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Carlo Luciani - XPB ImagesItalia in festa in quel di Miami per il primo successo in Formula 2 da parte di Gabriele Minì. Il ...

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16 Giu [18:26]

PUNTASPILLI
A chi serve il Trofeo GT?

Battiam battiam le mani, arriva il vincitor... Basta non avere fretta e arriva anche il primo del drappello di chi ha scelto di gareggiare sulle strade dell’italiano con una Gran Turismo. Come al 1000 Miglia e poi alla Targa Florio e al Marca, il meglio piazzato di loro è arrivato pure al Salento. Quando però i protagonisti principali dell’appuntamento pugliese erano ormai al caffé. O forse al digestivo. E non solo perché le sportive per definizione partono in coda al gruppo.
Vanno piano, le “auto da sogno”. Vanno proprio piano. Nicola Patuzzo, primo sull’asfalto salentino davani a Calabrini (nella foto), nelle otto prove speciali che ha disputato s’è beccato una mezza vita da Luca Rossetti e da Giandomenico Basso e ci può stare, ci sta. Ma in tutti tratti cronometrati meno uno, l’ultimo, quello nella pistina, le ha prese pure dai migliori dei trofeisti in gara co la Punto diesel. Qualche volta pure di brutto.
A far scorrere i tempi, a compararli, viene in mente Renzo Arbore e la sua indimenticabile “Vengo dopo il tiggì”. Qualcuno viene anche dopo le gittì. Ma sono davvero pochi: la stragrande maggioranza viene prima. E il Trofeo voluto da chi pensava di dare uno sbocco corsaiolo alle Audi e fortemente spinto da Gino Macaluso si conferma quello che molti avevano previsto: un inutile orpello a una serie che di tutto aveva – ed ha – bisogno, tranne che di un titoletto in più da assegnare. Un giochino per pochi – solo tre al via del Salento – intimi. Che nella migliore delle ipotesi, riesce a far divertire solo loro.

di Guido Rancati