formula 1

La McLaren sorprende:
a Montecarlo livrea Gulf

La McLaren sorprende tutti: al Gran Premio di Monaco correrà con un'inedita livrea arancio-azzurro Gulf, una delle più ic...

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F4 Italia

Le Castellet - Gara 3
Tramnitz prende il largo

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F4 Italia

Le Castellet - Gara 2
Tramnitz resiste a Browning

1 - Tim Tranmitz - US Racing - 14 giri - 33'51"4232 - Luke Browning - US Racing - 0"6873 - Kirill Smal - Prema ...

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indycar

Indy Road - Gara
VeeKay si prende la prima vittoria

1 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevy) - ECR - 86 giri2 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 4"9510 3 - Alex Palou (Dal...

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F4 Italia

Le Castellet - Gara 1
Smal e Prema in solitaria

Victor Bernier e Luke Browning sono stati penalizzati di 1" dai commissari di gara per non aver rispettato i track limit...

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F4 Italia

Le Castellet - Qualifica 1-2
Smal, Bearman e Tramnitz in pole

1 - Kirill Smal - Prema - 2'04"0952 - Tim Tranmitz - US Racing - 2'04"2303 - Oliver Bearman - VAR - 2'0...

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16 Mag [9:19]

Mid-Ohio, qualifica
Tincknell e la Mazda in pole

Marco Cortesi

Harry Tincknell ha conuqistato la pole a Mid-Ohio nelle qualifiche per l'appuntamento dell'IMSA sul saliscendi di Lexington. Il pilota inglese ha battuto nettamente il record precedente (sempre della Mazda con Jarvis) precedendo per un decimo l'Acura del team Taylor con Filipe Albuquerque. Terza piazza per l'altra Acura, quella del team Shank, che sembra aver risolto i problemi di competitività precedenti. Tuttavia, la scelta di cambiare gomme per la gara la porterà al sesto e ultimo posto. Più staccate le Cadillac, a partire da quella del duo Nasr-Derani.

In LMP3 la pole è andata a Gar Robinson davanti a Jon Bennett, con i piloti più "deboli" in pista per le prove. In GT Daytona, che quest'anno vede i entrambi i piloti impegnati in Q1 e Q2, Aaron Telitz ha conquistato la pole per la Lexus nel Q1, che vede al via piloti silver e bronze e detta la posizione di partenza. In Q2 però, Patrick Long si è portato al comando, con la seconda sessione che attribuisce 35 punti bonus. In seconda posizione al via ci sarà la BMW Turner con Foley-Auberlen davanti alla Mercedes Alegra di Morad-De Quesada.

Sabato 15 maggio 2021, qualifica

1 - Tincknell/Jarvis (Mazda Dpi) - Mazda - 1'10"027
2 - Albuquerque/Taylor (Acura ARX05) - Taylor - 1'10"122
3 - Derani/Nasr (Cadillac Dpi) - AXR - 1'10"432
4 - VDZande/Magnussen (Cadillac Dpi) - Ganassi - 1'10"934
5 - Duval/Vautier (Cadillac Dpi) - JDCMiller - 1'10"567
6 - Pla/Cameron (Acura ARX05) - Shank - 1'10"355
7 - Fraga/Robinson (Ligier) - Riley - 1'17"246
8 - Braun/Bennett (Ligier) - Core - 1'17"632
9 - Askew/Andretti (Ligier) - Andretti - 1'17"713
10 - Goldburg/Lindh (Ligier) - PerfTech - 1'19"347
11 - Barbosa/Willsey (Ligier) - Creech - 1'19"629
12 - Murry/Cox (Ligier) - Riley - 1'19"444
13 - Hawksworth/Telitz (Lexus RCF) - Vasser - 1'20"529
14 - Foley/Auberlen (BMW M6) - Turner - 1'20"535
15 - deQuesada/Morad (Mercedes-AMG GT3) - Alegra - 1'20"687
16 - Veach/Montecalvo (Lexus RCF) - Vasser - 1'20"812
17 - Snow/Sellers (Lamborghini Huracan) - Miller - 1'20"941
18 - DeAngelis/Gunn (Aston Martin Vantage) - HOR - 1'21"139
19 - Farnbacher/Kingsley (Acura NSX) - Compass - 1'21"332
20 - Westphal/Heistand (Audi R8) - CarBahn - 1'21"478
21 - Miller/Bechtolsheimer (Acura NSX) - Gradient - 1'21"856
22 - Long/Hardwick (Porsche 911) - Wright - 1'21"975
23 - Legge/Ferriol (Porsche 911) - Hardpoint - 1'22"036
24 - Lally/Potter (Acura NSX) - Magnus - 1'22"131
25 - Vanthoor/Robichon (Porsche 911) - Pfaff - 1'20"952

23 Mar [8:50]

Corvette, niente GT3 per ora
Si tratta per tenere le GTE in deroga

Marco Cortesi

Corvette non produrrà una vettura GT3, almeno prima del 2023. Lo ha spiegato Laura Wontrop Klauser, a capo del programma racing di General Motors. La casa del cravattino non è infatti pronta a sostenere un progetto di questa portata, con numeri di produzione minimi da raggiungere, e sarebbe in trattativa per correre nell'IMSA 2022 con una vettura derivata dall'attuale GTE-Pro, in deroga. Unica scelta, data l'introduzione, al posto della categoria GTLM, di una versione "Pro" della GT Daytona. 

Una filosofia diversa
Come mai una casa come Chevy non è pronta per un progetto simile a quello portato avanti da altri costruttori? Semplicemente perché nessuna delle Corvette viste negli ultimi anni era una vettura anche da vendere. Si trattava di auto di livello "super pro" costruite investendo il massimo delle risorse in un numero molto esiguo di esemplari, al massimo due all'anno. Un po' come un team di Formula 1.

Mentre Porsche, Aston Martin e soprattutto Ferrari hanno sempre inteso i loro programmi endurance (sia GT3 che GTE) come base per la vendita ai privati, e per la costruzione di molti esemplari, GM ha sempre centellinato gli sforzi, ed è il motivo per cui solo molto raramente si sono viste Corvette finire in mani altrui. Proprio questa filosofia rende molto difficile la conversione da una specifica all'altra.

Numeri difficili da raggiungere
Ma c'è come detto anche la questione dei numeri minimi. Anche quando ha intrapreso la strada della GT3, GM ha puntato tutto sull'ufficialità tanto da fare infuriare i vertici SRO. Proprio in seguito al debutto della Cadillac ATS-V.R, schierata solo in una serie negli USA e mai messa realmente in vendita, sono state introdotte le regole attuali che prevedono 10 auto costruite al minimo nel primo anno, e 20 auto nei primi 24 mesi. Regola che ha anche messo in difficoltà tra le altre Callaway, struttura indipendente che aveva realizzato C6 e C7 GT3.

Dieci o venti unità che siano, è un target che in Pratt&Miller (azienda che si occupa del programma) non sono pronti a centrare, non essendo mai stati strutturati per numeri di quel tipo. E' iniziata quindi la fase di trattativa, per tentare di mantenere nella categoria uno dei suoi marchi più blasonati. Non si tratterebbe della prima volta. Già le BMW Z4 erano state accettate in deroga per il motivo opposto: si trattava infatti non di auto "nate" GTE-Pro ma di GT3 più evolute.

21 Mar [9:12]

Sebring - Gara
JDC-Miller svetta con un super-Bourdais

Marco Cortesi

Finale imprevedibile - se non improbabile - nell'edizione 2021 della 12 Ore di Sebring. Sulla pista più dura di tutte, con i suoi muretti, i curvoni veloci, le enormi sconnessioni, le (tante) possibilità che qualcosa vada storto, a trionfare è stato il team JDC Miller, squadra "cenerentola" della categoria. Solo alla seconda stagione completa con una Cadillac-Dallara, la compagine diretta da John Church (nella foto IMSA-LAT) è stata ripagata dopo il gran lavoro svolto per portare il gruppo a livello dei migliori.

Capitano dell'impresa, un Sebastien Bourdais in forma scintillante. Il francese, uscito dai box al comando nell'ultima caution, ha tenuto a bada la Mazda ufficiale di Harry Tincknell nonostante la rottura di un profilo dell'ala posteriore. La vettura divisa con Loic Duval (già vincitore a Sebring con la Peugeot 908 LMP1) e Tristan Vautier, ha condotto per la prima volta nelle battute conclusive, e il pilota del team Foyt in IndyCar ha fatto buon viso a cattivo gioco, approfittando se non altro della grande velocità sul dritto per difendersi.



KO i team ActionExpress e Ganassi
Dopo essere sembrato pronto per raccogliere il successo, il team Ganassi è finito indietro per colpa di un contatto tra Scott Dixon e Connor De Philippi in ingresso pit. KO anche le altre Cadillac del team ActionExpress. Quella "titolare" di Derani-Conway-Nasr ha pagato l'irruenza del brasiliano in un contatto iniziale che ha piegato lo sterzo, e poi si è fermata per problemi al cambio, Derani si è anche toccato con Vautier. Il secondo esemplare, di Johnson-Kobayashi-Pagenaud, è transitato terzo, ma è poi stato penalizzato perché il francese ha sforato di 4" il tempo di guida massimo di 4 ore ogni 6. Sul podio è andata l'Acura Shank di Juan Pablo Montoya, Olivier Pla e Dane Cameron, che ha passato la vettura gemella del team Taylor nel finale.

Vittoria di PR1-Mathiasen, che botto per Buret in LMP2!
In LMP2, vero e proprio dominio per il team PR1-Mathiasen con Mikkel Jensen, Ben Keating e Scott Huffaker. Da segnalare un brutto incidente che ha coinvolto Thimoty Buret per il team Tower. Illeso il francese. In LMP3 (con le vetture che hanno terminato tutte alle spalle delle GTLM) si è rivisto Colin Braun insieme a George Kurtz e al patron del team CORE Jon Bennett.



Successo da outsider per la Porsche
Anche nella classe GTLM, a vincere è stata la vettura che partiva con meno favori del pronostico, la Porsche privata schierata da Cooper MacNeil e dal team Proton. Al via con MacNeil e Matt Campbell, Matthieu Jaminet ha approfittato nel finale di un contatto tra la Corvette di Antonio Garcia e la BMW di Connor De Philippi (successivamente penalizzato) e si è involato verso il successo. La BMW numero 25 ha terminato seconda davanti alla M8 gemella, che ha completato il podio nonostante un principio d'incendio ai box. Garcia, che aveva recuperato la testa dopo una serie di disavventure che l'avevano spedito sotto di un giro, ha preceduto l'altra Corvette, con problemi elettrici.

Porsche raddoppia in GTD
In GT Daytona, doppietta Porsche (100esimo successo di classe per il marchio) con il successo di Lars Kern, Zach Robichon e soprattutto Laurens Vanthoor. Il belga è sopravvissuto a un contatto con la Lexus di Zach Veach e, sfuggendo a possibili penalità, ha preceduto la vettura gemella del team Wright di Jan Heylen, Pat Long e Trent Hindman. Probabilmente decisive due penalità procedurali. Podio per la Aston Martin di James-De Angelis-Gunn. Anche la seconda Lexus (le vetture del team Vasser-Sullivan sembravano favorite) ha pagato un problema ai freni. Da segnalare il botto (senza conseguenze fisiche) per la Lamborghini GRT e la Mercedes Alegra, venute in contatto e finite contro il muro di cemento, pilotate da Franck Perera e Billy Johnson.

Domenica 21 marzo 2021, gara

1 - Bourdais/Duval/Vautier (Cadillac DPi) - JDC Miller - 349 giri
2 - Bomarito/Tincknell/Jarvis (Mazda DPi) - Mazda - 1”435
3 - Pagenaud/Kobayashi/Johnson (Cadillac DPi) - AXR - 1”641
4 - Montoya/Pla/Cameron (Acura DPi) - Shank - 2”614
5 - Rossi/Albuquerque/Taylor (Acura DPi) - WTR - 5”318
6 - Dixon/Magnussen/van der Zande (Cadillac DPi) - Ganassi - 2 Giri
7 - Huffaker/Jensen/Keating (ORECA LMP2 07) - PR1 Mathiasen - 5 Giri
8 - Dalziel/Tilley/Merriman (ORECA LMP2 07) - Era - 5 Giri
9 - Campbell/Jaminet/MacNeil (Porsche 911 RSR - 19) - Proton - 15 Giri
10 - Spengler/Eng/De Phillippi (BMW M8 GTE) - RLL - 16 Giri
11 - Smith/Boyd/McGuire (ORECA LMP2 07) - United Autosports - 16 Giri
12 - Farfus/Krohn/Edwards (BMW M8 GTE) - RLL - 16 Giri
13 - Catsburg/Taylor/Garcia (Chevrolet Corvette C8.R) - Corvette - 16 Giri
14 - Sims/Tandy/Milner (Chevrolet Corvette C8.R) - Corvette - 19 Giri
15 - Braun/Kurtz/Bennett (Ligier JS P320) - Core - 20 Giri
16 - Bleekemolen/Murry/Cox (Ligier JS P320) - Riley - 20 Giri
17 - Andrews/Pigot/Robinson (Ligier JS P320) - Riley - 20 Giri
18 - McCusker/Askew/McAleer (Duqueine D08) - Forty7 - 21 Giri
19 - Willsey/Clairay/Barbosa (Ligier JS P320) - Creech - 21 Giri
20 - Kern/Vanthoor/Robichon (Porsche 911 GT3R) - Pfaff - 29 Giri
21 - Heylen/Hindman/Long (Porsche 911 GT3R) - Wright - 29 Giri
22 - Gunn/De Angelis/James (Aston Martin Vantage GT3) - HOR - 29 Giri
23 - Pumpelly/Lally/Potter (Acura NSX GT3) - Magnus - 29 Giri
24 - Figueiredo/Legge/Nielsen (Porsche 911 GT3R) - Hardpoint - 29 Giri
25 - Megennis/Veach/Montecalvo (Lexus RC F GT3) - Vasser Sullivan - 30 Giri
26 - Kirkwood/Hawksworth/Telitz (Lexus RC F GT3) - Vasser Sullivan - 36 Giri
27 - Read/Foley/Auberlen (BMW M6 GT3) - Turner - 36 Giri
28 - Grenier/Engel/Habul (Mercedes-AMG GT3) - Riley - 45 Giri
29 - Derani/Conway/Nasr (Cadillac DPi) - AXR - 57 Giri
30 - Estep/Bamber/Ferriol (Porsche 911 GT3R) - Hardpoint - 69 Giri
31 - Buret/Aubry/Farano (ORECA LMP2 07) - Tower - 83 Giri
32 - Kruetten/Sales/Bell (Duqueine D08) - WIN - 84 Giri
33 - Lewis/Snow/Sellers (Lamborghini Huracan GT3) - Miller - 94 Giri
34 - LLarena/Goldburg/Lindh (Ligier JS P320) - PerfTech - 172 Giri
35 - Johnson/de Quesada/Morad (Mercedes-AMG GT3) - Alegra - 258 Giri
36 - Zimmermann/Perera/Simpson (Lamborghini Huracan GT3) - Grasser - 258 Giri
37 - Merrill/Nunez/Thomas (ORECA LMP2 07) - WIN - 259 Giri

20 Mar [7:56]

Sebring, qualifica
Derani in pole, incidente per Johnson

Marco Cortesi

Pole position per Pipo Derani nella qualifica per la 12 Ore di Sebring 2021. Il pilota brasiliano ha piazzato la prima delle Cadillac-Dallara ActionExpress al vertice duellando con Ricky Taylor, che guidava per il team Taylor fresco vincitore di Daytona. Derani, che partirà al top insieme a Felipe Nasr e Mike Conway, ha prevalso di poco più di un decimo.

Terzo posto a oltre mezzo secondo per la Cadillac del team Ganassi pilotata da Renger van der Zande e divisa con Kevin Magnussen e Scott Dixon. A seguire, la Mazda di Jarvis/Tincknell/Bomarito e la Acura Shank di Cameron/Pla/Montoya. Da registrare nella sessione il violento incidente di Jimmie Johnson nelle barriere dell'ultima curva. Il team ActionExpress dovrà cambiare il telaio.

In LMP2, primo posto per Steven Thomas che ha preceduto Ben Keating in un turno che ha visto in pista i gentleman dei relativi equipaggi. In LMP3, pole dell'ex formulista Rasmus Lindh, vicecampione di USF2000 e Indy Pro 2000.

Nessuna sorpresa in GTLM con le Corvette al top. Antonio Garcia ha battuto di tre centesimi Tommy Milner, mentre le BMW non hanno infranto la barriera del minuto e 54. Quinto posto, staccato di oltre un secondo, per Cooper MacNeil sulla Porsche Proton. Da segnalare che le vetture GT hanno girato in modo nettamente più veloce delle LMP3 (e anche di alcune LMP2) ma partiranno alle loro spalle per mantenere il raggruppamento delle classi.

La GT Daytona ha visto per la prima volta entrambi i piloti scendere in pista. Nel turno dei "secondi piloti", che assegna la pole della gara, ha prevalso Jan Heylen su Porsche mentre la Lambo di Tim Zimmermann, originariamente in pole, è stata squalificata per un'irregolarità. Il secondo segmento, che vede protagonisti i top driver di ciascun equipaggio e assegna i punti bonus in classifica, ha portato al top la Lexus di Jack Hawksworth.

Venerdì 19 marzo 2021, la griglia (classi raggruppate)

1 - Nasr/Conway/Derani (Cadillac DPI) - 1'45"354
2 - Taylor/Albuquerque/Rossi (Acura ARX05) - 1'45"464
3 - VDZande/Magnussen/Dixon (Cadillac DPI) - 1'45"849
4 - Jarvis/Tincknell/Bomarito (Cadillac DPI) - 1'46"253
5 - Cameron/Pla/Montoya (Acura ARX05) - 1'46"377
6 - Vautier/Duval/Bourdais (JDC-Miller) - 1'46"549
7 - Johnson/Kobayashi/Pagenaud (Cadillac DPI) - 1'47"610
8 - Thomas/Nunez/Merrill (Oreca LMP2) - 1'51"025
9 - Keating/Jensen/Huffaker (Oreca LMP2) - 1'51"148
10 - Merriman/Tilley/Dalziel (Oreca LMP2) - 1'52"388
11 - McGuire/Boyd/Smith (Oreca LMP2) - 1'55"440
12 - Farano/Aubry/Buret (Oreca LMP2) - 1'56"142
13 - Lindh/Goldburg/LLarena (Ligier JSP3) - 1'56"001
14 - McAleer/Askew/McCusker (Duqueine D08) - 1'56"066
15 - Robinson/Pigot/Andrews (Ligier JSP3) - 1'56"974
16 - Bennett/Kurtz/Braun (Ligier JSP3) - 1'58"151
17 - Cox/Murry/Bleekemolen (Ligier JSP3) - 1'58"546
18 - Barbosa/Clairay/Willsey (Ligier JSP3) - 1'58"991
19 - Bell/Sales/Kruetten (Duqueine D08) - 1'59"950
20 - Garcia/Taylor/Catsburg (Corvette C8R) - 1'54"910
21 - Milner/Tandy/Sims (Corvette C8R) - 1'54"944
22 - Phillippi/Eng/Spengler (BMW M8) - 1'55"062
23 - Edwards/Krohn/Farfus (BMW M8) - 1'55"281
24 - MacNeil/Jaminet/Campbell (Porsche 911) - 1'56"119
25 - Long/Hindman/Heylen (Porsche 911) - 2'00"077
26 - Morad/Quesada/Johnson (Mercedes-AMG GT3) - 2'00"272
27 - Telitz/Hawksworth/Kirkwood (Lexus RCF) - 2'00"504
28 - Montecalvo/Veach/Megennis (Lexus RCF) - 2'00"790
29 - Auberlen/Foley/Read (BMW M6) - 2'00"791
30 - Sellers/Snow/Lewis (Lamborghini Huracan) - 2'01"518
31 - Habul/Engel/Grenier (Mercedes-AMG GT3) - 2'01"684
32 - James/DeAngelis/Gunn (Aston Martin Vantage) - 2'01"698
33 - Nielsen/Legge/Figueiredo (Porsche 911) - 2'02"613
34 - Ferriol/Bamber/Estep (Porsche 911) - 2'03"144
35 - Potter/Lally/Pumpelly (Acura NSX) - 2'03"367
36 - Robichon/Vanthoor/Kern (Porsche 911) - 3'07"086
37 - Zimmermann/Simpson/perera (Lamborghini Huracan) - s.t.

1 Feb [12:25]

Dal guru di internet a Garcia "positivo"
Le belle storie dalla 24 Ore di Daytona

Marco Cortesi

Sono come sempre tante le storie che si intrecciano alla 24 Ore di Daytona, una delle gare che ha il maggior potere di aggregare situazioni e personalità differenti. Ad esempio, In LMP2, il successo è andato al team Era Motorsport, struttura che, dopo anni di specializzazione nelle vetture da gara storiche, ha affrontato la sfida della... modernità. In pista il Team Principal Kyle Tilley insieme ai piloti "pro" Paul-Loup Chatin, Ryan Dalziel e a Dwight Merriman. Quest'ultimo è stato il co-fondatore di DoubleClick, azienda che ha di fatto inventato la pubblicità online moderna utilizzando display network. Venduta la baracca a Google per oltre 3 miliardi, Merriman e soci si sono dati ad altre avventure, automobilistiche ma non solo, visto che sono tuttora tra i pionieri dei "big data".

Tra l'altro, ha fatto anche scalpore la livrea dell'Era Motorsport, disegnata tramite un concorso da un bambino di 6 anni, e riprodotta sulla carrozzeria dell'Oreca vincitrice.



Garcia positivo al Covid-19

Nonostante un potenziale enorme della vettura, non è stato certo facile centrare la vittoria per la Corvette numero 3. Oltre al problema tecnico che ha costretto Jordan Taylor e Nicky Catsburg a recuperare nelle ultime ore, i due hanno dovuto fare a meno di Antonio Garcia, che dopo la metà gara è risultato positivo al Covid-19 in un controllo. Gli altri piloti sono per precauzione in isolamento, anche se in Corvette le misure di prevenzione erano così strette che, ad esempio, Taylor non ha mai incontrato Garcia, vedendo Catsburg solo al cambio pilota.

HTP Winward parte a razzo
In GT Daytona, ha vinto alla prima apparizione nella categoria in team Winward Racing, che ha iniziato a correre in GT3 lo scorso anno dopo aver fatto lo step dalle gare GT4. La squadra si è affidata per l'assistenza tecnica all'HTP Motorsport, scuderia storica del marchio Mercedes, facendo centro al primo tentativo nella 24 Ore della Florida. A capo del team il duo padre-figlio composto da Bryce e Russell Ward, con quest'ultimo che ha affiancato Maro Engel, Philip Ellis e Indy Dontje. Dopo aver fatto fortuna con il riciclaggio di platino, palladio e rodio dai catalizzatori, la famiglia ha iniziato bene anche l'avventura IMSA in GT Daytona.

Riley forma una squadra perfetta
La LMP3 ha visto prevalere il team Riley, buttatosi nella nuova categoria con tutta la sua expertise. Tra l'altro, il livello dei piloti della vettura numero 73 era particolarmente alto con due "ex" (per ora) dell'IndyCar come Oliver Askew e Spencer Pigot, oltre ad un pro australiano, Scott Andrews, trentenne campione in Formula Ford e plurivincitore della classe, oltre a Gar Robinson, due volte campione Trans-Am. Utilizzando nomi noti e altri poco conosciuti - e quindi sottovalutati nella classificazione - Riley ha costruito un pacchetto piloti globalmente alto. La mossa vincente è stata poi quella strategica di sostituire due volte i freni. Tutte le vetture della classe erano infatti costrette a cambiare l'impianto frenante, con una sosta tecnica minima da 8 minuti. In Riley, anche grazie all'inizio "forte", si è potuto investire su un secondo cambio.

31 Gen [21:46]

Daytona, finale
Terza di fila per il team Taylor

Marco Cortesi

Tre vittorie consecutive in tre anni e quattro nell'ultimo quinquennio alla 24 Ore di Daytona. E' stato un successo storico quello del Wayne Taylor Racing, che con l'Acura/Oreca "ereditata" dal Team Penske ha fatto centro ancora una volta, ripetendo i successi del 2017, 2019 e 2020 con la Cadillac-Dallara, nonché quello del 2005.

Un anno dopo l'ultima affermazione, è cambiato quasi tutto per Taylor. Non c'è più nell'organizzazione della squadra Max Angelelli, e c'è una nuova vettura, messa insieme al limite del tempo utile. In più, è arrivata una line-up inedita. Comunque, il risultato non è cambiato rispetto alle precedenti edizioni, e la corsa è stata perfetta: evidentemente, il potenziale utile si è... trasferito sulla nuova situazione, dimostrando il valore del lavoro e della costruzione di un progetto. Ricky Taylor, Alexander Rossi, Helio Castroneves e soprattutto Filipe Albuquerque sono stati quasi perfetti, tornando sempre al comando anche quando qualche inevitabile contrattempo aveva fatto perdere tempo. Per Castroneves, Rossi ed il marchio Acura, è il primo trionfo.

Il portoghese è stato il vero capitano della squadra di Indianapolis, facendo sempre la differenza quando è stato chiamato in causa. Anche nell'ultimo stint, con due sole gomme nuove, ha contenuto la rimonta di Renger Van Der Zande e della Dallara-Cadillac di Ganassi resistendo ad una pressione incredibile.

Una gara spettacolare finisce... in fumo per Ganassi
La squadra di Chip Ganassi è poi finita KO per una foratura a quattro giri dal termine. Lo stesso problema che aveva costretto due ore prima Scott Dixon ad una sosta inattesa. Quinto il terzetto che comprendeva il neozelandese, insieme a Renger Van Der Zande e Kevin Magnussen. Un'epilogo in atteso per una gara spettacolare, che dopo oltre 20 ore vedeva ancora cinque vetture in una manciata di secondi.

La piazza d'onore ha alla fine visto brillare un altro dei protagonisti di tutto l'evento, Kamui Kobayashi, sulla prima Cadillac-Dallara dell'ActionExpress Racing. Il giapponese è stato strepitoso, rimontando sempre nei turni di guida che ha avuto a disposizione e passando a 4 minuti dalla fine la Mazda di Harry Tincknell. Senza nulla togliere a Simon Pagenaud, Mike Rockenfeller e Jimmie Johnson, Kobayashi ha fatto la differenza.

Sul podio ha chiuso la Mazda RT24P del team Multimatic. Sotto di tre giri nelle prime ore, la solitaria vettura di Jarvis-Tincknell-Bomarito ha rimontato e si è giocata il successo, pagando però una performance non ottimale il termini di rendimento delle gomme in particolare in uscita box. Quarto posto per l'Acura Shank. Quinto ma a 24 giri il secondo equipaggio ActionExpress Nasr-Derani-Conway-Elliott, rallentato dalla rottura del cambio.

Era Motorsport all'ultimo in LMP2
In LMP2, la vittoria è andata all'Era Motorsport, per Kevin Tilley, Ryan Dalziel, Paul-Loup Chatin e il gentleman Dwight Merryman (pioniere dei motori di ricerca). E' sfumata per poco la gioia per il Tower Motorsport, che si è dovuto fermare a pochi minuti dalla fine per uno splash. Hanno tagliato il traguardo Lacorte-Belicchi-Sernagiotto-Fuoco, protagonisti con la Dallara Cetilar, schierata dall'AF Corse, fino ad un guasto al cambio che li ha bloccati a nove ore dal termine. 

Corvette dimentica le difficoltà 2020
Le Corvette hanno concluso il loro dominio della GTLM riscattando il difficile debutto della C8R nel 2020. Nonostante un problema al cambio in uscita dai box, Antonio Garcia, Jordan Taylor e Nick Catsburg si sono riportati al vertice chiudendo davanti ai "gemelli" Milner-Tandy-Sims. In generale, le vetture del cravattino, nell'ultima incarnazione a motore centrale, hanno dato l'impressione di avere un passo nettamente superiore e controllato, gestendo anche al meglio le gomme sui long run. Terzo posto per la prima BMW, mentre è stata in testa fino alle ultimissime fasi la Ferrari Risi, che però doveva fare un'ultima sosta con James Calado, Alessandro Pier Guidi, Jules Gounon e Davide Rigon.

Marciello e Caldarelli sul podio
In GT Daytona, doppietta Mercedes, con il successo del team Winward con Ward-Ellis-Dontje-Engel. Decisivo per il risultato un contatto tra Ellis e Cressoni, che si sono toccati in curva 1. Ad avere la peggio è stato il mantovano, finito in testacoda contro le barriere. Secondo ha tagliato il traguardo Raffaele Marciello, sulla AMG GT divisa con Habul-Grenier-Stolz. Terza piazza per Andrea Caldarelli, sulla Lamborghini del Paul Miller Racing divisa con Madison Snow, Corey Lewis e Bryan Sellers. In LMP3, successo per la Ligier del team Riley con Robinson-Andrews-Pigot-Askew. Tre i giri di vantaggio nei confronti degli inseguitori per l'equipaggio che comprendeva due piloti IndyCar. Mossa vincente, quella di effettuare un ulteriore cambio di freni oltre a quello obbligatorio per regolamento. Nonostante il tempo in pit-lane, la performance ha colmato il gap.

L'ordine d'arrivo della 24 Ore di Daytona 2021

1 - Taylor-Albuquerque-Rossi-Castroneves (Acura DPi) - Taylor - 807 giri
2 - Johnson-Kobayashi-Pagenaud-Rockenfeller (Cadillac DPi) - AXR - 4”704
3 - Jarvis-Tincknell-Bomarito (Mazda DPi) - Mazda - 6”562
4 - Cameron-Pla-Montoya-Allmendinger (Acura DPi) - Shank - 54”418
5 - van der Zande-Magnussen-Dixon (Cadillac DPi) - Ganassi - 1'07”744
6 - Merriman-Tilley-Dalziel-Chatin (Oreca LMP2 07) - Era - 20 giri
7 - Farano-Aubry-Buret-Vaxiviere (Oreca LMP2 07) - Tower - 20 giri
8 - Nasr-Conway-Derani-Elliott (Cadillac DPi) - AXR - 24 giri
9 - Mies-Lux-DeFrancesco-Schiller (Oreca LMP2 07) - DragonSpeed - 24 giri
10 - Ware-Yoluc-Dillon-Muller (Ligier LMP2) - RWR-Eurasia - 29 giri
11 - Garcia-Taylor-Catsburg (Corvette C8.R) - Corvette - 37 giri
12 - Milner-Tandy-Sims (Corvette C8.R) - Corvette - 37 giri
13 - Edwards-Krohn-Farfus-Wittmann (BMW M8 GTE) - RLL - 38 giri
14 - Calado-Pier Guidi-Gounon-Rigon (Ferrari 488 GTE) - Risi - 38 giri
15 - De Phillippi-Eng-Glock-Spengler (BMW M8 GTE) - RLL - 39 giri
16 - Thomas-Nunez-Merrill-Bell (Oreca LMP2 07) - Win - 43 giri
17 - MacNeil-Estre-Lietz-Bruni (Porsche 911 RSR - 19) - Proton - 47 giri
18 - Robinson-Andrews-Askew-Pigot (Ligier JS P320) - Riley - 50 giri
19 - Willsey-Barbosa-Boyd-Clairay (Ligier JS P320) - Sean Creech - 53 giri
20 - Kranz-Hoerr-Koch-McAleer (Duqueine D08) - Muehlner - 57 giri
21 - Cox-Murry-McCusker-Bleekemolen (Ligier JS P320) - Riley - 61 giri
22 - Ward-Ellis-Dontje-Engel (Mercedes-AMG GT3) - Winward - 62 giri
23 - Habul-Marciello-Grenier-Stolz (Mercedes-AMG GT3) - SunEnergy1 - 62 giri
24 - Sellers-Snow-Lewis-Caldarelli (Lamborghini Huracan GT3) - Miller - 62 giri
25 - Hindman-Long-Heylen-Bachler (Porsche 911 GT3R) - Wright - 62 giri
26 - James-De Angelis-Turner-Gunn (Aston Martin Vantage GT3) - HOR - 62 giri
27 - Auberlen-Foley-Read-Herta (BMW M6 GT3) - Turner - 63 giri
28 - Root-Eastwood-Keating-Westbrook (Aston Martin Vantage GT3) - TF Sport - 63 giri
29 - Mann-Nielsen-Serra-Cressoni (Ferrari 488 GT3) - AF Corse - 64 giri
30 - Morad-Skeen-Johnson-Buhk (Mercedes-AMG GT3) - Alegra - 66 giri
31 - Bennett-Kurtz-Braun-McMurry (Ligier JS P320) - Core - 70 giri
32 - Ferriol-Bamber-Legge-Nielsen (Porsche 911 GT3R) - Hardpoint - 70 giri
33 - Potter-Lally-Pumpelly-Farnbacher (Acura NSX GT3) - Magnus - 71 giri
34 - Vautier-Duval-Bourdais (Cadillac DPi) - JDC Miller - 84 giri
35 - Lacorte-Fuoco-Belicchi-Sernagiotto (Dallara LMP2) - AF Corse - 97 giri
36 - Robichon-Vanthoor-Kern-Campbell (Porsche 911 GT3R) - Pfaff - 105 giri
37 - Lindh-Cassels-LLarena-Ori (Ligier JS P320) - PerfTech - 120 giri
38 - Megennis-Veach-Bell-Montecalvo (Lexus RC F GT3) - Vasser Sullivan - 126 giri
39 - Jones-Curtis-Briscoe-Gomes (Ferrari 488 GT3) - Scuderia Corsa - 131 giri
40 - Metni-Davis-Hildebrand-Yount (Audi R8 LMS GT3) - NTE Sport - 142 giri
41 - Keating-Jensen-Huffaker-Lapierre (Oreca LMP2 07) - PR1 - 143 giri
42 - Telitz-Gavin-Kirkwood-Hawksworth (Lexus RC F GT3) - Vasser Sullivan - 166 giri
43 - Giovanis-Trinkler-Plumb-Plumb (Porsche 911 GT3R) - TeamTGM - 292 giri
44 - Kvamme-Norman-Chaves-Estep (Duqueine D08) - Forty7 - 394 giri
45 - Schothorst-Mapelli-Ineichen-Bortolotti (Lamborghini Huracan GT3) - GRT - 460 giri
46 - Goikhberg-Perera-Costa-Zimmermann (Lamborghini Huracan GT3) - GRT - 612 giri
47 - Van Eerd-van der Garde-van Uitert-Milesi (Oreca LMP2 07) - RTN - 743 giri
48 - Andersen-Habsburg-Lothringen-Fjordbach-Kubica (Oreca LMP2 07) - High Class - 751 giri
49 - Hanley-Hodes-Grist-Veekay (Oreca LMP2 07) - DragonSpeed - 754 giri


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