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14 Nov [15:54]

Dal 2014 ad oggi la crescita
di Hyundai culminata con l'iride

Massimo Costa

Un percorso lungo, pieno di insidie e tante piccole gioie che piano piano si sono trasformate in certezze, in successi clamorosi, fino a conquistare il punto massimo della piramide: il campionato del mondo. Alzi la mano chi nel 2014, anno dell'ingresso nel Mondiale Rally con la i20, avrebbe ipotizzato che la Hyundai, la coreana Hyundai, si fosse ritrovata prima o poi a battere colossi del motorsport e dell'industria dell'auto come Citroen e Toyota. Nessuno, probabilmente. Eppure, è accaduto.

Scott Noh, presidente di Hyundai Motorsport, ha commentato: "Siamo immensamente orgogliosi di esserci assicurati il nostro primo titolo mondiale rally dopo una stagione competitiva come non mai e di grande qualità espressa da parte dei nostri rivali. Da quando nel 2012 Hyundai Motorsport è nata, abbiamo costruito ad Alzen, in Germania, la nostra factory e lì si è lavorato giorno dopo giorno per raggiungere questo obiettivo. Una vittoria collettiva che vogliamo dividere con tutta la famiglia Hyundai sparsa per il mondo e che ci auguriamo sia solo la prima di una lunga serie".

Artefice di questa conquista mondiale, il team principal italiano Andrea Adamo entrato alla guida del team soltanto a inizio anno per rimpiazzare Michel Nandan: "E' stata una annata durissima e altamente competitiva. Di sicuro avremmo preferito combattere fino alla fine (Adamo si riferisce alla cancellazione del Rally di Australia, ndr), ma questo è stato e dobbiamo essere comunque orgogliosi di tutto quello che abbiamo ottenuto".

Poi, ovviamente, i piloti, gli artefici finali di questo incredibile successo. Con Thierry Neuville, la punta di diamante, che ha vinto tre gare (Francia, Argentina, Spagna) e per la quinta volta in carriera si è incredibilmente piazzato secondo nella classifica mondiale piloti. Poi, Dani Sordo, definito mister consistenza, capace di portarsi a casa il successo in Italia. Infine, le prestazioni di qualità di Sebastien Loeb, la grinta di Andreas Mikkelsen e l'ingresso in due appuntamenti di Craig Breen. Tutti hanno lavorato duramente per la causa Hyundai permettendo il raggiungimento finale del sogno iridato.