eravamo giovani e la Riviera dei Fiori era la capitale del rallismo italiano…”, sospira. Aggiunge: “Comunque, i Sanremo è tornato ai fasti del passato e i tanti che da giovedì a sabato si giocheranno la vittoria sono lì a dimostrarlo”.
Non ha dubbi, l’uomo che guiderà le operazioni della formazione dello Scorpione: “Ci apprestiamo a vivere una delle edizioni più belle del Sanremo, con tanti che partono per vincere”. Il successo dell’Intercontinental Rally Challenge non lo sorprende, quello del Rallye Sanremo neppure: “La gara – osserva –ha un percorso davvero unico, normale che tanti abbiamo scelto di essere al via. E non mi fiderei di quelli che sostengono di voler disputare una corsa tattica: sulle strade sanremesi, davanti a un pubblico che mi immagino numeroso, nessuno si tirerà indietro. A tutto vantaggio dello spettacolo che sarà di primissimo ordine”.
Di pronostici, nemmeno a parlarne: “E come si fa a prevedere chi starà davanti e chi dietro alla fine di un rally che fra l’altro ha in programma una prova come la “ronde” con i suoi quarantaquattro chilometri?”. In compenso, Berro accetta di dare voce alle sue speranze: “Mi piacerebbe festeggiare a Sanremo la conquista del titolo italiano da parte di Giandomenico Basso e al tempo stesso mettere in cascina fieno per la classifica piloti e quella costruttori della serie a respiro mondiale che ci vede protagonisti. In fondo, quando dividevo l’abitacolo della Talbot Lotus con Federico Ormezzano, proprio a Sanremo rastrellammo quei punti che alla fine della stagione permisero alla Casa di vincere il mondiale.”