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27 Giu [0:41]

Rally Acropoli – 2° giorno mattino
Fourmaux fora, Neuville sale al comando

Michele Montesano

Da sempre considerato uno degli appuntamenti più duri del WRC, il Rally dell'Acropoli ha confermato la propria fama già nelle prime prove sterrate del venerdì. Pietre affioranti, fondo estremamente sconnesso e una gestione degli pneumatici rivelatasi decisiva hanno premiato Thierry Neuville. Il pilota della Hyundai ha chiuso la prima parte della giornata al comando con 11 secondi di vantaggio su Sébastien Ogier, mentre la sorpresa è rappresentata dall'ottimo Jon Armstrong, capace di portare la Ford Puma Rally1 della M-Sport in terza posizione.

Dopo aver conquistato la leadership nella prova spettacolo disputata giovedì sera, Ogier era ripartito davanti a tutti verso le insidiose prove dell'entroterra greco. La situazione è però cambiata già nella prima speciale del venerdì, quando Adrien Fourmaux ha sfruttato al meglio la favorevole posizione di partenza facendo segnare lo scratch con appena un decimo di vantaggio sul compagno di squadra Neuville. Ciò è bastato comunque al belga per scavalcare Ogier e portarsi momentaneamente al comando della classifica generale.

La risposta di Fourmaux non si è fatta attendere. Il francese è stato autore di una prestazione convincente nella successiva Parnassos Mt, dove ha rifilato quasi due secondi a Neuville e ben 14 a Ogier, conquistando così la leadership del rally. Tutto sembrava andare per il verso giusto al francese, ma il Rally dell'Acropoli ha presentato immediatamente il conto. Nella prova di Stiri una foratura all'anteriore destra gli è costata oltre mezzo minuto, facendolo precipitare dal primo al quarto posto con un ritardo di 28"3 dalla vetta.

Neuville ha così ereditato il comando della corsa, pur dovendo fare i conti con un'altra difficoltà. Nel corso della mattinata il belga ha infatti perso lo splitter anteriore della sua Hyundai i20 N Rally1 compromettendo, così, il bilanciamento aerodinamico della vettura nei tratti più veloci. Nonostante questo inconveniente, il campione del mondo è riuscito a limitare i danni e a mantenere un margine rassicurante su Ogier, autore dello scratch nell'ultima prova del giro mattutino.

Il francese della Toyota è rimasto pienamente in corsa per la vittoria, ma ha ammesso come in queste condizioni il fattore fortuna giochi un ruolo fondamentale. Le continue pietre presenti sul percorso, unite all'usura degli pneumatici Hankook, hanno infatti trasformato ogni prova speciale in una vera e propria lotteria, con il rischio di forature sempre dietro l'angolo.

Alle spalle dei due protagonisti ha brillato Armstrong. Il nordirlandese della M-Sport ha sfruttato nel migliore dei modi la posizione di partenza, facendo registrare tempi costantemente competitivi e chiudendo il giro mattutino al terzo posto assoluto, a poco più di 21 secondi dalla vetta. Un risultato che conferma anche il buon avvio della squadra britannica, capace di piazzare tre Ford Puma Rally1 nelle prime sei posizioni.

Josh McErlean occupa infatti la quinta posizione, mentre Mārtiņš Sesks è sesto nonostante alcuni problemi agli pneumatici accusati nell'ultima speciale del mattino. Più complicata la mattinata per Sami Pajari, rallentato da una momentanea perdita di potenza che gli ha fatto perdere terreno scivolando al settimo posto.

Ottavo Takamoto Katsuta, anch'egli alle prese con una delaminazione dello pneumatico posteriore destro, mentre il leader del campionato Elfyn Evans ha pagato pesantemente il compito di aprire la strada. Il gallese della Toyota, costretto a spazzare la ghiaia e i grossi sassi presenti sul fondo, ha concluso soltanto nono con un ritardo superiore al minuto dalla vetta confermando, con i fatti, quanto l'ordine di partenza abbia inciso in maniera determinante sull'andamento della mattinata.

La selettività dell'Acropoli non ha risparmiato nemmeno Oliver Solberg e Dani Sordo. Lo svedese ha perso oltre un minuto a causa di una foratura già nella prima prova del venerdì, mentre lo spagnolo ha dovuto fermarsi per sostituire uno pneumatico bucato dicendo, ben presto, addio alle possibilità di rimanere nelle posizioni di vertice.

Anche nel WRC2 la mattinata è stata particolarmente combattuta. Al comando della categoria c’è la Skoda di Andreas Mikkelsen che, al termine della prima tornata, può contare su appena un secondo e mezzo di vantaggio nei confronti di Robert Virves. A completare il podio ci ha pensato Alejandro Cachón, al volante della Toyota Yaris Rally2.

Venerdì 26 giugno 2026, classifica dopo la SS4 (top 15)

1 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 48'03"2
2 - Ogier-Landais (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 11"0
3 - Armstrong-Byrne (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 21"2
4 - Fourmaux-Coria (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 28"3
5 - McErlean-Treacy (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 36"8
6 - Sesks-Francis (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 38"3
7 - Pajari-Salminen (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 50"2
8 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 55"6
9 - Evans-Martin (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 1'18"6
10 - Mikkelsen-Listerud (Škoda Fabia RS Rally2) - Toksport - 1'43"2
11 - Virves-Viilo (Škoda Fabia RS Rally2) - Toksport - 1'44"7
12 - Cachón-Rozada (Toyota GR Yaris Rally2) - Toyota Espana - 2'01"2
13 - Solans-Sanjuan (Škoda Fabia RS Rally2) - PH - 2'01"8
14 - Solberg-Edmondson (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 2'03"6
15 - Y.Rossel-Dunand (Lancia Ypsilon HF Rally2) - Lancia - 2'03"7