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17 Gen [15:24]

Dakar – Finale
Al-Attiyah mette la 6ª, Dacia nella storia

Michele Montesano

Al termine dei 7.906 chilometri, di cui 4.748 cronometrati, Nasser Al-Attiyah e Fabian Lurquin hanno conquistato la 48ª edizione della Dakar. Il qatariota ha apposto per la sesta volta la sua firma sull’albo d’oro del Rally Raid più celebre e difficile al mondo. Dopo aver trionfato in Sudamerica nel 2011, nel 2015 e nel 2019, rispettivamente al volante della Volkswagen Tuareg, della Mini X-Raid e della Toyota Hilux, Al-Attiyah si è ripetuto anche in Arabia Saudita sempre la volante del pick-up nipponico. Fino ad arrivare ad oggi con il sesto sigillo ottenuto al volante della Dacia.

Dimostrazione di forza da parte del qatariota, ma soprattutto prova di maturità da parte della Sandrider T1+ che, al suo secondo anno, è parsa nettamente più competitiva sulle dune del deserto. Il merito va’ senza dubbio ai tecnici Prodrive, braccio armato di Dacia nei Rally Raid, che hanno aggiornato e migliorato sotto ogni punto di vista il buggy della Casa rumena appartenente al Gruppo Renault. Poi è toccato ad Al-Attiyah, per la prima volta affiancato alle note da Lurquin, finalizzare e conquistare il meritato trionfo (nella foto sotto).



L’alfiere Dacia nella prima parte della Dakar si è limitato a mantenersi nelle posizioni di vertice, per poi dare la prima zampata nella 6ª tappa, la più lunga dell’intera corsa. Il colpo di assestamento è quindi arrivato nella 10ª prova, per poi chiudere definitivamente i giochi ieri. Quella di oggi è quindi stata una passerella che ha permesso ad Al-Attiyah di assaporare appieno il gusto della vittoria. Tant’è vero che, al termine della prova ad anello di 141 km, l’equipaggio della Dacia è transitato a Yanbu solamente quarantatreesimo.

Onore agli sconfitti. Alla vigilia della Dakar 2026, Ford sembrava la squadra favorita. Infatti il Raptor T1+ è stato sicuramente il mezzo più veloce sulle dune saudite. Tuttavia a mancare è stata la costanza e la malizia dei piloti nel saper affrontare al meglio le prove più complesse. Dimostrazione lampante è il podio completato dalle Ford di Nani Roma e Mattias Ekström. Se lo svedese quest’oggi è riuscito a conquistare la sua quarta tappa della Dakar 2026, lo spagnolo (nella foto sotto) è stato l’unico a impensierire fino alla fine Al-Attiyah.



Non è stato sufficiente il secondo posto odierno per Sebastien Loeb. Il nove volte iridato ha concluso la sua decima Dakar fuori dal podio. Una vera e propria maledizione per il francese che finora non è mai riuscito a conquistare la maratona. Quest’anno, però, Loeb è parso meno convincente del solito non riuscendo a conquistare neppure una tappa. Non è andata meglio a Carlos Sainz, lo spagnolo sperava infatti di conquistare la sua quinta Dakar. Tuttavia un problema al motore della sua Ford Raptor T1+ gli ha tarpato le ali.

Sesto posto che vale come una vittoria per il team Century. Mathieu Serradori e Loïc Muner sono stati tra le rivelazioni di questa edizione della maratona saudita. Veloce e costante sulle dune, l’equipaggio francese al termine delle 13 tappe è riuscito a mettersi alle spalle, per poco più di due minuti, nientemeno che il campione in carica del W2RC Lucas Moraes. Passato all’ultimo alla corte del team Dacia, il brasiliano ex Toyota ha pagato a caro prezzo la minor esperienza sulla Sandrider T1+.



Proprio il costruttore nipponico, vincitore della passata edizione, quest’anno non è riuscito a ripetersi. Perso il vincitore in carica Yazeed Al Rajhi, costretto alla resa già nel corso della 4ª tappa, i riflettori si sono rivolti su Henk Lategan. Velocissimo sulle dune, il sudafricano è però stato bersagliato da una serie di problemi sulla sua Hilux T1+ che l’hanno fatto sprofondare in classifica. Così è spettato a Toby Price (nella foto sopra) cogliere il testimone. L’ex centauro ha chiuso la Dakar 2026 con un positivo ottavo posto precedendo i suoi compagni di squadra Seth Quintero e Saood Variawa.

Sabato 17 gennaio 2026, 13ª tappa (top 10)

1 - Ekström-Bergkvist (Ford Raptor T1+) - Ford - 46'14"
2 - Loeb-Boulanger (Dacia Sandrider T1+) - Dacia - 8"
3 - Lategan-Cummings (Toyota GR Hilux T1+) - Toyota - 13"
4 - Serradori-Minaudier (Century CR7 T1+) - Century - 33"
5 - Baragwanath-Cremer (Century CR7 T1+) - Century - 36"
6 - Sainz-Cruz (Ford Raptor T1+) - Ford - 45"
7 - Ferreira-Palmeiro (Toyota GR Hilux T1+) - Toyota SA - 53"
8 - Prokop-Chytka (Ford Raptor T1+) - Jipocar - 1'18"
9 - Variawa-Cazalet (Toyota GR Hilux T1+) - Toyota SA - 1'23"
10 - Gutierrez-Moreno (Dacia Sandrider T1+) - Dacia - 2'13"

La classifica auto finale (top 10)

1 - Al-Attiyah-Lurquin (Dacia Sandrider T1+) – Dacia – 48h56'53"
2 - Roma-Haro (Ford Raptor T1+) – Ford – 9'42"
3 - Ekström-Bergkvist (Ford Raptor T1+) – Ford – 14'33"
4 - Loeb-Boulanger (Dacia Sandrider T1+) – Dacia – 15'10"
5 - Sainz-Cruz (Ford Raptor T1+) – Ford – 28'30"
6 - Serradori-Minaudier (Century CR7 T1+) – Century – 45'02"
7 - Moraes-Zenz (Dacia Sandrider T1+) – Dacia – 47'50"
8 - Price-Monleon (Toyota GR Hilux T1+) – Toyota – 52'07"
9 - Quintero-Short (Toyota GR Hilux T1+) – Toyota – 1h15'02"
10 - Variawa-Cazalet (Toyota GR Hilux T1+) – Toyota – 1h23'36"