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9 Mar [20:29]

Double M Racing e Ravetto Racing
lanciano l'Academy per giovani kartisti

Double M Racing dell'ex pilota Matteo Meneghello, e Ravetto Racing, di Manfredi Ravetto con una lunga esperienza da team manager in Formula 1, annunciano il lancio del programma Academy dedicato ai giovani piloti, sviluppato in collaborazione con un'accademia leader nel motorsport, con il supporto tecnico di Birel Art Racing in qualità di Technical Partner. Il modello proposto si basa su un principio chiaro: 50% allenamento mentale e 50% allenamento fisico, con la stessa importanza e continuità lungo tutto il percorso.

L'attenzione è rivolta alla piattaforma kartistica Rotax Series.

L'obiettivo è quello di formare piloti completi in grado di affrontare le sfide competitive con una preparazione moderna, continua e professionale, applicabile sia all'automobilismo che al karting. Mental coaching e psicologia dello sport La componente mentale del programma sarà guidata da Cristian Viola, psicologo dello sport, attualmente impegnato in un percorso di mental training con Giovanni Leoni nell'ambito del Liverpool FC.

Il programma atletico sarà costruito attorno alle specifiche esigenze della guida ad alte prestazioni: resistenza, forza funzionale, postura, stabilità, coordinazione, riflessi e prevenzione degli infortuni. Le sessioni di allenamento si svolgeranno presso una struttura in provincia di Padova, la cui data sarà annunciata ufficialmente in un secondo momento.
 
Press contacts / information
Matteo Meneghello
Tel. +39 349 076 1683
 
27 Feb [12:07]

Intervista a Geronimo La Russa:
“ACI investe sui giovani, portare il
WRC a Roma è una grande opportunità”

Da Roma - Michele Montesano

Celebrare i successi di oggi per costruire il motorsport di domani. È stato questo il filo conduttore che ha accompagnato l’edizione 2025 di ACI Campioni dell’Automobilismo Sportivo, l’appuntamento che ha riunito a Roma i protagonisti italiani delle quattro ruote reduci da una stagione, quella appena trascorsa, ricca di risultati di prestigio in ambito nazionale e internazionale.

Per l’occasione, abbiamo incontrato il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, l’avvocato Geronimo La Russa, per approfondire la visione strategica che guiderà l’ACI nei prossimi anni. Il focus, dato anche il contesto, è ovviamente sui giovani. Infatti, sul palcoscenico della Città Eterna, è stata svelata la formazione dell’ACI Team Italia che rappresenta una vera e propria nazionale tricolore del motorpsort. La Russa ha, inoltre, dedicato ampio spazio anche al WRC, e alla Formula 1.



Presidente, cosa vuol dire per lei essere a Roma e celebrare i Campioni dell’Automobilismo Sportivo 2025?

"Senza dubbio c’è una grande soddisfazione per essere qui e celebrare una stagione 2025 che, per chi segue il motorsport, è stata particolarmente significativa. Penso al debutto positivo di Andrea Kimi Antonelli in Formula 1, al titolo di Leonardo Fornaroli in Formula 2 e al suo ruolo di terzo pilota McLaren, alla conferma di grandi eventi internazionali sul nostro territorio come il Mondiale Rally e alla centralità di Monza in Formula 1. Senza dimenticare le centinaia di manifestazioni motoristiche di ogni livello che si svolgono in Italia e il riconoscimento della FIA che ci indica come punto di riferimento mondiale per il karting, settore fondamentale perché significa investire sui giovani".

Lei ha parlato molto di giovani. Come intende sostenere concretamente i talenti emergenti?

"Già oggi facciamo molto, ma dobbiamo fare ancora di più. La Federazione deve essere come un “padre” per questi ragazzi. Non solo con contributi economici, ma anche indirizzandoli e offrendo supporto tecnico. Proprio recentemente abbiamo discusso su quale percorso consigliare a un giovane talento nei rally e su come sostenerlo nel modo più efficace".

Avete altro in serbo?

"Ho 45 anni e mi sento vicino a questi ragazzi che hanno tra i 16 e i 22 anni. Ricordo bene la passione e la voglia di correre. Non avevo il loro talento, ma capisco cosa significa inseguire un sogno. Tra le priorità c’è anche la ricostituzione delle commissioni sportive, fondamentali per definire regolamenti adeguati e accompagnare al meglio ogni disciplina. A volte basta una virgola in un regolamento per cambiare tutto: serve competenza, entusiasmo e professionalità".



Si parla di un possibile arrivo del Mondiale Rally a Roma. Che prospettive vede?

"Portare il Mondiale Rally a Roma sarebbe una grande opportunità per il sistema Italia, per le aziende e per il pubblico, vista la maggiore accessibilità della Capitale. Ma non dimentichiamo quanto la Sardegna ha dato al motorsport. Se il Mondiale Rally dovesse andare a Roma, l’Europeo potrebbe approdare in Sardegna".

A tal proposito circola voce di un probabile approdo del W2RC in Sardegna…

"Credo fortemente nel potenziale della Sardegna per il Campionato del Mondo Rally Raid. È senza dubbio uno dei luoghi migliori al mondo per questo tipo di competizioni, sia per caratteristiche naturali che per fascino. Sarebbe un progetto ambizioso e prestigioso per tutto il Paese".



A suo avviso, motorsport e sostenibilità possono convivere senza snaturare lo spettacolo?

"Devono convivere. Lo spettacolo è una componente essenziale dello sport moderno, ma la sostenibilità è una sfida imprescindibile. Stiamo dialogando con aziende del settore energetico per valutare l’utilizzo dei biocarburanti nelle competizioni. Possono garantire maggiore sostenibilità ambientale e anche economica, perché in alcuni casi hanno costi inferiori rispetto ai carburanti tradizionali".

In tale contesto, che ruolo può svolgere l’ACI?

"La Federazione può svolgere un ruolo di osservatore autorevole e indipendente, con l’obiettivo di guidare il motorsport verso un futuro sostenibile senza perdere la sua anima. È una sfida che dobbiamo affrontare con visione e responsabilità".



Quali saranno le altre priorità per il suo mandato?

"Vorrei proiettare un ente che ha appena celebrato 120 anni di storia verso il futuro, nel solco di chi ci ha preceduto. La creazione del PRA nel 1927 è stata una scelta lungimirante: ha garantito certezza ai cittadini su un bene primario come l’auto e ha assicurato risorse fondamentali per sostenere l’attività sportiva. Oggi dobbiamo continuare a innovare, anche sul piano degli investimenti e della gestione dei dati, che rappresentano una ricchezza straordinaria per sostenere lo sviluppo dell’ente e del motorsport italiano".

La stagione di Formula 1 è alle porte. Si augura di più una Ferrari vincente o il successo di un pilota italiano come Antonelli?

"Se posso esprimere un desiderio, mi auguro una battaglia per il titolo tra due Ferrari e la Mercedes di Antonelli. Sarebbe il massimo. Ho visto una Ferrari convincente nei test, con soluzioni tecniche interessanti, frutto del genio italiano. I nuovi regolamenti rimescolano le carte e si riparte da zero: confido che l’Italia possa essere protagonista. Non dimentichiamo, inoltre, che abbiamo anche la Racing Bulls con sede a Faenza. Siamo il secondo Paese al mondo per numero di scuderie di Formula 1 dopo il Regno Unito. Questo testimonia quanto il motorsport sia parte integrante della nostra identità industriale e sportiva".
23 Feb [14:50]

Luigi "Lucky" Battistolli
Presidente Aci Sport

In attesa di conoscere il nome del direttore di ACI Sport, riceviamo e pubblichiamo il comunicato riguardante la nomiina a Presidente di ACI Sport del famoso ex rallista Luigi Lucky Battistolli

"In seguito all’insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione di ACI Sport S.p.A., in occasione della prima riunione tenutasi martedì 17 febbraio 2026, il Consiglio ha ufficialmente nominato Luigi Battistolli Presidente della società sportiva dell’Automobile Club d’Italia dedicata all’automobilismo sportivo nazionale.

La nomina arriva con il rinnovo degli organi sociali e segna un importante passaggio per la governance dell’automobilismo sportivo in Italia, dopo un periodo di transizione e di rafforzamento delle strutture federali.

Luigi Battistolli, classe 1949, è un imprenditore vicentino con una lunga carriera sportiva e dirigenziale nel mondo dell’automobilismo. Nato a Posina (VI), Battistolli ha un background professionale nel settore dei servizi di sicurezza e vigilanza, ma è anche noto sul panorama motoristico come pilota e dirigente sportivo.

Nel corso della sua carriera agonistica, Battistolli ha partecipato a oltre 200 rally, con un palmarès di successi in competizioni italiane ed europee, tra cui numerosi titoli nel rally storico e diversi campionati nazionali ed europei nella specialità. Da anni è alla guida dell’Automobile Club Vicenza, ricoprendo il ruolo di Presidente con grande impegno nel promuovere le attività motoristiche locali e nazionali.

La nomina di Battistolli alla presidenza di ACI Sport rappresenta un segnale di continuità e di attenzione alle esigenze del movimento automobilistico italiano, con l’obiettivo di consolidare e sviluppare le attività agonistiche sotto l’egida dell’ACI, migliorando l’organizzazione dei campionati nazionali, promuovendo lo sport tra i giovani e sostenendo le iniziative di crescita tecnica e formativa.

Il nuovo Presidente porta con sé una profonda esperienza di pilota e dirigente, combinando la conoscenza diretta delle competizioni con una visione manageriale solida, auspicando un ulteriore rafforzamento del ruolo dell’Italia nel panorama internazionale dell’automobilismo sportivo".
8 Gen [13:59]

Target Racing entra nel
McLaren Trophy Europe

Massimo Costa

Target Racing cambia categoria. La squadra di Lugo di Ravenna per anni è stata grande protagonista del Super Trofeo Lamborghini Europe vincendo, tra il 2019 e il 2025, ben sei titoli (compreso un successo nel Middle East) tra classifiche piloti e team. 

Roberto Venieri, team prinicpal di Target, per la stagione 2026 ha deciso di iscrivere la propria squadra al McLaren Trophy Europe. Saranno due le vetture del costruttore inglese che Target schiererà nei cinque appuntamenti in calendario, tutti concomitanti con il GT World Challenge.

Il primo appuntamento è programmato a Monza il weekend del 31 maggio a cui seguiranno le trasferte di Spa (25-27 giugno), Misano (17-19 luglio), Montmelò (2-4 ottobre) e Portimao (16-18 ottobre).

Le vetture adottate nella serie sono le Artura Evo, progettate esclusivamente per i campionati McLaren Trophy (se ne disputa uno anche in USA). Con 585 CV e con un pacchetto aerodinamico migliorato, è estremamente agile sia nelle curve a bassa che ad alta velocità, il che le consente di girare a pochi secondi da una GT3.

L'Artura Trophy Evo debutta con l'innovativa tecnologia "Push to Pass" che aumenta la potenza a 620 CV per 300 secondi a gara, regalando ulteriore adrenalina. L'Artura Trophy Evo presenta inoltre pneumatici più larghi, nuovi montanti delle sospensioni e barre antirollio migliorate per generare una trazione e una stabilità ancora maggiori, infondendo ancora più sicurezza al pilota durante le gare.

Il format dei fine settimana di gara prevede due sessioni libere di 60 minuti il venerdì, un terzo turno libero di 15 minuti il sabato seguito dalla qualifica 1 di 15 minuti e dalla prima gara di 50 minuti con pit-stop. La domenica, un'altra sessione libera di 15 minuti che precede la qualifica 2 di 15 minuti e la seconda corsa di 50 minuti con pit-stop. Tutte le gare hanno la partenza lanciata.

Due i piloti per ogni vettura e ognuno deve disputare una delle due qualifiche. Le categorie per piloti sono le classiche Pro, Pro Am, Silver, Bronze, Am. I punti assegnati vanno ai primi otto delle gare con 12 punti al vincitore, 9 al secondo, 7 al terzo, 5 al quarto e a scalare fino al punto per l'ottavo. Inoltre, la classifica finale del campionato sarà calcolata in base ai nove punteggi migliori di un pilota, consentendogli di eliminare il punteggio più basso.



24 Dic [12:44]

Magnani racconta NOPE Engineering:
“Dalla progettazione al supporto in pista,
dove gli altri dicono di no, noi ci siamo”

Michele Montesano

A volte ci si sofferma solamente al risultato finale, senza domandarsi il lavoro che c’è dietro per raggiungere tale obiettivo. Succede sia nella vita di tutti i giorni, ma anche in un ambiente competitivo come solo il Motorsport può essere. Dalla progettazione alla gestione in pista di una vettura nulla può essere lasciato al caso. Se il lavoro in fabbrica è spesso misterioso e ben celato, molte volte anche le figure che si aggirano nei box ricoprono ruoli che, per la maggior parte delle persone, sono oscuri.

Il tempo in cui bastava un manipolo di uomini per affrontare una gara o addirittura un’intera stagione è ormai un semplice ricordo del passato. Oggi per vincere serve una perfetta organizzazione, conoscenza della categoria e della vettura. In un contesto così competitivo c’è una realtà orgogliosamente italiana che sta prendendo sempre più piede nei paddock di tutto il mondo. Si tratta di NOPE Engineering, una vera e propria squadra di ingegneri e tecnici altamente specializzati in grado di coprire a 360 gradi ogni sfaccettatura del Motorsport e non solo.

A illustraci questa realtà è uno dei suoi fondatori, Fabio Magnani. Conosciuto al grande pubblico come la voce tecnica di Eurosport per quanto riguarda le principali competizioni automobilistiche, spaziando dal FIA WEC al Turismo fino alla Formula E, Magnani può vantare oltre 15 anni di esperienza internazionale sui circuiti di tutto il mondo e nelle più disparate categorie del Motorsport. Conoscenze che, unite a quelle degli altri tre soci fondatori, ha portato a realizzare il progetto NOPE Engineering.



Quando nasce NOPE Engineering e qual è stata la scintilla iniziale che vi ha portato a fondare questa realtà?

“NOPE Engineering nasce a cavallo dell’era Covid. Io, insieme a Maurizio Soro, Erik Turlejski e Matteo Limongelli, collaboravo con un’altra azienda e, in quel periodo, non c’era più una visione comune su alcuni progetti. A quel punto ci siamo detti: ‘perché non provarci e fare qualcosa di diverso’. Da lì è nata NOPE, ufficialmente a luglio 2022. Il nome deriva semplicemente dal “no” inglese: dove gli altri dicono no, noi ci proviamo”.

Chi è stato il primo cliente a credere nel progetto NOPE Engineering?

“Sicuramente Autotecnica Motori e PB Racing in parallelo. In entrambi i casi una collaborazione nata come consulenza da freelance che poi si è trasformata in qualcosa di più strutturato”.

Può spiegarci meglio?

“Con PB Racing, ci siamo occupati di tutto l’impianto elettrico e acquisizione dati dell’Exige Cup PB-R. Parallelamente, per quel che riguarda invece Autotecnica Motori, conoscevamo da diversi anni l’ingegner Giovanni Delfino, amministratore delegato di quello che oggi è Korus Group, da febbraio 2023 infatti il nostro ufficio principale è proprio all’interno della sede Tatuus Racing di Lainate. Non facciamo parte del gruppo, siamo una società esterna, ma una buona parte del nostro impegno è dedicata alle aziende del gruppo, come la stessa Tatuus e Autotecnica Motori appunto. È proprio grazie alla possibilità di essere inseriti fisicamente in questo contesto che stiamo ulteriormente crescendo e potenziando le nostre skiils. Non possiamo che ringraziare nuovamente Delfino per questa opportunità”.



In parallelo avete ampliato rapidamente il ventaglio di collaborazioni. Su quali ambiti vi state muovendo oggi?

“Abbiamo collaborato anche con YCOM negli ultimi due anni, così come con altre realtà di cui – per motivi di NDA – non posso citare pubblicamente. In generale il nostro ventaglio di collaborazioni si estende a tutto il mondo del motorsport, ma stiamo iniziando a mettere un piedino anche nell’automotive”.

Su cosa state lavorando in ambito automotive?

“Il progetto Grassi 044S è una supercar road legal, commissionata dalla Scuderia Grassi di Milano. È un progetto partito dal classico foglio bianco: in queste settimane stiamo definendo gli ultimi dettagli lato CAD mentre è già partita in parallelo la progettazione e definizione di tutta la parte sistemi ed elettronica. Oltre alla progettazione di telaio, sospensioni e tanto altro, ci occupiamo anche della parte omologativa come Individual Vehicle Approval secondo tutte le normative vigenti. È un progetto ambizioso che ci porta fuori dal motorsport, ma che sfrutta competenze molto simili e che abbiamo abbracciato con entusiasmo”.

Entrando più nel dettaglio, di cosa vi occupate concretamente con i vostri partner nel motorsport?

“Con Tatuus, ad esempio, abbiamo preso in mano la realizzazione di alcune parti legate all’elettronica della vettura, dalla sensoristica ai cablaggi più complessi. Abbiamo contribuito anche ad alcuni progetti specifici di Autotecnica Motori. Nel contempo si è rafforzata molto la partnership in pista con il team Kessel Racing di cui supportiamo tecnicamente tutti i programmi: dal Ferrari Challenge alla European Le Mans Series. Siamo stati presenti anche alla 24 Ore di Le Mans, oltre alla Le Mans Cup. Quest’anno abbiamo debuttato anche nel GT4 European Series con il TeamFloral gestendo la loro Mustang GT4, oltre a essere di supporto tecnicamente ad altri programmi dove, anche qui, non posso dire di più”.



Coprite quasi a 360 gradi l’intero spettro del Motorsport, dal CAD alla simulazione cinematica, strutturale e fluidodinamica. Come è organizzata internamente la struttura per gestire tutto questo?

“Siamo quattro fondatori e ciascuno di noi ha preso in carico un’area specifica. Soro è responsabile della parte systems ed elettronica, Turlejski gestisce tutto il supporto in pista e le risorse impegnate nei weekend di gara unitamente alla parte R&D; Limongelli è a capo dell’ufficio tecnico, quindi progettazione CAD, simulazioni aerodinamiche e strutturali. Io mi occupo della parte amministrativa, commerciale, marketing e gioco forza ho visione su tutto, ma sono altresì impegnato in pista come Erik e Maurizio. Da fare non manca! Abbiamo tutti i software licenziati e siamo anche in grado di effettuare simulazioni strutturali seguendo le direttive di omologazione FIA. Possiamo fare tante cose, la vera sfida è riuscire a gestirle tutte in modo efficace”.

Quanto incide la presenza in pista rispetto al lavoro svolto in sede?

“Quando si va in pista diventa inevitabilmente più complesso gestire tutto, perché non c’è solo la parte di ufficio ma anche quella operativa sul campo. Tuttavia siamo ben organizzati e uno dei nostri punti di forza è che, se manca uno di noi, un altro è in grado di coprire determinate attività, evitando che il workflow si interrompa”

A livello numerico, com’è composta oggi NOPE Engineering?

“Siamo quattro soci, a cui si aggiungono quattro persone che collaborano praticamente a tempo pieno in ufficio. Inoltre ci avvaliamo di diversi professionisti part-time, sia interni che esterni. Alcuni lavorano in esclusiva per noi su determinati programmi: quando vanno in pista operano come NOPE Engineering, anche se non fanno parte dello staff interno”.



Che tipo di profili tecnici sono oggi più strategici per voi?

“Nel nostro staff ci sono ingegneri meccanici, aerospaziali e dell’automazione, tutti coinvolti trasversalmente nei nostri progetti. Per quanto riguarda la parte system ed elettronica, invece, ci appoggiamo a istituti tecnici e professionali. Anche i ragazzi provenienti da queste scuole superiori hanno competenze che sono indispensabili per la dinamica del lavoro che stiamo attualmente svolgendo. Stiamo tutt’ora cercando risorse da integrare in diverse posizioni, è però realmente complesso trovarne di interessati, nonostante la nostra ricerca vada avanti da mesi e benché ci siano numerose possibilità. Altresì siamo certi di offrire un tipo di lavoro e ambiente stimolante”.

Avete costruito una rete solida anche con scuole e università. Che ruolo ha la formazione per NOPE Engineering?

“Collaboriamo con ITS Maker Academy di Modena, ospitiamo studenti per stage e, se c’è la possibilità, li integriamo successivamente. È accaduto già con un nostro ex collaboratore che poi recentemente è passato in Ferrari Formula 1. Abbiamo inoltre rapporti con l’Università di Pavia, grazie al Prof. Carlo Rottenbacher e con il Politecnico di Milano, in quest’ultimo caso sia attraverso il team Dynamis PRC di Formula SAE sia con il Motorcycle Factory ma abbiamo in corso contatti anche con altri atenei”.

Come avviene la formazione delle nuove risorse, soprattutto per il lavoro in pista?

“Le università forniscono un’ottima preparazione teorica, ma la pratica è un’altra cosa. Per diventare realmente autonomi sul campo servono almeno tre anni di esperienza, con circa 200 giorni di trasferte all’anno. Servono anche molte soft skills, perché spesso in pista siamo tecnici ma non solo, ci sono tante dinamiche da gestire anche lato organizzativo, manageriale, umane… Se ne abbiamo la possibilità di comune accordo con il team, cerchiamo sempre di affiancare una risorsa Junior a una delle nostre che ha più esperienza in un percorso di crescita (sia in pista che in ufficio) e responsabilità costante”.



Dal punto di vista del business, qual è oggi il servizio maggiormente richiesto dai clienti?

“Se guardiamo al 2025, che premetto essere un anno per certi versi atipico della nostra breve storia, il 40% circa del fatturato proviene dal track support. Il resto è suddiviso tra elettronica, cablaggi e sensoristica, con una parte sempre legata alla progettazione CAD e alle simulazioni che però derivano da progetti pluriennali”.

Che tipo di supporto ingegneristico fornite durante i weekend di gara?

“Disponiamo di un pool di race engineer che copre un ampio spettro di categorie, da quelle di base fino a professionisti con esperienza a Le Mans, Daytona e nel Mondiale Endurance. L’unica categoria che non abbiamo ancora coperto direttamente è la Formula 1, anche se Erik ha trascorso un paio d’anni in Mercedes a Brixworth”.

La simulazione è ormai una componente fondamentale nello sviluppo moderno. Che peso ha nel vostro lavoro quotidiano?

“La simulazione è diventata centrale sotto diversi aspetti. C’è quella driver-in-the-loop, ma anche tutta la simulazione tecnica: analisi cinematica delle sospensioni, configurazioni di assetto, rapporti del cambio e via dicendo. Lato aerodinamica ad esempio, quando i dati non sono disponibili, possiamo creare mappe aerodinamiche complete. Le vetture moderne, incluse le GT, sono estremamente sensibili: basta variare l’altezza di un millimetro per cambiare in modo significativo il comportamento della macchina”.



In che modo è cambiato il rapporto con i clienti passando da professionisti singoli a struttura organizzata?

“Oggi i clienti non cercano più solo la singola persona, ma la società nel suo insieme. Il valore aggiunto è il supporto che c’è dietro in ogni ambito, sia per l’ufficio tecnico che per il supporto in pista: se durante un weekend di gara c’è necessità di maggiore supporto, esiste una sovra struttura in grado di intervenire anche da remoto”.

Guardando all’evoluzione del motorsport, che cambiamenti ha osservato negli ultimi anni?

“Si va sempre più verso strutture di tipo aziendale. Una volta in otto persone si riusciva a fare un Mondiale Turismo; oggi non bastano per un campionato italiano di Formula 4. Non si lascia più nulla al caso, tutto è molto più strutturato”.



Qual è stata finora la sfida tecnica o organizzativa più complessa che avete affrontato?

“Ogni weekend è una sfida. Dalla progettazione dei cablaggi della nuova Formula Regional Tatuus T-326 fino alle grandi gare dell’Endurance, spesso ci si trova ad affrontare situazioni senza sapere esattamente cosa aspettarsi”.

Guardando al futuro, quali sono i principali programmi e obiettivi di NOPE Engineering?

“Per quanto riguarda il track support, stiamo definendo i programmi con Kessel: proseguiremo in European Le Mans Series, Asian Le Mans Series e probabilmente anche Ferrari Challenge e Le Mans Cup, così come con il TeamFloral nel GT4 Europeo. Chiaramente nel periodo invernale ci sono tanti contatti, vedremo cosa si concretizzerà da qui all’inizio della stagione europea. NOPE Engineering però non è solo motorsport attivo: stiamo lavorando su progetti molto diversi tra loro inclusi anche dei nostri prodotti, valutiamo tutte le opportunità e cerchiamo di non dire mai ‘no’, come da nostro claim. Se un progetto è fattibile, lo affrontiamo più che volentieri”.


23 Dic [17:57]

Tutta da vedere la campagna
natalizia 2025 del Gruppo Korus

E' online la campagna di Natale firmata Korus, un progetto di comunicazione e Brand che ha visto per la prima volta le società del Gruppo riunirsi in un racconto corale.
 
La campagna nasce con l’obiettivo di rafforzare l’identità del Gruppo Korus, mettendo al centro la collaborazione tra i marchi che ne fanno parte, oltre all’ampio spettro di veicoli e servizi motorsport offerti dal Gruppo. Il Natale si trasforma così in un’occasione per dare vita a un contenuto appassionante, unico nel suo genere e in grado di raccontare i tratti peculiari del Gruppo: innovazione, passione per il motorsport e spirito di squadra.

Il racconto porta le aziende del Gruppo nell’immaginario HQ di un Babbo Natale in pieno stile racing, che si prepara a “scendere in pista” a bordo di una slitta senza precedenti: una monoposto trainata dalle sue Kart-Renne. A rendere possibile la produzione di un contenuto così particolare (interamente realizzato all’interno del Tatuus HQ) è stata la sinergia tra tutte le aziende del Gruppo, con la monoposto Tatuus motorizzata ATM unita ai Kart Birel motorizzati IAME, il tutto affiancato da ingegneri e meccanici ATM, YCOM e Next Solution, con l’immancabile strumentazione Breda Racing.

Korus video

A rendere la narrazione e il contenuto ancora più speciale è stata la presenza di un protagonista d’eccezione: Matteo Bobbi. Con il suo carisma, la sua esperienza e un’inedita veste natalizia, l’ex pilota Tatuus ha guidato il pubblico all’interno dell’universo Korus, interpretando con ironia e autorevolezza il ruolo di “Babbo Natale dei motori”.

Il risultato è una campagna autentica, che teaser dopo teaser, e ancora con il video finale, ha saputo valorizzare le singole identità aziendali all’interno di una visione comune, rafforzando il senso di appartenenza al Gruppo e trasmettendo un messaggio chiaro: Korus è una realtà capace di puntare alle vette più alte del motorsport, che cresce quotidianamente facendo squadra.

La campagna di Natale 2025 non rappresenta solo un momento celebrativo, ma un ulteriore passo nel percorso di integrazione e sinergia tra le aziende del Gruppo, ponendo le basi per nuove collaborazioni e progetti futuri.
30 Nov [13:06]

Trulli selezionato come pilota 2026
di Porsche Motorsport Asia Pacific

Massimo Costa

Arriva dall'Asia una bella notizia per il motorsport italiano. Enzo Trulli, figlio del grande Jarno che ha corso in F1 dal 1997 al 2011 disputando 252 Gran Premi (una vittoria, quattro pole), ha superato la selezione per divenire il nuovo pilota 2026 di Porsche Motorsport Asia Pacific. Enzo ha partecipato quest'anno alla Porsche Carrera Cup Asia (sei appuntamenti tra Shanghai, Motegi, Sepang, Bangsaen, Mandalika e Singapore) piazzandosi secondo in campionato con all'attivo una vittoria e sei podi. Grazie a questi risultati, ha potuto partecipare al Porsche Junior Shootout che ha brillantemente superato.

"È un sogno che si avvera quello di diventare il nuovo Pilota Selezionato Porsche Motorsport Asia Pacific per il 2026", ha raccontato Enzo. "Ho adorato il periodo trascorso nella Porsche Carrera Cup Asia e ho imparato molto della tipologia delle corse in Asia. Il momento clou dell'anno è stata la mia pole e la vittoria al debutto a Shanghai, oltre alla scoperta di nuovi circuiti. L'esperienza costruita nel campionato mi sarà di grande aiuto nella prossima stagione, Ho ancora molto da imparare e sarà un anno impegnativo, ma lavorerò sodo per adattarmi rapidamente e dimostrare la mia velocità in pista".
 
Trulli intraprenderà un programma diversificato nel GT Sport multimarca nel 2026, i cui dettagli saranno
annunciati in seguito.

Spieghiamo cosa offre il campionato Porsche asiatico. Il Porsche Motorsport Asia Pacific Selected Driver Program prevede la selezione di giovani piloti per la guida di GT Sport nella regione e a livello internazionale, con l'appoggio di Porsche Motorsport Asia Pacific. Oltre al supporto finanziario, il programma garantisce un costante impegno da parte di Sascha Maassen, allenatore Porsche Junior.

Il pilota selezionato, riceve supporto sia in pista sia fuori dal paddock, con training camp fisici, formazione sul brand e sul marketing, e rappresenta la fase finale del programma di sviluppo piloti regionale prima di un potenziale passaggio allo status di pilota Porsche a pieno titolo.
 
Il Porsche Motorsport Asia Pacific Selected Driver Program è stato lanciato nel 2020, con l'attuale pilota Porsche Alessio Picariello, il primo a conquistare il titolo. Durante i suoi due anni in carica, il pilota belga si è laureato campione della European Le Mans Series LMGTE e ha debuttato alla 24 Ore di Le Mans, prima di firmare un contratto da pilota Porsche nel 2022.

Yifei Ye è stato il secondo pilota selezionato nel 2022 e nel 2023, gareggiando nell'Asian Le Mans Series, nell'European Le Mans Series e correndo su una Porsche 963 nel Campionato Mondiale Endurance. Nel 2025, Boccolacci è entrato a far parte di Porsche Motorsport Asia Pacific in vista della campagna 2025, iniziando un percorso molto intenso.

Questo anno, Boccolacci ha ottenuto diversi podi nel GT World Challenge Asia, oltre a presenze nel GT World Challenge Australia, nella Nürburgring Langstrecken Series, nella 24 Ore del Nürburgring, nella 1000 km di Suzuka, nel Super GT, nella Thailand Super Series e nella Coppa del Mondo FIA GT a Macao.
 
Tornando a Trulli, dopo il percorso maturato nel karting, ha debuttato in monoposto nel 2021 vincendo la F4 UAE col team Cram, disputando poi la Euroformula con Carlin conclusa al settimo posto. Nel 2022, sempre con Carlin, il salto in Formula 3, poi nel 2023 il passaggio in Giappone, nella Super Formula Lights dove ha ottenuto il quinto posto finale. Dopo un 2024 in cui ha disputato qualche gara nel GT tricolore, quest'anno l'ingresso decisivo nel Porsche Carrera Cup Asia
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