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26 Set [21:22]

Ford fa retromarcia su ibrido
ed elettrificazione nel motorsport

Marco Cortesi

E’ cambiata la posizione della Ford sull’elettrificazione nel motorsport. La casa dell’ovale blu, una volta tra le più decise verso la strada dell’elettrificazione, anche nelle corse, ha deciso di modificare la propria impostazione e non perseguire più a tutti i costi l’uso di tecnologie ibride o full electric per i propri programmi.

Lo ha spiegato Mark Rushbrook, a capo della divisione Ford Performance, in occasione della presentazione della nuova Mustang: fino a due o tre anni fa, l’idea era di spingere tutte le categorie in cui la casa correva o voleva correre ad adottare soluzioni ibride o elettriche. Ora le condizioni sono cambiate evidentemente: “I motori a combustione interna continueranno a funzionare molto bene per noi nel futuro. Creano una connessione emozionale e appassionata con il veicolo che aiuta il nostro brand.” ha spiegato Rushbrook.

Questa nuova posizione non è una porta chiusa, ma secondo Ford, l’implementazione di componenti elettrificate deve avere un tangibile risultato positivo sull’aspetto competitivo. “Con le complessità dell’ibrido, se non aggiunge nulla alla gara, non pensiamo ci sia bisogno di averlo.” In particolare, ci si riferisce a NASCAR, Supercar australiane e ad alcuni dei programmi endurance. Questa decisione potrebbe aprire la strada a nuovi progetti? Ad esempio in IMSA, si dice che Ford avesse rinunciato ad entrare in quanto non era stata giudicata sufficiente la componente ibrida… che si voglia tornare ai fasti della GT?

30 Ago [17:33]

A Imola il successo
dell'Historic Minardi Day

Ancora un risultato importante per l’Historic Minardi Day, che si conferma una delle manifestazioni di riferimento del calendario dell’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola. Il successo organizzativo e di pubblico di questa sesta edizione è certificato dal numero delle presenze, oltre 13.000 nei due giorni. Come sempre, grande e qualificata la partecipazione, con vetture che hanno scritto pagine indelebili della storia del motorsport a quattro ruote, ex-campioni, appassionati, per un totale di oltre 3.000 addetti ai lavori che hanno portato ad un weekend di tutto esaurito delle strutture ricettive di Imola e del comprensorio. Un importante impatto per gli operatori turistici nel mese di agosto, che evidenzia una volta di più la funzione dell’Autodromo quale volano fondamentale di ricaduta economica per il territorio.

Gli appassionati hanno invaso il paddock e i box dell’Autodromo diventando protagonisti di un viaggio nella storia dell’automobilismo lungo oltre mezzo secolo, tra straordinarie vetture di Formula 1, F2, Gp3, Prototipi, Gran Turismo, Lancia Martini Racing della Fondazione Gino Macaluso, vetture storiche del Museo dinamico Scuderia del Portello, Scuderia Tazio Nuvolari e protagoniste dell’Aci Storico Festival, Supercar e Hypercar Pagani, Dallara Stradale, Lamborghini, Alpine e PJ01; incontrando i campioni del Motorsport tra cui Riccardo Patrese, Alessandro Nannini, Pierluigi Martini, Luca Badoer, Andrea Montermini, Gianni Morbidelli, Gabriele Lancieri, Miki Biasion, Fabrizio Barbazza, Miguel Angel Guerra al volante della March F1 761 del 1976, Thomas Biagi, Carlo Facetti, Roberto Farneti, Gianni Giudici, Siegfried Stohr e gli Ingegneri Gabriele Tredozi al volante della sua Minardi PS04B e Aldo Costa con la Dallara Stradale EXP.

Numerosi i momenti che resteranno radicati nella storia della manifestazione tra cui l’emozionante giro di pista di Pierluigi Martini al volante della sua Tyrrell P34/02 del 1976, perfettamente restaurata con parti completamente originali, accolto sul traguardo da un caloroso abbraccio del pubblico con successiva foto celebrativa con tutti i piloti presenti e consegna del Premio in memoria di Ferdinando Minardi, realizzato dall’artista Alessandro Rasponi.

Gian Carlo Minardi (Presidente Formula Imola): “Non possiamo che essere soddisfatti del risultato raggiunto in termini numerici di presenze. E’ un bel segnale per la nostra manifestazione, ma anche per il risultato economico generato sul territorio, con le strutture ricettive che hanno beneficiato della presenza di oltre 3.000 addetti ai lavori, con un il tutto esaurito a Imola e nel circondario. Anche in questa edizione sono rimasto piacevolmente colpito dalla presenza di un pubblico molto giovane, che si sta velocemente riavvicinando al mondo del Motorsport, ammirando vetture che ne hanno fatto la storia. Come tradizione, c’è stato un programma di appuntamenti in grado di soddisfare il palato di ogni appassionato, con presentazioni di libri, mostre al museo Checco Costa, raduno storico dell’ACI con la parata finale. Permettetemi un sincero ringraziamento a mio fratello Giuseppe e a mia nipote Elena, artefici instancabili dell’organizzazione dell’evento, e a tutto lo staff di Formula Imola, che ha confermato ancora una volta la sua professionalità e competenza. Un doveroso ringraziamento va anche al Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani, che non ha voluto assolutamente mancare, congratulandosi per il risultato ottenuto”.

24 Ago [16:45]

Annunciate le otto finaliste
del FIA Girls on Track

Mattia Tremolada

Le otto finaliste del contest FIA Girls on Track - Rising Stars sono state selezionate al termine di due giornate di valutazioni presso la scuola Winfield che ha sede all'interno delle mura del circuito di Le Castellet. 14 ragazze di età compresa tra i 12 e i 16 anni si sono misurate in una serie di prove dentro e fuori la pista. In particolare, le candidate nella categoria Senior (nate tra l’1/1/2016 e il 31/3/2008) hanno dovuto dimostrare la propria velocità al volante di una monoposto di Formula 4, mentre per le più piccole Junior (nate tra il 31/3/2008 e il 31/12/2010) sono stati presi in considerazione anche altri parametri, tra cui l’interazione con i media e il comportamento con la squadra.

Le quattro ragazze selezionate per la categoria Senior sono: Alice Buckley, australiana con esperienza nella Hyundai Excel Cup locale; Chloe Chong, inglese di origini cinesi in arrivo dal karting; Chloe Grant, scozzese che occupa il decimo posto nella GB4 e Aurelia Nobels, brasiliana di origine belga già al via nel 2022 dei campionati brasiliano, spagnolo e danese di F4. Quest'ultima è seguita dalla Pro Racing di Marco Cioci e Giancarlo Fisichella. Per quanto riguarda la categoria Junior hanno passato il turno: Lisa Billard, francese; Zoe Florescu Potolea, rumena che corre con licenza tricolore; Sara Mastui, giapponese e Mathilda Paatz, tedesca.

La finale è in programma nel mese di novembre a Maranello, dove le ragazze saranno sottoposte a lezioni teoriche, esercizi fisici e test attitudinali. Scenderanno poi in pista prima al simulatore e poi sul circuito di Fiorano, dove si contenderanno un posto nella Ferrari Driver Academy al fianco delle vincitrici precedenti Maya Weug e Laura Camps Torras.

22 Ago [14:31]

Intervista a Delfino (Tatuus)
"La media vetture al via è sorprendente"

Jacopo Rubino

In Tatuus c'è sempre qualcosa in divenire. La pietra miliare del 2022, ovviamente, si chiama T-421: è la vettura di Formula 4 di seconda generazione, che sta affrontando la sua prima stagione in diversi campionati nazionali, da quelli confermati di Italia, Spagna, Germania ed Emirati Arabi, dove è avvenuto il battesimo in inverno, alle novità di Gran Bretagna e Brasile. Il contesto globale presenta ancora ostacoli da affrontare, eppure l'azienda lombarda è riuscita ad andare oltre le aspettative, alimentando schieramenti di partenza da numeri record. Ma oltre al successo della nuova F4, c'è la completa maturazione della Formula Regional, l'espansione prevista negli Stati Uniti e quella già avvenuta Oltremanica. Ma Tatuus, come ci ha raccontato l'amministratore delegato Giovanni Delfino, corre anche fuori dalle piste: è ormai iniziato il conto alla rovescia per il trasferimento nella nuova sede di Arese, che sarà all'avanguardia nel settore e sarà la base in cui costruire altri scenari affascinanti per il futuro.



Giovanni, siamo al giro di boa della stagione 2022, la prima per Tatuus con la nuova Formula 4 in pista. Qual è il bilancio fino a questo momento?
"Se dovessi usare una parola, direi sorprendente. Con tutte le difficoltà di una catena di supporto che ancora non è operativa come servirebbe, e come i nostri stessi clienti meriterebbero, siamo riusciti a mettere in piedi la fornitura di sei campionati di Formula 4. Inoltre, stiamo ultimando le consegne per la serie in India che inizierà a novembre. Abbiamo già superato le 150 monoposto costruite, ovviamente con tutta la ricambistica correlata. A livello di contesto economico e industriale ci sono situazioni che abbiamo sotto controllo e altre che non possono esserlo totalmente, per colpa di contingenze globali come la carenza di materie prime, i ritardi nella logistica, problemi con lavorazioni o personale mancante".

"Per una somma di cause, i nostri fornitori a volte devono comunicarci di non essere in grado di garantire i lotti richiesti, e da qui si attivano piani alternativi che purtroppo non ci permettono sempre di supportare adeguatamente i team. Faccio un esempio: tale è la richiesta di pezzi in carbonio, chiaramente i più soggetti a danni in caso di incidente, che abbiamo deciso di non vendere ricambi sensibili come musetti o ali, se non in caso di manifesta necessità. Solo così possiamo garantire un servizio adeguato, pur a discapito delle nostre vendite e del nostro interesse economico. Ma con questa filosofia possiamo sostenere campionati dal numero incredibile di iscritti".

Gli schieramenti, quando non sono da tutto esaurito, sono comunque in crescita dappertutto.
"Certe cifre erano stati preventivate, ma era difficile credere che si sarebbero davvero realizzate. Le medie di auto al via sono superiori a quelle di qualsiasi stagione passata, fino al picco dei 45 partecipanti attesi dal campionato italiano nella tappa del Red Bull Ring. Un vero record. Anche la serie spagnola si sta disputando con una media di 28 monoposto, una cosa mai accaduta, in Germania siamo a 23, in Brasile corrono tutte le 16 auto ordinate, e in Gran Bretagna c'è una crescita rispetto alle edizioni precedenti. È la conferma delle capacità delle federazioni e dei promotori, così come della validità del prodotto che sappiamo offrire".

Si può dire che la bontà di questa nuova Formula 4 superi persino difficoltà generali che vanno oltre il motorsport?
"Senza dubbio c'è una base di partenza che si è rivelata vincente, anche se vogliamo fare degli affinamenti. Però, è giusto riconoscere i meriti anche a chi lavora con Tatuus. In primis ci sono appunto federazioni e organizzatori, con format che permettono a tutti gli iscritti di essere presenti, a scuderie di diverse dimensioni di poter vendere i programmi per la stagione, ai piloti di gareggiare in modo sicuro. E poi c'è l'assistenza tecnica che mettiamo a disposizione, anche con Autotecnica, o la presenza sui circuiti di aziende partner come Andreani Group e TM Performance. Senza dimenticare ovviamente la rete di fornitori che ha contribuito a lanciare una vettura che non dà preoccupazioni legate all'affidabilità. Come dico sempre, preferiamo sacrificare un po' i margini di guadagno sulla macchina, in favore di un prodotto qualitativo che possa rivelarsi vincente per tutti".



Di sicuro, entrata nel secondo ciclo tecnico, il movimento F4 gode sempre di ottima salute. Ora più che mai.
"Ancora una volta, bisogna ribadire quanto sia stata indovinata la creazione di questa categoria da parte della FIA, come primo approdo dal karting e in vista del passaggio a categorie di grado superiore".

La Formula Regional, che invece è ormai un pacchetto maturo, vive a sua volta un momento splendido tra Europa e Asia.
"Anche in questo caso registriamo griglie sempre piene, nel quinto anno dalla nascita di questa monoposto. Non a caso stiamo già proponendo ai promotori un kit di aggiornamento per il 2023, che ha un duplice scopo: da un lato anticipare la generazione successiva, e dall'altro aiutare a rendere più spettacolari le gare, sia per chi guida che per il pubblico".

Non dimentichiamo che il telaio T-318 è utilizzato anche dalla W Series, che resta sempre una grande vetrina grazie alla concomitanza con i Gran Premi di F1, dalla Toyota Racing Series pronta a ripartire in Nuova Zelanda, ma anche nella Ultimate Cup in Francia.
"Si tratta di contesti variegati, sotto molti punti di vista. Ad esempio, la W Series è un campionato monogestione mentre altrove ci sono squadre in concorrenza, oppure si utilizzano propulsori e pneumatici differenti. In ogni caso, tutti i campionati sono in ottima forma. Ho anche piacere di ricordare la collaborazione nata fra W Series e Toyota Racing Series, che in attesa di ricominciare dopo le limitazioni dovute alla pandemia, ha messo a disposizione il proprio parco macchine per la categoria femminile nel round di Barcellona e lo farà per quello di Suzuka, dando un aiuto con la logistica. Pur con differenti motori, cambio, elettronica e personale in assistenza, ad emergere è sempre stato il talento di chi sta al volante. Questo è indice che la nostra vettura ha un rendimento sempre in linea con le attese. Ne siamo orgogliosi".



Apriamo invece il capitolo Gran Bretagna. Cominciamo dalla GB3, gestita da un partner di lunga data come la MSV di Jonathan Palmer, che ha varato a sua volta una monoposto evoluta.
"Palmer per noi resta un partner storico e futuro, visto che stiamo già ragionando su nuove possibilità, nuove vetture e aggiornamenti. Ha voluto una macchina che combinasse prestazioni e i più recenti standard di sicurezza, con un telaio che ora permette di integrare l'Halo e tutte le componenti di sicurezza richieste dalla FIA. Inoltre, MSV ha investito nella creazione del campionato GB4, recuperando dal mercato le Formula 4 di prima generazione, per dare una opportunità in più ai ragazzi che dispongono di budget ridotti, ma anche a piloti gentleman che vogliono approcciarsi al mondo delle monoposto".

E poi, appunto, c'è l'inedito impegno con la British F4, il primo fra i grandi campionati di Formula 4 ad aver cambiato fornitore.
"Inizialmente, per noi era quasi motivo di imbarazzo collaborare con due promotori nello stesso Paese, e che potevano sembrare in concorrenza. Abbiamo dovuto anche superare un po' di diffidenza dalle squadre, che dopo alcuni anni si sono trovate a relazionarsi con un telaista e con fornitori diversi. Ora, comunque, è stato tutto superato. La British F4 sta gradualmente prendendo quota e per l'anno prossimo ci sono altre scuderie intenzionate ad entrare. Con un buon pacchetto tecnico, come sempre, il resto vien da sé"



Ora passiamo dall'altra sponda dell'Atlantico, con le serie americane della filiera IndyCar.
"Anche qui le iscrizioni sono in buon numero, e per nostra parte, finalmente, abbiamo avuto modo di tornare ad essere presenti in loco con l'assistenza tecnica e per dialogare con il promoter Andersen. Abbiamo raccolto i pareri positivi dei team per i telai aggiornati di Indy Pro 2000 e USF2000, sul fronte tecnico e persino per l'estetica, e l'organizzatore ci ha chiesto di lavorare anche su una categoria inferiore, la USF Juniors. Forniremo un telaio modulare, basato sulla Indy Pro 2000, che attraverso un kit sarà facilmente riconfigurabile per passare da una specifica all'altra. Le squadre avranno così l'opportunità di affrontare due campionati".

A fine 2022, cosa ti renderebbe più soddisfatto per Tatuus?
"Il 10 ottobre è la data che abbiamo fissato per completare il nostro cambio di sede. Al di fuori dell'attività ordinaria, al momento tutti i nostri sforzi sono concentrati sull'apertura di questa nuova base ad Arese che sarà davvero all'avanguardia, una struttura di primo livello. Inaugurarla sarà una soddisfazione imprenditoriale, ma anche un passo importante per il benessere dei nostri dipendenti e per la soddisfazione dei clienti. Sarà anche un luogo di forte valore simbolico, trattandosi dell'ex stabilimento Alfa Romeo".

Quale spinta darà a Tatuus il nuovo quartier generale?
"È qualcosa che abbiamo già visto in precedenza con Autotecnica. Quando abbiamo trasformato la sede, tra spazi e attrezzature, si è evoluto anche il business dell'azienda. Si creano rami di attività e occasioni anche solo per come ci si mostra a potenziali partner. Ovviamente non si tratta solo di facciata, perché per Tatuus avremo spazi triplicati in cui accogliere risorse non ancora presenti, fra personale, macchinari, processi e procedure, e disporremo della pista prova adiacente. Si apriranno prospettive che ad oggi, forse, non sono neppure immaginabili".

Intervista tratta dal Magazine Tatuus
https://www.italiaracing.net/mag_tatuus/2022_0001/ita/index.html

10 Ago [13:36]

La Lamborghini Urus con Faggioli
è da record nella Pikes Peak

Anticipando di pochi giorni la premiére, programmata per metà agosto, la nuova Lamborghini Urus si presenta segnando il record per la categoria SUV di produzione sul tracciato della Pikes Peak International Hill Climb, la famosa gara in salita che ha recentemente celebrato l’edizione n. 100. La Urus è stata affidata a Simone Faggioli, campione di cronoscalate e collaudatore Pirelli, già detentore del record per vetture a trazione posteriore nell’edizione 2018 della “Gara verso le nuvole” in Colorado. Il time attack si è svolto sullo stesso percorso della gara, con strada chiusa al traffico per l’occasione, partendo da un’altitudine di 2862 metri.

Faggioli ha affrontato le 156 curve che si snodano per 20 km su un dislivello di 1439 metri e una pendenza media del 7%, tagliando il traguardo posto a 4302 metri in 10:32.064. Non essendo ancora stata presentata, la nuova Urus non ha partecipato alla gara, ma il tempo record è stato registrato dai cronometristi ufficiali della Pikes Peak International Hill Climb, battendo il precedente record della Bentley Bentayga, 10:49.902, risalente al 2018.

“La decisione di metterci alla prova alla Pikes Peak si inserisce nello spirito Expect the Unexpected di Lamborghini – commenta Rouven Mohr, Chief Technical Officer Automobili Lamborghini – e dimostra le prestazioni di assoluto rilievo della nuova Urus, che verrà presentata a breve. La Pikes Peak è la gara in salita più famosa del mondo ed è una sfida estremamente impegnativa per la vettura: la conformazione del tracciato e il percorso accidentato mettono alla prova l’equilibrio dello chassis, la importante variazione di altitudine sollecita il powertrain e infine le condizioni meteo, che cambiano repentinamente e possono essere molto diverse tra partenza e arrivo”.

La vettura, che monta il motore V8 biturbo di serie, è stata modificata per rispettare il regolamento di sicurezza della Pikes Peak International Hill Climb: l’abitacolo è stato equipaggiato con un rollcage, i sedili di serie sostituiti con un sedile racing e cinture di sicurezza a sei punti e, inoltre, è stato installato un sistema di estinzione.

Gli pneumatici (misure 285/40 R22 e 325/35 R22) sono un’evoluzione del Pirelli P Zero Trofeo R che risponde alle esigenze della Urus: per la prima volta, il pneumatico semislick di Pirelli viene declinato sulle caratteristiche di un SUV e questa specifica variante è stata sviluppata in collaborazione con Lamborghini. Il risultato del lavoro condiviso è una accresciuta versatilità per offrire elevate performance sia su asfalto asciutto, con alte temperature ambientali, sia su superfici umide, con temperature più fredde.

17 Lug [15:37]

Grande successo a Varano per la
XVII edizione del Formula SAE Italy

Si è tenuta al circuito di Varano la XVII edizione di Formula SAE Italy. L’evento ha visto sfidarsi gli studenti universitari delle facoltà di ingegneria di tutto il mondo. La manifestazione, organizzata da ANFIA, è tornata quest’anno al format in presenza, con gli opportuni accorgimenti anti-covid, dopo l’edizione ibrida, online e in presenza, sperimentata nel 2021. Nel corso delle cinque giornate si sono riunite nel cuore della Motor Valley emiliana circa 1.700 studenti provenienti da 20 diversi Paesi e 58 diversi atenei in rappresentanza di 67 team universitari, di cui 57 dell’Unione europea (20 italiani, provenienti da 15 diversi atenei) e 10 extra-europei.

Quattro le classi di partecipazione: la più numerosa è stata quella delle vetture elettriche (Classe 1E), con 29 team partecipanti su 67 in totale. Seguivano la classe delle vetture a combustione interna (Classe 1C), con 25 team, la classe driverless (Classe 1D) con 9 team e con le auto sempre in modalità senza pilota durante gli eventi dinamici, e la Classe 3 (presentazione del progetto, senza prototipo), con 4 team.

Formula SAE nasce nel 1981 per iniziativa della Society of Automotive Engineers (SAE) e prevede che gli studenti partecipanti si misurino nella progettazione e realizzazione di una vettura prototipo monoposto da competizione destinata ad un’ eventuale commercializzazione, seguendo particolari vincoli di carattere tecnico ed economico, come se fosse commissionata da un’impresa del settore automotive per un utente non professionista. Durante la manifestazione, i team di studenti affrontano prove statiche (Design Event, Business Presentation Event e Cost Event) e prove dinamiche in pista (Acceleration, Skid Pad, Autocross, Endurance e per la Classe 1D Autocross ed Endurance sono sostituiti dalla prova di Trackdrive).

L’obiettivo della manifestazione è mettere al centro le capacità maturate dai ragazzi in termini di conoscenze ingegneristiche, impegno, organizzazione e rispetto delle tempistiche, coordinamento della progettazione e presentazione del prodotto. A dare il benvenuto a circa 1.700 studenti da 18 Paesi in rappresentanza di 64 team universitari, Raffaele Fregonese, direttore di Formula Sae Italy, che ha ricordato anche la recente scomparsa di Ruben Wainberg, stimato car designer, giudice del Design Event di Formula Sae Italy e creatore del precedente logo della manifestazione, da poco rinnovato.

14 Lug [15:05]

L'inchiesta - Track limits
e dissuasori, è allarme sicurezza

Mattia Tremolada

Mentre la FIA si crogiola nel crescente consenso dell’opinione pubblica circa l’introduzione del sistema halo (che a Silverstone è stato assolutamente efficace per proteggere Guanyu Zhou e Roy Nissany), il diffondersi dei dissuasori, siano salsicciotti o dossi, ha innescato diversi incidenti spettacolari e potenzialmente molto pericolosi. Una problematica che sta diventando sempre più evidente, ma che non sembra preoccupare chi dovrebbe occuparsi di sicurezza.

L’avvento dei dissuasori ha coinciso con l’asfaltatura delle vie di fuga dei principali circuiti di grado di sicurezza FIA 1 e 2, che fino ai primi anni 2000 erano prevalentemente in ghiaia. Un esempio su tutti è rappresentato dalla Variante della Roggia di Monza, che alla vigilia del Gran Premio d’Italia del 2007 ha visto l’ampia via di fuga in ghiaia completamente asfaltata. Questo ha però creato un problema sportivo, che abbiamo trattato già lo scorso settembre: l’incubo dei track limits.



Nelle due foto XPB Images, la prima variante di Monza a distanza di 21 anni. Nel 2000 erano presente solamente due cordoli bassi, mentre nel 2021 compaiono due salsicciotti e tre dossi.

Onde evitare che le vetture tagliassero la pista traendone beneficio, approfittando proprio delle nuovissime via di fuga in asfalto, la FIA ha iniziato a riempire le stesse vie di fuga di dossi, gli stessi che vengono utilizzati sulle strade pubbliche in prossimità di centri abitati e scuole. In parallelo, per evitare che le vetture andassero a tagliare sui cordoli nei punti di corda, all’interno dei tradizionali e bassi cordoli sono stati inseriti quelli che in gergo vengono definiti salsicciotti (sausage kerb).

Se il problema dei track limits è così stato, pur se solo marginalmente, arginato, queste vere e proprie rampe di lancio hanno iniziato a far prendere il volo alle vetture. Essendo posizionati nelle vie di fuga, dove tendenzialmente dovrebbero terminare la propria corsa le macchine fuori controllo, i dossi vanno a innescare incidenti dalle dinamiche imprevedibili, a differenza della ghiaia, che rallenta il cammino di tali vetture fino a fermarle.



Un esempio su tutti della pericolosità di questi veri e propri trampolini di lancio è l’incidente di domenica scorsa (campionato WEC) che ha visto protagonista Henrique Chaves alla Variante della Roggia di Monza, dove già nel 2021 ci fu un episodio simile. L’Aston Martin del pilota portoghese è arrivata nella via di fuga a velocità sostenuta (in seguito ad un presunto problema tecnico) e, urtando un dosso, ha preso il volo in uno spettacolare incidente. Immagini che hanno rapidamente fatto il giro del mondo, riportando alla memoria un altro volo, quello di
David Vidales nell’ultima tappa della Formula Regional by Alpine 2021, quando il portacolori della Prema impennò su un dosso atterrando contro la vettura del compagno di squadra Dino Beganovic, innescando un incidente multiplo.

Solo sette giorni prima, invece, era stato un salsicciotto a provocare un contatto pericolosissimo a Silverstone, campionato F2. Un primo contatto tra le monoposto di Roy Nissany e Dennis Hauger aveva danneggiato lo sterzo del pilota norvegese che, rimasto senza direzionalità, ha preso il volo su un cordolo, atterrando proprio contro l’halo della Dallara del team DAMS dell'israeliano. Se lodare la presenza di tale sistema di sicurezza è ineccepibile, ignorare le cause che hanno scatenato un incidente che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi è quantomeno ipocrita.



Gli esempi sopra citati, così come quelli altrettanto spettacolari di Konstantin Tereščenko (GP3, Spa, 2014) e Jean-Eric Vergne (Monza, 2012), si sono risolti senza problemi fisici per i piloti. La lista degli infortuni causati dai dissuasori è però lunga. Alex Peroni ha riportato la frattura di una vertebra nell’incidente del 2019, sempre a Monza, questa volta alla Parabolica, un’altra curva la cui via di fuga è stata asfaltata di recente (nel 2014). Sophia Flörsch a Macao volò letteralmente su un salsicciotto, ferendo un fotografo che si trovava al sicuro in una cabina sospesa da terra. Anche la ragazza tedesca ha rimediato una frattura ad una vertebra.

Un’altra ragazza, questa volta Abbie Eaton, ha riportato la frattura a due vertebre sul circuito di Austin, dove la W Series correva al fianco della Formula 1. La dinamica della Eaton è molto simile a quella che ha tradito negli ultimi 12 mesi Oleksandr Partyshev, Santiago Ramos e Adrien De Leener a Misano, dove i dossi stradali sono posti addirittura in maniera perpendicolare al senso di marcia.



Un bilancio semplicemente inaccettabile, a maggior ragione dal momento che tutti gli incidenti sono accaduti su circuiti di grado di sicurezza FIA 1 o 2. Se è vero che, fortunatamente, nessuno ha riportato danni fisici permanenti, la presenza di tali rampe è assolutamente da rivedere, come più volte sottolineato da Italiaracing.

Inoltre, come detto in precedenza, la presenza dei dissuasori non evita situazioni al limite del ridicolo con i track limits (problema sempre più ingente che spesso e volentieri falsa i risultati di una gara), come accaduto a Spielberg nella Formula Regional by Alpine 2021 o in Formula 2 lo scorso fine settimana, quando al rientrante Roberto Mehri è stata tolta una clamorosa vittoria, nonostante a fine gara, a detta del team Campos, i commissari non siano riusciti a provare che il numero di violazioni fosse superiore a tre. Il sospetto è anzi che i commissari di percorso abbiano erroneamente segnalato dei track limits di Olli Caldwell sull’altra vettura di Campos, confondendo i numeri di gara.

14 Lug [13:58]

La lista delle 14 ragazze selezionate
per il contest FIA Girls on Track 2022

Mattia Tremolada

La FIA Women in Motorsport Commission ha svelato i nomi delle 14 ragazze che prenderanno parte alla prossima fase della terza edizione del FIA Girls on Track, contest in associazione con la Ferrari Driver Academy volto a scovare i migliori talenti tra le ragazze impegnate nel karting e in Formula 4. Il concorso in passato è stato vinto da Maya Weug e Laura Camps Torras, che sono entrate a far parte della FDA e del team Iron Lynx nella Formula 4 Italia.

La prossima fase è in programma sul circuito di Le Castellet dal 17 al 21 agosto, dove le ragazze prenderanno parte a due training camp separati all’interno della Winfield Racing School, che ha sede proprio nel circuito intitolato a Paul Ricard. Le quattro migliori ragazze delle due categorie, Junior e Senior, parteciperanno poi alle Ferrari Driver Academy karting e Formula 4 Scouting Camps a Fiorano a novembre.

La vincitrice della categoria Junior, riservata alle ragazze nate tra il 31/3/2008 e il 31/12/2010 prenderà parte ad una stagione di karting a livello internazionale nel 2023, con il supporto economico della Ferrari Driver Academy. Tra le otto contendenti anche Zoe Florescu Potolea, ragazza rumena che corre con licenza italiana. La vincitrice della categoria Senior (ragazze nate tra il 1/1/2006 e il 31/3/2008) potrà invece diventare la terza ragazza ad entrare in FDA, raggiungendo Weug e Torras in Formula 4. Tra le candidate spiccano i nomi di Aurelia Nobles, ragazza brasiliana di origine belga seguita dalla Pro Racing di Marco Cioci, e Chloe Grant, 16enne inglese impegnata nella GB4.

Junior
Lisa Billard
Mathilda Paatz
Shriya Lohia
Zoe Florescu Potolea
Sara Matsui
Tyra Sundberg
Domenika Arellano
Gabriela Teixeira

Senior
Alice Buckley
Aurelia Nobels
Chloe Grant
Chloe Chong
Macie Hitter
Agustina Sanchez

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