Michele Montesano
A spuntarla in un durissimo, quanto imprevedibile,
Rally dell’Acropoli è stato
Sébastien Ogier. Il francese della Toyota, affiancato da Vincent Landais, ha conquistato il suo secondo successo stagionale e la sessantanovesima vittoria in carriera nel
WRC tornando a vincere sulle strade greche 15 anni dopo il suo primo trionfo del 2011. Un risultato costruito al termine di un duello intenso con Thierry Neuville, deciso solamente nelle ultime battute da una doppia foratura che ha spezzato i sogni del belga.
Per gran parte della gara è stato proprio
Neuville, navigato da Martijn Wydaeghe sulla Hyundai i20 N Rally1, a dettare il ritmo. Il belga aveva preso il comando già nella giornata del venerdì, mantenendolo anche durante il sabato grazie a una prestazione estremamente solida. Ma alla vigilia dell'ultima tappa il suo vantaggio su Ogier era di appena 4,1 secondi, margine minimo che lasciava presagire a una domenica tutta da vivere.
La sfida si è accesa già nella prima prova della giornata.
Ogier ha sferrato l'attacco decisivo nella speciale di Aghii Theodori recuperando ben 5”4. Ciò gli ha consentito di balzare al comando del rally con appena 1”3 di vantaggio. La risposta di Neuville non si è fatta attendere e nella successiva speciale di Loutraki i due protagonisti hanno addirittura fatto registrare lo stesso identico tempo, mantenendo immutato il distacco e alimentando ulteriormente la tensione in vista del finale.
Il momento decisivo è arrivato però nel secondo passaggio di Aghii Theodori.
Neuville è stato tradito da due forature consecutive alle gomme posteriori. Disavventura che gli ha fatto perdere oltre 50 secondi e lo ha fatto precipitare a quasi un minuto dalla Toyota di Ogier. Una beffa enorme per il pilota Hyundai, che fino a quel momento aveva disputato una gara praticamente perfetta e sembrava avere tutte le carte in regola per conquistare il secondo successo stagionale.
Con la vittoria ormai in pugno, Ogier ha affrontato l'ultima
Power Stage senza correre rischi inutili ma, nonostante ciò, è riuscito comunque a firmare il miglior tempo anche nella prova conclusiva conquistando ulteriori punti. Oltre alla vittoria assoluta, il nove volte campione del WRC si è infatti imposto anche nella classifica del Super Sunday e nella Power Stage rilanciandosi, così, nella corsa al titolo iridato.
Neuville ha dovuto accontentarsi della seconda posizione, un risultato che lascia inevitabilmente l'amaro in bocca. Il belga può però consolarsi con una Hyundai finalmente competitiva sugli sterrati, capace di tenere testa alla Toyota per tutto il fine settimana. A completare il podio è stato
Takamoto Katsuta. Il giapponese ha disputato una gara estremamente intelligente, riuscendo a evitare le numerose insidie delle pietraie greche dopo aver dovuto affrontare il difficile compito di partire secondo sulla strada nella giornata inaugurale.
Alle sue spalle ha brillato J
oshua McErlean. Il portacolori della M-Sport Ford aveva conquistato sul campo il miglior risultato della propria carriera nel WRC con il quarto posto assoluto, resistendo anche a un'uscita di strada nella penultima speciale che rischiava di compromettere tutto. Tuttavia, a gara conclusa, gli steward hanno inflitto all'irlandese una penalità di un minuto per aver fatto ripartire la vettura prima che il copilota Eoin Treacy avesse allacciato e stretto le cinture di sicurezza. La sanzione ha fatto così scivolare McErlean al sesto posto finale, che rimane comunque il miglior piazzamento della sua giovane carriera nel WRC.
A beneficiare della penalizzazione è stato
Sami Pajari, promosso in quarta posizione dopo un finale tutto in rimonta. Il finlandese della Toyota aveva già recuperato terreno su Adrien Fourmaux nelle ultime speciali riuscendo a superarlo per appena un decimo prima della Power Stage. La successiva penalità inflitta anche al pilota Hyundai, colpevole della stessa infrazione insieme al copilota Alexandre Coria dopo un cambio ruota, ha fatto arretrare Fourmaux al settimo posto definitivo.
Per
Fourmaux resta un fine settimana ricco di rimpianti. Il francese aveva dimostrato di possedere probabilmente una delle vetture più competitive del lotto, arrivando persino a guidare la classifica nelle prime fasi del rally. Le numerose forature, ben quattro nell'arco del fine settimana, hanno però compromesso ogni possibilità di lottare per la vittoria.
La revisione della classifica ha favorito anche
Elfyn Evans. Il leader del campionato, penalizzato venerdì dall'obbligo di aprire la strada e successivamente rallentato da diverse forature, è risalito fino al quinto posto finale. Un risultato prezioso che gli consente di limitare i danni e mantenere la leadership iridata. Dopo le penalità inflitte a McErlean e Fourmaux, il vantaggio del gallese sale a 11 punti su Katsuta, mentre Ogier risale in terza posizione a 37 lunghezze dalla vetta.
L'ottavo appuntamento stagionale del Mondiale Rally ha sorriso anche a
Robert Virves. L'estone della Škoda Fabia Rally2 del Toksport ha conquistato la vittoria nel
WRC2 dopo un acceso confronto con il compagno di squadra Andreas Mikkelsen. La svolta è arrivata nell'ultima giornata, quando il norvegese è stato costretto a fermarsi per sostituire una gomma forata, lasciando strada libera a Virves. Sul podio della categoria è salito anche Alejandro Cachón, favorito dal ritiro di Jan Solans nelle fasi conclusive del rally.
Domenica 28 giugno 2026, classifica Super Sunday
1 - Ogier-Landais (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 56'17"9
2 - Pajari-Salminen (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 28"0
3 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 51"9
4 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 1'02"4
5 - Solberg-Edmondson (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 1'09"9
6 - Evans-Martin (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 1'15"9
7 - Sesks-Francis (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 1'44"5
8 - Armstrong-Byrne (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 1'51"8
9 - Fourmaux-Coria (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 2'12"2
10 - McErlean-Treacy (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 2'58"0
Domenica 28 giugno 2026, classifica finale (top 15)
1 - Ogier-Landais (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 3h36'40"7
2 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 58"3
3 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 3'04"8
4 - Pajari-Salminen (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 5'02"2
5 - Evans-Martin (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 5'54"9
6 - McErlean-Treacy (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 5'55"5
7 - Fourmaux-Coria (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 6'08"7
8 - Sesks-Francis (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 8'05"8
9 - Virves-Viilo (Škoda Fabia RS Rally2) - Toksport - 9'50"1
10 - Mikkelsen-Listerud (Škoda Fabia RS Rally2) - Toksport - 10'52"5
11 - Cachón-Rozada (Toyota GR Yaris Rally2) - Toyota España - 11'53"3
12 - Korhonen-Viinikka (Toyota GR Yaris Rally2) - Rautio - 12'43"4
13 - Domínguez-Peñate (Toyota GR Yaris Rally2) - Teo Martín - 13'33"2
14 - Rossel-Mercoiret (Lancia Ypsilon HF Rally2) - Lancia - 14'00"7
15 - Sarrazin-Roche (Lancia Ypsilon HF Rally2) - Lancia - 14'19"3
Il campionato piloti
1.Evans 158 punti; 2.Katsuta 151; 3.Ogier 125; 4.Pajari 114; 5.Solberg 103; 6.Fourmaux 97; 7.Neuville 95; 8.Paddon 21; 9.Lappi 21; 10.McErlean 19.
Il campionato costruttori
1.Toyota 416 punti; 2.Hyundai 276; 3.Ford 107.