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2 Lug [13:02]

L’estate bollente dei rally
5 domande per capire

1 – Olivier Quesnel per Citroen Sport e Mark Deans per Ford Europe sono sempre più ai ferri corti con una Federazione che pare più interessata a difendere gli “interessi del Presidente…” piuttosto che il bene di tutti. Che futuro è lecito aspettarsi per il Mondiale Rally?
Recentemente, il manager che ha preso il posto di Guy Frequelin, ha detto che i costruttori in s.p.e. nella serie iridata sono stufi di essere considerati maiali all’ingrasso che devono pagare chi poi li macellerà. Un’espressione forte che pare non aver lasciato però indifferente Max Mosley. E difatti, nell’ultimo Gran Consiglio, gli yes-man del presidente hanno accuratamente evitato di ritirare in ballo il calendario del 2010, lasciando la porta aperte a una ancor possibile trattativa. La palla è restata comunque nel loro campo: chi ha la possibilità di decidere i programmi agonistici delle due Case che tengono in piedi la baracca aspettano la mossa successiva dei federali. Se quest’ultimi fanno un passo indietro, bene; se no, il mondiale potrebbe diventare come l’europeo. Ovvero un bel campionato per... organizzatori.

2 – Il “nuovo”Montecarlo, gara d’apertura della serie IRC 2009 con tanto di tappa notturna finale, è destinato a creare fratture nel Mondiale?
Fratture, per ora, no. La speranza, l’idea, è che dalla gara del Principato parta un messaggio forte e chiaro a chi ha un posto nella stanza dei bottoni. Se – come è probabile – il Monte del ritorno all’antico raccoglierà il consenso della base, anche i caporali del presidente dovranno riflette. Seriamente.

3 – La classifica del Rally di Ypres è sconsolante per i colori italiani. Tre Peugeot sul podio e al quarto posto una Volkswagen Polo. Una vera débacle…
Si vince e si perde, nelle corse. Ma la classifica della classica belga – e soprattutto il modo con cui s’è sviluppata la gara, con solo tre piloti del Leone e spartirsi le 18 prove speciali in programma – è più di un campanello d’allarme per l’azienda italiana. E altrettanto impietosa è la situazione nella serie alternativa: dopo tre gare, la Peugeot ha più del doppio dei punti dell’Abarth. A Torino ci sono sempre uomini in grado di raddrizzare la situazione, ma non possono essere distratti da altri progetti.

4 – Parliamoci chiaro. Soltanto dodici mesi or sono tra il battimani generale era stato presentato con la fanfara il ritorno dell’Abarth. Ora i segnali forti di una crisi profonda...
Prima il trasloco da Chivasso a Mirafiori, poi le energie da dedicare alla 500 Abarth e la Punto è rimasta com’era. E siccome, anche nelle corse, chi si ferma va indietro, il piatto dello Scorpione piange. C’è ancora il tempo e lo spazio per una reazione, ma non troppo.

5 – Infine c’è ancora chi scrive che la Fiat potrebbe entrare nel Mondiale Rally dal 2010. È un’ipotesi credibile?
Il futuro, dicono i saggi, è nelle mani di Dio. Tutto può essere, insomma, ma diciamo che scommettere oggi su un ritorno in tempi medio-brevi del colosso torinese nella serie iridata pare un attimino azzardato…

ha collaborato Guido Rancati