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28 Mag [18:27]

Rally del Giappone - Shakedown
Tripletta Toyota con Ogier al vertice

Michele Montesano

Giro di boa per il WRC che si appresta ad affrontare il Rally del Giappone. Settimo appuntamento stagionale, la gara nipponica sarà l’ultima sfida su asfalto dell’anno prima della cavalcata esclusivamente su strade sterrate. Il Rally del Giappone, che quest’anno ha cambiato collocazione spostandosi dall’autunno alla fine di maggio, promette di essere ugualmente imprevedibile.

Le strette e tecniche strade di Aichi e Gifu restano le stesse, ma il nuovo periodo dell’anno modifica radicalmente le condizioni ambientali. Ci saranno meno foglie sull’asfalto, ma temperature ben più elevate e soprattutto il rischio di improvvisi acquazzoni tipici dell’inizio della stagione delle piogge.

Hyundai arriva a casa della Toyota dopo il successo conquistato in Portogallo da Thierry Neuville, un risultato che ha ridato ossigeno a una stagione fin qui complicata. La i20 N Rally1 ha finalmente mostrato segnali di crescita, ma sulle speciali giapponesi il riferimento resta la Yaris Rally1 capace di dominare sulle strade di casa grazie alle vittorie di Elfyn Evans e Sébastien Ogier. Il rally nipponico potrebbe rappresentare l’ultima vera occasione per Hyundai di rilanciarsi nella corsa iridata.



Toyota parte inevitabilmente con i favori del pronostico. Evans arriva in Giappone da leader del mondiale e da autentico specialista della gara nipponica avendo già conquistato due successi. Grande attenzione anche per Takamoto Katsuta, attualmente secondo in campionato e ormai pienamente inserito nella lotta al titolo dopo una prima parte di stagione estremamente convincente. Per il pilota giapponese correre davanti al pubblico di casa rappresenterà una motivazione enorme, ma anche una pressione supplementare da gestire.

Occhi puntati naturalmente anche su Ogier. Il nove volte campione del mondo continua a disputare un programma part-time, ma il recente successo alle Canarie e il trionfo ottenuto qui 12 mesi fa lo candidano di diritto tra i grandi favoriti del weekend. Tra gli osservati speciali ci sarà anche Sami Pajari, sempre più costante al volante della Toyota Yaris Rally1. Voglia di riscatto anche per Oliver Solberg che dopo il successo di Monte Carlo non si è più ripetuto.

Hyundai invece punterà soprattutto sulla solidità del ritrovato Neuville e sulla velocità di Adrien Fourmaux, protagonista di un ottimo avvio di stagione. Il team coreano sa bene che servirà un rally praticamente perfetto per riuscire a contrastare la superiorità mostrata fin qui da Toyota sull’asfalto. Inoltre sulla terza i20N Rally rivedremo Hayden Paddon.



Ford M-Sport continua invece il proprio percorso di crescita affidandosi ancora una volta a Jon Armstrong e Josh McErlean. Le strette strade giapponesi non sembrano teoricamente il terreno ideale per la Puma Rally1, ma il team britannico spera di poter sfruttare le eventuali variabili meteo per inserirsi nella lotta alle posizioni di vertice.

A lanciare il primo segnale è stato Ogier che ha stampato il riferimento nello Shakedown di Kuragaike Park. Subito a suo agio sulle strade nipponiche, il francese della Toyota ha completato i 2,53 km cronometrati in 1’55”3, esattamente un secondo più rapido rispetto al compagno di squadra Evans. Buona anche la prestazione di Pajari che ha completato un podio tutto Toyota.

A interrompere il monopolio dei giapponesi ci ha pensato Fourmaux. Il francese della Hyundai ha infatti condiviso il quarto riferimento con Katsuta. Buoni segnali anche da parte di McErlean, sesto con la Ford Puma Rally1 davanti a Solberg, su Toyota Yaris, e al compagno di squadra Jon Armstrong. Più attardati invece Paddon e Neuville, con il belga della Hyundai apparso ancora alla ricerca del giusto feeling con la sua vettura.



Nel WRC2 il miglior tempo è andato a Nikolay Gryazin. L’alfiere della Lancia ha fermato il cronometro in 2’00”8 precedendo Romet Jürgenson, sulla Ford Fiesta Rally2, e le tre Toyota Yaris di Alejandro Cachón, l’idolo locale Yuki Yamamoto e Diego Dominguez.

Il Rally del Giappone si articolerà su un totale di 302,82 km cronometrati suddivisi in 20 prove speciali. Le ostilità entreranno nel vivo già venerdì con una tappa di 108,54 km cronometrati. Si inizierà con la nuova speciale di Asuke, per proseguire con la celebre Isegami’s Tunnel e la Inabu -Shitara, tutte da ripetere due volte

Sabato, con i suoi 120,22 km cronometrati, sarà invece la giornata più lunga dell’intero rally, resa ancora più complessa dall’assenza del service di metà giornata. Si assisterà ai doppi passaggi delle speciali di Obara, Ena e Mt. Kasagi prima di concludere con la nuova prova spettacolo di Fujioka. Infine la domenica gli ultimi 74,06 km cronometrati con le prove di Nukata, Kuragaike e Lake Mikawako, quest’ultima che nel secondo passaggio farà da Power Stage conclusiva.

Giovedì 28 maggio 2026, shakedown (top 15)

1 - Ogier-Landais (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 1'55"3
2 - Evans-Martin (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 1'56"3
3 - Pajari-Salminen (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 1'56"8
4 - Fourmaux-Coria (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 1'57"1
5 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 1'57"1
6 - McErlean-Treacy (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 1'57"4
7 - Solberg-Edmondson (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 1'57"5
8 - Armstrong-Byrne (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 1'57"7
9 - Paddon-Kennard (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 1'57"9
10 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 1'58"3
11 - Gryazin-Aleksandrov (Lancia Ypsilon Rally2) - Lancia - 2'00"8
12 - Jürgenson-Oja (Ford Fiesta Rally2) - M-Sport - 2'01"0
13 - Cachón-Rozada (Toyota GR Yaris Rally2) - Toyota Espana - 2'01"1
14 - Yamamoto-Fulton (Toyota GR Yaris Rally2) - Printsport - 2'02"6
15 - Domínguez-Peñate (Toyota GR Yaris Rally2) - Domínguez - 2'02"6