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31 Dic [13:04]

Dakar – Prologo
Ekström e Audi aprono le danze

Michele Montesano

Il prologo di Sea Camp ha aperto ufficialmente la 45ª edizione della Dakar. Per il quarto anno consecutivo sarà ancora l’Arabia Saudita a fare da palcoscenico al rally raid più famoso e impegnativo del mondo. La carovana, partita dalle sponde del Mar Rosso, dopo 14 tappe raggiungerà Damman sulla costa del Golfo Persico. Quest’anno il percorso sarà ancora più lungo e ostico: piloti, navigatori e mezzi saranno chiamati ad affrontare le più svariate superfici e condizioni climatiche pur di raggiungere l’agognata meta.

Ad aprire le danze è stato l’equipaggio Audi, composto da Mattias Eksrtöm ed Emil Bergkivist, che ha conquistato il miglior crono del percorso ad anello, di 13 km cronometrati, a nord di Jeddah. Nonostante i titoli conquistati nel DTM, nel WRX e nell’ETCR, lo svedese è il pilota meno esperto del tridente Audi. Complice la tappa decisamente corta, e quasi in stile rallycross, Ekström è riuscito a trovare subito il giusto feeling con la nuova RS Q e-tron E2. Completamente rivista nella sua aerodinamica, il buggy dei 4 anelli è stato alleggerito di oltre 80 kg. Invariata invece l’architettura del powertrain con i 2 motori elettrici, disposti sui rispettivi assi, e il 4 cilindri 2.0 TFSI, di derivazione DTM, a caricare costantemente la batteria.



Per un solo secondo il vice campione della passata edizione Sebastien Loeb (nella foto sopra) si è dovuto accontentare della seconda piazza. Navigato da Fabian Lurquin, il 9 volte iridato WRC ha subito messo in chiaro le sue intenzioni pigiando forte sull’acceleratore dell’Hunter del Bahrain Raid Xtreme. Visto il fondo della tappa di Sea Camp, sulla superficie sabbiosa il buggy della Prodrive potrà dire senz’altro la sua nella classifica assoluta.

Dopo aver pagato lo scotto del noviziato dello scorso anno, Audi si è presentata con l’obiettivo di salire in zona podio al termine della cavalcata saudita. A dimostrarlo il terzo posto di ‘Mister Dakar’ Stéphane Peterhansel che ha concluso il prologo con un distacco di 11 secondi dal compagno di squadra. A caccia del suo 15° successo nella maratona, il francese ha terminato proprio davanti al vincitore in carica Nasser Al-Attiyah (nella foto sotto). Nonostante sia stato costretto a partire per primo, il qatariota è stato l’unico ufficiale del Toyota Gazoo Racing a entrare nelle posizioni di vertice.



Quinto posto per Guerlain Chicherit e Alex Winocq, i più veloci tra i privati. Al volante dell’Hunter del GCK Motorsport, il francese ha preceduto l’Audi E2 del 3 volte vincitore Carlos Sainz. Settimo il pilota locale Yazeed Al Rajhi navigato da Dirk von Zitzewitz, il quale ha preso il posto dell’infortunato Michael Orr. Jakub Przygonski ha condotto all’ottavo posto la Mini John Cooper Workshop del team X-Raid (nella foto sotto).

A completare la top 10 l’alfiere del BRX Orlando Terranova e la Toyota Hilux di Henk Lategan. Solamente tredicesimo l’esperto Giniel de Villiers, attardato da una superficie stradale non ottimale al suo passaggio. Con il quindicesimo posto assoluto, l’ufficiale del Century Racing Factory Team Brian Baragwanath è stato il primo di classe T1 riservato alle vetture 2 ruote motrici.



La 45ª edizione della Dakar si snoderà su 8549 km, per un totale di 4706 km cronometrati, era dal 2014 che la maratona non presentava un simile chilometraggio. Il percorso, in gran parte rivisto, vedrà una prima parte composta da strade per lo più rocciose per poi, nella seconda settimana, affrontare le dune del deserto. La prima tranche vedrà gli equipaggi affrontare circa il 70% del chilometraggio totale con le tappe ad anello di Sea Camp e di Ha’il, oltre all’insidiosa Alula ricca di numerosi canyon, prima di giungere alle porte di Riyadh.

Solamente un giorno di riposo e la carovana riprenderà alla volta della zona desertica dell’Empty Quarter. Nelle dune del vasto deserto di Rub’ al-Khali si svolgeranno ben 3 tappe, di cui 2 Marathon che i concorrenti dovranno affrontare senza il supporto dei mezzi di assistenza. In questo contesto la navigazione svolgerà un ruolo fondamentale, mentre al pilota toccherà il non facile compito di non forzare il mezzo. Usciti dal deserto si potrà rifiatare, le dune lasceranno il posto alla spiaggia del Golfo Persico per le ultime 2 tappe e l’arrivo a Damman.

Sabato 31 dicembre 2022, prologo (top 10)

1 - Ekström-Bergkvist (Audi E2) - Audi - 8’
2 - Loeb-Lurquin (Prodrive Hunter) - BRX - 1”
3 - Peterhansel-Boulanger (Audi E2) - Audi - 11”
4 - Al-Attiyah-Baumel (Toyota Hilux) - Toyota - 12”
5 - Chicherit-Winocq (Prodrive Hunter) - GCK - 13s
6 - Sainz-Cruz (Audi E2) - Audi - 14”
7 - Al Rajhi-von Zitzewitz (Toyota Hilux) - Overdrive - 16”
8 - Przygónski-Monleon (Mini JCW) – X-Raid - 16”
9 - Terranova-Haro Bravo (Prodrive Hunter) - BRX - 20”
10 - Lategan-Cummings (Toyota Hilux) - Toyota - 21”