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9 Mag [15:46]

Anteprima Imola: dove incontrare
quattro piloti del Ferrari Driver Academy

Castel Guelfo The Style Outlets, con Scuderia Ferrari Driver Academy e Puma, annuncia un evento straordinario pensato per tutti gli appassionati di motori, e non solo, di ogni età. In vista del Gran Premio di Formula 1 dell'Emilia-Romagna in programma a Imola dal 17 al 19 maggio, l’outlet regalerà a tutti i visitatori un'esperienza unica: mercoledì 15 maggio, dalle 16.30 alle 19.00, Oliver Bearman, Dino Beganovic, Maya Weug e Aurelia Nobels*, i talentuosi giovani piloti della Ferrari Academy, saranno nel centro per trascorrere un pomeriggio con i fan all’insegna dell’adrenalina e della passione per il Cavallino Rampante. A presentare l’evento e a intrattenere il pubblico, Carlo Vanzini, giornalista e telecronista sportivo nonché responsabile del team Sky di Formula 1.

Incontra i Piloti della Ferrari Driver Academy
Mercoledì 15 maggio alle 16.30 le luci verdi si accenderanno nel centro e daranno il via all’evento. Accanto allo store di Puma, Oliver, Dino, Maya e Aurelia metteranno alla prova i loro riflessi sfidandosi tra loro e sfidando i presenti al reaction game: di fronte a una struttura dotata di trenta pulsanti i partecipanti dovranno essere più veloci degli avversari a schiacciare i pulsanti che, in maniera casuale, si accenderanno uno dopo l’altro. Più si sarà veloci, più si potranno accumulare punti e più aumenteranno le possibilità di raggiungere la vetta della classifica. Obiettivo? Essere forever faster e non lasciarsi intimidire dalla concorrenza.

Non solo, appositamente per questa giornata speciale, nel centro verrà installato anche un simulatore di guida, che sarà a completa disposizione di tutti, per provare l’emozione di guidare una monoposto di Formula 1. Non mancherà anche un momento meet & greet con i piloti. Davanti al punto vendita di Puma, infatti, i clienti potranno farsi scattare foto e fare selfie con i loro beniamini su un vero e proprio podio e approfittarne per farsi autografare gli acquisti appena fatti per un (auto)regalo irripetibile.

“Questa collaborazione con Puma e Ferrari Driver Academy è per noi molto importante perché ci dà l’opportunità di rafforzare, ancora una volta, il legame con il territorio che ci circonda e che ci ha accolto ormai venti anni fa e di celebrare il nostro impegno costante nei confronti dello sport, e delle donne nello sport. Siamo certi che la nostra clientela vivrà momenti indimenticabili in compagnia dei talenti dell’Academy di Maranello." commenta Luca Piccolo, center manager di Castel Guelfo The Style Outlets.

Ubicato nel cuore della “Terra dei Motori”, luogo dove è nata e ha sede Ferrari - la casa automobilistica più titolata nel campionato del mondo di Formula 1 - e situato a soli venti minuti da Bologna, l’outlet di Castel Guelfo è da sempre legato fortemente al territorio di cui è parte integrante e al mondo dello sport. Valorizzare, arricchire e creare opportunità per l’area su cui sorge lavorando a stretto contatto con attori locali d’eccellenza come Ferrari è nel DNA del centro sin dalla sua apertura nel 2004.

Inoltre, in una regione in cui lo sport, e in particolare il motorsport, ricopre un ruolo rilevante nella vita della comunità, l’outlet di NEINVER - player di settore leader a livello europeo – con la sua vasta scelta di brand sportivi premium, tra cui il noto marchio tedesco Puma**, è oggi il punto di riferimento per gli amanti delle discipline più diverse: dal running, al fitness, passando per il trekking, il nuoto e il golf, sino allo sci e all’outdoor.

23 Apr [13:02]

Il test - Nasce nel contesto Formula X
la serie XGT5 Italy dedicata alle Ginetta Junior

Da Varano - Mattia Tremolada

C’è un campionato propedeutico alla Formula 1 che vede protagoniste non auto monoposto, bensì piccole vetture Gran Turismo. È un campionato che si articola su otto appuntamenti, tutti nel Regno Unito, e che essendo aperto ai piloti di età compresa tra i 14 e i 17 anni, accoglie nel proprio schieramento tanti futuri protagonisti delle formule addestrative. Un nome su tutti che balza all’occhio scorrendo le classifiche è quello di Lando Norris, terzo classificato nella stagione 2014. Il campionato di cui stiamo parlando è la Ginetta Junior, serie che dal 2005 rappresenta un trampolino di lancio per kartisti e non che intendono muovere i primi passi nel motorsport.

Perchè ve ne parliamo oggi? Perchè Luca Panizzi, organizzatore della Formula X, e Stefano Maccagnani, imprenditore papà di Niccolò, hanno deciso di importare alcune di queste Ginetta G40, nella versione GT5, in Italia, con l’intento di dare vita ad un campionato monomarca con queste vetture già a partire da giugno 2024. Niccolò, oggi 13enne, al compimento del 14esimo anno di età andrà proprio in Inghilterra a gareggiare nel campionato inglese, mentre proseguirà la propria preparazione con vetture di Formula 4, che lo ha visto di recente fare un’apparizione nei test collettivi della serie spagnola a Portimao.



I punti di forza della serie

Per il momento sembra che la possibilità di aprire il campionato ai 14enni in Italia non sia un’opzione, ma la serie resta comunque molto interessante dato l’ottimo rapporto qualità-prezzo. Venendo rapidamente al sodo, la stagione completa, composta di 4 gare sprint, 2 gare endurance a coppie, 4 giornate di test e 4 giornate di Academy costerà attorno ai 25.000 euro. Un ottimo prezzo per una serie entry level che in Inghilterra ha dimostrato di poter essere efficace nella preparazione dei giovanissimi piloti in arrivo dal karting.

Negli ultimi anni, Italiaracing ha accompagnato da vicino alcuni giovani kartisti nel passaggio dal kart alle monoposto. E inizialmente tutti hanno le medesime difficoltà di adattamento, che a grandi linee possono essere riassunte nella fase di frenata e nelle cambiate. Il tipo di frenata richiesta nei kart, a maggior ragione in quelli monomarcia, è infatti ben diversa da quella richiesta in auto, dove l’attacco deve essere fortissimo, in modo da arrivare immediatamente al picco con un colpo deciso. I kartisti poi faticano a prendere confidenza con le cambiate che, per chi arriva dal KZ, sono spesso troppo rapide. La Ginetta GT5 può rappresentare un passo importante nell’adattamento dello stile di guida di un pilota dal kart alle auto, facendo da punto di contatto tra questi due mondi.

Il test

Come abbiamo avuto modo di provare in prima persona, infatti, la vettura ha diversi tratti in comune con un kart, di cui replica molti comportamenti. Il motore Ford da 1.8 litri che sprigiona 110 cavalli a fronte di 850 kg di peso, non mette paura nemmeno ai piloti meno esperti e le reazioni prevedibili portano il pilota ad avvicinare il limite in pochi giri. Ne è la riprova il fatto che anche il sottoscritto in poco più di 20 passaggi sia arrivato a girare a soli 2 secondi di ritardo da Marc Gené, in pista nel ruolo di super coach.

Al tempo stesso, la vettura consente di frenare parecchio forte, aiutando come detto i piloti a disegnare uno shape di frenata a triangolo, che in linea di massima è ciò che rende un pilota veloce su qualsiasi tipo di vettura. Il cambio sequenziale Quaife a 6 rapporti permette poi di prendere confidenza con le marce, un oggetto a tratti misterioso e non scontato per un ragazzo di 14 o 15 anni. A rendere le cose ancora più complicate, la posizione di guida è posta sul lato destro (Ginetta è ovviamente un costruttore inglese), e la leva del cambio è posizionata a sinistra.



La vettura dà grande confidenza fin dalle prime fasi grazie ad un assetto bilanciato, che privilegia l’suo del trail braking (portare la frenata fino al punto di corda per caricare l’avantreno). Al tempo stesso, il fatto che la vettura abbia un passo molto più corto rispetto alle altre GT e che utilizzi gomme intagliate, la rende molto sensibile ai trasferimenti di carico, come abbiamo potuto appurare nelle chicane di Varano, quando togliendo il gas la macchina ruota rapidamente verso la corda.

I valori della Formula X

L’occasione, dopo aver indossato il materiale gentilmente fornito da Bell e OMP, di provare la vettura sul circuito di Varano in due sessioni di prove libere e in una simulazione di gara endurance con tanto di cambio pilota, è stata propizia anche per gettare uno sguardo ai campionati promossi da Panizzi, a capo della Formula X, un promoter in grande ascesa. Lo stesso Panizzi ha tenuto a sottolineare come i piloti che gareggiano nei campionati da lui promossi, non siano solo dei semplici clienti, ma protagonisti di un vero e proprio show.

I fine settimana della Formula X, sono pensati per gravitare attorno allo spettatore, a cui l’organizzatore cerca di offrire uno spettacolo che valga la pena seguire in prima persona in pista. Il pilota è dunque al centro di questa kermesse, e nel corso di ogni appuntamento è tenuto a prestarsi ad interviste, show, approfondimenti. Nei weekend Formula X, il podio è posizionato al centro del paddock e le prime tre vetture classificate vengono posizionate proprio sotto di esso al termine di ogni gara, dove possono essere ammirate da vicino dagli spettatori, che possono seguire da vicinissimo la cerimonia di premiazione.

Il calendario XGT5 Italy

8-9 giugno - Varano
30 agosto - 1 settembre - Vallelunga
28-29 settembre - Magione
8-10 novembre - Misano

9 Apr [16:58]

Q8 partner di Porsche Carrera Italia
Masters è il nuovo pilota ufficiale

Nel mondo del motorsport, dove l'innovazione e la passione si incontrano sulla stessa linea di partenza, Q8 annuncia la rinnovata partnership con Porsche Italia, riconfermandosi per il quinto anno consecutivo Official Partner della Porsche Carrera Cup Italia. Alla base di questa longeva collaborazione, risiedono importanti valori in comune, tra cui l’impegno verso lo sviluppo di prodotti progettati per ottenere prestazioni ottimali.

Quest'anno, la collaborazione si arricchisce di un nuovo e significativo capitolo con l'ingresso di un giovane pilota nel team Q8 Hi Perform: una scelta che sottolinea l'impegno di Q8 nel credere nei talenti emergenti. Il nuovo Official Driver del team Q8 Hi Perform è Keagan Masters, pilota sudafricano classe 2000, che ha iniziato il suo viaggio nel mondo del motorsport all'età di 8 anni, dimostrando rapidamente il suo talento in pista. Nel corso degli anni ha gareggiato con successo in varie competizioni automobilistiche, ottenendo ottimi risultati e guadagnandosi una solida reputazione nel mondo delle corse.

Questa stagione con la Porsche Carrera Cup Italia e grazie al supporto del team Q8 Hi Perform, che lo accompagnerà in ogni tappa, darà nuovamente dimostrazione della sua capacità di adattarsi a nuovi circuiti e competere ad alti livelli contro alcuni dei migliori drivers del panorama automobilistico internazionale. Il giovane driver è ora pronto a scendere in pista per l’edizione 2024 con il supporto e la fiducia di Q8. "Con ogni gara e con ogni curva sono pronto a scrivere la mia storia e a dimostrare che, con il giusto sostegno, i giovani talenti possono davvero spiccare il volo”, ha affermato Keagan Masters. "Q8 Hi Perform è un grande team con una mentalità vincente e sono onorato di farne parte. Insieme, puntiamo a raggiungere grandi risultati e a portare la squadra ai vertici della competizione".

Con il nuovo pilota al volante, il team Q8 Hi Perform si prepara a una stagione ricca di sfide. "Siamo orgogliosi di sostenere un talento promettente come Keagan Masters e di continuare a essere partner della Porsche Carrera Cup Italia”, ha dichiarato Fabio Curtacci, Global Cards & Marketing Director, e prosegue: “attraverso questa collaborazione Q8 non solo riafferma il suo sostegno allo sport, ma esprime anche la sua visione di futuro: una visione che crede fermamente nel potenziale dei giovani e nella loro capacità di innovare”.

Insieme, Q8 e Porsche Italia, non vedono l'ora di affrontare questa stagione di sfide e successi, dando il via ad una nuova avventura entusiasmante, con la promessa di regalare al pubblico grandi emozioni. I carburanti prestazionali Q8 Hi Perform. La presenza del team Q8 Hi Perform nel campionato della Porsche Carrera Cup testimonia il costante impegno di Q8 nello sviluppo di soluzioni volte ad assicurare il raggiungimento della massima prestazione dei motori. Q8 Hi Perform è infatti un carburante evoluto, studiato per migliorare le performance di ogni tipologia di motore, oltre a ridurne le emissioni e prolungarne la durata.

Redazionale

26 Mar [12:13]

Tatuus diventa partner
ufficiale di Dynamis PRC

Tatuus Racing ha ufficializzato la partnership a supporto della squadra corse del Politecnico di Milano. Nella mattinata di martedì 26 marzo 2024, Tatuus Racing e Dynamis PRC, la squadra corse del Politecnico di Milano, hanno ufficializzato una partnership che vedrà il costruttore di monoposto supportare a tutto tondo il team di Formula Student.

“Abbiamo potuto apprezzare le capacità del team sin dal primo incontro, intuendo immediatamente che era possibile intraprendere una strada comune", ha dichiarato il CEO di Tatuus Giovanni Delfino. "Tatuus crede con forza nello sviluppo dei giovani talenti a beneficio del futuro del motorsport e per questo supportare attivamente i ragazzi e le ragazze di Dynamis PRC è stata per noi una scelta naturale. La stagione 2024 di Formula Student è sempre più vicina e non vediamo l’ora di vedere la vettura in pista”.

Si rinsalda dunque la collaborazione tra le due realtà, iniziata lo scorso 31 gennaio con un forum tecnico tenuto all’interno del Tatuus HQ, durante il quale i giovani studenti avevano presentato la propria struttura agli ingegneri Tatuus, dando prova di grande abilità e mostrando una volta di più gli ottimi risultati raggiunti nel corso delle stagioni passate in Formula Student. In quell’occasione gli studenti avevano potuto vedere da vicino le monoposto Tatuus, confrontandosi per la prima volta con il team che quotidianamente le progetta.

Da oggi la collaborazione compie un ulteriore ed importante step, con un supporto che diventa a 360°. Non mancheranno inoltre ulteriori occasioni di scambio e confronto, sempre nell’ottica dello sviluppo del talento dei giovani studenti che in futuro saranno i nuovi protagonisti del panorama globale del
motorsport.

18 Mar [20:52]

Ultimate Prototipi a Le Castellet, gare
Doppietta Graff, Virage vince tra le LMP3

Mattia Tremolada

Doppietta del team Graff nella classifica assoluta della prima gara della stagione 2024 dell’Ultimate Cup Series, di scena a Le Castellet. Nella corsa di 4 ore riservata ai prototipi, a svettare sono state le Nova Proto NP02 della squadra francese, con l’equipaggio franco-svizzero composto da David Droux, Eric Trouillet e Luis Sanjuan che ha gestito alla perfezione il carburante nel finale di gara per imporsi davanti ai compagni di colori Louis Rossi, Loris Kyburz e Yann Zimmer. Terza posizione per i campioni in carica Nicolas Maulini e Jacques Wolff del team Racing Spirit of Leman, in rimonta dalla 22esima piazza al via.

A trionfare in classe LMP3 è invece stata la Ligier del team Virage del gentleman Jacek Zielonka, affiancato da due piloti provenienti dalla F4, Daniel Macia e Raphael Narac. Peccato per la vettura gemella, costretta ad una riparazione ai box al termine del primo passaggio in seguito ad un contatto. Il pilota svizzero Axel Gnos e i due greci Georgios Kolovos e Panagiotis Kaitatzis hanno poi rimontato brillantemente dall’ultima alla sesta piazza.

Un problema tecnico ha invece attardato i poleman Cedric Oltramare e Adrien Closemenil, quest’ultimo anche autore del giro veloce. L’equipaggio Cool Racing ha così spalancato la porta al team Intereuropol, secondo con Alexander Bukhantsov, Pedro Periono e Tim Creswick e a James Dayson e Ian Aguilera di RLR Sport, terzi al traguardo.

5 Mar [13:46]

Il lavoro del Minardi Management
"Egozi in Red Bull, un miracolo sportivo"

Riceviamo e pubblichiamo:

"Dopo il grande successo della Minardi Management di aver portato Andrea Kimi Antonelli all’interno della Mercedes F1 Academy, nel 2018, siamo felici di annunciare un altro nostro importante colpo. Giovanni Minardi è riuscito a far entrare il pilota James Egozi nella Red Bull Junior Team. Nel 2023 lo avevamo già inserito nella Academy privata di PHM Racing dandogli la possibilità di partecipare ad una intera stagione nel Italian F4 Championship, invece nel 2024, grazie alla nuova collaborazione appena conclusa con Red Bull avrà la possibilità di aumentare i suoi programmi per puntare ai suoi obbiettivi finali. La Minardi Management e Giovanni Minardi dimostrano ancora una volta di dare ad ogni pilota della propria Agenzia, la possibilità di aprire tutte le porte possibili, sfruttando la eccellente rete di conoscenze e rispetto nei suoi confronti, all’interno del mondo del Motorsport e di assicurare ai suoi piloti un futuro in questo sport.

Giovanni Minardi: “Chi avrebbe mai detto che in soli due anni di contratto manageriale, saremmo riusciti ad arrivare fino qui. Averlo inserito l’anno scorso all’ultimo momento nel programma di Academy privata del team PHM Racing ed ora in Red Bull, che gli hanno permesso e gli permetteranno in futuro di correre come un professionista, crediamo di aver compiuto un vero e proprio miracolo sportivo per James Egozi. Ora è tutto nelle sue mani e della Red Bull trovare il percorso giusto per raggiungere l’obbiettivo finale, ovvero, la Formula 1. A questo punto crediamo che non vi siano più le condizioni per proseguire il nostro percorso insieme, perché più di quello che abbiamo ottenuto in questi due anni, sarà impossibile ottenere e quindi le nostre strade si separeranno, ma con la consapevolezza da parte nostra di aver fatto un
lavoro eccezionale per James”.

9 Feb [11:34]

L'iridato WRC Rovanpera
nella Carrera Cup Benelux

Massimo Costa

Il due volte campione del mondo WRC Kalle Rovanperä, farà il suo debutto nelle gare su circuito prendendo parte alla serie Porsche Carrera Cup Benelux nella stagione 2024. Rovanperä sarà presente in quattro delle sei gare di campionato per il RedAnt Racing: ”La Porsche Carrera Cup è il mio primo passo nel mondo delle corse su circuito. RedAnt Racing cerca piloti giovani e relativamente inesperti per aiutarli a procedere nella loro carriera. Sulla base delle discussioni che abbiamo avuto, credo che, sia la serie sia il team, mi offrano un’eccellente opportunità per testare, gareggiare e svilupparmi nelle gare su circuito. Un grande ringraziamento a Unibet, RedAnt e Toyota Gazoo Racing per aver reso tutto questo possibile", ha spiegato il finlandese. Le gare a cui prenderà parte Rovanperä saranno confermate in seguito.

Rovanpera quest'anno aveva ridotto l'impegno nel WRC decidendo di partecipare con Toyota soltanto ad alcuni rally, per poi tornare a tempo pieno nel 2025. La notizia riguardante la scelta di correre nella serie Porsche del Benelux sorprende, ma lascia intendere che il 23enne Rovanpera vuole scoprire una nuova realtà del motorsport dopo sette anni trascorsi nei rally in giovanissima età.

Il calendario della Carrera Cup Benelux scatta l'11 maggio a Spa in concomitanza con il WEC. A seguire, Zandvoort il 9 giugno (col DTM), Imola il 7 luglio (con la ELMS), Assen il 4 agosto, Spielberg il 15 settembre (col GT Open) e Zolder il 13 ottobre.

8 Feb [12:52]

Con Gianfranco De Bellis
ripercorriamo la storia di Tatuus

Mattia Tremolada

Nessuno come Gianfranco De Bellis poteva riportarci indietro nel tempo a ripercorrere non solo la storia delle origini di Tatuus, ma del moderno mondo delle formule propedeutiche. Perché se nella nuovissima sede sul confine tra Lainate e Arese gli uomini Tatuus lavorano alacremente al futuro, anche il passato dell’azienda ha ancora tanto da raccontare e da insegnare. Corsi e ricorsi storici che si ripresentano ciclicamente, un esempio su tutti, l’epopea della Formula Renault 2000 che sembra oggi vivere un secondo capitolo con la Formula 4, che sta spopolando in tutto il mondo per formare i piloti di domani.

E dunque ripartiamo quasi da zero, dalla Tatuus degli anni ’90, una piccola realtà artigianale fatta di passione per il motorsport.

“Nel 1993 - racconta De Bellis - avevo, insieme al mio socio Alberto Moioli, un’agenzia che curava l’immagine dei team e avevamo deciso di creare una squadra per partecipare alla Formula Opel Lotus, forse il primo campionato monomarca moderno, da cui sono usciti tantissimi piloti di qualità come Rubens Barrichello, Pedro Lamy, Gil De Ferran, David Coulthard, Vincenzo Sospiri, Jos Verstappen, ecc. Il passo successivo è stato quello di entrare in società con Tatuus che all’epoca era prettamente un team di Formula 3 Italia, campionato che godeva di ottima salute. Quindi eravamo concentrati sull’italiano di F3, mentre la costruzione di macchine da corsa era limitata a pochissimi esemplari della Formula Alfa Boxer, che venivano gestiti in pista dalla Cram Competition, che in quegli anni aveva sede proprio all’interno dell’officina Tatuus”.

Raccontaci l’esperienza del team e i successi in pista.

“Quando sono entrato in Tatuus ho iniziato a seguire le attività del team, che come detto era il business principale, mentre l’idea del costruttore era secondaria. Si costruivano una, due macchine all’anno per partecipare all’Alfa Boxer, dove però il telaio più vincente era targato Ermolli, un costruttore di Varese. Il campionato in generale era sottovalutato, macchina e regolamento erano validi e il montepremi messo a disposizione da Alfa Romeo era decisamente buono. In alcune gare della Formula Opel Lotus avevamo fatto correre il brasiliano Tony Kanaan, che subito aveva messo in mostra doti impressionanti. Guardando il regolamento dell’Alfa Boxer, nonostante fosse meno in vista dell’Opel Lotus, avevo individuato la serie perfetta per Kanaan. Non avevamo molto budget, addirittura Tony viveva con me nel mio monolocale. Nel 1994 dunque Kanaan ha corso con una vettura Tatuus gestita da Cram in Alfa Boxer, disputando un gran campionato e conquistando il titolo. Grazie al montepremi e i motori messi a disposizione da Alfa Romeo per la Formula 3, abbiamo trovato il modo di fare il salto di categoria per l’anno successivo”.

Ma il futuro di Tatuus non era in Formula 3, bensì nei campionati Renault.

“In quelle stagioni avevo notato che c’erano diversi campionati sul suolo europeo, quelli di Opel Lotus e quelli marchiati Renault. A fine ’94 la stessa Renault ha deciso di creare una nuova vettura con un nuovo regolamento aperto a tutti i costruttori. È in quel momento che ho preso la palla al balzo, proponendo ad Artico Sandonà di dedicarsi maggiormente a costruire auto da corsa con l’intento di creare un business. Penso sia stato un momento decisivo nella storia di Tatuus, che altrimenti sarebbe rimasta una delle tante squadre di F3, che oggi hanno pressochè tutte terminato la propria attività, ad eccezione di eccellenze come Prema. La sfida non è stata affatto semplice, dal momento che siamo andati a scontrarci con dei veri costruttori di monoposto già blasonati in Europa e nel mondo come Van Diemen, che aveva il monopolio mondiale di Formula Ford, Swift, Martini, ma anche Ermolli e Mygale”.



Dopo un breve apprendistato avete iniziato a dominare.

“Abbiamo quindi deciso di fare la Formula Renault e anche un team per gestirle direttamente. Ho trovato un pilota norvegese, Tommy Rustad, un ragazzo maturo e capace di gestire certe situazioni, comprese alcune delusioni cocenti che sono inevitabilmente arrivate nell’annata d’esordio. Abbiamo dimostrato che la macchina potesse essere competitiva, ottenendo pochi risultati ma tutti importanti. Come il finale della stagione 1995, quando durante le finali internazionali Renault di Monza esordì, vincendo, Enrique Bernoldi (nella foto sopra in visita con il figlio nella nuova sede Tatuus) in quello che possiamo considerare senza dubbio uno dei momenti di svolta della storia di Tatuus. Abbiamo iniziato a farci conoscere e poi intavolando relazioni commerciali siamo riusciti nel ’96 a fornire le nostre macchine ad un team inglese, Cook, che faceva correre il figlio e la figlia. Due ragazzi dalle prestazioni modeste, che sfidavano squadre ben strutturate come Manor e tutti i costruttori inglesi più blasonati. Anche Zakspeed aveva comprato le nostre macchine per il campionato tedesco, così ho iniziato a creare un servizio per le squadre. Riempivo un furgoncino, svuotato dei sedili, di cartoni con i ricambi e da Concorezzo andavo alle gare. Per arrivare a Spa ci volevano quasi due giorni di viaggio. Percepivo che questa era una strada da perseguire, che ci avrebbe aiutato a vendere delle macchine, andando di pari passo con i risultati. Nel ’96 abbiamo subito vinto il campionato europeo con Enrique Bernoldi, che ha conquistato nove vittorie su 11 gare. Non solo, a sorpresa abbiamo vinto anche il campionato inglese con David Cook, quello tedesco con Alex Muller e quello spagnolo con Bruno Correja. Quindi da ultimi della classe siamo passati in fretta ad avere una certa fama”.

La trasformazione definitiva da team a costruttore è stata solo questione di tempo.

“Sempre per cercare di offrire il miglior servizio possibile ai team, di inverno prenotavamo le piste e invitavamo le squadre clienti. Fornivamo servizio ricambi e condividevamo dati e set-up, così che tutti migliorassero i propri risultati e ci facessero pubblicità di conseguenza. Questo ha portato ad una trasformazione dell’azienda da team di F3 a costruttore di F.Renault nel triennio 97-98-99, con l’alloro dei successi consecutivi in quegli stessi anni nel campionato Europeo. Finché a metà 1999 Christian Contzen, all’epoca direttore di Renault Sport, che era impegnata con successo anche in Formula 1 con Williams, mi chiamò e mi propose, siccome Tatuus forniva ormai l’80% del mercato, di costruire tutte le macchine per il loro campionato, che avrebbe introdotto un nuovo concetto di vettura, la Formula Renault 2000. L’obiettivo di Contzen era di far emergere le qualità del pilota piuttosto che della vettura che era sempre in continuo sviluppo”.

Questa è stata una svolta per Tatuus, che negli anni successivi ha costruito quasi 1000 telai di Formula Renault 2000 favorendo la crescita di tantissimi piloti.

“Ora è bello guardarsi indietro con il sorriso, ma siamo andati incontro a mille difficoltà in quel periodo. Per una piccola azienda come era in quegli anni la nostra non è stato affatto semplice trattare un contratto così importante con Renault, che richiedeva investimenti importanti, ma anche impegno e attenzione per soddisfare tutte le necessità dei campionati. Contzen introdusse dei concetti veramente innovativi in questa F.Renault 2000: passammo da un telaio tubolare a uno in carbonio omologato F3 e ad un cambio sequenziale, ma con un prezzo scioccante, che inizialmente ci allarmò, perché per noi era inimmaginabile fare un macchina con contenuti tecnologici molto più elevati di quelle che stavano facendo ad un prezzo nettamente inferiore. Una sfida veramente difficilissima. Sandonà ha progettato una macchina eccezionalmente semplice e innovativa, che ci ha permesso di riuscire a soddisfare le richieste di Renault, che ha anzi dovuto stravolgere quelli che erano i loro piani. Inizialmente, infatti, pensavano di costruire 100 vetture in quattro anni, ma già il primo anno siamo riusciti a consegnarne ben 160”.



Qual è stata la chiave di questo successo?

“Da parte nostra l’impegno è stato determinante, massimo, anche perché eravamo su una lama di rasoio. È stato un all-in vero e proprio, avevamo firmato con una buona dose di incoscienza, ma sempre con fiducia di poter dare vita a qualcosa di buono. Quando arrivò il contratto firmato mi feci una foto che conservo ancora, perché dentro di me sapevo che da quel momento sarebbe cambiato tutto, e così è stato. La fortuna ha certamente aiutato un progetto nato con tutte le stelle allineate nel punto giusto, visto che il primo anno in Inghilterra vinse il campionato Kimi Raikkonen, mentre l’italiano e l’europeo andarono a Felipe Massa (nella foto sopra in terza posizione). Raikkonen l’anno dopo nel 2001 debuttò subito in F1 con la Sauber e andò a punti già al primo GP, la migliore pubblicità possibile per la F.Renault, che divenne il riferimento nelle formule addestrative, scalzando in un anno quello che era il riferimento mondiale, ovvero la Formula Ford. Iniziarono a nascere serie ovunque, al punto che nel 2004/2005 c’erano 12 campionati di F.Renault in tutto il mondo”.

Non sono però mancate le battute di arresto.

“Da quel momento abbiamo continuato a crescere, a volte abbiamo commesso degli errori, in alcuni progetti non abbiamo visualizzato bene quello che poteva rappresentare la vettura sull’entusiasmo di costruire macchine diverse. Sono tutte lezioni importanti che sono state ben recepite e che ci hanno dato la possibilità di farci conoscere anche verso altri costruttori, tanto è vero che nel 2005 la filiale neozelandese di Toyota è venuta da noi per chiederci una macchina simile a quella che costruivamo per Renault ma con motore Toyota (nella foto sotto l'ultima versione, la Tatuua FT-60). Quest’ultima, come quella con Renault, è una relazione a cui sono molto legato perché dal 2005 ad oggi prosegue con successo. Pur essendo il paese più lontano dove consegniamo le vetture, è un campionato a cui mi lega un sentimento particolare e molta riconoscenza”.



Le strade di Tatuus e Renault si sono poi separate per un breve periodo.

“Dopo 10 anni di successi, nel 2010 Renault ha deciso di cambiare strada. Le cose non sono andate bene e dopo un paio di stagioni sono tornati da noi, che abbiamo rivisto la macchina. Nel frattempo avevamo avviato con Aci Sport il progetto Formula Abarth, ottima vettura che a livello propedeutico rimane a mio avviso una macchina ancora oggi molto interessante. Questo telaio è sbarcato poi anche in Messico e in Asia e questo ci ha permesso di gettare basi solide in vista del 2014, quando abbiamo dato vita, sempre grazie alla federazione italiana, alla nuova categoria Formula 4 voluta dalla FIA, mostrando al mondo intero quale fosse il suo potenziale. Un altro accordo molto importante è stato quello con Dan Andersen, che nel 2016 ci ha coinvolti nella nascita di due monomarca della Road to Indy, all’epoca conosciute come IndyPro e oggi denominate USF Pro2000 e USF 2000, affiancate in tempi più recenti anche dalla USF Juniors”.

Dopo la stagione di debutto nel 2014, la Formula 4 si è rapidamente diffusa in tutto il mondo. Questo successo su scala globale, ti ricorda la quello della F.Renault?

“Sì, credo ci siano alcuni punti di contatto. Entrambe le categorie, in epoche diverse, hanno rappresentato il campionato monoposto entry level per i piloti provenienti dal kart. È ovviamente cambiata la tipologia di vetture e il metodo di costruzione, per non parlare del livello di sicurezza che ha fatto passi da gigante. Oggi la Formula 4 di seconda generazione e la Formula Regional sono qualcosa di eccezionale da questo punto di vista e hanno cambiato il concetto di monoposto in tutto il mondo. Tanto che anche campionati che non operano sotto l’egida FIA, vedi quelli della Road to Indy o la GB3, hanno voluto adattarsi a questi standard di sicurezza”.

Contemporaneamente alla nascita della Formula 4 è iniziata anche una collaborazione intensa con Autotecnica Motori e Giovanni Delfino, sfociata nell’unione in un gruppo grazie all’interesse dei fondi d’investimento.

“Il progetto di creare un gruppo che unisse più aziende era nella mia mente da diverso tempo. Grazie al sostegno di un fondo di investimento a cui ho proposto questa idea siamo riusciti a mettere tutto in pratica. Autotecnica Motori è stata la prima società a cui ho pensato perché, oltre a riconoscervi un’ottima azienda, avevo avuto l’opportunità di conoscere Giovanni Delfino (nella foto sotto ritratto insieme a De Bellis), che ne era entrato a fare parte come socio nel 2008, quando insieme collaborammo al progetto Formula Master. Un’ottima vettura, ma condizionata da scelte tecniche che ci costrinsero ad affrontare molte difficoltà. E proprio durante quei momenti di difficoltà ho potuto apprezzare le capacità e le qualità di Giovanni. Le nostre strade si sono poi incrociate nuovamente quando Tatuus e Autotecnica Motori hanno collaborato al progetto Formula Abarth. Anni di condivisione che ci hanno poi portato all’unione in un Gruppo, del quale Giovanni Delfino è oggi Amministratore Delegato. Insieme al primo fondo che ci ha dato questa opportunità, Wise Equity, abbiamo integrato anche Breda Racing, che è un nostro fornitore da più di 30 anni ma che allo stesso tempo lavora per moltissime realtà nel motorsport e del quale, allora come oggi, conosciamo bene le qualità. Con queste tre aziende abbiamo messo insieme un gruppo in grado di offrire a chiunque abbia voglia e bisogno di impegnarsi nel motorsport delle società serie e responsabili, animate da una grande passione”.



Siamo arrivati al presente: da poco c’è una nuova proprietà, una nuova sede e un gruppo che si propone come un “one stop shop” dove si realizzano sogni e progetti motorsport.

“Negli ultimi anni i risultati sono stati eccezionali e ad oggi Tatuus serve 23 campionati in tutto il mondo. Nel maggio 2023 le quote di maggioranza sono passate al fondo Tec Racing, guidato da Roberto Ferraresi, con Mediobanca nel ruolo di coordinamento dell’operazione. Un cambiamento che garantisce ulteriore solidità a tutto il Gruppo, che grazie all’impegno di investitori di primissimo livello può continuare a crescere verso nuovi orizzonti che neppure negli scenari più ottimistici avremmo potuto prevedere nei primi anni di questo processo. Io e Giovanni siamo rimasti ai vertici del gruppo rispettivamente nei ruoli di Presidente e CEO, vivendo quotidianamente con grande motivazione la trasformazione aziendale che sta investendo tutte le nostre realtà. Nuovi progetti nascono e si sviluppano rapidamente, ampliando il panorama in cui siamo operativi e lanciandoci verso un futuro che sarà fatto di grandi novità e che ci porta a pensare a nuovi possibili ingressi in un Gruppo che è già oggi un vero e proprio punto di riferimento nel panorama motorsport globale”.

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