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14 Apr [21:15]

Okayama, gara
Tsuboi-Yamashita indisturbati

Marco Cortesi

Partiti dalla pole position con la Toyota Supra Tom's numero 36, Sho Tsuboi e Kenta Yamashita hanno dominato il primo appuntamento del SuperGT 2024 a Okayama. Sulla pista dal Kyushu, per la casa delle tre ellissi è arrivata una doppietta, con l'equipaggio Sard Yamashita-Sekiguchi che ha a sua volta confermato il secondo posto al via pur tenendosi dietro l'arrembante duo Honda Kunimitsu e in particolare nel finale Naoki Yamamoto.

Per la nuova Honda Civic il debutto è stato positivo, e sarebbe potuta andare meglio senza un contatto iniziale che ha visto coinvolte tre macchine inclusa la Honda Real e la Toyota del Rookie Racing e ha chiamato in causa la safety-car. A innescare il tutto leggero contatto della Nissan di Bertrand Baguette alla Supra di Kazuya Oshima. 

Se quarta ha concluso la Toyota di Hiroaki Ishiura e Toshiki Oyu, in top-5 si sono piazzati Ronnie Quintarelli e Katsumasa Chiyo, penalizzati a loro volta da un contatto: alla prima curva, proprio Oshima ha "pizzicato" la Z di Quintarellli, facendolo finire largo fuori pista e costandogli numerose posizioni. La coppia NISMO ha recuperato per quanto possibile, ma non è riuscita ad andare oltre il quinto posto, forse anche a causa del feeling non ancora perfetto con le nuove gomme Bridgestone.

Sesto posto per l'altra Nissan NISMO di Mitsunori Takaboshi e Atsushi Myake, autore di un buon debutto. Ottavo posto per la Honda di Nojiri-Matsushita, partita dai box dopo la rimozione dei tempi in Q1.

Domenica 14 aprile 2024, gara


1 - Tsuboi-Yamashita (Toyota Supra) - Tom's - 82 giri
2 - Sekiguchi-Nakayama (Toyota Supra) - Sard - 11"011
3 - Yamamoto-Makino (Honda Civic) - Kunimitsu - 12"262
4 - Ishiura-Oyu (Toyota Supra) - Cerumo - 21"100
5 - Chiyo-Quintarelli (Nissan Z) - Nismo - 24"541
6 - Takaboshi-Miyake (Toyota Supra) - Nismo - 25"424
7 - Sasahara-Alesi (Toyota Supra) - Tom's - 25"776
8 - Matsushita-Nojiri (Honda Civic) - ARTA  - 41"315
9 - Otsu-Sato (Honda Civic) - ARTA - 43"007
10 - Izawa-Okusa (Honda Civic) - Nakajima - 1 giro
11 - Hiramine-Baguette (Nissan Z) - Impul - 1 giro
12 - Matsuda-Natori (Nissan Z) - Kondo - 1 giro
13 - Sakaguchi-Kunimoto (Toyota Supra) - Bandoh - 3 giri
14 - Oshima-Fukuzumi (Toyota Supra) - Rookie - 39 girì

Ritirati
1° giro - Tsukakoshi-Ohta

13 Apr [15:38]

Okayama, qualifica
Pole per Tsuboi-Yamashita

Marco Cortesi

Debbutto 2024 a Okayama e prima qualifica del SuperGT con il nuovo regolamento che prevede la somma dei tempi dei due piloti in sessioni distinte con le stesse gomme. Il risultato, in un sabato di bel tempo, è stato una doppietta per la Toyota. Davanti a tutti Sho Tsuboi e Kenta Yamashita davanti a Yuhi Sekiguchi e Yuichi Nakayama. Entrambi gli equipaggi, di Tom's e Sard, hanno segnato tempi individuali sotto il minuto e 18 secondi. Terza prestazione al debutto per la Honda Civic, con la somma dei tempi di Naoki Yamamoto e Tadasuke Makino. Top-5 anche per i due equipaggi team Cerumo, con Ishiura-Oyu, e Rookie Racing con Oshima-Fukuzumi.

Altri team hanno faticato con il nuovo sistema, che manda in pista nel Q2 i piloti con pneumatici non in condizioni ideali. E' stato il caso della Nissan numero 23 Dopo il miglior tempo di Katsumasa Chiyo nel Q1, Ronnie Quintarelli non è riuscito a ripetere la prestazione. Quinto posto nel finale, davanti all'altra Nissan Nismo e alla Honda di Otsu-Sato. Ancora peggio è andata al duo Matsushita-Nojiri. Il primo ha perso i suoi tempi, e il secondo non ha potuto partecipare alla Q2.

In GT300, la pole è andata a Naoya Gamou e Takuro shinohara su Mercedes.

Sabato 13 aprile 2024, qualifica

1 - Tsuboi-Yamashita (Toyota Supra) - Tom's - 2'35"561
2 - Sekiguchi-Nakayama (Toyota Supra) - Sard - 2'35"787
3 - Yamamoto-Makino (Honda Civic) - Kunimitsu - 2'35"883
4 - Ishiura-Oyu (Toyota Supra) - Tom's - 2'35"986
5 - Oshima-Fukuzumi (Toyota Supra) - Rookie - 2'36"212
6 - Chiyo-Quintarelli (Nissan Z) - Nismo - 2'36"246
7 - Takaboshi-Miyake (Toyota Supra) - Nismo - 2'36"434
8 - Otsu-Sato (Honda Civic) - ARTA - 2'36"527
9 - Hiramine-Baguette (Nissan Z) - Impul - 2'36"548
10 - Tsukakoshi-Ohta (Honda Civic) - Real - 2'36"574
11 - Sasahara-Alesi (Toyota Supra) - Tom's - 2'36"860
12 - Matsuda-Natori (Nissan Z) - Kondo - 2'37"345
13 - Izawa-Okusa (Honda Civic) - Nakajima - 2'37"583
14 - Sakaguchi-Kunimoto (Toyota Supra) - Bandoh - 2'39"550
15 - Matsushita-Nojiri (Honda Civic) -  - ARTA  - ST

18 Feb [7:43]

Intervista a Quintarelli
Novità e bilanci al via del 2024

Marco Cortesi

Al via di una stagione ricca di novità, Ronnie Quintarelli ci regala un’esclusiva intervista a tutto tondo. Sulla stagione 2023, dal drammatico incidente del compagno di squadra Tsugio Matsuda a Suzuka, al terzo posto finale in campionato, e sul 2024, con la sfida delle nuove gomme Bridgestone e un nuovo, super competitivo compagno di squadra, Katsumasa Chiyo (a sinistra nella foto insieme al direttore del team NISMO Takeshi Nakajima), passando per una riflessione sul motorsport giapponese e internazionale. 

Per il team NISMO, che ha appena presentato i propri colori, la sfida è iniziata con una doppia sessione di test che ha lasciato buone impressioni e prospettive per l’anno che si appresta a partire.

Sei reduce da due sessioni di test, come sono andate?

I primi test a Sepang in Malesia e a Okayama sono stati incoraggianti. 
Sono stati organizzati dai gommisti e ogni costruttore, oltre alla test-car ha potuto portare una sola macchina in configurazione da gara. Noi di NISMO eravamo in pista con la test-car in Malesia a fine Gennaio e abbiamo debuttato con la macchina numero 23 da gara nei primi test stagionali in Giappone a Okayama, nella seconda settimana di Febbraio.

Entriamo subito nel vivo. Quest’anno per voi in NISMO ci sarà una rivoluzione passando da Michelin a Bridgestone. Com’è stato vissuto questo cambiamento?

Sono stato contento, considerando che, dal punto di vista dei responsabili dello sviluppo e degli ingegneri, io per Bridgestone sono sempre stato il rivale numero uno. Avendomi dalla loro parte, da un lato vogliono subito sentire la prima impressione, ed è molto gratificante. Poi sono orgogliosi, apprezzano il fatto di avere un buon feedback sulle loro gomme, dei commenti positivi su certe specifiche. Vogliono mettercela tutta.

E’ il vantaggio di essere Ronnie Quintarelli?

E’ il vantaggio di essere il vecchio della categoria! Quando sono arrivato in pista ai test, per prima cosa mi sono presentato al responsabile degli ingegneri. Scherzando gli ho detto: mi chiamo Ronnie Quintarelli, non so se mi conosci… Ridendo mi ha risposto: “Sei troppo famoso per non sapere chi sei!

Come siete usciti dalla stagione 2023?

Considerando tutto quello che è successo lo scorso anno con l’incidente di Suzuka in primis, la stagione 2023 è finita positivamente. Con una vittoria, due secondi posti e il terzo posto finale in campionato siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo minimo stagionale per il team NISMO, che si prefissa sempre di cercare di entrare come minimo nei primi tre in classifica generale. C’e’ però da dire che nelle ultime due stagioni la seconda macchina NISMO con a bordo i due giovani Katsumasa Chiyo e MitsunoriTakaboshi è stata protagonista per la lotta al titolo fino alla fine, chiudendo al secondo posto due volte. Ci hanno messo un po’ in ombra…

Anche per questo è nato l’avvicendamento tra compagni di squadra?

Già dall’anno scorso, che era il decimo anno di fila per me e Tsugio Matsuda sulla macchina numero 23, sapevamo che sarebbe potuta essere stata l’ultima stagione insieme. Sarebbe stato molto, molto difficile che Nissan continuasse con due piloti oltre i quarant’anni, che sono lì da 10 anni. Non era mai successo nella storia della scuderia. 
Per questo motivo siamo stati ancora più uniti. Ci siamo potuti concentrare al massimo sul presente, per chiudere alla grande. Poi… si sapeva che avrebbero potuto cambiare uno dei due piloti, o anche tutti e due. Dopotutto, cambiando il fornitore delle gomme ed avendo tre machine in totale con Bridgestone, si sarebbe potuta fare una rivoluzione.

Alla fine sei rimasto, come vedi questa scelta?

La riconferma sulla macchina No. 23, in quest’anno di grandi cambiamenti, e il fatto di essere stato messo in squadra con Chiyo, che si è messo molto in risalto ed è cresciuto in modo straordinario nelle ultime stagioni, è stato un segno veramente forte nei miei confronti. Sono 12 stagioni dopotutto. Dispiace non essere più con Tsugio, ma Chiyo porta anche degli stimoli nuovi. 

A livello personale hai avuto un’annata 2023 positiva, cosa ne pensi?

L’anno scorso, se devo tirare una somma su di me, è stato praticamente perfetto, senza errori. Quando c’è stato da vincere, abbiamo vinto, abbiamo performato anche in condizioni difficili. Se c’è una cosa che non mi ha soddisfatto personalmente è stata non riuscire a lottare per la pole position nell’ultima gara con la Michelin a Motegi, senza zavorra. Nel Q2, che è di fatto un giro secco, qualcosa non è andato e non sono riuscito ad andare oltre il quinto posto. Nonostante questo, poi abbiamo fatto una bella gara chiudendo secondi. 

E invece ad andare fortissimo in qualifica a Motegi è stato proprio Chiyo…

Chiyo è stato praticamente impeccabile riuscendo ad ottenere la sua prima pole in carriera nel SuperGT e starmi davanti per la prima volta in modo netto in qualifica. Per un motivo o per l’altro, le sessioni che avevamo fatto insieme fino a quel momento erano sempre state a favore mio, e quella volta era determinato a mettermi dietro. Anche per questo è bello ora lavorare con lui e dividere l’abitacolo della macchina No.23, quella di punta per il Team NISMO.

Com’è andato il primissimo contatto?

A metà dicembre, io sapevo con qualche giorno di anticipo che sarebbe stato lui il pilota con cui avrei diviso la macchina. Dopo che ha terminato la sua riunione qualche giorno piu’ tardi, mi ha chiamato subito. Da lì, messi insieme i due rivali, è cambiato tutto..

Quali sono le aspettative?

Secondo me abbiamo un mix di piloti che funzionerà. Nei miei 35 anni di carriera non ho mai visto uno motivato come Chiyo, che tutti i giorni si impegna duramente nel cercare di spronare il team dando anche tante direzioni tecniche.
Soprattutto nelle ultime stagioni, io sono sempre stato principalmente focalizzato per essere al massimo a livello fisico dedicando tantissimo tempo agli allenamenti quotidiani. Adesso avere uno come Chiyo in squadra gioverà tantissimo anche a me. 

Parlaci dell’incidente occorso a Tsugio lo scorso anno a Suzuka, non è stato un momento facile…

L’incidente è stato veramente sconvolgente. Non ho ricordi nella mia carriera di un fine settimana così. Prima di tutto, non si è capito subito chi era coinvolto. Si vedeva una macchina disintegrata, non si capiva chi fosse. Ci sono stati dei secondi di tensione. Vedevamo che la nostra posizione scendeva, e così abbiamo capito di essere noi. Poi sono andato dal team Kunimitsu e ho chiesto a Makino di domandare a Yamamoto via radio cos’era successo, visto che loro erano dietro. Mi ha fatto sentire la risposta e lì è stato un colpo al cuore. Siamo andati al medical centrer, dove abbiamo saputo che Tsugio era cosciente. Due ore dopo siamo andati in ospedale, col il manager del team e il fisioterapista. I medici ci hanno fatto vedere le lastre. Sono venuti i genitori di Tsugio, lui abita vicino a Suzuka. E poi abbiamo visto lui, due o tre minuti. E’ stata una domenica angosciante. 

E’ stato quasi un miracolo…

Si, ma lo si deve anche alla sua preparazione. La cosa che ci ha detto subito il dottore è che le ossa erano a posto. “Ne ho visti di atleti, ma non ne ho mai visto nessuno con una muscolatura così”. La muscolatura l’ha salvato da conseguenze più gravi. Il botto è stato da 58G. Ha subito un’operazione per riparare i muscoli delle cosce danneggiati dalle cinture. Ma lui è molto determinato, stoico. Non gli piace perdere, e questa mentalità l’ha aiutato nel recupero. 

Il ritorno com’è andato?

Il ritorno in pista è stato con una macchina nuova, tutta da assestare, ma nel round successivo, sempre a Suzuka, nonostante tutto, andava quasi più forte di prima.



Ci sono stati diversi incidenti in SuperGT, ultimi quelli di Matsuda a Suzuka e Yamamoto a Sugo. Forse queste macchine vanno troppo forte e bisogna intervenire?

Sicuramente le macchine vanno sempre più veloci, e c’è stato un dibattito nella pausa invernale. Però è una questione complessa, non è così semplice dire “riduciamo la velocità”. Anche nel raffronto con le GT300, il gap non è cambiato, sono migliorate entrambe le categorie.  Può essere che ci sia una battaglia in pista con velocità maggiori, e le cose possono precipitare se non c’è una comunicazione perfetta. Però molto intervengono anche le circostanze. A Suzuka è stata una serie di concause. Con la pressione di Yamamoto, il doppiaggio, nel punto più difficile della pista, Tsugio si è trovato a prendere un rischio. Anche a Sugo, con l’incidente di Yamamoto, c’è stata una vettura che doveva rientrare ai box, ha fatto passare, e poi ha tagliato pensando che non ci fosse nessuno. C’è stato un fraintendimento. E’ complesso pensare di intervenire.

Quale sarà il principale cambiamento dal lato regolamentare?

C’è una novità importante, per motivi ambientali. L’obiettivo per il SuperGT è di restare con il motore a combustione, ma per farlo dovremo essere entro il 2030 a impatto CO2 neutro, compensare le emissioni. Per questo, lo scorso anno c’è stata l’introduzione del combustibile ad emissioni di anidride carbonica neutrale. Poi, da quest’anno, sempre per la sostenibilità, è stato tirato via un set di gomme. In un weekend normale da 300 km c’erano cinque set di gomme per prove libere, qualifiche e gara, che erano sei fino a due anni fa. 
Non sarà facile. Si inizierà il Q1 con gomme nuove, per poi mandare in pista tutti i secondi piloti nel Q2 con le gomme del Q1 che saranno usate, sommando i due tempi. Va detto che noi piloti non è che siamo contentissimi di questo cambiamento, perché toglie la sfida per la pole position a gomme nuove nel secondo segmento che tante volte vedeva anche infranti i record dei circuiti con la condizione della pista che via via va a migliorare. 
Questa nuova regola sottrarrà un po’ di spettacolo per il giro secco, ma la cosa positiva è che i tifosi potranno vedere scendere in pista tutti i lori beniamini nelle qualifiche, non essendoci più il knock out dopo il Q1.

Dal punto di vista tecnico, il SuperGT ha un livello impressionante. E’ lo stesso anche dal punto di vista fisico?

Nelle gare estive c’è sempre un po’ la tendenza a ridurre l’areazione nella macchina per avere più efficienza, e si arrivano ad avere anche più di quaranta gradi dentro l’abitacolo. Poi, le machine del GT500, avendo delle velocità in curva altissime, generano tanti G di accelerazione. La cosa più difficile sono le gare più lunghe, quelle da 450 chilometri, quando un pilota deve effettuare anche il doppio stint. Fisicamente è molto dura, ma rappresenta una sfida soprattutto per i piloti di età avanzata come me. 

Negli ultimi anni si è vista una riduzione nel flusso di piloti stranieri in Giappone, come mai?

Probabilmente è dovuto al fatto che Honda e Toyota hanno le loro Academy sin dal kart, e ogni anno, hanno un pilota o due potenzialmente forti che portano in Formula 4, e poi mandano magari in Super Formula Lights o in Europa. Salendo in kart a 5 anni, arrivi a 13 in OK che sei già un giovane professionista. Tra i 12 e 14 anni alcuni già salgono macchina per testare privatamente. Poi grazie anche al simulatore, arrivano 18 anni che sono completi. E’ tutto più precoce. 

C’è una carica di giovani preparati…

Spesso si dice che non ci sono più i piloti di una volta… In realtà ora, grazie alla tecnologia, per certi versi sono anche meglio. Una volta, a parte qualche caso eccezionale, non è che salivi in macchina e andavi forte subito dopo qualche tornata. Avevi una fase di assestamento, per capire. Adesso salgono e dopo tre uscite fanno quasi i nostri tempi. Poi, con la gestione della gara è diverso. Ma studiando gli on board e i dati della telemetria, riescono ad assorbire tutto. Poi con l’Academy ovviamente le case possono seguirli anche dettando le condizioni a lungo termine. Dall’altro lato, lo straniero è sempre un punto di domanda a livello di adattamento alla cultura. In Giappone, se devono scegliere tra uno straniero o un giapponese, a parità di potenziale, scelgono il pilota di casa.

Qual è il pilota giovane che ti impressiona di più?

Facendo tante cose coi kart ho potuto vedere numerosi piloti. Quelli che sono in SuperFormula o GT500, li ho visti crescere tutti e sono tutti molto forti, facevano la differenza anche allora. Uno che ho visto assolutamente determinato, e quando c’è da vincere vince, è Ritomo Miyata, che adesso farà la F2. Ha vinto tantissimo sin dal kart, in Formula 4, in Super Formula Lights e l’anno scorso ha vinto sia SuperFormula sia SuperGT. Mentalmente è fortissimo. Uscire dal Giappone però non è mai facile, non si sa mai quale sarà la reazione andando fuori dalla propria comfort zone, è come per gli stranieri che entrano. Però qui in casa è uno di quelli al top. Ma ce ne sono tanti, a partire da Chiyo, naturalmente, e Takaboshi.

In generale cosa ne pensi del motorsport attuale, e della Formula 1?

Lasciando stare le solite cose del “adesso non è più come una volta” che ci sono sempre, anche nel calcio, la Formula 1 attuale mi sembra al top degli ultimi 20 anni, e anche tutto il motorsport in generale lo vedo in salute, a livello di professionisti e gentleman. E come in F1, anche qui in Giappone, ci sono tanti team che vorrebbero entrare in SuperGT ma non trovano lo slot per entrare, indipendentemente da quanto li vogliano pagare. 


6 Nov [10:16]

Miyata raddoppia nel giorno degli addii
Lamborghini torna alla vittoria

Marco Cortesi

Ritomo Miyata è, ma lo sarà per poco, il nuovo campione di riferimento del sol levante. Il ventiquattrenne del team Tom's ha conquistato nello stesso anno il campionato GT e la SuperFormula, un'impresa riuscita a pochi, ma è pronto a passare al WEC in pianta stabile con la Lexus in GT3 prima e magari con la Hypercar poi. Arrivato alle corse dopo un'infanzia non facile, caratterizzata dalla diagnosi di autismo e da difficoltà di inserimento a scuola, ha trovato nel motorsport la familiarità di cui aveva bisogno, con risultati subito eccezionali. 

Addio Michelin, per Nismo arriva Bridgestone?
Con un secondo posto a Motegi saluta la classe GT500 anche il marchio Michelin. Il gommista francese ha deciso di uscire dal SuperGT dopo anni di alto livello, segnati dai titoli conquistati con Ronnie Quintarelli, Tsugio Matsuda e Masataka Yanagida in un rapporto solidissimo con Nissan. Così, per la squadra ufficiale di Yokohama si tratterà ora di aprire un nuovo capitolo che probabilmente sarà con Bridgestone. Il motivo addotto, la "chiusura" in trermini di motorsport del Giappone, con gare relativamente corte, senza componenti ibridi, e grandi costi di sviluppo. Dopotutto, il SuperGT si sta orientando più verso il link con la produzione, sempre di più verso l'alto livello di competizione.

Salutano Honda NSX e Tachikawa
A testimonianza di ciò anche la scelta da parte di Honda di pensionare la NSX e introdurre il nuovo modello Civic. Sotto la pelle non cambierà nulla. Da fuori, debutta una vettura che nella versione stradale è tutt'altro che una GT, ma permette di offrire un link con un modello più "popolare".  Addio anche Yuji Tachikawa ha deciso di appendere il casco al chiodo dopo una carriera incredibile. A 48 anni, ha corso per 27 stagioni consecutive nel massimo campionato giapponese, 25 dei quali con la stessa squadra, il team Cerumo, e 26 con Toyota. Per lui sembra probabile un futuro da dirigente o testimonial nella casa delle tre ellissi.


Torna alla vittoria il team JLOC 
In GT300 ha trionfato un'altra storia di grande tradizione. Nell'appuntamento di Motegi è arrivato un nuovo successo per il team JLOC e il marchio Lamborghini. L'attesa è stata lunga, sin dal trionfo di Couto-Takahashi-Fujinami del 2019 a dispetto della passione sempre dimostrata dal gruppo fondato da Isao Noritake. Diventato famoso in Europa per le partecipazioni, purtroppo non fortunate, alla 24 Ore di Le Mans, il Japan Lamborghini Owners Club ha debuttato nel 1984 con una Lamborghini Countach, passando poi negli anni a Diablo, Murcielago, Gallardo e infine Huracan GT3.

Dal concessionario al titolo GT300
La GT300 ha regalato anche la grande storia del titolo vinto dal team Saitama Toyopet. La scuderia della città a nord di Tokyo rappresenta un gruppo di concessionari Toyota, con parte dello staff che, nella settimana, lavora nell'assistenza delle vetture per i clienti. La Supra che viene schierata è realizzata sul regolamento JAF GT300, quello più tradizionale del SuperGT, con le vetture che sono di fatto "silhouette", e che coesiste con le regole GT3.

5 Nov [8:34]

Motegi - Gara: titolo a Miyata-Tsuboi
Quintarelli-Matsuda a podio

Marco Cortesi

Ritomo Miyata e Sho Tsuboi hanno conquistato il titolo SuperGT 2023 al termine di una gara, quella di Motegi, in cui il caldo delle qualifiche ha lasciato il posto ad un meteo incerto con rovesci a momenti alterni. Miyata e Tsuboi hanno occupato per quasi tutta la corsa il secondo posto, che comunque gli avrebbe garantito il successo finale, ma hanno avuto la soddisfazione anche del successo in gara. 

Dopo una corsa tutta al comando, dalla pole, il duo Chiyo-Takaboshi si è dovuto arrendere proprio in occasione di un'acquazzone negli ultimi passaggi, quando Takaboshi è finito insabbiato. Doppio successo quindi per l'equipaggio del team Tom's (nella foto ©GTA), che ha vinto quest'anno tre gare riportando Toyota al titolo. Ed è un gran risultato anche per lo stesso Miyata, che una settimana fa aveva vinto la SuperFormula. Tsuboi è al secondo titolo, mentre il ventiquattrenne è il primo centro, un risultato eccezionale considerato il suo unico percorso nel motorsport, iniziato come "terapia" per l'autismo e arrivato ai massimi livelli. 
 
Al secondo posto si sono piazzati Ronnie Quintarelli e Tsugio Matsuda, protagonisti di un'ottima gara per completare una stagione 2023 certamente non facile. Il duo del team Nismo ha conquistato il terso podio dell'anno chiudendo terzo in classifica, a sole sette lunghezze da Chiyo e Takaboshi. Terzo posto in gara invece per il Real Racing con la prima delle Honda. Podio quindi per due dei tre grandi addii di questo fine stagione. In casa Nissan, Michelin dopo anni di successi esce di scena, abbandonando un campionato che tanti successi ha portato in coppia con Quintarelli e Nissan. Lato Honda, saluta la NSX, che verrà sostituita il prossimo anno nella silhouette della vettura dalla Civic Type-R. 

E' finita poi nelle retrovie l'avventura di Yuji Tachikawa, dopo 27 anni nel SuperGT e tre titoli conquistati. Una longevità strabiliante per il 48enne campione, salutato con grande affetto da tifosi e avversari.

Per quanto riguarda la classe GT300, il titolo è andato al team Saitama Toyopet, a cui bastava un solo punto per la matematica certezza. Col settimo posto, Kohta Kawaai e Hiroki Yoshida hanno timbrato il cartellino in una gara vinta per la prima volta dalla Lamborghini JLOC con Takashi Kogure e Yuya Motojima.

Sabato 4 novembre 2023, gara

1 - Tsuboi-Miyata (Toyota Supra) - Tom's - 63 giri
2 - Quintarelli-Matsuda (Nissan Z) - NISMO - 5"159
3 - Tsukakoshi-Matsushita (Honda NSX) - Real - 16"270
4 - Hiramine-Baguette (Nissan Z) - Impul - 30"349
5 - Nojiri-Oyu (Honda NSX) - ARTA - 32"045
6 - Oshima-Yamashita (Toyota Supra) - Rookie - 46"456
7 - Oshima-Yamashita (Toyota Supra) - Rookie - 51"864
8 - Kunimoto-Sakaguchi (Toyota Supra) - Bandoh - 58"819
9 - Alesi-Sasahara (Toyota Supra) - Tom's - 62"089
10 - Kimura-Makino (Honda NSX) - Kunimitsu - 65"534
11 - Ishiura-Tachikawa (Toyota Supra) - Cerumo - 67"734
12 - Fukuzumi-Otsu (Honda NSX) - ARTA - 71"295
13 - Chiyo-Takaboshi (Nissan Z) - NDDP - 92"001
14 - Sasaki-Hirate (Nissan Z) - Kondo - 1 giro
15 - Ohta-Izawa (Honda NSX) - Nakajima - 21 giri

16 Ott [12:06]

Autopolis, gara
Che rimonta di Tsuboi-Miyata

Marco Cortesi

Gara superlativa quella di Sho Tsuboi e Ritomo Miyata ad Autopolis, sede del penultimo appuntamento del SuperGT. La Toyota nuero 36 del team Tom's ha rimontato dalla dodicesima posizione in griglia grazie ad un overcut ben assestato, ma soprattutto a un finale spettacolare di Miyata. Dopo aver passato la Nissan NDDP di Mitsunori Takaboshi, si è messo alla caccia della Honda ARTA di Hiroki Otsu. Grandissima la battaglia che ne è risultata, con il sorpasso decisivo a 10 giri al termine. Miyata e Tsuboi con il successo in gara hanno anche preso la testa della classifica. 

Katsumasa Chiyo e Takaboshi hanno poi chiuso dietro a Otsu e Nirei Fukuzumi, mentre un'altra Toyota Supra, quella di Cerumo di Yuji Tachikawa, ha preceduto la Nissan campione uscente di Hiramine Baguette, ora fuori dalla contesa 2023. Gara difficile per Ronnie Quintarelli e Tsugio Matsuda. La Nissan numero 23 ha subito un importante degrado delle gomme, tanto da costringere il team ad effettuare tre soste contro le due normali per una gara da 450 km.

Da segnalare il decimo posto all'esordio per Iori Kimura, che ha debuttato in Honda Kunimitsu per sostituire l'infortunato Naoki Yamamoto. Due i ritiri, quello della Toyota Sard di Sekiguchi-Nakayama per problemi meccanici, e della Honda ARTA numero 8 di Oyu-Nojiri per un'uscita di pista del secondo. 

In classifica, dietro a Tsuboi-Miyata ci sono con sette punti di distacco Chiyo-Takaboshi, con Fukuzumi e Otsu terzi ma staccati di 16 lunghezze. Fuori dai giochi Quintarelli e Matsuda.

In GT300 successo per Hiroki Yoshida, Kohta Kawaai, Seita Nonaka sulla Toyota del team Saitama Toyopet con la scelta di non cambiare le gomme in una delle soste. I due piloti titolari, Yoshida e Kawaii, hanno vinto la loro seconda gara di fila, cosa che li porta già vicini al titolo, un'eventualità rarissima nel SuperGT. I principali rivali Yuui Tsutsumi e Hibiki Taira dovranno fare la pole e vincere a Motegi per restare in gara sperando nel ritiro dei leader. 

Domenica 15 ottobre 2023, gara

1 - Tsuboi-Miyata (Toyota Supra) - Tom's - 97 giri
2 - Fukuzumi-Otsu (Honda NSX) - ARTA - 5"474
3 - Chiyo-Takaboshi (Nissan Z) - NDDP - 5"854
4 - Ishiura-Tachikawa (Toyota Supra) - Cerumo - 17"272
5 - Hiramine-Baguette (Nissan Z) - Impul - 18"349
6 - Tsukakoshi-Matsushita (Honda NSX) - Real - 30"958
7 - Alesi-Sasahara (Toyota Supra) - Tom's - 31"201
8 - Oshima-Yamashita (Toyota Supra) - Rookie - 39"206
9 - Kimura-Sakaguchi (Toyota Supra) - Bandoh - 84"414
10 - Quintarelli-Matsuda (Nissan Z) - NISMO - 85"131
11 - Ohta-Izawa (Honda NSX) - Nakajima - 99"210
12 - Sasaki-Hirate (Nissan Z) - Kondo - 2 giri
13 - Kunimoto-Sakaguchi (Toyota Supra) - Bandoh - 2 giri
14 - Sekiguchi-Nakayama (Toyota Supra) - Sard - 6 giri
15 - Nojiri-Oyu (Honda NSX) - ARTA - 6 giri

14 Ott [21:53]

Autopolis, qualifica
Pole con record per Fukuzumi

Marco Cortesi

Pole position con record della pista per Nirei Fukuzumi e per il team ARTA nel penultimo round del SuperGT ad Autopolis. Il pilota della Honda ha battuto le Toyota dei team Bandoh e Sard rispettivamente guidate da Sena Sakaguchi e Yuichi Nakayama. La Supra di Kunimoto e Sakaguchi è stata l’unica vettura non gommata Bridgestone nel Q2 (usa gomme Yokohama). Terzo posto per Kazuya Oshima e Kenta Yamashita ed il team Cerumo, mentre dopo il miglior tempo di Ukyo Sasahara al Q1, Giuliano Alesi ha chiuso quinto con la migliore Toyota Tom’s.

Da segnalare il decimo posto per il debuttante Iori Kimura, chiamato da Kunimitsu a sostituire Naoki Yamamoto. Il campione giapponese della Honda si è infortunato in un brutto incidente a Sugo e salterà il resto della stagione a causa di un serio problema vertebrale con interessamento del midollo spinale. 

Giornata difficile per le Nissan, tutte fuori dal secondo turno. Nono posto per i leader della classifica Chiyo-Takaboshi, quattordicesimo per Tsugio Matsuda e Ronnie Quintarelli.

Sabato 14 ottobre 2023, qualifica

1 - Fukuzumi-Otsu (Honda NSX) - ARTA - 1'31"131
2 - Kunimoto-Sakaguchi (Toyota Supra) - Bandoh - 1'31"604
3 - Sekiguchi-Nakayama (Toyota Supra) - Sard - 1'31"997
4 - Oshima-Yamashita (Toyota Supra) - Rookie - 1'31"999
5 - Alesi-Sasahara (Toyota Supra) - Tom's - 1'32"038
6 - Tsukakoshi-Matsushita (Honda NSX) - Real - 1'32"206
7 - Ishiura-Tachikawa (Toyota Supra) - Cerumo - 1'32"357
8 - Kimura-Makino (Honda NSX) - Kunimitsu - 1'34"464
9 - Chiyo-Takaboshi (Nissan Z) - NDDP - 1'32"681
10 - Nojiri-Oyu (Honda NSX) - ARTA - 1'32"690
11 - Sasaki-Hirate (Nissan Z) - Kondo - 1'32"768
12 - Tsuboi-Miyata (Toyota Supra) - Tom's - 1'32"892
13 - Hiramine-Baguette (Nissan Z) - Impul - 1'32"941
14 - Quintarelli-Matsuda (Nissan Z) - NISMO - 1'33"097
15 - Ohta-Izawa (Honda NSX) - Nakajima - 1'33"363

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