formula 1

La McLaren sorprende:
a Montecarlo livrea Gulf

La McLaren sorprende tutti: al Gran Premio di Monaco correrà con un'inedita livrea arancio-azzurro Gulf, una delle più ic...

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F4 Italia

Le Castellet - Gara 3
Tramnitz prende il largo

1 - Tim Tranmitz - US Racing - 14 giri - 33'00"8222 - Oliver Bearman - VAR - 1"6683 - Vlad Lomko - US Racing - ...

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F4 Italia

Le Castellet - Gara 2
Tramnitz resiste a Browning

1 - Tim Tranmitz - US Racing - 14 giri - 33'51"4232 - Luke Browning - US Racing - 0"6873 - Kirill Smal - Prema ...

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indycar

Indy Road - Gara
VeeKay si prende la prima vittoria

1 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevy) - ECR - 86 giri2 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 4"9510 3 - Alex Palou (Dal...

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F4 Italia

Le Castellet - Gara 1
Smal e Prema in solitaria

Victor Bernier e Luke Browning sono stati penalizzati di 1" dai commissari di gara per non aver rispettato i track limit...

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F4 Italia

Le Castellet - Qualifica 1-2
Smal, Bearman e Tramnitz in pole

1 - Kirill Smal - Prema - 2'04"0952 - Tim Tranmitz - US Racing - 2'04"2303 - Oliver Bearman - VAR - 2'0...

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29 Apr [18:33]

La Dallara Academy riapre
le proprie porte al pubblico

A partire da martedì 26 Aprile, la Dallara Academy, nel pieno rispetto delle direttive di sicurezza per l’emergenza COVID-19, ha riaperto le porte a turisti e appassionati di motorsport con un programma ricco di eventi per visitatori grandi e piccoli. Infatti i prossimi mesi saranno caratterizzati da attività organizzate per rendere uniche e memorabili le visite alla Dallara Academy: percorsi guidati nella parte espositiva, Laboratori Didattici per famiglie, caccia al tesoro per bambini e degustazioni di prodotti tipici. Per tutto il mese di maggio, in aggiunta, sarà attivo uno sconto del 30% su tutti i prodotti in vendita presso lo store Dallara. Inoltre, tutti gli abitanti della Val Ceno potranno ritirare il “Val Ceno Pass” che permetterà, per tutto il 2021, di ritornare gratuitamente a visitare la Dallara Academy.

L’edificio è accessibile liberamente dal martedì al venerdì dalle 11:00 alle 18:00, mentre nel fine settimana è obbligatoria la prenotazione: academy@dallara.it / +39 0525-1982980.

La Dallara Academy è un polo didattico ed espositivo realizzato in una struttura dal design audace, per condividere e trasmettere – secondo l’idea del fondatore Giampaolo Dallara – il patrimonio di competenze sviluppate in 49 anni di attività e per far conoscere ai visitatori la storia e le automobili della Dallara. Si sviluppa su due piani collegati da un’ampia rampa curva vetrata percorribile a piedi. Al suo interno troviamo l'area espositiva che ospita le auto che hanno segnato la storia dell’Ingegner Dallara prima, e dalla Dallara Automobili poi: dalla Miura all’ X19, le Indycar che corrono negli Stati Uniti, dai prototipi di Le Mans fino alle serie come Formula 3 e Formula E, per arrivare all’ ultima nata “Dallara Stradale”.

Un'intera area dell'edificio è dedicata ai Laboratori Didattici: tre stanze che ospitano esperimenti progettati e realizzati dal personale Dallara per gli studenti delle scuole medie e superiori. Nei Laboratori, i ragazzi possono sperimentare in prima persona le leggi della fisica applicate alla progettazione ed allo sviluppo delle automobili. La Dallara Academy è anche un luogo ideale per poter ospitare conferenze, meeting, presentazioni, attività di team building ed eventi privati delle tipologie più diverse. L’architettura, esterna ed interna, dal forte impatto scenico, consente di caratterizzare ogni evento grazie a un auditorium che riesce a garantire, nonostante la distanza di sicurezza, fino a 150 sedute. Al piano terra è presente una sala polifunzionale, perfetta per meeting, aperitivi e catering esclusivi; per brevi presentazioni sono inoltre disponibili due sala riunioni dotate di impianto audio-video.

“Nelle mie intenzioni lo scopo di questa Academy è ringraziare, attraverso l’esposizione delle nostre vetture più significative, tutti i collaboratori che hanno contribuito alla reputazione ed alla crescita dell’azienda. Ma c’è soprattutto il desiderio di mettere a disposizione del territorio un luogo di ritrovo e di confronto, un centro di stimoli e di interessi vivo e aperto per la nostra vallata.” - Giampaolo Dallara

26 Apr [13:41]

"Cervello Super Veloce", l'imperdibile
volume di Ceccarelli, Formula Medicine

Tutto dipende dal nostro cervello: il pensiero, il movimento, le emozioni, le decisioni. È lui che amministra la nostra vita, è lui che pesca nella memoria e ci fa ricordare errori da non ripetere, è lui che attiva i circuiti del piacere, del sonno. Noi siamo il nostro cervello. Allora perché non allenarlo?

Nel volume Cervello super veloce, edito da Sperling & Kupfer, per la prima volta il dottor Riccardo Ceccarelli, che da oltre trent’anni affianca i piloti ai massimi livelli nell’allenamento fisico e mentale, illustra il metodo esclusivo di potenziamento dell’efficienza mentale. I piloti infatti, sono in grado di eseguire compiti complessi a velocità supersoniche, di prendere decisioni cruciali in pochi millisecondi anche in situazioni di forte pressione psicologica, con il minimo dispendio energetico cerebrale.

Basandosi su studi scientifici che solo lui ha realizzato, ha così messo a punto il Mental Economy
Training®, un allenamento che ottimizza le funzioni cerebrali, migliora il controllo emotivo anche in condizioni di stress elevato, aumenta la lucidità, il senso di sicurezza e la concentrazione. Tutti strumenti che servono anche ai top manager, per esempio, ed è per questo che il metodo si sta diffondendo anche nelle aziende italiane e straniere. Grazie a due test e a una app gratuita, il lettore potrà autovalutarsi, individuare i propri punti di forza e di miglioramento e, seguendo le indicazioni del metodo, potenziare le proprie capacità mentali, migliorando da subito focalizzazione, gestione emotiva, capacità decisionale e resistenza.

Il volume Cervello Super Veloce è disponibile in libreria e su tutti gli store digitali.

23 Apr [13:42]

"Cervello Super Veloce", l'imperdibile
volume di Ceccarelli, Formula Medicine

Tutto dipende dal nostro cervello: il pensiero, il movimento, le emozioni, le decisioni. È lui che amministra la nostra vita, è lui che pesca nella memoria e ci fa ricordare errori da non ripetere, è lui che attiva i circuiti del piacere, del sonno. Noi siamo il nostro cervello. Allora perché non allenarlo?

Nel volume Cervello super veloce, edito da Sperling & Kupfer, per la prima volta il dottor Riccardo Ceccarelli, che da oltre trent’anni affianca i piloti ai massimi livelli nell’allenamento fisico e mentale, illustra il metodo esclusivo di potenziamento dell’efficienza mentale. I piloti infatti, sono in grado di eseguire compiti complessi a velocità supersoniche, di prendere decisioni cruciali in pochi millisecondi anche in situazioni di forte pressione psicologica, con il minimo dispendio energetico cerebrale.

Basandosi su studi scientifici che solo lui ha realizzato, ha così messo a punto il Mental Economy
Training®, un allenamento che ottimizza le funzioni cerebrali, migliora il controllo emotivo anche in condizioni di stress elevato, aumenta la lucidità, il senso di sicurezza e la concentrazione. Tutti strumenti che servono anche ai top manager, per esempio, ed è per questo che il metodo si sta diffondendo anche nelle aziende italiane e straniere. Grazie a due test e a una app gratuita, il lettore potrà autovalutarsi, individuare i propri punti di forza e di miglioramento e, seguendo le indicazioni del metodo, potenziare le proprie capacità mentali, migliorando da subito focalizzazione, gestione emotiva, capacità decisionale e resistenza.

Il volume Cervello Super Veloce è disponibile in libreria e su tutti gli store digitali.

2 Apr [8:50]

Wave Italy, l'avanzata dell'esport (2)

Marco Cortesi

Continuiamo il viaggio in due parti con Alex Martinelli, patron di Wave Italy, società con sede a Verona che si dedica alla simulazione di guida. Dopo avere analizzato la parte concettuale relativa alle caratteristiche del simulatore professionale e del coaching, diamo uno sguardo alla parte più "pratica" e al settore in grande crescita dell'esport.

Cosa differenzia l'esport del "motore"?

Il settore dell'automobilismo rappresenta una punta di diamante per il mondo dello sport digitale, perché è uno dei pochi E-sport nei quali si compiono esattamente le stesse azioni rispetto alla realtà (un forte giocatore di football FIFA usa comunque le dita e il joypad, non i piedi, e lo stesso vale per le altre tematiche, come le simulazioni belliche, ad esempio). Per questo, si registra un forte interesse di importanti case auto e team racing, che in questo modo trovano e allenano talenti a costi nettamente inferiore al passato, e possono realizzare eventi molto più impattanti ed efficaci.

Qual è il vostro approccio?

Wave Italy ha deciso di intraprendere una strada opposta a quella di altri concorrenti: partire dalle corse reali per arrivare al sim racing. Questo vuol dire ad esempio che il nostro pedale del freno è tutto in metallo, ha le dimensioni di quello che troveresti su una racing car reale, permette pressioni anche oltre i 150 kg ed è gestito da una sofisticata elettronica che riproduce con la massima fedeltà le sensazioni che si hanno sull’asfalto.



Come siete coinvolti nel mondo dell'esport?

Sponsorizziamo diverse competizioni come i 3 Campionati Italiani Ufficiali ACI Esport, prototipi, GT e F3, ma anche l’interessante Trofeo Predator’s con le due categorie PC010 e PC015 che hanno anche le gare in reale. Nel 2020 abbiamo sponsorizzato anche un bellissimo e combattuto campionato GT Storico, Motori Nella Leggenda, con le Maserati MC12 del tempo dei mondiali vinti da Andrea Bertolini, le Aston Martin le Ford GT40 e così via. All’estero stiamo chiudendo come Title Sponsor per due campionati degli Inglesi di Apex Racing, in passato abbiamo fatto varie altre cose simili e per il futuro le idee sono ancora tante. Abbiamo poi anche un ns team, DRS Wave Team, impegnato nelle gare ACI e altre internazionali.

Pensi che questo settore si evolverà ulteriormente fino al professionismo vero?

Siamo già su questo trend, oltretutto accelerato proprio dal Covid-19 a causa del quale gli Esport in genere sono stati per un po’ l’unico tipo di sport praticabile e trasmissibile in TV. Parlandone tanto in questi mesi, anche il grande pubblico ha cominciato a capire meglio le differenze tra un videogioco e la simulazione professionale, tra chi si diverte e chi ormai lo fa come un vero mestiere, con tanto di sponsor, supporto dei social e così via. Già oggi quindi parliamo di alcuni casi molto vicini al professionismo nel Sim Racing. E’ pensabile poi che tra non molto - diciamo qualche anno? - alcune competizioni in simulazione saranno riservate a chi avrà una sorta di vera licenza ufficiale di Sim Racers, o comunque alle quali si accederà tramite punteggi di merito gestiti da Enti Ufficiali.

L’altro trend forte è l’intersezione con le gare reali, ripetiamo, anche per il grande interesse di importanti case auto e non solo. Forse in futuro ci sarà qualche competizione con punteggio in combinata tra quanto si fa in pista e quanto in simulazione, con il giusto peso per l’una e l’altra. In simulazione ad esempio i piloti potrebbero realmente guidare un’auto uguale per tutti e qualcosa di interessante e nuovo magari potrebbe emergere.

Se qualcuno invece volesse entrare nel mondo della simulazione professionale, pensando a un kartista o a qualcuno che voglia... fare il "salto" dall'esport alle corse reali, come potrebbe prepararsi?

Noi proponiamo pacchetti con sessioni di 4 ore anche perché lo sforzo fisico e mentale non è per niente indifferente. Per i kartisti che si devono acclimatare e preparare al salto da Kart a Formula serve un po’ di più perché bisogna plasmare il ragazzo alla guida della nuova categoria di veicolo. Offriamo in genere pacchetti da 40 sessioni e alcuni ci chiedono anche qualche estensione. Invece, a un pilota che già corre in Formula invece suggeriamo di venire 1 volta prima del test, 4 ore - se si conosce già la pista – e 2 volte prima della gara. Inoltre consigliamo 2 sessioni consecutive, pomeriggio e mattina successiva, in modo da avere il tempo di ripensare e “digerire” con calma quanto fatto nella prima e tenerlo presente nella seconda.

22 Mar [15:53]

Dal kartista all'e-Sport
Il mondo della simulazione di Wave Italy

Marco Cortesi

Fondata nel 2015 a Maranello e ora trasferita in una sede modernissima alle porte di Verona, Wave Italy è uno dei protagonisti nel mondo della simulazione professionale e del training per i piloti, ma si occupa anche di E-Sport e simulazione per piloti... virtuali. L’azienda ha puntato su un progetto sviluppato internamente con diverse particolarità interessanti. Scopriamo di più insieme al titolare, Alex Martinelli.

Com’è nato il vostro progetto?

Nasce tutto dalla passione per i motori in genere e da una visione precisa sulla simulazione di guida che oggi è una realtà sempre più diffusa e in crescita. Siamo una delle poche aziende, se non l’unica al momento, a coprire l’intero panorama delle attività possibili con i simulatori. Produciamo simulatori professionali Formula e GT, che possono essere anche noleggiati per eventi o acquistati/noleggiati a lungo termine, oltre a periferiche per il sim racing. Abbiamo poi il Professional Training Center a Verona dove con i simulatori e con un coach dal grande passato agonistico, Marco Zipoli alleniamo piloti professionisti e molti ragazzi che cercano di passare dal kart alle monoposto.

Quali sono le basi della vostra attività?

Dalle corse al sim racing, proponiamo soluzioni che rispondono a diverse esigenze, che vanno dal puro gioco e divertimento al professionismo. Non siamo assemblatori, progettiamo, testiamo e realizziamo tutto internamente. Questo permette di conoscere al 100% il prodotto, cosa che ci avvantaggia sia nello sviluppo, sia nell’assistenza. Per quanto riguarda il sim racing, molte aziende di tutto rispetto hanno sostanzialmente “sviluppato in alto” il videogame, Wave Italy ha deciso di partire dal confine opposto, le corse reali, per adattarlo al sim racing. Questo ci permette di proporre prodotti molto più vicini nelle sensazioni a quelli della realtà.

Parlando invece del training professionale?

Sui simulatori Wave Apex del nostro centro siamo davvero riusciti ad arrivare ad un livello di realismo molto elevato. Abbiamo sviluppato un sistema di movimento puntando alla maggiore reattività possibile, in modo che il pilota sia completamente immerso nella simulazione e abbia anche un tempo di adattamento al simulatore molto minore. Per i veicoli utilizziamo modelli proprietari sviluppati con team e ingegneri con grandissima esperienza, tutte le piste sono in laser scan e abbiamo due persone dedicate al lavoro di sviluppo piste, che nella realtà subiscono spesso delle modifiche. Ad esempio, abbiamo già sul simulatore le modifiche di curva 10 a Barcellona, implementate pochi giorni dopo la fine dei lavori. Inoltre, a Verona abbiamo 2 simulatori in parallelo, fatto raro addirittura in Europa. Questo permette al pilota di allenarsi insieme a un collega, ad esempio per testare situazioni come la partenza, il sorpasso, la scia, la tenuta della posizione.

In cosa il lavoro sul simulatore può fare la maggior differenza?

La differenza è il fatto di poter lavorare in un ambiente statico – che ovviamente poi può diventare dinamico – per riprodurre tante volte la stessa situazione. In pista non è possibile o è difficile. Si lavora naturalmente sulle capacità del pilota, che possono essere positive ma migliorabili, oppure sui difetti, che al simulatore si possono risolvere in maniera precisa, ad esempio in una situazione climatica statica. Cerchiamo di comunicare al team in modo costruttivo i difetti che vediamo per un raffronto con la situazione in pista. E’ un punto di forza poter parlare con loro, per migliorare ancora più rapidamente la performance. Di base, mentre in pista hai la frenesia di fare il tempo o di azzeccare la finestra giusta, al simulatore si è più tranquilli e focalizzati.

Ragionando all’opposto. È possibile oggi fare a meno del simulatore nella preparazione?

Oggi sarebbe davvero difficile, dato che è diventata una fase molto importante per la preparazione e l’uso deriva anche dai regolamenti. Nei campionati con test contingentati è fondamentale essere già ben preparati quando arrivi in pista. Dove non sono contingentati, comunque già durante l’inverno si può lavorare bene per preparare la stagione. Quando poi si parla di kartisti che entrano nel mondo delle ruote scoperte, li “sgrossiamo” in modo che arrivino già pronti al primo giorno di test in pista. Quasi tutti si portano dietro alcune particolarità da kartista che se mantenute in pista su formula sono davvero un problema. Quindi al simulatore possiamo aiutarli ad arrivare rapidi al successo. Oggi la carriera del pilota si è molto ristretta, o meglio accelerata. Tutti cercano di bruciare le tappe e il simulatore è l’unico metodo per provare a riuscirci e con un costo giusto, sostenibile.



Quali sono i principali motivi di disagio o diffidenza nei confronti dell’allenamento con simulatore da parte dei piloti professionisti?

Un po’ di diffidenza si riscontra per piloti meno giovani. Per quelli di ultima generazione invece il simulatore è una realtà. Non lo usano ancora tutti, anche perché quelli validi non sono ancora molti, ma tutti i giovani fanno sim racing e quindi hanno una certa attitudine. Per i piloti non più giovanissimi, bisogna abituarsi alle sensazioni del simulatore che per sua natura a volte possono non essere le stesse di un’auto reale. Le forze prodotte dal simulatore sono molto precise e realistiche, ma non per forza di cose tutte, a partire dalle forze G. Funziona però molto bene per allenare il maggior sviluppo dei sensi, occhi in particolare, ma non solo. Un problema si ha con i simulatori che usano una piattaforma inerziale, del tipo 6 gradi di libertà, il cosiddetto “ragno”, che nel muoversi per replicare lo spostamento della macchina ha un ritardo, piccolo ma sensibile e fisicamente inevitabile. Il pilota deve allora lavorare sempre in anticipo oppure sente il ritardo del motion che dà comunque una sensazione non piacevole. Per quanto ci riguarda, abbiamo lavorato per ridurre al minimo situazioni di questo tipo.

Quanto è importante l’assistenza di un coach che abbia esperienza sia di simulazione, sia di pilotaggio?

E’ molto importante prima di tutto per la validazione dei modelli, poi perché “tranquillizza” il pilota che ha nel coach un riferimento giusto e di alto livello, da esperto. Conoscendo bene la materia, sia a livello di tecnica di guida sia di dinamica del veicolo, ha il vantaggio di poter parlare la stessa lingua. Capita che pilota e ingegnere non si capiscano bene, sono lavori ed esperienze diverse. Da no,i parli da pilota a pilota e se il coach ha dei dubbi può anche salire sul simulatore, verificare quello che gli ha detto il pilota: con i piloti giovani si guadagna molto tempo. Inoltre sa anche trasmettere molto bene ai piloti quanto sia davvero fondamentale allenarsi con costanza, e quanto si perda a non farlo.

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