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18 Dic [16:31]

PUNTASPILLI
La lunga attesa

Quando verrà Natale tutto il mondo cambierà… Così cantava Antonello Venditti negli anni Settanta. Ironicamente, con la certezza che nulla sarebbe cambiato perché nel Bel Paese può capitare che tutto cambi, ma solo per fare in modo che tutto resti come prima. Anche e soprattutto nel mondo piccolo e provinciale delle corse.

Da allora, presidente dopo presidente, la Commissione Sportiva Automobilistica Italiana ha seguitato a gestire il potere delegatole dall’Automobile Club d’Italia nel modo più clientelare possibile, dispensando prebende agli amici e agli amici degli amici. Rinviando all’infinito la soluzione di ogni problema, di quelli piccoli e di quelli grandi. Il risultato è tristemente sotto gli occhi di tutti: l’Italia che corre ha un ruolo sempre più marginale. Anche e soprattutto nei rally. Dell’ultima vittoria in una gara mondiale di un pilota nato da questa parte delle Alpi se ne sta perdendo il ricordo e nelle stanze dei bottoni (e bottini) nessuno muove un dito.

Tanto, fanno dire dai ragazzi del coro, abbiamo i campionati nazionali più belli del mondo. Non è poi tanto vero, non per la lunghezza di gare ormai ridotte a sprint, ma qualcuno ancora ci crede e allora la qualità dei contendenti resta alta. O almeno lo è restata fin qui. Pure quella del derelitto Trofeo Rally Asfalto che Luca Pedersoli (nella foto), e Felice Re hanno fatto quel che potevano per tenere vivo. Duellando alla grande, vincendo e perdendo. Dal Ciocco al San Martino di Castrozza. E già per questo meriterebbero di sapere come è andata a finire. Invece, niente.

Sono passati cento e sessantun giorni da quando è calato il sipario sul tradizionale appuntamento dolomitico, l’ultimo disputato nella serie riservata agli asfaltisti che corrono per diletto e ancora non si sa chi se l’è aggiudicata. I due lombardi aspettano, gli appassionati pure. Forse la buona novella la porterà Babbo Natale.

Guido Rancati