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22 Ago [12:37]

IRC - Barum
Kopecky fa il duro

E scoprire che va sempre a finire che piove. Beh, non sempre ed allora non basta un buon assembramento di nuvole sopra quest’angolo ceco per costringere gli appassionati a tirar fuori gli ombrelli. E gli addetti a scaricare dai furgoni le gomme da bagnato. Le certezze dei meteorologi si stemperano fra tanti se e ma. Forse ci sarà una spruzzata, dicono gli stessi che il giorno prima annunciavano acqua a secchi. Intanto, protagonisti e comprimari vanno. Con “scarpe” da asciutto, è ovvio. Jan Kopecky vola e piazza un bell’uno-due. Non fa il vuoto, ma chiarisce agli avversari che non c’è trippa per gatti. Pure Kris Meeke ci dà dentro.

Risale e al primo stop della giornata – dopo tre tratti cronometrati – ha nel mirino Giandomenico Basso. Che ha fatto il suo alla stragrande, al solito. “Più di così, non posso fare”, annuncia il veneto prima di mettere qualcosa sotto i denti. Aggiunge: “E putrtroppo non c’è niente di inspiegabile”. Luca Rossetti, l’altro con lo Scorpione sulla divisa, è più ottimista: “Rispetto alla Peugeot che usavo l’anno passato, la Punto sullo sconnesso è decisamente migliore”, fa il friulano. Dopo aver spiegato di aver ancora un certo margine: “Dopo Madeira, non mi è parso il caso di andare subito all’assalto”. Fra il ceco della Skoda e l’italiano dell’Abarth, Freddy Loix con la 207 della Kronos. Galleggia, il fiammingo. Come per un po’ ha fatto Nicolas Vouilloz. Poi un principio di incendio l’ha stoppato. Le nuvole aumentano. Forse pioverà, ricordano gli esprti di isobare e affini. Già, forse...

Guido Rancati