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“Quello che potevo fare, l’ho fatto...”. Non la fa lunga, Simon Jean-Joseph. È troppo intelligente per piangersi addosso. E non gli pare il caso di far notare che dopo tre ore e passa di gara sulle strade difficili e affascinanti del Rallye di Antibes solo uno del manipolo di piloti al via con le Abarth Grande Punto in versione Super2000 è stato davanti a lui e alla sua Citroen C2. Non dice che quattro ruote motrici (e quattrocento ciccì in più...) sono pur sempre meglio di due. Piuttosto, tesse le lodi di Renato Travaglia che l’ha battuto anche nella terza frazione e s’è messo in tasca quei punti – diciannove – che gli permettono di continuare a sperare di riconquistare la corona continentale. Se i federali accoglieranno il suo appello contro l’esclusione dalla classifica del greco Elpa Rally.
“Renato – dice il martinicano – è un gran pilota e anche qui ha disputato una gran gara”. Anche lui è stato bravo, molto bravo. Non ha sbagliato niente, ha rintuzzato i tentativi di Volkan Isik di scavalcarlo. E farcela non era poi così facile. Non sull’asfalto dell’ultima tappa, spesso viscido e in alcuni tratti ricoperto da un paio di centimetri di ghiaccio.
Gara vera, quella sulle Alpi Marittime. Per piloti veri. Travaglia, appunto, e Jean-Jospeh. Con gli altri relegati a far da comparse. O al massimo da caratteristi. Come Volkan Isik alla sua miglior prestazione sulle strade catramate, come Michal Solowow, quarto e alla stragrande davanti a tutti gli altri gentleman-driver. Oltre che a Philippe Mermet, l’autotrasportatore che corre poco, ma ha fatto la sua parte nel rendere ancor più massiccia la presenza di auto italiane nelle zone che contano della classifica. Dove non c’è traccia di due che avrebbero anche meritato di esserci: Corrado Fontana, più veloce nell’ultimo tratto cronometrato dopo esser stato stoppato alla fine della seconda tappa dalla rottura dell’alternatore, e Ivan Paire che con la Clio Super 1600 di Munaretto ha fatto cose belle. Dopo esser stato stoppato alle primissime battute dalla rottura di un supporto motore.
Adesso la palla passa ai federali e nessuno può dire come andrà a finire la storia. L’unica certezza, però, è confortante: sia che decidano di riammettere Travaglia nella classifica della gara ellenica, sia che decidano di confermarne l’esclusione, a vincere la serie continentale sarà uno vero. Uno che se s’è guadagnata.

di Guido Rancati

La classifica finale


1. Travaglia-Scattolin (Fiat Punto) in 3.16'24,3
2. Jean-Joseph/J. Boyère (Citroën S1600) a 2'13"0
3. Isik/K. Ozsenler (Fiat Punto) a 3'54"3
4. Solowow/M. Baran (Fiat Punto) a 5'12"6
5. Mermet/G. Clerton (Fiat Punto) a 6'28"5
6. Donchev/S. Valchev (Mitsubishi Lancer) a 7' 55"1
7. Vosahlo/D. Bianchi (Subaru Impreza) a 10' 08"7
8. Biasion/G. Dini (Clio R3) a 12'30"7

La classifica di campionato

1. Jean-Joseph, 63
2. Isik, 57
3. Travaglia, 54
4. Solowow, 46
5. Iliev 43

Nella foto il podio di Antibes