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6 Mar [14:07]

Il Safari Rally Kenya verso il ritorno
Con l’ok di Todt si guarda al 2020

Marco Minghetti

In Kenya è da qualche anno che se ne parla, ma con l’inaugurazione del Safari Rally Project, avvenuta il 27 febbraio scorso nei locali di Kasarani, alla presenza del presidente del Paese Uhuru Kenyatta e del presidente della FIA Jean Todt, la strada verso il ritorno del mondiale in Africa sembra ora lastricata delle migliori intenzioni, e nessuno fa più mistero di puntare ad un reintegro nella massima serie a partire dal 2020.

“Il Campionato del Mondo rally deve allargare i propri orizzonti e diventare ancora più globale” - ha dichiarato Todt - “Mi piacerebbe davvero molto che si tornasse a gareggiare in un evento sempre molto difficile ed esigente. Considerando che si tratta del secondo continente più grande al mondo, l’Africa è sempre molto importante per la FIA e il Safari Rally rappresenta al meglio il dna del nostro sport”.

Sparito dal calendario dal 2002 con l’ultima edizione vinta da Colin McRae con la Ford Focus, una delle prove mitiche della specialità aveva sofferto soprattutto della mancanza di finanziamenti adeguati e della necessaria sicurezza richiesta, tutte cose che gli attuali sostenitori hanno ampiamente garantito, a partire da un sostanzioso aiuto economico di 2,5 milioni di dollari.

Accolto il consenso di Jean Todt, il Safari Rally del terzo millennio intanto comincia a muovere i primi passi con l’edizione 2018 che, valida come seconda prova del Campionato Africano, è in calendario tra una settimana esattamente dal 16 al 18 marzo. Con partenza dal Kenyatta International Center di Nairobi, la gara avrà poi base pulsante il Sopa Lodge sul lago Naivasha nella Rift Valley. Il percorso totale è di 559,82 chilometri, di cui 200,18 di tratti cronometrati per le nove prove speciali previste.