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18 Gen [12:20]

Drifting, vetture da rally e d'epoca,
e tanto altro all'Automotoracing 2023

Cambia la location, ma non il brivido della competizione che da sempre caratterizza Automotoracing. Sabato 4 e domenica 5 marzo 2023, nell’area esterna di Fiere di Parma è confermata per il quarto anno di fila La Grande Sfida, che sarà suddivisa in tre imperdibili challenge: l’emozionante gara di velocità tra otto campioni di rally di fama internazionale chiamati a contendersi il Trofeo R5, a bordo delle performanti vetture della classe R5 di ultima generazione; il Trofeo Lady, che verrà assegnato a una delle quattro campionesse di rally alla guida di Peugeot 208 R2B; e il Trofeo GR Yaris – nato dall'esperienza del team Toyota Gazoo Racing nel campionato mondiale Wrc – che verrà conteso da quattro piloti in una gara a tempo a bordo delle nuove Toyota dal DNA sportivo, dotate del più potente motore a tre cilindri al mondo 1.6 turbo con 261 CV.

Il circuito esterno si snoderà tra chicane, curve a gomito e rettilinei ed è stato studiato per garantire grandi emozioni e massima visibilità al pubblico, dalle varie sessioni in pista fino alla premiazione dei driver che avranno segnato il miglior giro. Novità imperdibile per gli amanti delle sfide ad alta velocità, nel weekend sullo stesso tracciato si alternerà anche il primo round del Campionato Italiano Drifting di Aci Sport, alzando la temperatura della 13esima edizione di Automotoracing.

Bea Srl riconferma quindi non solo le challenge e i bolidi da competizione di Automotoracing, ma anche i grandi nomi dell’automobilismo e del motociclismo d’epoca e i club storici ospitati nello spazio di Automotoretrò – giunto alla sua 40esima edizione –, le vetture elaborate di Expo Tuning Torino e la mobilità sostenibile promossa da Automoto Green Future.

Durante i giorni di fiera ci saranno anche altri due momenti speciali dedicati agli amanti del collezionismo: sabato 4 marzo sono in programma l’asta di cimeli d’epoca organizzata dalla Casa d'aste della Motor Valley e quella di auto storiche a cura di Wannenes Art Auctions, che si aggiungono alla possibilità di esplorare le tradizionali aree riservate a modellismo, ricambi e accessori.

“In un periodo di grande evoluzione per la fiera - spiegano gli organizzatori Beppe e Alberto Gianoglio -, ci siamo fortemente impegnati non solo per garantire la presenza di tutte le consuete aree che compongono Automotoretrò e Automotoracing e l’appuntamento sempre molto atteso dagli appassionati de La Grande Sfida, ma ospiteremo anche il primo round del Campionato Italiano Drifting di Aci Sport, rafforzando così sempre di più il legame tra Automotoracing e il mondo del Motorsport”.

La fiera aprirà al pubblico sabato 4 e domenica 5 marzo 2023 presso il Padiglione 2 di Fiere di Parma, in concomitanza con Mercanteinfiera, mentre è prevista una giornata di anteprima venerdì 3 marzo, con ingresso riservato agli operatori del settore. È già possibile acquistare il proprio biglietto al costo di € 12, che permette l’ingresso sia ad Automotoretrò e Automotoracing, sia a Mercanteinfiera.

13 Gen [22:14]

13 gennaio 2003 - 13 gennaio 2023
Italiaracing compie venti anni

Massimo Costa

Il tramonto era già arrivato quel pomeriggio del 13 gennaio del 2003. Un giovanissimo giornalista, Alberto Cani, che aveva ideato per sé il sito Italiaracing.net, aveva trovato in noi ex giornalisti di Rombo, storico settimanale di motorsport che aveva chiuso definitivamente i battenti nel giugno 2001, la giusta sponda per lanciare quel website online sotto le insegne della società Inpagina composta dal sottoscritto, da Marco "Lallo" Minghetti e Stefano Semeraro. Ci vollero diverse settimane per preparare il tutto e Alberto, pur non essendo webmaster (sarebbe poi subentrata la netcom), aveva fatto un vero miracolo. E quel 13 gennaio 2003, su Italiaracing apparvero le prime notizie.

In quel periodo, in Italia non vi erano ancora website formati da giornalisti professionisti dedicati al motorsport, se non qualche blogger . Inpagina, nata nel gennaio 2002, nel frattempo era coinvolta in altri lavori (anche legati al tennis) e non pensava troppo a internet. Ma da tempo, una domanda mi rimbombava nel cervello osservando il website inglese di Autosport, nostri ex colleghi cartacei. Se lo fanno loro, lo possiamo fare benissimo anche noi! E così, non senza grandi sforzi, ci siamo buttati anche in questa avventura.

Sembrava un qualcosa destinato a essere "un in più", un passatempo quasi. Ma una volta partiti quel fatidico 13 gennaio del 2003, non ci siamo più fermati. Crescendo giorno dopo giorno, trovando ampi consensi grazie alla professionalità nostra e di tutti i collaboratori che sono passati da Italiaracing. E' stato un vero terremoto per l'informazione motoristica italiana. Giornalisti presenti sulle piste, notizie, commenti e classifiche pubblicate poco dopo la bandiera a scacchi delle varie gare nel nostro mirino (praticamente tutte).

Tra scoop, errori (che non mancano mai), interviste, ci siamo guadagnati la fiducia di tutti i paddock, non solo in Italia, travolgendo tutto e tutti. vivendo una dopo l'altra varie generazioni di piloti. Ma tutto questo, non avendo mai avuto un editore alle spalle, è stato reso possibile esclusivamente grazie a chi ci ha supportato fin dall'inizio. Senza la loro fiducia forse ci saremmo fermati molto presto.

Mi ricordo, citando i primissimi che ci hanno aperto la porta, la famiglia Rosin, la famiglia Rosei, ovvero Prema e Cram, la famiglia Coloni che era presente in varie categorie e poi ha lanciato l'Auto GP per la quale siamo stati partner. E ancora, il manager Gianpaolo Matteucci, che fin dal primo giorno ci ha sostenuto, la famiglia Bobbi, la BVM di Mazzotti e la Target di Venieri, la Draco, Sospiri, e tante altre realtà italiane, spagnole, francesi, inglesi e della Repubblica Ceca oltre a un numero enorme di piloti. Scusate se non faccio i nomi di tutti, ma ci vorrebbero ore e rischierei inevitabilmente di dimenticare qualcuno.

E poi sono arrivati i rapporti con i campionati. AutoGP come detto, Renault via Fast Lane, con Domenico Porfiri e Barbara Petrivelli che non hanno mancato mai di far sentire la loro vicinanza, e ancora Alessadro Alunni Bravi con l'allora Formula Masters e prima ancora con la squadra Trident, con cui, grazie al boss Maurizio Salvadori, vi è un’interminabile collaborazione. Proseguendo, la spagnola RPM di Jaime Alguersuari per cui siamo stati ufficio stampa della World Series 3.5 per due anni, 2016-2017, ma il tutto era iniziato ben prima, nel 2003. E successivamente, la stima ricevuta da Renault France per la World Series by Renault, dal 2005 al 2015 per non parlare dei due grandi costruttori italiani Dallara e Tatuus che sono ben presenti nella nostra "redazione". Nel corso del tempo, tanti si sono ritirati, altri sono arrivati permettendo a Italiaracing di rimanere un punto di rifermento per gli addetti ai lavori e non.
 
E ii ragazzi? Cani è divenuto un importante giornalista nell'ambito della MotoGP, dopo di che sono entrati giovani promettenti come Marco Cortesi, grande esperto delle gare americane e tuttora nostra fondamentale spalla. La colonna Antonio Caruccio è stato un preziosissimo giornalista di Italiaracing, giovane, ma di vecchio stampo, un segugio nei paddock di tutta Europa, capace di portare una serie incredibile di scoop e primizie. Poi, giustamente, sono nate altre opportunità per lui.

Per lungo tempo ha scritto per noi Guido Rancati, prestigiosa firma del rallismo internazionale, e precedentemente con le riviste Rombo, Autosprint, Sport Auto nonché La Gazzetta dello Sport. Dal 2009, la crescita e l'enorme consenso che accompagnava le uscite settimanali del Magazine online di Italiaracing (già, ci era pure venuta questa folle idea), ha richiesto l'ampliamento delle forze in campo. Si sono quindi aggiunti l'ottimo Valerio Faccini (al tempo ad Autosprint), Leopoldo Canetoli, leggendaria firma dell'automobilismo e già con le varie riviste del settore come Autosprint, Rombo, Sport Auto; Alfredo Filippone, storico inviato di Rombo e successivamente di Sport Auto e ancora a noi molto vicino; il bravissimo Dario Sala, già con Rombo e Sport Auto.

Successivamente, Italiaracing ha portato nel suo entourage altre due firme prestigiose: Dario Lucchese, collaboratore di Autosprint, e Claudio Pilia di Rally Emotion. Nel 2013 è arrivato con noi Filippo Zanier, altra firma ben nota e già redattore di Sport Auto Moto, con il quale ho trascorso un paio di bellissimi anni seguendo la World Series Renault, mentre dal 2014 Gianluca Marchese, collaboratore di Autosprint, ha seguito per un certo periodo le gare in Salita. Tra questi, anche Silvano Taormina, per diverso tempo esperto di gare “esotiche”. Poi Jacopo Rubino, con noi per quasi un decennio e al quale auguriamo tutto il bene possibile nel suo nuovo incarico. E Alessandro Bucci, nostro collaboratore per un certo periodo. E come non riicordare Carlo Baffi, eccezionale viignettista e storico del motorsport.

Insomma, una sorta di famiglia allargata. Alla fine, molti hanno trovato altri lavori ed hanno dovuto lasciare a malincuore Italiaracing. Negli ultimi anni, è iniziata la collaborazione con Michele Montesano, per i rally e il mondo delle vetture a ruote coperte (e anche ottimo ingegnere), e di Mattia Tremolada, scatenato inviato sulle piste di tutta Europa. Abbiamo anche la "quota rosa" con la giovanissima Giulia Rango mentre in questo 2023 accogliamo Luca Basso.

Che dire di più, 20 anni sono tanti, la Inpagina ha finito il suo percorso alla fine del 2019, ma Italiaracing è sempre in prima linea con la passione di sempre cercando di offrire notizie, primizie, commenti, cronache, classifiche, anteprime. E non mancando mai di essere in pista. E sì, perché non ci stanchiamo mai di dirlo (e a qualcuno non piace), ma Italiaracing ha sempre l'obiettivo di portare in pista i propri collaboratori giornalisti. E' così che si cresce, non davanti a un video per andare su Youtube a raccontare cose fingendosi esperti pur senza aver mai visto una sala stampa, un paddock, senza avere la minima idea di come instaurare rapporti con team e piloti. La vecchia scuola, la gavetta.

E poi ci siete voi, coloro che ci visitano una-due-tre, e anche di più, volte al giorno, che si confrontano inviandoci mail, che hanno fiducia nel nostro lavoro. Infine, voglio ricordare quel periodo fantastico, tra il 2011 e il 2016, quando con il supporto di Renault France, portammo in pista, in una giornata di test collettivi Eurocup Renault, un giovanissimo pilota italiano (in ciascun anno) da noi selezionato e proveniente dl karting, sulle piste di Montmelò, Alcaniz, Jerez, Estoril.

Grazie a tutti e continuate a darci il vostro sostegno e la vostra fiducia.

3 Gen [12:53]

L'eredità di Ken Block
Una leggenda per tutto il motorsport

Marco Cortesi

Con Ken Block non scompare solo un'icona, un acrobata, un personaggio. Pur senza mettere a segno record sportivi sui campi di gara, Block è stato un pioniere che ha saputo trasformare con le sue intuizioni la visione globale delle corse, e ha contribuito ad adattarla ad un mondo in evoluzione. Va ricordato come uno dei personaggi più influenti nella storia del motorsport moderno e forse, in prospettiva, come uno di quelli che avranno contribuito alla sua salvezza.

Ha contribuito a riportare nelle corse il fattore dello stupore, della freschezza e del divertimento senza ingessature, affondando nello "stile x" di skateboarder, crossisti freestyle, stuntman. Ha mostrato il potenziale del nostro sport in un periodo in cui a livello mediatico e di pathos era rimasto indietro, per via del passare del tempo, di dirigenze incartapecorite e di un gran numero di tifosi troppo tradizionalisti e intransigenti.

Soprattutto, ha fatto la singola cosa più importante per le corse di oggi. Ha portato nuove persone che, all'inizio, erano attratte solo dalla stravaganza delle acrobazie dai colori e dagli scenari, ma hanno scoperto la bellezza del nostro sport. Ha saputo promuovere e promuoversi pensando fuori dagli schemi e utilizzando gli strumenti di comunicazione adatti. I social, le livree delle macchine, gli incroci con altri settori.

Lo sviluppo attuale della Formula 1 dopo la fine dell'era Ecclestone, ha sicuramente tratto ispirazione dalla sua filosofia. Una filosofia in cui far divertire, fare spettacolo e vendere non va necessariamente a detrimento della serietà sportiva, ma viaggia in parallelo, senza necessariamente creare un danno reciproco.

La sua abilità nello sviluppo del lato commerciale ha mostrato che il motorsport ha ancora un potenziale enorme. Il suo lavoro è un esempio per tanti team, piloti e organizzatori di campionati che ogni giorno si mettono in gioco e cercano nuove strade.. 

Dopo la scomparsa di Ken Block, la speranza è che, in un momento di transizione per l'automobilismo, stretto tra tradizione e innovazione, questo tipo di mentalità continui a rappresentare un modello, e anzi che venga ulteriormente sviluppato.

3 Gen [8:41]

Muore a 55 anni Ken Block
Fatale un incidente in motoslitta

Marco Cortesi

Un incidente in motoslitta nei dintorni del suo ranch in Utah è costato ieri la vita a Ken Block, 55 anni, ex pilota di rally ma soprattutto icona mondiale dello spettacolo a quattro ruote amatissima dagli appassionati di auto e in generale dello show. Avido skeatboarder e snowboarder, Block aveva iniziato a correre negli anni 2000, partecipando anche sin dalla prima edizione all'evento rally degli X Games e prendendo parte alla serie Rally America. Era poi stato tra i pionieri del rallycross come disciplina.

Era però arrivato al successo planetario con la serie di video Gymkhana in cui affrontava percorsi e superava ostacoli nella maniera più spettacolare possibile in un mix tra puro show, rallycross, drifting. Il suo canale YouTube ha così raccolto centinaia di milioni di visualizzazioni. Durante la carriera, ha lavorato con diverse case costruttrici. Era infatti anche un pioniere del marketing d'azione che utilizzava il suo successo sui social e nell'immaginario collettivo per sviluppare attività commerciali e brand. DC Shoes, ad esempio, da lui fondata e poi venduta al gruppo Boardriders (Quiksilver), e successivamente Hoonigan.

Dopo i primi successi mediatici, Block aveva partecipato al Mondiale Rally conquistando qualche piazzamento a punti, e ai campionati rallycross, centrando numerosi successi con il suo team nella serie americana. Negli ultimi anni, si era dedicato alla realizzazione di video per il suo canale, allo sviluppo commerciale e alle "mostruose" creazioni che guidava insieme a Travis Pastrana. Il futuro già lo vedeva impegnato con Audi per una serie di video con un prototipo elettrico, già mostrato nel primo episodio due mesi fa a Las Vegas. Block lascia la moglie Lucy e la figlia Lia, avviata già da tempo sulle orme del padre.


15 Dic [10:19]

Armanni con Ombra nella
Porsche Carrera Cup Italia

Mattia Tremolada

Dopo due stagioni in monoposto tra Formula 4 Italia e Formula Regional by Alpine, Pietro Armanni nel 2023 farà il proprio esordio in Gran Turismo. Il pilota bresciano ha infatti trovato l’accordo con il team Ombra per prendere parte alla Porsche Carrera Cup Italia, campionato vinto proprio dalla squadra diretta da Davide Mazzoleni nel 2022.

“Sono molto contento di approdare nella Porsche Carrera Cup Italia, un campionato molto competitivo - ha dichiarato Armanni - Il passaggio dalle monoposto alle vetture GT non sarà facile, ma mi son trovato subito bene fin dai primi test sia con la macchina sia con il team Ombra, che ha grande esperienza ed è molto ben preparato. Sono sicuro che possano aiutarmi parecchio nella mia crescita”.

Armanni aveva fatto il proprio esordio in monoposto nel 2020, prendendo parte agli ultimi due appuntamenti della F4 Italia con il team BVM. La stagione seguente è approdato in Iron Lynx, centrando due podi di classe rookie e due top-10 assolute. Sulla scia di questi risultati ha fatto il salto in Formula Regional by Alpine con il team Monolite, con cui ha evidenziato una bella progressione nell’arco del campionato.



“Con Ombra abbiamo già svolto alcuni test in Italia e in Spagna, in cui ho potuto prendere confidenza con la 911 GT3 Cup - ha proseguito Armanni - È un’auto molto diversa dalle monoposto a cui sono abituato. Ha più limiti, come per esempio in frenata e nella velocità in percorrenza di curva. È importante sacrificare la velocità minima per cercare di avere una buona trazione quando si affonda il piede sul gas. In monoposto invece si cerca di fare più percorrenza sfruttando l’aerodinamica generata dalle ali”.

Che cosa ti porterai come insegnamento dalle vetture formula?

“Correre in monoposto mi è servito per abituarmi a frenare forte senza bloccare le gomme, dal momento che, come sulle formula, anche sulla Porsche 911 Cup non c’è l’ABS. La frenata è infatti uno degli aspetti più complicati, perché è molto facile bloccare per via del peso della vettura. Sono certo che l’esperienza degli ultimi due anni mi aiuterà molto da questo punto di vista. Inoltre nella Formula Regional by Alpine ho avuto la possibilità di imparare tanti circuiti europei, che mi torneranno utili nel proseguimento della mia carriera”.

Qual è il tuo obiettivo a lungo termine nelle corse GT?

“Per il momento sono concentrato sul ben figurare nella Carrera Cup Italia. Mi sono trovato subito bene con il team Ombra. Lo staff è molto preparato e tutti i membri hanno grande passione del motorsport. L’obiettivo è di crescere in fretta per farmi trovare pronto per salire di categoria e approdare o nella Porsche Supercup o nelle corse di durata, magari sempre con Porsche. Una delle gare che più mi affascina da sempre è la 24 ore di Le Mans. Correrci vorrebbe dire centrare un grande obiettivo nella mia carriera”.

8 Dic [12:34]

IL TEST - Alla scoperta della Top Gun,
la scuola di pilotaggio di Cioci e Fisichella

Mattia Tremolada

Dopo la
prima esperienza in monoposto a Cremona, per il sottoscritto è arrivato il momento di imparare le basi della guida in pista, che fino ad oggi avevo appreso da studente autonomo e praticato solamente al simulatore e sui kart. Quale migliore occasione se non provare in prima persona la Top Gun by Pro Racing, ovvero la scuola riservata ai piloti provenienti dal kart ideata e gestita da Marco Cioci e Giancarlo Fisichella. Entrambi non hanno bisogno di presentazioni, grazie ad una lunga carriera che li ha portati, dopo aver corso in F3000 e in Infinity Pro (antenata dell’Indy Lights) nel caso di Cioci e dopo 231 Gran Premi di Formula 1 (conditi da tre successi) nel caso di Fisichella, a diventare piloti ufficiali Ferrari in GT. Oggi, con un approccio originale e, per certi versi, innovativo, si propongono grazie alla Top Gun di accompagnare i kartisti nei primissimi passi in monoposto, insegnandogli le basi della guida con un percorso personalizzato.

“L’idea è nata da una necessità - ci spiega Cioci, che oggi con entusiasmo è l’anima della società di management Pro Racing, che annovera tra gli altri Valerio Rinicella, Pedro Clerot, Aurelia Nobels e Matteo De Palo, tutti allievi della Top Gun - A nostro avviso mancava una struttura come questa che si dedicasse a pulire tutti i vizi di forma che inevitabilmente ha un ragazzo che passa dal kart alle monoposto. Piuttosto che correggerli, come fanno molti piloti, facendo molti chilometri e spendendo così molto denaro, la Top Gun punta sulla qualità, sul pulire immediatamente gli errori più grossolani, insegnando le basi che poi permettono ai ragazzi di andare a girare con una tecnica consolidata con i team che preferiscono. A quel punto allora ha senso macinare chilometri e fare esperienza, ma questo deve avvenire una volta certi di aver già corretto le problematiche che magari nel kart erano coperte o che non erano emerse come invece nei primi test in formula”.

Ma come funziona la Top Gun, in cosa si differenzia dalle altre scuole o dal lavoro che svolge un team tradizionale? Per scoprirlo, mi sono cimentato in prima persona al volante, prendendo parte ad una giornata di scuola a Magione (uno dei circuiti su cui la Top Gun, che si alterna principalmente tra Italia e Spagna, svezza i propri piloti) esattamente come i miei giovani colleghi kartisti.



Un approccio originale

Fin dal primissimo approccio al circuito la Top Gun propone ai propri piloti una sfida. Anziché effettuare il tradizionale track walk a piedi, i ragazzi vengono subito messi alla guida di un’auto stradale. Qui il driver coach di riferimento, in questa occasione lo stesso Cioci è affiancato da Michele Rugolo e Ferdinando Monfardini (piloti professionisti dal curriculum di spessore, nonché istruttori di grande esperienza soprattutto tra i ranghi di Ferrari Corse Clienti), ma fanno parte del gruppo istruttori anche Luca Filippi, Vitantonio Liuzzi, Leonardo Pulcini, Rui Aguas, Richard Verschoor e Benjamin Bailly, per fare alcuni nomi, accompagna i ragazzi in un primo giro di pista, illustrando le traiettorie corrette. Poi, l’istruttore scende dalla vettura e i ragazzi iniziano ad alternarsi alla guida. Se, infatti, per un adulto guidare un’auto stradale rientra nella routine quotidiana, per un minorenne è una cosa extra-ordinaria. I ragazzi si trovano subito a dover gestire una macchina a noleggio, rigorosamente con cambio manuale, andando a scoprire giro dopo giro il tracciato direttamente in velocità.

Shock di potenza

Dopo qualche minuto per scaldarsi a dovere, è subito tempo di alzare il livello, mettendosi al volante di un’auto da corsa. Prima di salire sulle Tatuus T-421 del team AKM di Marco Antonelli (Top Gun di volta in volta si affida a diverse squadre dei campionati italiani e spagnolo di F4), che ha portato in dote anche l’esperienza dell’ingegner Luca Baldisserri, i ragazzi si trovano a dover gestire una potenza ben superiore. Per abituarli alla coppia di un’auto da corsa, vengono infatti messi alla guida di una Lamborghini Huracan Super Trofeo Evo, capace di sprigionare ben 600cv. A piena potenza (con il solo traction control attivo) i ragazzi scendono in pista uno dopo l’altro affiancati da Monfardini, che li aiuta a trovare le giuste linee e ad aumentare ulteriormente la confidenza con il tracciato.

Guidare un’auto GT inoltre permette loro di capire come si comporta una vettura da corsa in pista. Essendo ben più pesante di una monoposto, la Huracan evidenzia i trasferimenti di carico, che su una formula sono meno accentuati, ma altrettanto importanti da conoscere e gestire. Una lezione preziosa per chi è alle primissime uscite in pista. La Huracan è stata scelta appositamente in base alle caratteristiche di Magione, mentre su tracciati con medie più alte viene solitamente utilizzata una Radical, più performante nel veloce.

Inoltre, grazie alla propria esperienza da istruttore, Monfardini riesce subito ad individuare i problemi più evidenti di ciascun pilota, che riferisce immediatamente a Rugolo, il quale si mette al lavoro con il ragazzo. Nel mio caso, Monfardini riconosce subito una buona frenata, ma il fatto di avere poca confidenza, mi porta ad anticiparla. In questo modo mi ritrovo troppo lento al punto di corda e andando presto sul gas genero un sottosterzo che mi porto da metà curva fino all’uscita.




Il momento della Formula 4


Conclusi i primi giri sulla Huracan, è tempo di calarsi nell’abitacolo delle tre Tatuus di F4. Ogni pilota percorre qualche giro senza forzare per controllare che la posizione di guida sia corretta. Essendo alle primissime armi, anche questo aspetto non va infatti sottovalutato. Se è tutto in regola si parte con il primo esercizio, ovvero 10 giri in cui concentrarsi sulla frenata e sull’iniziare a sistemare gli eventuali errori comparsi sulla Lamborghini e già analizzati con Rugolo. Quello che gli istruttori pretendono dai piloti è di focalizzarsi sullo “shape” (ovvero sulla forma) della frenata, che verrà poi analizzata alla telemetria. Per questa prima giornata i piloti potranno vedere solo i dati di frenata e di sterzo e paragonarli con il riferimento del team, mentre tutto il resto (dunque il grafico dell’acceleratore, della velocità e il video on board) sarà invisibile e mostrato loro solo l'indomani.

Dunque nel primo turno mi concentro al massimo sulla frenata. Cerco di raggiungere il cosiddetto picco colpendo il pedale con forza, per poi alleggerire il piede, che rimane appoggiato al freno fino quasi al punto di corda. Piano piano riesco ad aumentare il picco, prendendo sempre più confidenza e cercando di concentrarmi sull’evitare il cosiddetto “panettone”. Questa è infatti la forma che il grafico della frenata assume quando un pilota non raggiunge il giusto picco di frenata, tenendo la massima intensità della forza per diversi secondi. Il disegno in telemetria somiglia quindi ad un trapezio piuttosto che ad un triangolo, come dovrebbe essere idealmente.

Alla fine dei primi dieci giri Baldisserri mi chiede che tempo abbia fatto, ma onestamente il format della Top Gun non porta a curarsi del riferimento, almeno inizialmente. Il che, ovviamente, rappresenta una distrazione in meno per i ragazzi, che si possono concentrare sulla tecnica. Appena scesi dalla vettura ai piloti viene richiesto di compilare una scheda, in cui devono indicare la marcia utilizzata e il punto di staccata di ogni curva. Mettere per iscritto ciò che si è appena fatto può sembrare banale, ma ancora una volta non lo è per i kartisti, abituati per anni a girare a memoria sulle stesse piste.



Analizzando i dati, Rugolo e lo stesso Baldisserri sono piuttosto contenti dello shape della mia frenata, anche se ancora non ho grande confidenza con la velocità di queste vetture e, specialmente all’uscita di curva 1, mi ritrovo ad andare troppo presto sull’acceleratore. Dunque, avendo una tecnica accettabile di frenata, sarà su questo che dovrò concentrarmi nel resto della giornata. Frenare più tardi, portare più velocità in curva e forzarmi ad aspettare il momento giusto per andare sul gas.

Al termine della mattinata tutti i piloti si radunano per confrontarsi con gli istruttori sugli errori commessi nei primi turni e sui riferimenti presi per il punto di frenata. Ai ragazzi, infatti, non è stato dato alcun riferimento prima di scendere in pista. In questo modo ognuno si è focalizzato sulla tecnica e, man mano che la confidenza cresceva, ha spostato sempre più vicino alla curva il proprio riferimento. È anche interessante vedere come ognuno abbia trovato dei segnali diversi. Oltre ai cartelli che indicano la distanza dalla curva (150, 100 e 50 metri), ci sono infatti strade di servizio, cordoli e cambi di asfalto che possono essere presi come riferimento e ognuno ha trovato i propri.



Correggere gli errori

Nel pomeriggio è tempo di tornare in azione, alternandosi tra Formula 4 e Huracan GT. Io riprendo con la Tatuus e, dopo essermi confrontato con ingegnere e coach, cerco di sistemare le lacune emerse in mattinata. Dal 1’13”94 del primo turno i progressi sono evidenti. Mi fido sempre più dei freni, sposto più avanti il punto di frenata e nei primi 10 giri del secondo turno il riferimento scende rapidamente fino ad abbattere il muro dell’1’13” in 1’12”92. Rientro in pista per altri otto giri e con la confidenza che cresce esponenzialmente arrivo a far segnare un 1’12”19 (per dare un riferimento, il record non ufficiale della pista con una vettura di F4 di seconda generazione è di 1’09”3, fatto segnare da un pilota che ha preso parte al campionato italiano di F4 nel 2022).

Una bella progressione, raggiunta senza pensare al tempo e soprattutto senza snaturare lo shape di frenata e tutte le lezioni imparate in mattinata. Anzi, limitandosi a mettere in pratica i consigli ricevuti e le nozioni apprese, la confidenza è aumentata a dismisura e i tempi si sono abbassati in maniera naturale. Prima che tramonti il sole su Magione, faccio in tempo a tornare al volante dell’Huracan Super Trofeo. Dopo avermi spiegato la tecnica corretta per scaldare le gomme, da applicare poi anche sulla F4, Monfardini mi sprona via radio a portare sempre più velocità in curva. Frenando più tardi, viene tutto più naturale, attendere il momento giusto per andare sul gas non è più un problema come in mattinata. Capisco molte cose, come ad esempio che in curva 3 non porto abbastanza velocità con la F4, sacrificando troppo la piega a sinistra per il rampino successivo.



Briefing finale

Una volta terminata l’attività in pista, i coach e l’ingegnere si riuniscono per analizzare i dati di tutti i piloti, questa volta avvalendosi della telemetria completa e anche dei video on board. Per ogni pilota viene effettuata un’analisi approfondita e tutti insieme discutiamo poi su cosa migliorare. Nel mio caso, posso frenare 5 metri più tardi in curva 1 e 2, mentre in curva 3 sono molto più lento del pilota di riferimento.

È dunque un peccato che il giorno successivo debba partire alla volta di Barcellona per seguire la tappa finale della Formula 4 spagnola, perché continuando a guidare avrei potuto mettere in pratica i tanti consigli ricevuti. Gli altri ragazzi, invece, dopo le tre sessioni svolte con la F4 e le due con la Huracan, l’indomani avranno la possibilità di disputare un fine settimana tipo, composto dal track walk mattutino, da un turno di prove libere di 30 minuti, uno di qualifica a gomma nuova e due simulazioni di gara, in cui l’obiettivo è di girare con più costanza possibile. Tra una sessione e l’altra i ragazzi potranno anche analizzare la telemetria completa con Baldisserri, imparando così ad interagire con l’ingegnere, una figura che li accompagnerà poi per tutta la carriera e con la quale è dunque importante stabilire un rapporto.

Conclusioni

Molti piloti decidono di acquistare una monoposto di F4 in proprio e di girare con essa, macinando più chilometri possibile prima di debuttare in campionato. Così facendo i tempi migliorano, perché la confidenza con la velocità aumenta, ma al tempo stesso è difficile che il pilota senza l’aiuto di un esperto vada a sistemare i vizi di forma o a sopperire alle lacune che ha. La Top Gun invece, permette in poche giornate di sgrossare gli errori, gettando solide fondamenta nella tecnica di guida di un pilota fin dai primissimi passi in monoposto. Una base su cui poi ogni ragazzo potrà costruire la propria velocità ed esperienza.

1 Dic [23:48]

FIA Girls on Track Rising Stars
Vince la Nobels che entra nella FDA

Massimo Costa

Sono Aurelia Nobels e Zoe Florescu Potoela le due ragazze che si sono aggiudicate la terza edizione del FIA Girls on Track Rising Stars. Dopo mesi di intense sedute di test, gare e preparazione atletica, alla presenza dei responsabili del Ferrari Driver Academy, è stata la 15enne belga/brasiliana a ottenere il massimo dei voti nella categoria Senior mentre la 13enne romena ha avuto la meglio tra le Junior.

Dopo una accurata selezione tra 146 Paesi affiliati alla FIA, sono state scelte sedici ragazze. In seguito a un training camps a Le Castellet, la scrematura ha portato a quattro finaliste, tra junior e senior, che hanno affrontato la fase decisiva a Maranello e sul circuito di Franciacorta. E dopo quattro giornate sotto la lente di ingrandimento della FDA, è emersa la Nobels che avrà la grande opportunità di entrare a far parte della Ferrari Driver Academy e di correre nel 2023 in Formula 4 sotto le insegne di Iron Dames. Nobels diventa la terza ragazza a entrare nella FDA dopo Maya Weug (protagonista della F4 Italia 2021 e 2022) e Laura Camps Torras, le vincitrici delle due prime edizioni.

Aurelia quest'anno, sotto l'occhio attento del management di Top Gun by Pro Racing di Marco Cioci e Giancarlo Fisichella, ha partecipato alla F4 brasiliana con il team TMG ottenendo come migliori risultati un nono e un ottavo posto a Velo Città, la prova finale. Ha inoltre disputato un evento della F4 spagnola a Spa con il team Formula de Campeones e alcuni test della F4 italiana. Instancabile, la Nobels ha anche preso il via in qualche gara della F4 danese.
 
La Florescu Potolea invece, segue nell'albo d'oro (la categoria Junior è stata ideata solo nel 2021) la portoghese Maria Germana Nato, e il prossimo anno correrà nella OK Junior per Tony Kart, supportato dalla FDA.
 



29 Nov [18:07]

Scala nominato Direttore
Generale dell’Autodromo di Monza

Mattia Tremolada

A partire dal 1° dicembre 2022 il ruolo di Direttore Generale dell’Autodromo Nazionale di Monza passerà dalle mani della Dottoressa Alessandra Zinno a quelle di Alfredo Scala, già Direttore dell’Autodromo di Vallelunga. La motivazione dell’avvicendamento al vertice del circuito brianzolo è spiegata in una nota inviata dall’ufficio stampa, che recita “l’Assemblea degli azionisti di Autodromo Nazionale di Monza, SIAS S.p.A. tenuto conto della necessità di rafforzare la gestione operativa ed amministrativa della Società, in conseguenza della forte evoluzione impressa da Formula One, titolare dei diritti, nell’organizzazione del Gran Premio d’Italia secondo standard organizzativi più evoluti, nonché della necessità di una nuova qualificata conduzione dell’impianto sportivo per un sempre maggiore efficiente governo di tutti gli eventi motoristici in calendario, ha provveduto a nominare Direttore Generale aggiunto Alfredo Scala che conserva anche il ruolo di Direttore dell’Autodromo di Vallelunga”.

La Dott.ssa Zinno rimarrà comunque legata all’autodromo in un nuovo ruolo, come spiegato più avanti nella stessa nota: “ravvisata altresì l’esigenza di valorizzare ulteriormente la promozione e lo sviluppo del brand “Monza 100” - nato in occasione del centenario dalla realizzazione dell’Autodromo - ha ritenuto di attribuire al Direttore Generale, Dott.ssa Zinno, il suddetto specifico compito”.

A cosa si riferisca l’avverbio “ulteriormente” non è dato sapere, dal momento che delle celebrazioni per i 100 anni dell’autodromo non vi è stata traccia nel 2022 e tra solo un mese entreremo nell’anno nuovo.

26 Nov [15:43]

Lacorte vince il Supercorso
della Scuola Federale ACI Sport

Il 19° Supercorso Federale ha messo la ciliegina sulla torta per il 40° anniversario della Scuola Federale ACI Sport “Michele Alboreto”. Dopo quattro intense giornate di test e valutazioni, dentro e fuori dall’abitacolo, all’Autodromo di Vallelunga “Piero Taruffi” si è concluso l’evento iconico per il Progetto Giovani dell’Automobile Club d’Italia, che ha messo a confronto sei giovani piloti selezionati dal settore karting per offrirgli una grande opportunità formativa ed indicare uno di loro come nuova promessa dello sport a quattro ruote.

Il nome emerso è quello di Nicola Lacorte, il vincitore che aggiunge la sua firma sull’albo d’oro a fianco a quella dei predecessori, dal primo Massimo Torre fino ad arrivare ad Andrea Kimi Antonelli dodici mesi fa. Una lunga storia di passione e tradizione automobilistica, tutta italiana, che può vantare la formazione di piloti del calibro di Giancarlo Fisichella, presente per rendere omaggio ai partecipanti, Antonio Fuoco, Antonio Giovinazzi, o Eddie Cheever Jr. oggi nello staff degli Istruttori Federali.

I piloti invitati a Vallelunga dalla Scuola Federale ACI Sport, selezionati in collaborazione con Ferrari Driver Academy, erano Rashid Al Dhaheri (2008 – Abu Dhabi, EAU), Cristian Bertuca (2006 – Milano), Matteo De Palo (2007 – Roma), James Egozi (2007 – Hollywood, USA), Riccardo Ianniello (2007 – Marino RM) e Nicola Lacorte (2007 – Pisa). Sono stati messi alla prova con un programma completo, partito dalle prove psico-fisiche ad opera di Formula Medicine, altro partner storico, completate dalla teoria e soprattutto da tre giornate in pista.

Mercoledì è stata la volta dei test sulle Renault Clio Cup portate nel circuito romano grazie alla collaborazione con Fast Lane Promotion, gestite da Progetto E20. Un’esperienza insolita per gli allievi che hanno avuto la possibilità di misurarsi con un mezzo mai provato prima, un’alternativa per aggiungere pratica ed informazioni utili nel loro percorso di crescita sportiva.

Infine le ultime due giornate, le più attese, incentrate sulla guida delle Formula 4 sulle quali hanno potuto effettuare oltre 400 chilometri di test, dalle simulazioni di qualifica a quelle di gara. Le nuove Tatuus T-421, qui gestite da Iron Lynx e gommate Pirelli, sono il principale oggetto dei desideri dei sei piloti per la prossima stagione, principalmente indirizzati verso la massima serie nazionale Italian F.4 Championship 2023.

“Sono state giornate fantastiche – racconta il vincitore Nicola Lacorte – che porterò nei miei ricordi per sempre. Ho avuto modo di conoscere questa realtà della Scuola Federale, che funziona un po' come una grande famiglia. Credo di aver imparato molto grazie a tutte le persone che sono qui. Sono orgoglioso di essere stato nominato come il migliore tra i sei piloti invitati, sono davvero emozionato”.

Tra i partecipanti si è guadagnato un applauso e un trofeo speciale anche Cristian Bertuca, vincitore del 3° Premio “Gero” Cristiano del Balzo. Si tratta del riconoscimento intitolato alla memoria dello storico Direttore della Scuola Federale, assegnato dalla commissione interna al ragazzo che ha mostrato maggior passione e un margine di miglioramento rispetto agli altri all’interno dello stage: “Ricevere questo premio è un onore per me – racconta Bertuca a margine - perché in questi giorni ho capito il valore simbolico che ha. È stata un’esperienza bellissima e ora non vedo l’ora di proseguire il cammino iniziato qui”.

Il Supercorso, altro evento firmato Cetilar grazie alla rinnovata partnership con Pharmanutra, partner medico ufficiale della Scuola Federale, rappresenta appunto un momento formativo straordinario per i partecipanti. Hanno avuto il vantaggio di confrontarsi per quattro giorni con lo staff di professionisti del motorsport capitanato dal Direttore della Scuola Federale Raffaele Giammaria, coadiuvato dal Supervisore Giancarlo Minardi, già Presidente della Commissione Velocità in Circuito di ACI Sport e Commissione Monoposto della FIA.

Gli Istruttori Federali Niki Cadei, Gabriele Lancieri, Renato Leporelli, Rino Mastronardi, Sandro Montani, Luca Persiani e Christian Pescatori hanno potuto affiancare costantemente i piloti anche grazie al nuovo strumento dell’on board camera in diretta su ognuna delle sei vetture di Formula 4, impegnate contemporaneamente sul tracciato, sempre connessi per suggerire dritte e correttivi. Un elemento ad opera di FG91 Fastream inserito grazie alla collaborazione con Iron Lynx. Sempre presenti a completare lo staff gli specialisti del settore Ricerca e Formazione Glenda Cappello e Lucio Tonello.

La stagione della Scuola Federale non termina qui, perché il 5 e 6 dicembre è in programma a Franciacorta la fase finale del 4° Stage Karting ACI Sport, attività preliminare proprio del Supercorso, riservata ai giovani piloti che hanno ancora qualche stagione da spendere nel karting. Sempre in partnership con Cetilar, che in quel caso metterà in palio un importante montepremi in forma di borsa di studio sportiva. L’ultima edizione è stata infatti vinta da Riccardo Ianniello, uno dei sei allievi presenti a Vallelunga.

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