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27 Dic [20:41]

Intervista a Ronnie Quintarelli
L'addio alla GT-R e il futuro targato... Z

Marco Cortesi

Non è stata una stagione semplice quella di Ronnie Quintarelli nel SuperGT. Una vettura arrivata ormai alla fine del ciclo vitale, unita ai miglioramenti continui degli avversari, hanno costretto le scuderie del marchio Nissan a inseguire, in particolare nelle fasi conclusive del campionato. Oggi però, le prospettive sono tutte sulla nuova vettura, la Z GT500, che sostituirà la GT-R dopo quasi tre lustri. In NISMO non sono attesi grossi scossoni dal punto di vista dell'equipaggio, con Quintarelli che presumibilmente si troverà di nuovo accanto a Tsugio Matsuda. Tuttavia per la squadra ufficiale è arrivata una brutta tegola con la scomparsa dopo una lunga malattia del Team Principal Yutaka Suzuki, figura cardine sia dal punto di vista professionale che umano.

Ronnie, qual è il bilancio della stagione?
"E’ stata dura. Certo, in alcune gare abbiamo combattuto, come ad esempio sulle piste tortuose tipo Suzuka, in cui abbiamo fatto una tripletta. Però, quando si è arrivati alla fine, e c’è stato da dare tutto nelle ultime due gare, eravamo indietro anche a causa di qualche problema tecnico, avendo dovuto cambiare due motori. Quando ti manca mezzo secondo, in un campionato competitivo come questo, trovarsi oltre il decimo posto è un attimo. Anche io sento di non aver fatto la differenza quanto avrei voluto, vuoi per le difficoltà generali, vuoi per il fatto di avere pochi test a disposizione. In passato, si facevano molte più giornate in macchina. Ora è tutto più complicato. Ma si tratta di un’evoluzione fisiologica: quando il livello si alza così tanto, bisogna continuare a spingere, e il prossimo anno voglio fare un ulteriore step, dedicandomi anche al simulatore, che è diventato importantissimo per restare al passo".

Quello del Fuji è stato per te il termine di un lungo idillio, quello con la GT-R...
"E’ stato un addio emozionante, dato che praticamente tutta la mia carriera nella classe GT500 è stata con la GT-R. Con lei ho conquistato i miei successi e vissuto le più grandi emozioni. Ma in particolare al Fuji ho visto da vicino anche quanto questa vettura sia importante e iconica per tutti, per la Nissan stessa e per i tifosi, che hanno seguito massicciamente l’ultima trasferta".



Sembra che Nissan abbia un seguito molto più appassionato rispetto ai rivali, come mai?
"Nissan suscita molta passione perché ha una lunghissima storia nel mondo delle corse, e ha avuto negli anni piloti molto riconoscibili, come ad esempio Hoshino e Hasemi, e lo stesso vale per le vetture. Le Nissan hanno corso molto sia in patria che fuori, e ci sono stati tanti progetti importanti, dall’Europa agli USA, fino all’Australia. Inoltre, come brand ha sempre avuto un occhio di riguardo verso i tifosi, e nel corso degli anni la cosa è diventata reciproca. Ci sono tanti appassionati che vivono per seguire Nissan".

Ora avete un nuovo capitolo da aprire, c'è molta pressione?
"
Le aspettative sono sicuramente molto alte. Dopotutto, abbiamo vinto il titolo per l’ultima volta nel 2015. Negli anni seguenti, Nissan non ha avuto, come ad esempio Toyota, la forza di proporre due nuovi modelli stradali in pochi anni e adattarli ai regolamenti, però con la nuova Z c’è la volontà di tornare a lottare per il campionato. Non ci sono più scuse e l’ha messo in chiaro anche il Vicepresidente di Nissan che è intervenuto alla presentazione".

A complicare le cose in NISMO c'è però stata la recente scomparsa, a soli 56 anni, del Direttore Yutaka Suzuki...
"Purtroppo la notizia ci ha colti di sorpresa e rattristato molto, ci si aspettava che potesse recuperare e tornare al suo posto. Il suo ruolo era importantissimo sia dal punto di vista tecnico che da quello umano. Dopotutto, era entrato in Nismo finita l'università, iniziando una lunga carriera da ingegnere, progettista e manager. Era rispettatissimo, e la macchina 23 era tutto per lui. La squadra è fatta di persone, e una sua parola poteva fare la differenza anche quando, quest'anno, lavorava da remoto. Per fortuna il team potrà contare su Takeshi Nakajima, che da tempo è Chief Engineer, ed è veramente speciale, un pilastro per tutti".

Avete potuto già provare la nuova macchina? Come vedi la situazione in generale del gruppo Nissan, state lavorando insieme?
"Abbiamo avuto il primo test, e la Z sembra rispondere alle aspettative della vigilia. Come gruppo, l'interazione è limitata dal fatto che utilizziamo gomme diverse, e l'unico vero scambio c'è con il team BMax, che ha le Michelin, come NISMO. Comunque, le altre squadre, che storicamente erano un po' più arretrate rispetto a noi, hanno fatto un grande passo avanti e penso che potremo essere tutti competitivi il prossimo anno".

Un 2022 da vivere tutto in Giappone, ci sono possibilità di vederti tornare in Italia?
"Ormai sono due anni che non rientro per via delle restrizioni ai viaggi e le difficoltà logistiche. Avevo in programma di tornare a fine anno, ma purtroppo anche in Giappone è arrivata la nuova variante del Covid-19, con il primo caso che ha riguardato un viaggiatore in arrivo dall'Italia. Sono entrate in vigore delle restrizioni molto puntuali, e sarebbe stato complicato gestire in particolare il rientro, con la quarantena obbligatoria. Speriamo per tutti che la situazione si sistemi presto".


28 Nov [8:05]

Fuji - Gara
Clamoroso titolo di Sekiguchi-Tsuboi

Marco Cortesi

Dopo il finale a sorpresa dello scorso anno, sembrava difficile che il SuperGT potesse offrire risultati così clamorosi. Invece, nell'appuntamento conclusivo 2021 al Fuji è avvenuto un nuovo ribaltamento. Due delle tre Honda che si trovavano in testa alla classifica sono finite KO per contatti, e con un recupero di ben 16 punti, il titolo è andato al team Tom's e a Sho Tsuboi e Yuhi Sekiguchi, dominatori dell'evento in lungo e in largo in una top-5 dominata dalle Toyota. Dopo aver guadagnato il secondo posto al via, Sekiguchi ha approfittato di un re-start per un incidente in GT300 per passare il compagno di colori Ryo Hirakawa e involarsi al comando. Comando che Tsuboi non ha sprecato. Al secondo posto, gli ha protetto le spalle l'altra vettura della scuderia diretta dall'ex pilota Daisuke Ito, quella di Ryo Hirakawa e Sacha Fenestraz.

KO tutto in casa per Yamamoto-Makino
Il primo colpo alle speranze Honda, che poteva contare su un grande margine e tre equipaggi al top alla vigilia, è arrivato al quarto giro, quando Bertrand Baguette è stato toccato da Nobuharu Matsushita sulla Nissan Impul. A quel punto, c'erano comunque in lotta Naoki Yamamoto e Tadasuke Makino che, pur perdendo posizioni come passo gara, si trovavano in controllo della situazione. Il bi-campione è stato però centrato in pieno da una vettura della classe GT300 (ironia della sorte, una Honda) a sette passaggi dalla conclusione in staccata di curva 1.

Primo titolo per Sekiguchi e per la Supra
La cinquina delle Toyota Supra ha fatto il resto, allontanando l'ultima Honda in lotta, quella di ARTA, quanto è bastato. Alla fine sul podio hanno concluso Kenta Yamashita e Kazuya Oshima, seguiti da Nakayama-Kovalainen e Ishiura-Tachikawa. Dopo il disastro dello scorso anno con contatti tra i compagni di marca e gli errori strategici, in Toyota si è finalmente riuscito a portare al successo una vettura che si era mostrata subito eccezionale, soprattutto in gara. Per Tsuboi si tratta della prima vittoria in gara nella classe regina, mentre per Sekiguchi, che molti ricordano nel 2008 in Formula Master con l'Euronova di Vincenzo Sospiri, è il primo titolo dopo 13 stagioni di SuperGT.

Settimo posto per Ronnie Quintarelli e Tsugio Matsuda, mentre nella classe GT300, il titolo è andato alla Subaru BRZ "silhouette" di Takuto Iguchie Hideki Yamauchi. Yoshimoto-Kohno con una Supra GT hanno conquistato l'evento.

Domenica 28 novembre 2021, gara

1 - Sekiguchi-Tsuboi (Toyota Supra) – Tom’s - 66 giri
2 - Hirakawa-Fenestraz (Toyota Supra) – Tom’s - 4"689
3 - Oshima-Yamashita (Toyota Supra) – Cerumo - 7"203
4 - Nakayama-Kovalainen (Toyota Supra) - Sard - 23"596
5 - Tachikawa-Ishiura (Toyota Supra) – Cerumo - 25"012
6 - Nojiri-Fukuzumi (Honda NSX) – ARTA - 27"146
7 - Matsuda-Quintarelli (Nissan GTR) – Nismo - 35"072
8 - Hirate-Chiyo (Nissan GTR) – Bmax - 36"028
9 - Matsushita-Hiramine (Nissan GTR) – Impul - 89"171
10 - Oyu-Sasahara (Honda NSX) – Mugen - 89"891
11 - Takaboshi-Sasaki (Nissan GTR) – Kondo - 1 giro
12 - Izawa-Otsu (Honda NSX) – Nakajima - 1 giro
13 - Kunimoto-Miyata (Toyota Supra) – Bandoh - 3 giri

Ritirati
59° giro - Yamamoto-Makino
5° giro - Tsukakoshi-Baguette‍

7 Nov [8:47]

Motegi, gara
Nojiri-Fukuzumi all'ultimo giro

Marco Cortesi

Seconda vittoria in due gare per Tomoki Nojiri e Nirei Fukuzumi nel SuperGT a Motegi. Dopo il successo dell'appuntamento precedente ad Autopolis, la Honda del team ARTA ha conquistato un'altra affermazione sulla pista , passando dal sesto posto in graduatoria al secondo posto virtuale prima della prova finale di Motegi. A dare al duo di Aguri Suzuki il successo, uno svarione del team Impul, con la Nissan di Matsushita-Hiramine che è rimasta senza benzina all'ultimo giro. Per Nobuharu Matsushita e Kazuki Hiramine sembrava dover arrivare un nuovo successo dopo aver passato la Toyota del team Bandoh a metà gara. Alla fine, Hiramine ha tagliato il traguardo terzo, ripassato anche dalla Supra di Yuji Kunimoto e Ritomo Miyata.

La gara, che si disputava con zavorre dimezzate rispetto allo standard abituale (2kg per ogni punto) è stata combattuta con distacchi relativamente limitati in particolare a centro gruppo. Alla fine, al quarto posto si è piazzata la Honda di Tsukakoshi-Baguette, col primo protagonista di un doppio sorpasso nel suo stint. A seguire, l'equipaggio del team Mugen composto da Toshiki Oyu e Ukyo Sasahara, mentre dopo essere partiti in prima fila, Takaboshi-Sasaki sulla Nissan Kondo hanno progressivamente perso posizioni.

Non sono invece mai stati in gara Ronnie Quintarelli e Tsugio Matsuda, rallentati da un problema tecnico che ha portato la GT-R numero 23 a perdere rapidamente terreno e poi al ritiro. Non è stata una gara facile in generale neanche per quasi tutte le Toyota. Sacha Fenestraz (Tom's) è stato penalizzato per un contatto con una GT3, mentre Yuji Tachikawa del team Cerumo è finito in testacoda toccato da Makino e Yuichi Kakayama, compagno di Heikki Kovalainen in Sard, si è toccato con la Nissam BMax, finita sotto di 4 giri. Sekiguchi-Tsuboi, con il team Tom's, si sono classificati ottavi e sono i meglio piazzati delle tre ellissi in classifica, quinti a 16 punti di distacco dietro a tre Honda. Servirà per loro un miracolo nell'ultima gara al Fuji, che sarà disputata senza alcuna zavorra.

In classe GT300, la vittoria è andata all'Audi R8 GT3 di casa Hitotsuyama con Shintaro Kawabata e Takuro Shinohara. Un problema di motore ha fermato subito la Honda partita in pole con Kobayashi-Natori.

Domenica 7 novembre 2021, gara

1 - Nojiri-Fukuzumi (Honda NSX) – ARTA - 63 giri
2 - Kunimoto-Miyata (Toyota Supra) – Bandoh - 18"807
3 - Matsushita-Hiramine (Nissan GTR) – Impul - 19"905
4 - Tsukakoshi-Baguette (Honda NSX) – Real - 25"939
5 - Oyu-Sasahara (Honda NSX) – Mugen - 35"998
6 - Oshima-Yamashita (Toyota Supra) – Cerumo - 36"883
7 - Takaboshi-Sasaki (Nissan GTR) – Kondo - 39"543
8 - Sekiguchi-Tsuboi (Toyota Supra) – Tom’s - 40"793
9 - Tachikawa-Ishiura (Toyota Supra) – Cerumo - 45"631
10 - Hirakawa-Fenestraz (Toyota Supra) – Tom’s - 46"082
11 - Nakayama-Kovalainen (Toyota Supra) - Sard - 53"099
12 - Yamamoto-Makino (Honda NSX) - Kunimitsu - 53"336
13 - Izawa-Otsu (Honda NSX) – Nakajima - 1'21"482
14 - Hirate-Chiyo (Nissan GTR) – Bmax - 4 giri
15 - Matsuda-Quintarelli (Nissan GTR) – Nismo - 8 giri

Il campionato
1. Yamamoto 60; 2. Makino 57; 3. Nojiri-Fukuzumi 55; 4. Tsukakoshi-Baguette 52; 5. Sekiguchi-Tsuboi 44.

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