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24 Mag [16:29]

Il commento
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di Guido Rancati

Come (non) è finita è cosa nota: dopo un’ora e tre quarti passate a sudare nell’abitacolo di una Ford Focus, Felice Re ha dovuto prendere atto che neppure il suo gran forcing finale gli era bastato ad annullare gli effetti della penalità inflittagli abbondantemente prima di mezzodì per aver attraversato la service area del Lanterna a velocità per così dire un po’ troppo allegra. E da primo con 29” e 4 su Maurizio Ferrecchi s’è scoperto secondo a 6 decimi dal gentleman della Val Bormida. Dura, da mandar giù per uno che era stato il più veloce in sette dei dieci tratti in programma. Difatti il lombardo non l’ha digerita ed ha subito presentato appello contro la decisione dei commissari sportivi. Di fatto, imponendo al direttore di gara di affiggere una classifica tutt’altro che ufficiale. Con un asterisco accanto al nome del vincitore sul campo a spiegare che sarà il TNA a dire l’ultima parola. Forse, si spera, prima che del Trofeo Asfalto 2005 ci si sia dimenticati.
Non so se “Happy King” abbia o non abbia commesso l’infrazione contestatagli. Ero a Genova, sabato scorso, e non dormivo. Ma non ho assistito al fattaccio vero o presunto che sia. Insomma, non potrei in nessun modo testimoniare. Né a favore, né contro. Passeggiando nello sterminato quartiere fiestistico genovese – un complesso che per spazi e infrastrutture potrebbe ospitare senza problemi un parco assistenza mondiale – ho visto diverse altre cose. Per dire: marce buttate dentro una dietro l’altra a un ritmo che manco in prova speciale, attraversamenti a velocità che in un qualsiasi centro abitato avrebbero garantito una foto ricordo con dedica delle forze dell’ordine. E c’è stato pure chi s’è concesso un’incredibile serie di tondi intorno a un palo a quattro passi dalla zona di refuelling. “Giusto per controllare che tutto fosse a posto”, ha spiegato l’autrice. Stupita, che qualcuno si fosse stupito del suo comportamento.
E allora mi vien da pensare che dal giudice, insieme a Re, dovrebbe andarci anche qualcun altro. A spiegare come e perché i marshall hanno chiuso tutti e due gli occhi.